(1) ALITALIA.
IN 47 ANNI 13 MILIARDI DI AIUTI.
26-5-2021 AGI. Per
Alitalia lo Stato ha speso oltre 13 miliardi in 47 anni. Per raggiungere
questa cifra vanno considerati due periodi: quello tra il il 1974 e il
2014 e quello che va dal 2014 a oggi. Gli ultimi 100 milioni nel decreto
Sostegni bis in vigore
Oltre
275 milioni di euro l’anno per quasi
mezzo secolo. Al vecchio conio, 532 miliardi di lire l’anno. Quando le cose
di Alitalia vanno bene è una SpA privata. Quando vanno male è una compagnia
di bandiera da supportare, conservare gelosamente e proteggere dagli attacchi
delle “compagnie di bandiera” degli altri paesi.
Domanda: “ Come mai la ‘Compagnia di bandiera’ di
uno dei paesi più turistici del pianeta da mezzo secolo deve essere aiutata?”
I gestori che si sono avvicendati nell’ultimo mezzo secolo sono stati scelti
dai partiti tra gli amici degli amici, quindi “incapaci” per definizione e
fino a prova contraria. Per questo
Alitalia sarà ridotta alla stregua di un vettore locale. E se si continua
con gli incapaci ma fedeli, sparirà.
Per decenni è stata considerata (come Poste,
Ferrovie dello Stato ecc.) un serbatoio di posti di lavoro a disposizione
delle forze politiche in auge pro tempore. E’ evidente come, superata una
certa percentuale di incapaci in servizio, l’azienda sia stata massacrata dai
troppi raccomandati e da dirigenze inadeguate. Che cosa hanno fatto i sindacati oltre ad
accomodarsi al desco? Non hanno saputo prevedere il declino continuo,
evidente e sotto gli occhi di tutti?
Con i danni derivati dalla pandemia, la UE ha inteso
aiutare i vettori in difficoltà per quel problema. Da furbi abbiamo cercato
anche noi di inserire Alitalia tra gli
aiutandi , prontamente e giustamente tacitati da Bruxelles:
““Alitalia è costantemente in perdita ed era una
società in difficoltà già alla fine del 2019, ovvero prima dello scoppio del
Covid-19, ed è quindi esclusa dalla possibilità di ricevere aiuti sulla base
del quadro temporaneo”, stabilito per aiutare le aziende 'sane', spiega la Commissione
europea.
La newco Alitalia si chiama Italia Trasporto
Aereo, è stata costituita a novembre 2020, è di proprietà del Mef e prova a decollare con
un capitale di soli 20 milioni di euro (al momento) e un presidente del collegio
sindacale esperto di trasporti.
Ita Spa, Italia Trasporto Aereo società
per azioni. Di proprietà del ministero dell’Economia, la nuova azienda sarà
guidata da Francesco Caio, ex amministratore delegato di Poste Italiane,
nonché attuale presidente di Saipem e consulente del governo sull’ex Ilva.
I presidenti di Alitalia:
·
Giuseppe De Michelis (1946 – 1948)
·
Nicolò Carandini (1948 – 1968)
·
Bruno Velani (1968 – 1974)
·
Giorgio Tupini (1974
– 1978)
·
Umberto Nordio (1978 – 1988)
·
Carlo Verri (1988
– 1989)
·
Michele Principe (1990 – 1994)
·
Renato Riverso (1994
– 1996)
·
Fausto Cereti (1996
– 2003)
·
Giuseppe Bonomi (2003 – 2004)
·
Giancarlo Cimoli (2004
– 2007)
·
Berardino
Libonati (2007)
·
Maurizio Prato (2007
– 2008)
·
Aristide Police (2008)
·
Luca Cordero di Montezemolo (2015
– 2017)
·
Luigi Gubitosi[68] (2017
– 2018)
·
Francesco Caio (dal
2020)
Il sindacato è troppo avanti! Domanda a
Landini, tanto per informazione: può farci sapere quante persone , poi assunte,
sono state indicate dai sindacati alla Direzione di Alitalia negli ultimi 47
anni? E giacché ci siamo, togliamo anche i deficit
dai bilanci della compagnia. Un colpetto di spugna, come per gli esuberi.
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