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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli

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DOSSIER “CLASS ACTION”

 

 

 

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Report "Class action"  1-30 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Class action

Crisi e declino della scuola di Chicago america ( da "Riformista, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: e il comportamento dei soggetti collettivi è il risultato delle azioni individuali. Ma queste scelte non sono più razionali. Sono irrazionali. In questo caso, l'intervento del governo ha lo scopo di immettere razionalità nel sistema. Questa è la tesi di Brad Delong, professore di economia a Berkeley.

Mamme contro Berlino ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 1 Bambini contesi Mamme contro Berlino «Rivogliamo i nostri figli» di BENEDETTA ARGENTIERI «Insieme forse riusciremo a ottenere qualcosa». Marinella Colombo ( nel tondo) assieme ad altri tre genitori si prepara per cercare di riavere i figli. Tutti in Germania. Non li vedono, non possono parlarci. «Pensiamo a una class action». A PAGINA

Mamme contro la giustizia tedesca ( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Cronaca di Milano data: 02/06/2009 - pag: 7 Infanzia contesa Parte da Milano la class action per «assistere i nostri bambini» «Non vediamo i nostri figli da anni» Mamme contro la giustizia tedesca Altri genitori si sono uniti alla protesta di Marinella Colombo: «Siamo disperati» Sono quattro genitori. Marinella, Daniela, Marco e Paolo.

Doveva essere l'arma dei consumatori, ma con Silvio Berlusconi è diventato un inutile orpe... ( da "Unita, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: È la class action, l'azione collettiva, quell'istituto giuridico che negli Stati Uniti consente battaglie leggendarie di semplici cittadini contro le grandi Corporation fin dagli anni '60. Il testo voluto dal governo ha così depotenziato la misura che è assai probabile che le cause intentate dai consumatori si affastelleranno sulle scrivanie dei giudici e resteranno lì.

Tre denunciati per tentato furto ( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: con la nostra azione politica in Consiglio comunale". A che cosa fa riferimento Sonia Migliore? "Mi riferisco - aggiunge - alla grande battaglia sulla questione della "rotatoria di via Achille Grandi", che ha visto raggiungere il grande risultato dell'approvazione di un atto condiviso dall'intero Consiglio e che prevede la riqualificazione urbana dell'

Bonino occupa la Rai ( da "Riformista, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La protesta contro la rete nazionale è di ordine collettivo, fa sapere la Bonino: «Assieme a ormai 50 parlamentari, dirigenti e militanti radicali, abbiamo iniziato uno sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle delibera dell'Autorità garante per le comunicazioni.

Il liberismo non è un cliché ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: benessere collettivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA DOPO REAGAN E THATCHER L'attaccamento a un paradigma astratto produce un'economia subordinata alla finanza: così crescono le disuguaglianze invece del benessere collettivo L'AUTOSUFFICIENZA L'economia ha guardato con sospetto alle relazioni sociali e politiche, considerate solo come fonte di collusione o di distorsione Neoliberisti anni 80.

IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera d... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 9 IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera d... IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera di via Martiri della Bettola. Quella che una volta era la residenza provvisioria dei cosiddetti "stradini", nell'idea degli occupanti dovrebbe diventare un ufficio-

I consumatorie la loro tutelaincontro e diplomi ( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: introduzione dell'azione risarcitoria collettiva in Italia: il punto di vista del settore dell'energia"); Giuseppe Rinaldi, Telecom Italia, ("L'azione risarcitoria collettiva e le soluzioni extragiudiziali nel settore delle telecomunicazioni"); Claudio Melchiorre dell'Adoc ("L'azione risarcitoria collettiva e le aspettative disattese");

( da "Secolo XIX, Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva dopo l'inchiesta della Finanza. L'avvocato conferma l'obbligo per i negozi 04/06/2009 LE STIME sono da brividi: «Usando molta cautela, sono almeno 30.000, solo a Genova, i caschi non omologati in circolazione - dice Furio Truzzi, presidente di Assoutenti - Significa che, a 30 centimetri di larghezza l'uno,

Il pupazzo e il cittadino ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: raccordandosi con il più recente dibattito filosofico su ciò che rende le azioni «rette» e le società «giuste». Nella seconda metà del libro Panebianco affronta un nodo irrisolto nella contemporanea teoria sociale: il passaggio dal livello micro delle azioni individuali a quello macro delle organizzazioni collettive e delle istituzioni.

Pubblico impiego: direttiva sull'utilizzo di internet sul luogo di lavoro ( da "AltaLex" del 04-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivi di comparto (che dispongono sanzioni in caso di "negligenza nella cura dei locali e dei beni mobìli o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza"), anche il dettato del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al Decreto del Ministro per la funzione pubblica del 28

il tribunale: no a una nuova discarica a serre ( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La discarica aperta da Bertolaso nel territorio di Serre è chiusa per esaurimento dal 23 agosto 2008. «Per Macchia soprana ci sono stati danni incalcolabili. Peccato che non ci sia la class action, altrimenti avrei sollecitato tutti i cittadini a fare l´azione legale». (patrizia capua)

No a dibattito sul G8, facoltà serrate ( da "Manifesto, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivi e laboratori di Roma Tre». Era previsto infatti prima un dibattito con il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, e un rappresentante di Attac Italia poi uno spettacolo teatrale. In serata i ragazzi avrebbero lasciato la facoltà. Una delibera interna emanata dieci giorni fa dal Senato accademico (e voluta dal rettore Guido Fabiani)

VENERDI' 5 Poesia del '900 SALA LAUREE FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA SANT... ( da "Stampa, La" del 06-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: installazione con l'azione collettiva che conduce dalla "cura" - l'assorbimento delle vitamine del succo degli agrumi - alla "scultura", composizione etico-estetica di calotte colorate di arance e limoni. Info 011/3182235. Famiglie PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 15,30 "Aria di festa": feste di compleanno, feste di carnevale,

La campagna di Bologna finisce in mano ai violenti ( da "Riformista, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sui giornali dei banchetti di Azione Universitaria messi sottosopra al suono di «Fascisti appesi per i piedi» e «Attenti che vi arrivano le molotov» o delle lettere di insulti firmate dai collettivi che arrivavano negli uffici di un consigliere comunale ex An. L'obiettivo, in primavera, diventano le sedi elettorali dei partiti: alla Lega viene riservata una bottiglia incendiaria,

Orario di lavoro maternità, asilo... Regole finanziarie e bancarie, norme sull'immigrazione Ecco cosa deciderà l'Europarlamento che votiamo oggi ( da "Unita, L'" del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: abuso di informazioni privilegiate e sulle manipolazioni del mercato, alle remunerazioni dei manager e alla class action. Se poi venisse ratificato il Trattato di Lisbona il Parlamento europeo aumenterà di molto i suoi poteri. Sarà così per la politica agricola comune, che smista il grosso del bilancio comunitario, ma anche per i Fondi regionali e di coesione.

di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega G... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è il parere collettivo (qualche sussurro è uscito pure dall'incontro con il sindaco Gaspari e il team manager della Samb Calcio, Pierluigi Tassotti), che la prossima mossa del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara, sull'ordinanza della Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo, sarà proprio il sequestro cautelativo delle azioni della Samb Calcio.

Torneo dei Bar, eliminazioni eccellenti ( da "Corriere delle Alpi" del 07-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: applauso ma tante buone azioni collettive. La maggior parte delle partite si sono chiuse con uno scarto ridotto, poche le goleade. Il primo match della poule vittoria per raccogliere l'eredità della Sosta scatterà alle 13. Già da mezzogiorno comunque il Foro Boario sarà teatro delle sfide per evitare l'ultimo posto, e il trofeo conseguente: il cesso.

Siamo un'Italia duale e ci costa caro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è stato il passaggio dal coordinamento alla decisione collettiva: gli ultimi interventi europei, all'interno dell'Europa o attraverso l'Europa nel G-20, sono stati via via sempre più mirati verso forme di scelta collettiva. Il passaggio dei passaggi,dal coordinamento al collettivo, avverrà comunque in modo completo solo quando l'Europa deciderà di fare una politica comune d'

Le nuove piazze del sapere ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva» che la biblioteca pubblica finisce per occupare anche un ruolo sociale. Agnoli racconta queste cose con la competenza e la perizia che le appartengono, animata dalla lusinga che «in un Paese sempre più ignorante, che rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'

libertà e responsabilità delle fondazioni - gustavo zagrebelsky ( da "Repubblica, La" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: appartengono a una dimensione della vita collettiva che non si lascia ridurre alla «grande dicotomia» di cui parlava Norberto Bobbio, tra il pubblico, come gestione autoritativa di interessi collettivi, e il privato, come libero perseguimento di fini d´interesse individuale. In breve, si tratta (a) di soggetti giuridici privati, (b) espressione di auto-organizzazione sociale,

L'automa e lo spirito del nomade Panebianco ( da "Riformista, Il" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: «Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive» chiamate a rapporto nel complesso saggio dell'eclettico intellettuale. Richard Posner, Friedrich von Hayek, Hernando de Soto di Alberto Mingardi Se gli studiosi si dividono fra stanziali, che consacrano una vita di lavoro ad un unico tema, e nomadi,

Gheddafi, una tenda e 3 giorni di proteste ( da "Corriere della Sera" del 10-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: I Collettivi autorganizzati e gli studenti dell'Onda hanno affisso lo striscione «Gheddafi, Monteverde non ti vuole» all'ingresso della stazione ferroviaria in viale dei Quattro Venti. Annunciate azioni dimostrative, volantinaggi e per domani una partita di calcio a Villa Pamphili.

Convegno del Centro Italiano Femminile Emilia - Romagna: la cronaca ( da "Sestopotere.com" del 11-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: poiché un processo collettivo di privatizzazione ne ha incrementato la frammentazione, il disinteresse, le spinte consumistiche e la carenza partecipativa, ha evidenziato come ci si ritrovi a dover riproporre obiettivi che sembravano ormai scontati ma che di fatto non sono ancora entrati nella coscienza collettiva, quali il diritto al lavoro e la cittadinanza politica.

<È Sbagliato fare troppoallarmismo>In piazza gli operai della Ponticelli ( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: A ciò si aggiunge la preoccupazione sollevata dai sindaci per quel che riguarda il timore di ricadute per via del maggior costo dei trasporti dei rifiuti a Collette Ozzotto. L'ha espresso anche paolo Strescino, il nuovo sindaco, incontrando anch'egli la delegazione dei lavoratori. N. F. .x/12/0906

Libri online, gli Usa indagano sul colosso Google ( da "Riformista, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: in una class action che ha estorto a Google l'impegno di devolvere il 63% dei proventi della messa online dei libri ai titolari dei diritti delle opere e 125 milioni di dollari per chiudere la questione giudiziaria. Ma questo patto (che deve essere ancora ratificato dalla giustizia americana) non ha azzerato le polemiche su altri aspetti oscuri della faccenda.

Le piazze del sapere Biblioteche e libertà ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: di azione collettiva. La biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi minacciata da internet nel suo ruolo informativo, può diventare un territorio aperto a gruppi e associazioni, un centro di riflessione e di condivisione dei saperi, il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali.

Un patto europeo contro i debiti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: In caso contrario si incorrerebbe nei noti problemi di "azione collettiva" che hanno già prodotto, negli ultimi sei mesi, impulsi fiscali inferiori al necessario, da parte di singoli governi che preferiscono attendere che siano gli altri paesi a indebitarsi e a rilanciare la crescita. Non c'è dubbio che si tratti di un problema politico, nel metodo e nella sostanza.

Interazione temporale tra politica e controllo ( da "AltaLex" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Vi è una difficoltà nella ottimizzazione collettiva delle informazioni, nel combinare cultura e valori per una nuova ottimizzazione, necessita tempo per creare un nuovo rapporto di fiducia, una leadership culturale e persuasiva, la fiducia acquista la valenza di un capitale che permette di accelerare l?

Piazza Affari negativa (-1%), ma Enel riesce a salire (+1%) ( da "Soldionline" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: di Interesse Collettivo, ha emesso i provvedimenti autorizzativi necessari per la realizzazione dell'operazione di fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni e Toro Assicurazioni nella stessa Generali. Intanto, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Credit Agricole starebbe studiando un nuovo patto parasociale che sia accettato dai soci di IntesaSanpaolo e dall?

I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti ( da "AltaLex" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: on ne peut être puni pour une action ou une omission constituant une infraction pénale prévue par la loi si, dans la commission des faits, l'auteur n'avait pas de conscience et volonté (coscienza e volontà) ». La même règle est établie par l'article 3 de la loi du 25 novembre 1989 no 689 en ce qui concerne les infractions administratives.

Sulla condanna di una persona giuridica per illecito amministrativo ex lege 231/01 ( da "AltaLex" del 12-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: collettivo e per la produzione dell'evento lesivo del bene giuridico protetto. La particolare struttura della fattispecie concorsuale comporta infine, quale essenziale requisito, che il dolo del concorrente esterno investa, nei momenti della rappresentazione e della volizione, sia tutti gli elementi essenziali della figura criminosa tipica sia il contributo causale recato dal proprio

Equilibri tra uomo e ambiente Forme e modi di adattabilità ( da "Stampa, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva che si realizzerà durante il workshop tenuto dall'artista il 13 e il 14 giugno. Ad alcuni abitanti del quartiere sono stati chiesti abiti usati che saranno, nel corso dei lavori, riempiti con il fieno ottenuto dallo spazio aperto del Pav e che formeranno poi una serie di sedute per il giardino interno.

Per la class action disciplina da rivedere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: posizioni soggettive tutelabili e della legittimazione ad agire in giudizio» nell'azione collettiva. Lo Presti ricorda anche che la disciplina dell'azione collettiva già esiste e dovrebbe andare in vigore il 30 giugno: quindi, qualora il Ddl sviluppo dovesse essere approvato successivamente, potrebbero presentarsi «conseguenze pregiudizievoli sulle esigenze di certezza di diritto».

Azione legale per lo straordinario ( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Azione legale per lo straordinario Hanno deciso di promuovere una azione legale al fine di ottenere il pagamento delle loro spettanze economiche i sessanta lavoratori in forza al "118" nei Comuni di Butera, Gela, Niscemi, Mazzarino, Mussomeli, Serradifalco, Caltanissetta, Santa Caterina e Resuttano, che svolgono le mansioni di autista.

Class action Usa, avanti con calma ( da "ItaliaOggi Sette" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: alle cause contro le banche Parallelamente ai recenti sviluppi italiani in tema di class action, che vedranno l'azione collettiva risarcitoria applicabile solo agli illeciti commessi a partire dal 1° luglio di quest'anno, negli Stati Uniti aumentano i casi di soggetti non Usa che si rivolgono ai tribunali americani [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati:

Anche le formiche, in fondo, rischiano ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: alta finanza assolve ad altri due compiti utili al nostro benessere economico collettivo: ci induce a risparmiare, accumulare e investire promettendoci investimenti sicuri e liquidi anche in periodi eccezionali, e ci induce a risparmiare e investire come prerequisito per poter appagare il nostro amore per il gioco d'azzardo e come sottoprodotto di quest'ultimo.

Tempi bui per atleti e tifosi ennesi naccio ( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: portare il dibattito politico e partitico al centro delle attività consiliari e dell'azione amministrativa, poiché crediamo fortemente che qualsiasi presa di posizione non possa avvenire su un piano strettamente individuale e personale, ma deve essere frutto di un'analisi e di una concertazione effettuati all'interno di un gruppo politico».

Medici specializzandiuna causa collettivaper i compensi negati ( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: il Codacons continua la più grande azione giudiziaria collettiva per circa 17.000 medici siciliani rimasti senza compenso al fine di far avere loro quanto spettante. In caso di vittoria a ciascuno dei ricorrenti spetterà una somma che oscilla tra 33.000 e 50.000 euro, a seconda del numero di anni previsto per la singola scuola di specializzazione».

I nove punti irrinunciabili ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La class action Da evitare anche i ritardi e gli impedimenti nella promozione di cause collettive dei consumatori. 4. Parafarmacie Non vanno abolite: garantiscono sconti fino al 22,5% alla loro clientela. 5. Assicurazioni Sarebbe sbagliato cancellare la clausola annuale che di recesso.

Antitrust avverte "I consumatori vanno tutelati" ( da "Stampa, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: voluta dal governo Berlusconi) di congelare l'entrata in vigore della legge sulla class action, un istituto che in Italia, «per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione», ed è stato anche peggiorato nel percorso parlamentare. E si conferma la scarsa efficacia della legge Frattini sul conflitto d'interessi.

antitrust: liberalizzazioni tradite - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Class action Antitrust: liberalizzazioni tradite "Stillicidio di leggi anti-consumatori, reputazione compromessa per le banche" Catricalà sulle banche:"Reputazione compromessa" Antitrust: addio alle riforme troppe leggi anti-consumatori Ci sono continue iniziative parlamentari volte a restaurare i vecchi equilibri e a svuotare le riforme Le aziende di credito devono fare di più per

dietrofront su polizze, credito e farmacie la controrivoluzione che penalizza i cittadini - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: direttamente per trasformare la Class action in "un´eterna promessa", il meccanismo che dovrebbe difendere i consumatori dalle ingiustizie e dalle truffe subite dalle imprese non solo non potrà più essere utilizzata per tutto quello che è successo negli anni passati, ma dovrà aspettare l´approvazione definitiva della legge per essere utilizzabile con un ritardo di tre anni dall´

( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Catricalà ha rivendicato un ruolo più incisivo dell'Antitrust nell'istituto della class action», uno strumento che in Italia stenta a «trovare la giusta considerazione». Ma soprattutto il presidente dell'Antitrust ha chiesto al governo, senza nominarlo, di non staccare la spina alla class action, rendendola una riforma inoffensiva.

L'Antitrust: senza liberalizzazioni il Paese non potrà mai crescere ( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: da parte del capo dell'Antirust, anche al problema irrisolto del conflitto di interessi e ai peggioramenti apportati alla class action da questo governo. Catricalà ha chiesto per sé «un ruolo più incisivo nell'istituto della class action che in Italia, per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione». 17/06/2009

Class action, pronta la ciambella ( da "Italia Oggi" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: la versione attuale non consentirebbe di azionare una azione collettiva per far valere illeciti plurioffensivi extracontrattuali». Con la proroga, ci sarebbe tutto il tempo di rivedere la disciplina. L'atteso milleproroghe dovrebbe andare a uno dei prossimi consigli dei ministri e, secondo indiscrezioni, conterrebbe anche un altro slittamento importante: si tratta dell'

LA DESTRA, LE CASTE E LA GRANDE RESTAURAZIONE ( da "Unita, L'" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: la class action, le parafarmacie, la fornitura di energia elettrica e gas, le comunicazioni, i trasporti. Insomma, approfittando della crisi in corso e della moda anti-mercatista, seguita oggi anche da qualche riformista smarrito, il Governo realizza a tappe forzate un altro capitolo del suo programma fondamentale di sempre.

Antitrust: non scaricare i costi della crisi sui consumatori ( da "Unita, L'" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: resistenza di pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana. Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori.

La resistenza di pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà p... ( da "Unita, L'" del 17-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: resistenza di pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana. Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori.

"luce e gas, bollette troppo care colpa delle tasse più alte d'europa" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: entrata in vigore il 1 luglio prossimo delle misure sulla class action approvate con la Finanziaria 2008». Il problema è sorto perché le norme che "depotenziano" la Class action contenute nel ddl sviluppo ora all´esame della Camera, rischiano di non entrare in vigore entro il 30 giugno quando scadrà la sospensione della versione del governo Prodi decisa all´inizio dell´anno.

Class action verso un nuovo rinvio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ambito dell'azione collettiva i crac Cirio e Parmalat, e pure il default della vecchia Alitalia, ma anche per la definizione dei tribunali competenti (11 sedi regionali) e per la titolarità dell'azione, che riguarderebbe il singolo rappresentante della "classe", oltre alla tipologia delle obbligazioni da far valere in giudizio.

Trovata la delle nuove Brigate rosse ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: un collettivo combattente necessariamente specializzato e ristretto, che si propone però fin da subito l'obiettivo della costruzione del partito comunista combattente rivolgendosi alle punte più avanzate della classe». Seguono riferimenti ad altri documenti evidentemente corposi, sintomo di una produzione ideologica mai interrotta,

Servizi pubblici, riforma a metà ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva », di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Dulcis in fundo, una norma nascosta tra le «finali e transitorie » esenta totalmente l'amministrazione della presidenza del Consiglio dall'intera nuova disciplina: non sarà vincolata né al principio della trasparenza totale,

VENERDI' 19 Giornata di studio CENTRO PIER GIORGIO FRASSATI, VIA DELLE ROSINE 15, ORE... ( da "Stampa, La" del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Hatha Yoga nel parco PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 18,30 Introduzione all'Hatha Yoga nel verde del Parco Colletta. Necessario tappetino o stuoia per la pratica. Consigliato prenotare entro il giorno precedente 349/8152051. Essenze floreali ASSOCIAZIONE IBTG -SGT, VIA ANDREA DORIA 27, ORE 20-23 Inizia un corso di approfondimento sui fiori del dott.

La vera autonomia dell'Autorità che valuterà i servizi pubblici ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: chiarì coram populo e con dovizia di particolari, che la class action non era stata espunta dal decreto per una volontà politica di non adempiere a questo punto della legge delega ma per la necessità tecnica di sentire in una materia tanto complessa e delicata il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocatura dello Stato.

Esposizione collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla Galleria comunale d'arte di Faenza ( da "Sestopotere.com" del 20-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Esposizione collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla Galleria comunale d?arte di Faenza (20/6/2009 16:40) | (Sesto Potere) - Faenza - 20 giugno 2009 - Verrà inaugurata venerdì prossimo 26 giugno, alle ore 19.00, l?esposizione collettiva degli artisti Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò,

"Rilanciamo le mense ecologiche" ( da "Stampa, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Si tratta quindi da questo punto di vista di una azione poco educativa nei confronti dei giovanissimi utilizzatori delle mense ai quali arriva un messaggio contraddittorio in termini di tutela ambientale». Tutto ciò comporta infine evidenti aumenti di costo di smaltimento a carico della collettività.

ORIZZONTALI: 1. Borsetta rigida ad astuccio; 8. Riceve la Moldava; 11. Lo Stato di Mbabane; 19. Chi ... ( da "Stampa, La" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Un famoso esponente dell'«action painting»; 49. Giunzione articolata tra due pezzi; 51. Contraddittore per partito preso; 53. Iniz. della Tebaldi; 55. Affluente della Mosella; 57. Juventino; 58. Licenziamento del colono o del mezzadro; 61. Maschera protettiva; 63. Dipinse «La persistenza della memoria»;

Manovra d'estate con scudo fiscale ( da "Unita, L'" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sono in vista nuove proroghe, come la class action. Proroga anche per la conversione dei bond Alitalia, il cui termine è al 10 luglio. Il testo dovrebbe prevedere un innalzamento del rimborso dall'attuale 30% al 70% del valore del titolo. Provvedimento atteso in settimana. Regalo agli evasori con una aliquota tra il 5 e il 7%.

Loreo, è il gran giorno della sagra del pane ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è il gran giorno della sagra del pane IL COMITATO d'Azione dei Lavoratori prepara un'azione legale contro le lungaggini, le problematiche amministrative, le incertezze giuridiche e le opposizioni che da quattro anni continuano a ritardare o, peggio, a bloccare, la conversione della nuova centrale di Porto Tolle.

Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Pietro Ichino con "Servizi pubblici, riforma a metà" pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 19 giugn ( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione collettiva» di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Conclude Ichino: «Il ministro Brunetta, sul terreno di questa riforma, aveva preso pubblicamente l'impegno a dimettersi, piuttosto che accettare un depotenziamento grave del testo legislativo.

dei residenti contro i pusher del Ticinese ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: 1 La zona della movida assediata dagli spacciatori «Class action» dei residenti contro i pusher del Ticinese I residenti di Porta Ticinese sono pronti a presentare una denuncia collettiva in Procura contro vandalismi e spacciatori di droga: «È sotto gli occhi di tutti il degrado causato da venditori abusivi di birra, spacciatori e balordi.

Il Paese che cambia colore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: automa e lo spirito- Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive, un saggio tutt'altro che divulgativo, il cui titolo deriva da Blaise Pascal. Si tratta di un tentativo molto rigoroso di esplorare il percorso che dai «microfenomeni», legati all'azione del singolo individuo o di piccoli gruppi con una precisa base locale,

La promessa di sconto deve essere mantenuta ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 22-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione necessaria e sufficiente per pretendere l'adempimento dell'obbligazione promessa. Il venditore, dal canto suo, potrà sottrarsi all'esecuzione di quanto prospettato al pubblico solo dimostrando che il compimento dell'azione prevista a carico dell'acquirente è avvenuta oltre il termine indicato, ovvero che tale azione non è quella richiesta per la validità dell'

Crisi, venerdì governo esamina decreto legge su imprese ( da "Reuters Italia" del 22-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: entrata in vigore della Class action versione Finanziaria 2008, prevista a partire dal mese di luglio. "Il decreto sarà esaminato questo venerdì", ha detto la fonte. A differenza di quanto avvenuto solitamente in passato, la manovra di metà anno che accompagna il Dpef non dovrebbe prevedere forti interventi restrittivi per il bilancio pubblico.

tasse sul lavoro, italia prima in europa - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: menù anche il rimborso per gli obbligazionisti Alitalia e il rinvio della class action. Sul piano più strettamente relativo ai conti pubblici misure dovrebbero essere prese sui piani di rientro dei deficit sanitari delle cinque regioni in questione (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia). Mentre saranno assicurati i finanziamenti delle missioni di pace e quelli per l´editoria.

eretici - nello ajello ( da "Repubblica, La" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Lucio Colletti, vi ravvisa la speranza che si apra «anche nel Pci il periodo della lotta politica palese». L´esordio è duro. Natoli parlerà di «mesi di angoscia». E così li ricorderà Massimo Caprara: «Dell´esperienza del manifesto», si legge nel suo volume Ritratti in rosso (Rubbettino, 1989), «mi rimarrà il nitore pacato e costruttivo di certe discussioni dell´

Da Barack a Silvio, che salto... Quando in tv vedo il presidente Obama, per la classe ed il fasci... ( da "Unita, L'" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Andrea Terzano Due leggi, due misure Class action non retroattiva! Legge anti-intercettazioni retroattiva! Come mai? Massimo, Terni Berlusconi al lavoro Cara Unità, ma Berlusconi non diceva che lavorava per i suoi impegni politici e sociali, più di quindici (15!) ore al giorno? Ma dove: ai festini napoletani?

Tremonti: crisi, fatto tutto il possibile ( da "Corriere della Sera" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Stop alla class action ROMA Detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese, bonus per quelle che rinunciano ai licenziamenti e alla cassa integrazione, aumento delle soglie di compensazione dei crediti d'imposta accompagnato da una stretta sui controlli.

Filtro alle grandi compensazioni ( da "Italia Oggi" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Non è esclusa una forma di risarcimento simbolica anche per gli azionisti. È, infine, in arrivo un nuovo rinvio per l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. L'entrata in vigore è attualmente prevista per luglio, ma l'esecutivo interverrà con un nuovo rinvio per aspettare l'approvazione del ddl sviluppo che contiene la riforma della disciplina.

Class action da ritoccare ( da "Italia Oggi" del 23-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Andrea Mascolini parere consiglio di stato Class action da ritoccare Via libera del Consiglio di Stato alla «azione collettiva» contro le inefficienze di amministrazioni pubbliche e concessionari di servizi pubblici, anche con la perdita automatica della retribuzione del dipendente responsabile, ma vengono suggerite alcune modifiche per evitare problemi anche costituzionali.

E le imprese avranno la detassazione degli utili ( da "Stampa, La" del 24-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action. Dopo mesi di polemiche, il governo sembrava intenzionato a modificarla per farla entrare in vigore il 30 giugno, il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia ha annunciato che se ne dovrà riparlare. Maurizio Sacconi, pronto a introdurre un pacchetto di «premi all'occupazione», dovrà rinunciare alla norma per evitare il licenziamento dei lavoratori con incentivi agli

Via al piano impresa in un giorno Pronto anche il bonus innovazione ( da "Corriere della Sera" del 24-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: pagamenti della Pubblica amministrazione e il rinvio della class action (azione collettiva). «Il decreto ha commentato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia conterrebbe una serie di misure che abbiamo chiesto e, se verranno confermate, saranno utili per non far sentire sole le imprese ». Il provvedimento «va nella giusta direzione» anche secondo il presidente di Pirelli,

Si parte dalla contestazione del conto corrente ( da "Italia Oggi" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: dalla class action e cioè l'azione collettiva risarcitoria, per ottenere l'accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti o in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali.

"manovrina" d'estate da 5-6 miliardi - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: rinvio della class action e dello sportello unico delle imprese. Vicino al traguardo anche il Dpef. Il Documento di pro-grammazione economica e finanziaria, presentato ieri dal mini-stro dell´Economia Tremonti e da Gianni Letta al Capo dello Sta-to, sarà l´ultimo della serie: ieri infatti il Senato ha approvato la riforma della contabilità pubblica che lo sostituisce con il Dfp (

Manovra, Tremonti ci riprova Detassati gli utili reinvestiti ( da "Unita, L'" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Rinvii in vista anche per la class action e per la scadenza per la conversione dei bond Alitalia. In un decreto legislativo apposito, verrà aggiustata la normativa che riguarda le offerte pubbliche di acquisto, soprattutto quelle transfrontaliere. In vista, dunque, favori alle imprese, e l'ennesimo condono fiscale.

Papi rischia tutto Soldi alle imprese ( da "Manifesto, Il" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action». Il taglio ai cosiddetti «enti inutili») dovrà avvenire «entro il termine improcrastinabile del 30 giugno 2010». Rinviato al 1 gennaio 2011 anche l'addio definitivo agli inquinanti sacchetti di plastica. Mentre dai decreti legislativi (che in generale intervengono sulle norme sul riciclaggio) potrebbe anche venire una buona cosa come l'

Bonus e pagamenti più veloci alle imprese ( da "Corriere della Sera" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: entrata in vigore della class action, all'esecuzione degli sfratti nelle grandi città, all'abolizione degli enti inutili, alla commercializzazione dei sacchetti di plastica per la spesa. Mario Sensini Il ministro Giulio Tremonti Macchinari Secondo una bozza del decreto la detassazione dovrebbe riguardare solo gli utili reinvestiti in macchinari

Nucleare e niente class action, ddl sviluppo verso l'approvazione ( da "CittadinoLex" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Testo Il provvedimento è giunto alla quarta lettura dopo numerose modifiche Nucleare e niente class action, ddl sviluppo verso l'approvazione (Ddl Camera 1441-ter-C) Si avvia a diventare legge il provvedimento in materia di industria ed energia, che segna il ritorno del nucleare e abolisce definitivamente la retroattività per la class action.

Forze dell'ordine enti e istituzioni unite per difendere i cittadini ferraresi dalle truffe ( da "Sestopotere.com" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale,

Manovra, verso decreto da 2 miliardi domani in Cdm ( da "Reuters Italia" del 25-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ennesima sospensione della class action. Dovrebbe essere rinviato per ora il varo dello scudo fiscale. Tra le varie misure, il decreto aumenterà dal 30-35% circa al 70% la quota di rimborso delle obbligazioni emesse dalla vecchia Alitalia, oggetto di una offerta pubblica di scambio con titoli di Stato che scade il 10 luglio.

Ok alla class action e ai contributi ai giornali ( da "Italia Oggi" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione risarcitoria collettiva, proposta non accettata da maggioranza e governo. E non condivisa dall'Idv: «Qui è ora che ognuno si prenda le sue responsabilità», ha detto in aula Antonio Borghesi. Particolarmente criticata è stata la decisione di non rendere la norma retroattiva e consentire così di utilizzarla anche ai risparmiatori colpiti dal crac Parmalat e Cirio.

GLI EPISODI DI cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verificarsi di... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, infatti, nella nostra provincia sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, Prefettura, Provincia, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale,

tra gli indagati di riva ligure l'ingegnere dell'aurelia sbagliata ( da "Repubblica, La" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: re della spazzatura e proprietario della discarica di Collette Ozotto di Arma di Taggia la cui gestione, con ripetuti ampliamenti, ha spesso visto scendere in campo l´ingegner Tetamo. Ed è probabilmente questa sua competenza nel settore, che gli ha permesso di diventare direttore dei lavori del depuratore Secom, l´impianto che serve i comuni di Arma di Taggia,

Per uscire dall'angolo il protocollo Brunetta ( da "Riformista, Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: dalla class action per la pubblica amministrazione alla detassazione dei buoni pasto. Brunetta ha dimostrato con la sua azione personale che l'occupazione degli spazi mediatici è possibile con una tecnica politica di iper-attività. Il consiglio dei ministri di domani, dove sarà illustrato anche il Dpef e si daranno le stime del governo sul Pil (

Non lasciate sola la Bce ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: problema di azione collettiva in cui la razionalità di ogni banchiere nell'evitare di esporsi, si traduce in un fallimento collettivo. è proprio in queste circostanze che un intervento di regolazione politica è indispensabile. Tra le altre, le autorità francesi lo hanno già capito, hanno raccolto i banchieri attorno a un tavolo e hanno indotto gli istituti di credito a ricapitalizzarsi,

6 9 ( da "Corriere della Sera" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: imprese che assumono lavoratori in cassa integrazione o in mobilità: potranno incamerare i sussidi pubblici non utilizzati dagli stessi lavoratori. 6 9 Nuova proroga di 6 mesi per la class action Secondo quanto trapelato, il decreto fiscale dovrebbe contenere anche una nuova proroga di altri sei mesi per l'entrata in vigore della legge sulla class action, prevista per il primo luglio.

Aiuti alle imprese Ma il ministro prepara il condono ( da "Manifesto, Il" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ennesimo rinvio della class action, che segue a stretto giro di posta (e non per caso) quell'altra beffa sui rimborsi ridicoli per ex azionisti e obbligazionisti Alitalia (che così non potranno rivalersi). Ma non è tutto: siccome le risorse scarseggiano sembra che Tremonti stia pensando di tornare ad attingere a quel pozzo senza fondo che sono i capitali illeciti spostati all'

Class action, da decreto salta rinvio, in vigore da primi luglio ( da "Reuters Italia" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: previsto una revisione delle norme della cosiddetta class action con articoli contenuti nel ddl sviluppo che però non è stato ancora approvato alla Camera e che dovrà tornare al Senato. Si era quindi deciso di inserire nel milleproproghe, che è stato assorbito oggi nel decreto fiscale, un nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class action -- attualmente prevista ai primi di luglio -

Decreto anticrisi, il comma del rimborso Alitalia ( da "CittadinoLex" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi.

Decreto anticrisi, l'articolo sulle commissioni bancarie ( da "CittadinoLex" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi.

L'ok del Codacons ad alcune misure del decreto anticrisi del Governo ( da "Sestopotere.com" del 26-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ennesimo rinvio della class action. I rimborsi previsti in favore di obbligazionisti e azionisti Alitalia rappresentano poco, ma sempre meglio del niente che si prospettava finora per i possessori di tali titoli - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - I rimborsi, tuttavia, non devono in nessun caso essere condizionati alla rinuncia,

Un giorno sì e uno no escono questi numeri su deficit e calo del Pil Così è un disastro ( da "Stampa, La" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Passa la stretta alle compensazioni Iva e la proroga per altri sei mesi dell'entrata in vigore della class action. Su quest'ultima durante la giornata si è consumato un giallo: sembrava essere saltata dalla lista delle proroghe. In conferenza stampa Tremonti chiarirà: l'azione collettiva slitta nuovamente.

Confermate dal governo tutte le proroghe e gli slittamenti dei termini annunciati alla vigilia. In p... ( da "Stampa, La" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Piccolo giallo sulla class action: in un primo momento sembrava che il governo avesse soprasseduto all'idea di rinviarne nuovamente l'entrata in vigore delle azioni collettive, ma in conferenza stampa Tremonti ha confermato che il differimento è nel decreto. In questo caso da luglio 2009 si passa a gennaio 2010.

Misure per 2 miliardinel decreto anti-crisi ( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: La social card rimane com'è almeno per ora: il governo non ha ampliato la platea dei beneficiari (famiglie e pensionati) rimandando la cosa a un atto amministrativo. E slitta di altri sei mesi la class action, fra le proteste dei consumatori. Michele Lombardi 27/06/2009

detassati gli utili, cassintegrati recuperati - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: è il rinvio dell´entrata in vigore della class action e lo stop ai ticket per la medicina specialistica; non c´è l´allargamento delle social card (arriverà per via amministrativa, assicura il ministro Sacconi). Il decreto estivo del governo Berlusconi aumenta i rimborsi a bond e azioni Alitalia, e il numero di soldati nelle strade (1.

Provvedimenti anti-crisi in una manovrina d'estate dal valore indefinito. Se non un... ( da "Unita, L'" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Singolare anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class action. Nei testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo, nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o comunque di un fisco più leggero.

La manovrina di Tremonti Senza aiuti a famiglie e redditi ( da "Unita, L'" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Singolare anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class action. Nei testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo, nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o comunque di un fisco più leggero.

Palazzo Chigi cala il sipario ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: alza le mano e chiede con pertinenza: «E' vero che volete rinviare la class action? E quanto costa il decreto che avete approvato?» Tremonti accetta il gioco democratico ma risponde che non lo sa. Berlusconi fa per alzarsi. E di fronte alla mano in sospeso del giornalista risponde: «Per caso lei vuole andare al bagno?

Tremonti pensa all'impresa ma trascura i lavoratori ( da "Manifesto, Il" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: class action rinviata Tremonti pensa all'impresa ma trascura i lavoratori Sara Farolfi ROMA ROMA Via libera, ieri, del consiglio dei ministri al decreto legge che contiene la finanziaria 2010. «Si devono rialzare i consumi», Silvio Berlusconi concorda con Mario Draghi, ma a differenza del governatore della Banca d'Italia il premier è convinto che quella in corso ora sia una crisi

Presentato progetto contro le truffe a Ferrara ( da "Sestopotere.com" del 27-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale,

Energia, ticket sanitari e slittamento degli sfratti nel pacchetto famiglia ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: per i quali è stato previsto il rinvio a fine anno della class action (azione collettiva). Sul versante dell'energia, si prevede che Eni dovrà cedere alle società che consumano più gas, 5 miliardi di metri cubi a prezzi medi di mercato e offrire tariffe calmierate per operatori concorrenti e consorzi anche di consumatori.

I caratteri più forti della trama ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Associates di New York intenta una colossale class action sostenuta da 5000 persone nei confronti del potente e spietato uomo d'affari Arthur Frobisher (Ted Danson). La serie ruota attorno al rapporto tra due donne diversissime, ma al contempo uguali; lo spietato squalo di tribunale Patty Hewes (Glenn Close), pronta a tutto pur di vincere una causa,

Responsabilità in rosaPortopalo. ( da "Sicilia, La" del 28-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: azione di maggioranza e opposizione. «La presenza della donna in politica è garanzia di qualità e in questo caso è un chiaro segnale di crescita di Portopalo. Adesso mettiamoci a lavorare per dare risposte a tutta la collettività». Giovanni Chiavaro ha sottolineato l'intento del gruppo di minoranza di essere propositivi,

Nelle strade di Baghdad ( da "Manifesto, Il" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: ma ora gli abitanti si sono organizzati con generatori collettivi, che comunque non reggono i condizionatori d'aria necessari per sopportare la calura, la temperatura non scende mai sotto i 40 gradi. E poi manca l'acqua, i trasporti pubblici non esistono più, sono stati sostituiti da pullmini privati.

Sognatore mazziniano della bella politica ( da "Stampa, La" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: Dopo l'8 settembre 1943, Dino e Duccio salgono a Madonna del Colletto sopra Valdieri. Con loro ci sono Dante Livio Bianco e un pugno di altri ragazzi. Il fine è comune, idee e modalità d'azione spingono l'intransigente avvocato ad allontanarsi dal gruppo per entrare nella formazione autonoma Valle Pesio di Piero Cosa.

Incubo Caselle Volano solo ritardi e disagi ( da "Stampa, La" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: sottoscrivere a tutti un reclamo con richiesta di risarcimento per danni morali e materiali, una sorta di class-action in miniatura. La raccolta firme «Ho raccolto tra le 60 e 70 firme - racconta - vogliamo dare un segnale e creare un precedente perché così non si può andare avanti». Continua: «Paghiamo i biglietti, il mio costava più di 200 euro, non per ricevere questo trattamento.

"Il caso Torino è la spia di un intero sistema che stenta a decollare" ( da "Stampa, La" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: vero che la class action è stata dal governo rinviata, ma non mancano le denunce. E se c'è bisogno di sentire qualcuno «informato sui fatti», basta sfogliare la raccolta della Stampa degli ultimi mesi: un premio Oscar (Benigni), un segretario di partito (Franceschini), un procuratore della Repubblica (Caselli), un assessore regionale (

Alitalia alza la quota dei rimborsi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: si interpreta nel senso che per enti si intendono i soggetti giuridici collettivi, diversi dallo Stato, che detengono la partecipazione sociale nell'ambito della propria attività imprenditoriale ovvero per finalità di natura economica o finanziaria. 7. L'articolo 3, comma 12, lettera b) della legge 24 dicembre 2007, n.

Il testo integrale del decreto anticrisi ( da "CittadinoLex" del 29-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: proroghe di termini dalla class action alle missioni di pace. Alitalia - Salgono dal 30% al 70,97% i rimborsi agli obbligazionisti di Alitalia, e verranno parzialmente rimborsati anche gli azionisti. Le novità cono contenute nell'articolo 19 della bozza del decreto approvato del Consiglio dei Ministri il 26 giugno.

Ripresa, sinergie indispensabili ( da "Italia Oggi" del 30-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: attraverso la condivisione delle regole sui tempi, sui contenuti e sull'ambito della contrattazione collettiva. Queste regole hanno appunto guidato la precedente contrattazione tra Cnai e Cisal che ha introdotto istituti innovativi e specifici per gli esercenti lavorazioni conto terzi, a façon, per gli edili, per i contratti a chiamata, e per i co.

Londra guida il fronte dei duri (aspettando il G8) ( da "Riformista, Il" del 30-06-2009)
Argomenti: Class Action

Abstract: arresto dei funzionari e minacciando «risposte severe e collettive». «Il governo si gioca molto, moltissimo in questa partita. Non dico che siamo all'assalto di una leadership globale nei confronti dell'Iran ma certamente il vuoto politico seguito in Occidente alle elezioni iraniane andava colmato e Miliband non ha certo usato il fioretto.


Articoli

Crisi e declino della scuola di Chicago america (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Class Action

Crisi e declino della scuola di Chicago america Lo stallo del conservatorismo americano riguarda soprattutto le sue strutture ideologiche e quindi quella costellazione di idee, teorie, opinioni che ne hanno rappresentato per 30 anni l'ossatura dottrinale La crisi che accompagna il lento declino del conservatorismo americano non si ferma alla sua parte visibile, cioè alle sue espressioni politiche. Essa riguarda soprattutto le sue strutture ideologiche e quindi quella costellazione di idee, teorie, opinioni che ne hanno rappresentato l'ossatura dottrinale. Una di queste è senz'altro la cosiddetta "scuola di Chicago", che prima ancora di essere un'istituzione è stata un archetipo del pensiero conservatore in campo economico. Il pilastro intellettuale della sua proposta economica sono il monetarismo, che sostiene che compito delle banche centrali è mantenere in equilibrio la domanda e l'offerta di moneta, in modo da stabilizzare i prezzi e prevenire l'inflazione. La principale conseguenza di questa assunzione è che se i governi vogliono procedere ad una politica espansiva, devono operare sulla leva fiscale, e non su quella monetaria. Insieme al monetarismo, c'è poi la cosiddetta teoria delle scelte razionali: l'economia è il risultato delle scelte di agenti e attori individuali; questi si comportano razionalmente, cioè - di fronte ad un set di alternative - tendono a scegliere l'opzione che massimizza i propri benefici e diminuisce i relativi costi. Nel caso delle imprese, esse tendono a massimizzare il profitto. L'egoismo (utilitarismo) che muove l'homo oeconomicus alla fine si trasforma in un bene pubblico grazie al gioco delle forze contrapposte che si bilanciano e trovano alla fine una composizione. In altre parole, il sistema composto dalle azioni individuali trova un suo equilibrio naturale se lasciato a se stesso. Sì, perché ciò che questo sistema ha bisogno è l'informazione, non i limiti posti dal governo. L'informazione mette l'individuo nella posizione migliore per procedere alla migliore delle scelte e contribuisce, indirettamente, alla costruzione del bene comune; i limiti posti dal governo, al contrario, distorcono il processo. Questo porta alla conclusione che il mercato è meglio dello statalismo. O anche che l'economia basta a se stessa, e non va regolata dalla politica. Il mercato è tanto più perfetto quanto più l'informazione è completa e il governo latita. Insomma, la scuola di Chicago è un peana all'individuo, un attestato di stima e fiducia alla sua capacità di scegliere per il meglio, e quindi alla libertà di cui deve godere, e di cui nessuno deve aver paura, e limitare. La libertà dell'individuo è buona cosa perché porta alla costruzione del bene comune. Sembra l'uovo di Colombo: la sommatoria degli egoismi che si trasforma magicamente nel bene comune. Ora, di fronte allo scoppio della bolla finanziaria e alla depressione seguita alla crisi dei subprime, è legittimo porsi la seguente domanda: le assunzioni della Chicago School sono ancora valide? Richard Posner, uno dei più noti rappresentanti della Chicago School of Economics, nel suo nuovo libro "A Failure of Capitalism", risponde di sì. Egli sostiene che questa crisi è la prova ultima e definitiva che l'egoismo e l'utilitarismo muovono il mondo. Ma se Posner ha ragione, resta da spiegare perché l'egoismo individuale si sia trasformato in un disastro collettivo, invece che nel bene comune. Se le assunzioni della Chicago School restano valide, esse tuttavia non sembrano portare alle conclusioni teoriche previste. Posner sostiene nel suo libro che la colpa di questo insuccesso non è della teoria ma del governo. Agli inizi del presente decennio, la politica avrebbe dovuto intervenire per bloccare le innovazioni finanziarie che nel lustro successivo avrebbero travolto l'economia reale. Il problema di Posner, e con lui dell'intera costruzione teorica della Chicago School, è il seguente: per salvare l'ipotesi che gli individui procedono razionalmente, deve venire a capo di un dato di realtà: quello della crisi del mercato finanziario. In altre parole, per salvare la sovranità dell'individuo, deve poi accettare l'imperfezione del mercato, e quindi la necessità del governo e del suo intervento regolatore nell'economia. Insomma, Posner deve ammettere che, lasciato a se stesso, il mercato fallisce. Ovviamente, Posner aveva un'altra opzione a disposizione. Avrebbe potuto cercare di salvare la sacralità del mercato, e la sua superiore efficienza rispetto a quella del governo, ma soltanto al prezzo di dichiarare bancarotta sulle teorie delle scelte razionali. In questa prospettiva, il mercato è composto di individui, e il comportamento dei soggetti collettivi è il risultato delle azioni individuali. Ma queste scelte non sono più razionali. Sono irrazionali. In questo caso, l'intervento del governo ha lo scopo di immettere razionalità nel sistema. Questa è la tesi di Brad Delong, professore di economia a Berkeley. Che la crisi del mercato finanziario sia da spiegare con una o l'altra delle deficienze della teoria della Chicago School, il risultato finale è il suo declino, alla conclusione di un trentennio, quello iniziato con la presidenza Reagan, in cui la essa ha goduto di un assoluto predominio intellettuale sulla politica economica americana. di Enrico Beltramini 02/06/2009

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Mamme contro Berlino (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 02/06/2009 - pag: class="hilite">1 Bambini contesi Mamme contro Berlino «Rivogliamo i nostri figli» di BENEDETTA ARGENTIERI «Insieme forse riusciremo a ottenere qualcosa». Marinella Colombo ( nel tondo) assieme ad altri tre genitori si prepara per cercare di riavere i figli. Tutti in Germania. Non li vedono, non possono parlarci. «Pensiamo a una class="term">class class="term">action». A PAGINA 7

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Mamme contro la giustizia tedesca (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 02-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: class="hilite">Cronaca di Milano data: 02/06/2009 - pag: 7 Infanzia contesa Parte da Milano la class="term">class class="term">action per «assistere i nostri bambini» «Non vediamo i nostri figli da anni» Mamme contro la giustizia tedesca Altri genitori si sono uniti alla protesta di Marinella Colombo: «Siamo disperati» Sono quattro genitori. Marinella, Daniela, Marco e Paolo. Si sono cercati e trovati su internet. Quattro destini legati dalla tragedia di non potere più vedere i propri figli. Perché si sono visti «strappare i bambini dalla Germania». E ora hanno deciso di lottare insieme per «cercare di far valere i nostri diritti. Come madri e padri, e come cittadini italiani. Faremo una class="term">class class="term">action ». Speranza e frustrazione. E una consapevolezza: «Quando si sposa un tedesco bisogna essere preparati. Soprattutto nel caso ci siano di mezzo dei figli. Lo Stato non permette che vivano all'estero », spiega Marinella Colombo, mamma di Leonardo e Nicolò sottratti da scuola l'8 maggio scorso su ordine del Tribunale dei minori. «Non sono neanche riuscita a salutarli. Sto malissimo: sono 25 giorni che non ho loro notizie. Il telefono del padre (Tobias Ritter ndr) squilla a vuoto. Mi hanno detto che posso scrivere una mail all'indirizzo di uno studio. Niente di più». Ma Marinella non si ferma. «Ho presentato un'istanza al ministero della Giustizia. Vorrei che qualcuno si interessasse veramente al caso dei miei bambini. Perché io voglio e devo rivederli ». Poi ha scritto una petizione sul sito www.ceed-europa. eu e ha fondato un gruppo su Facebook, dove altri genitori si sono fatti avanti per raccontare le loro storie, «le loro tragedie». È così che ha conosciuto Daniela Limonta. Milanese, sposata in Germania nel 1998. Anche lei con lo stesso problema. Sono sette anni che lo Jugendamt (l'ufficio per i minori tedesco) le ha tolto l'affidamento della figlia. Il suo inferno comincia nel 2002, quando decide di riportare la bambina a Milano a vivere. «Il 4 ottobre me l'hanno tolta. Da quel giorno l'ho vista sei volte». L'ultima nel dicembre 2008. «Da quel giorno non sono neanche più riuscita a parlarle per telefono ». Non sono serviti gli avvocati («Ho buttato 30mila euro in spese legali»), nessuna udienza in tribunale («Non mi ha ascoltata nessuno»), con Giada non può trascorrere più di due ore all'anno. «E piuttosto di farla vivere in Italia, stavano per affidarla a un'altra famiglia». Anche lei sta scrivendo al ministero di Grazia e Giustizia. Ma per Olivier Karrer, che da dieci anni lotta contro le ingiustizie del Jugendamt, «sarà tutto inutile. L'unica azione possibile è una class="term">class class="term">action ». Lui, e altri quattro genitori, ha fondato il sito ceedeuropa.eu nel 2002 per cercare di «aiutare i genitori che si trovano ad affrontare difficoltà giudiziarie per poter vedere i propri figli». Le statistiche parlano di 250 casi solo in Italia, ma «sono pronto a scommettere che sono molti di più. La comunità italiana è la seconda più grande in Germania. Si parla di 330mila persone. E se qualcuno pensa di tornare in Italia con i figli nati e cresciuti in Germania, allora si scontrerà contro un muro». Lo stesso dei quattro genitori milanesi. Benedetta Argentieri L'appello Marinella Colombo assieme a Daniela Limonta. Entrambe combattono per riavere i propri figli «strappati dalla Germania». Con loro anche altri genitori milanesi rivolgono un appello al governo tedesco: «Qualcuno ci dia delle risposte»

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Doveva essere l'arma dei consumatori, ma con Silvio Berlusconi è diventato un inutile orpe... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 02-06-2009)

Argomenti: Class Action

Doveva essere l'arma dei consumatori, ma con Silvio Berlusconi è diventato un inutile orpello. class="hilite">È la class="term">class class="term">action, l'azione collettiva, quell'istituto giuridico che negli Stati Uniti consente battaglie leggendarie di semplici cittadini contro le grandi Corporation fin dagli anni '60. Il testo voluto dal governo ha così depotenziato la misura che è assai probabile che le cause intentate dai consumatori si affastelleranno sulle scrivanie dei giudici e resteranno lì. Le associazioni dei consumatori hanno bollato la proposta come «inapplicabile, dannosa per i consumatori, avulsa dal Codice del Consumo e contraria alle indicazioni provenienti dall'Ue». Bocciatura totale. Ma cosa ha fatto esattamente il governo? Prima manovra: no alla retroattività. Si consente di utilizzare il nuovo strumento solo per gli illeciti commesi dopo l'entrata in vigore della legge, e non per tutti quelli ancora non prescritti. In un solo colpo si salvano i responsabili dei crack Cirio e Parmalat e anche quelli che hanno lasciato con un mucchio di carte in mano i piccolia zionisti Alitalia. ma la beffa non finisce qui. Il testo prevede anche pesanti sanzioni per i cittadini che avessero presentato una domanda giudicata poi inammissibile. Insomma, se manca il «luogo a procedere i cittadini pagano. Una vera minaccia contro chi intende ribellarsi per comportamenti fraudeolenti e vessatori. Ancora. la possibilità di ricorrere è limitata a solo una decina di tribunali in tutto il territorio. Napoli dovrà coprire gran parte del mezzogiorno, Roma il Lazio, l'Abruzzo, l'Umbria e le Marche, Venezia anche il Trentino e il Friuli Venezia Giulia. Insomma, solo provare a far causa è un'impresa ardua. D'altronde si capì fin da quando fu approvata la prima stesura, con il governo Prodi, l'aria che tirava. Confindustria parlò di «atto ostile». Non fu così una trentina d'anni fa in California. La class="term">class class="term">action più famosa è rimasta quella contro la Pacific Gas and Electric Company, che portò nelle tasche di 360 cittadini 333 milioni di dollari. L'accusa (provata) era pesantissima: inquinamento delle falde acquifere e rischio tumore per gli abitanti. Ci volle una donna coraggiosa, Erin Brockovich, per ottenere giustizia. In Italia non basterà né il coraggio né la voglia di lottare.

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Tre denunciati per tentato furto (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Class Action

attività delle «volanti» Tre denunciati per tentato furto Anche i Socialisti, rappresentati in aula da Sonia Migliore, hanno votato il Bilancio di previsione 2009 al Consiglio comunale di Ragusa. Ma i Socialisti non facevano parte dell'opposizione? E' la stessa Migliore a spiegare. "Durante l'analisi del Bilancio - afferma - i Socialisti hanno ritenuto, e ritengono, che sia più producente, per i cittadini, votare un atto in Consiglio comunale e poter incidere su fatti che possono risolvere problemi alla città, anzichè bocciarlo solo per posizioni di pregiudizio politico e far perdere importanti opportunità alla collettività. Certo è chiaro ed evidente che alcune cose non le condividiamo, altre le riteniamo poco condivisibili e altre ancora le riteniamo valide, ma in questo contesto abbiamo voluto sottolineare il principio che, dinanzi ad un Bilancio che sarebbe comunque stato approvato a maggioranza, è più importante poter incidere positivamente almeno in un suo punto, con la nostra azione politica in Consiglio comunale". A che cosa fa riferimento Sonia Migliore? "Mi riferisco - aggiunge - alla grande battaglia sulla questione della "rotatoria di via Achille Grandi", che ha visto raggiungere il grande risultato dell'approvazione di un atto condiviso dall'intero Consiglio e che prevede la riqualificazione urbana dell'intero asse viario di via Grandi, nel tratto che va da piazza Croce fino alla rotatoria che insiste presso il centro commerciale, la cui realizzazione sarà effettuata entro il 2009 con una nuova progettazione tecnica più organica e definitiva. L'intera città conosce e sa benissimo quanto sia stato enorme l'impegno dei Socialisti e mio personale (ricordo solo la petizione popolare di 4.000 firme, le delibere approvate e mai eseguite, interventi della Prefettura, interrogazioni consiliari e parlamentari, occupazione dell'aula in segno di protesta ed un'ultima interrogazione presentata qualche giorno fa in cui si manifesta finalmente la volontà positiva dell'Amministrazione) affinchè si raggiungesse questo importante risultato che sottolinea come sia stata fatta giustizia su un vero sopruso ai danni della collettività: la famigerata "rotatoria Killer" è stata, non solo, la causa di gravissimi incidenti stradali, ma incarna nella sua sussistenza il principio di come si possa privare la collettività del giusto uso pubblico di una strada, in favore dell'uso privato". G. L.

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Bonino occupa la Rai (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Class Action

Bonino occupa la Rai «Nessuna visibilità» radicali ed europee. La vicepresidente del Senato si "insedia" in uno studio di Saxa Rubra: «Presto azioni penali. Viale Mazzini viola la delibera del garante». di Daniela Di Iorio «Ho deciso di non abbandonare gli studi della Rai, mentre ci prepariamo in queste ore a nuove azioni legali, anche sul versante della giustizia penale»: così Emma Bonino ha annunciato la sua occupazione dello studio di Saxa Rubra, dove ieri dopo le 13 si era appena conclusa la registrazione dello spazio di comunicazione politica che l'aveva ospitata. In sciopero totale della fame e della sete dalla mezzanotte di lunedì, l'esponente radicale ha comunicato al personale Rai presente la sua decisione di iniziare un'occupazione nonviolenta dello studio. Insieme alla Bonino, anche Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd, membro della commissione di Vigilanza Rai. La protesta contro la rete nazionale è di ordine collettivo, fa sapere la Bonino: «Assieme a ormai 50 parlamentari, dirigenti e militanti radicali, abbiamo iniziato uno sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle delibera dell'Autorità garante per le comunicazioni. Nonostante l'intervento del presidente Zavoli, i vertici della Rai sembrano voler continuare nella vera e propria truffa compiuta ai danni dei cittadini italiani, del loro diritto a essere informati. Da nonviolenti gandhiani non intendiamo restare inerti, né tollerare che sia perfezionato il sequestro di conoscenza e di legalità in atto, né lasciare la sede di questa azienda fino a quando non saranno realizzate azioni di immediata riparazione e interruzione dell'attentato ai diritti civili e politici dei cittadini». La promotrice dell'iniziativa ha anche voluto sottolineare che non si tratta di «protesta radicale per la visibilità in tv, visto che è di tutta evidenza che si tratta di qualcosa di più grave e serio», concludento: «Mi auguro che i grossi leader politici di questo Paese non vorranno continuare a essere protagonisti e complici di quanto sta accadendo. Per quanto ci riguarda, continuiamo a dar corpo a una sete di verità e legalità che è, sempre più, anche quella del popolo italiano». Viale Mazzini avrebbe fatto notare di aver rispettato le indicazioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Ma la Lista Bonino-Pannella ha replicato in una nota: «Nessuna ottemperanza è stata data dalla Rai all'ordine dell'Autorità, che impone ai tg specifiche interviste di riepilogo informativo per restituire agli italiani la conoscenza negata da 50 giorni di ostracismo nei confronti della Lista. I tg della rete Rai si sono invece limitati a mandare un estratto di alcuni secondi della registrazione di Emma Bonino. L'ordine Agcom impone ben altro, ovvero interviste ad hoc, di alcuni minuti finalizzate a consentire agli italiani di conoscere le proposte della lista Bonino-Pannella sino ad oggi censurate». 03/06/2009

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Il liberismo non è un cliché (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-06-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMO PIANO data: 2009-06-03 - pag: 2 autore: Il liberismo non è un cliché Alla base della crisi autoregolamentazione spinta e modelli matematici di Carlo Trigilia C he ruolo hanno giocato gli economisti nel favorire quelle modalità di organizzazione delle attività economiche che hanno portato alla crisi? La domanda può apparire a prima vista provocatoria e non ben fondata. Dopotutto, gli economisti sono degli studiosi, degli analisti. Perché dovrebbero aver avuto un ruolo importante nella crisi? In realtà, questo interrogativo si giustifica se teniamo conto che gran parte delle attività che caratterizzano la vita collettiva non sono organizzate in un certo modo semplicemente perché quello è il modo più efficiente di farle, ma anche perché è considerato il più appropriato dagli esperti dal ramo. In altre parole, perché è giustificato e legittimato per ottenere certi risultati. Molti economisti hanno derubricato la questione della crisi a errori tecnici e a carenze dei regolatori. Ma non c'è bisogno di iscriversi al ristretto club ideologico di quanti non vedono il ruolo positivo - e da mantenere - della finanza nell'economia di mercato, per sostenere che questa valutazione è troppo riduttiva. Gli economisti - quelli appartenenti al grosso della disciplina (il mainstream), non importa quanto informati di finanza - hanno delle responsabilità maggiori per quello che è successo negli ultimi decenni. Essi hanno infatti dato legittimità a una grande trasformazione nell'ambito della quale concreti interessi economici e politici hanno poi agito in certe direzioni. Non solo.Nell'ambito di una crescente globalizzazione culturale, si sono fatti paladini del modello del capitalismo anglosassone, presentandolo come meta da raggiungere agli anchilosati capitalismi europei e a quello giapponese. Anche in Italia - e a volte anche da questo giornale - sono spesso venute convinte e severe prediche in questa direzione. Ma perché tutto questo è accaduto? La risposta va cercata nell'attaccamento della maggior parte degli economisti al paradigma centrale e originario della disciplina, per il quale più ci si avvicina al modello dei mercati autoregolati e maggiori sono i vantaggi per il benessere collettivo. Com'è noto, il ritorno all'egemonia forte di questo paradigma risale alla svolta neoliberale di Ronald Reagan e Margaret Thatcher per far fronte alle gravi difficoltà economiche dei rispettivi Paesi. Tale svolta era stata sostenuta da alcune correnti affermatesi nel pensiero economico, ma contribuì poi a rafforzare, a sua volta, l'influenza di tali correnti più radicalmente "mercatiste" nel complesso delle business schools, delle università e dei media specializzati. Da qui quel processo di legittimazione crescente e di incoraggiamento concreto di nuove pratiche nell'organizzare la finanza e le imprese di produzione. Quanto alla finanza, è difficile credere che gli economisti non si rendessero conto di una serie di rischi, molto più elevati del passato, che venivano assunti dalle istituzioni finanziarie con la crescita della finanza strutturata. Tuttavia, in perfetta buona fede ritenevano probabilmente che valesse la pena di correrli perché in tal modo si estendeva la possibilità di accesso al credito a chi ne aveva bisogno, con conseguenze positive sullo sviluppo e sul benessere collettivo. E inoltre potevano essere soddisfatte le esigenze di assicurazione contro l'incertezza sui tassi di interesse e sulle valute dei partecipanti a un commercio internazionale in crescita. Ma c'è un secondo motivo piùastratto e forse più importante. Sin da Adam Smith, l'economia ha guardato con sospetto all'interferenza delle relazioni sociali e politiche, viste solo come fonte di collusione o di distorsione. Da questo punto di vista i nuovi strumenti finanziari sono apparsi come un modo di spersonalizzare la valutazione del rischio di credito, liberandosi dalla valutazione diretta degli agenti come persone, e quindi dalla componente fiduciaria non meramente calcolabile probabilisticamente, nella convinzione che i mercati mossi dall'incentivo dell'interesse potessero calcolare meglio e con più precisione i rischi. Specie, come ha più volte notato Alan Greenspan, quanto meno fossero intralciati da regolazioni che rischiavano di essere poco efficienti. Si è poi visto che non è così, con le conseguenze che ne sono derivate. Nel frattempo, però, le transazioni finanziarie erano aumentate molto più del commercio internazionale e del Pil, segno che la finanza aveva creato occasioni di profitto che drenavano capitali alla ricerca di alte remunerazioni a breve. Insomma, il tentativo che attrae fatalmente gli economisti di spersonalizzare e depoliticizzare le transazioni economiche ha mostrato dei chiari effetti perversi su cui occorrerebbe riflettere. Tanto più che questi effetti si aggiungono ad altri - non meno perversi - legati all'influenza della finanza sulla governance delle imprese. Anche in questo caso, l'idea della creazione di "valore per l'azionista" si giustifica - in astratto - col fatto che il mercato può valutare meglio di strumenti personalizzati (soggetti a distorsioni sociali) la performance dei manager. La proprietà delle imprese deve essere quindi pienamente contendibile sui mercati azionari, in modo che i manager sentano il fiato sul collo degli azionisti e si sforzino di creare valore a breve, anche con bonus e stock option legate alla performance dell'impresa. Diversamente, l'impresa perderà valore, e loro il posto. Il risultato è che i manager orientano la gestione a breve,trascurano l'innovazione a più lungo termine, investono di più in acquisizioni e attività finanziarie, non considerano i lavoratori e la loro qualificazione un asset centrale delle imprese, si fanno meno problemi a licenziare e incrementano le disuguaglianze sociali. L'impresa infatti deve essere una "rete di contratti" e non una "comunità di interessi diversi". Eppure, questo è apparso - ed è stato presentato - come un modello più evoluto del vituperato e appesantito capitalismo renano- nipponico, o dei sistemi locali di piccola impresa italiani, troppo condizionati dalle famiglie e dalle comunità locali. I risultati dell'industria manifatturiera americana, che vediamo anche in questi giorni, non sembrano però confermare la sbandierata efficienza del capitalismo anglosassone. Insomma, forse gli economisti dovrebbero appassionarsi meno al problema della loro capacità di previsione della crisi e dovrebbero invece riflettere di più su come l'attaccamento a un paradigma astratto - che vede l'economia tanto più efficiente quanto più si spersonalizza e si separa dalla società - rischia di produrre effetti contrastanti: un'economia subordinata alla finanza in cui crescono le disuguaglianze invece del benessere collettivo. © RIPRODUZIONE RISERVATA DOPO REAGAN E THATCHER L'attaccamento a un paradigma astratto produce un'economia subordinata alla finanza: così crescono le disuguaglianze invece del benessere collettivo L'AUTOSUFFICIENZA L'economia ha guardato con sospetto alle relazioni sociali e politiche, considerate solo come fonte di collusione o di distorsione Neoliberisti anni 80. Il presidente Usa Ronald Reagan e il primo ministro britannico Margaret Thatcher alla Casa Bianca nel febbraio 1985 si divertono con Lucy, il cane di Reagan, un bovaro delle Fiandre CORBIS

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IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera d... (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 03-06-2009)

Argomenti: Class Action

REGGIO pag. 9 IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera d... IERI mattina una trentina di attivisti del Collettivo Sottotetto hanno occupato la casa cantoniera di via Martiri della Bettola. Quella che una volta era la residenza provvisioria dei cosiddetti "stradini", nell'idea degli occupanti dovrebbe diventare un ufficio-sportello aperto alla cittadinanza. La casa, di proprietà della provincia, è rimasta vuota dal 1994. «Il leit-motiv di questa azione consiste nel voler togliere spazi alla speculazione edilizia che negli ultimi 15 anni ha condannato la città di Reggio al cemento ed ai palazzinari - scrivono i giovani disobbedienti - Soprattutto in questo momento di crisi, le istituzioni politiche e sociali non danno risposte alle persone e alle famiglie in emergenza abitativa, preferendo lasciare al degrado e all'abbandono un cospicuo patrimonio immobiliare».

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I consumatorie la loro tutelaincontro e diplomi (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 03-06-2009)

Argomenti: Class Action

I consumatori e la loro tutela incontro e diplomi Domani, alle 16 nell'aula magna di Scienze politiche tavola rotonda sul tema "La tutela del consumatore tra conflitto e conciliazione", organizzata a chiusura delle attività del master "Customer care e tutela del consumatore", coordinato dalla prof. Rita Palidda (foto). Alla fine dell'incontro saranno infatti consegnati i diplomi agli allievi che hanno superato l'esame finale del corso. Dopo i saluti del preside della Facoltà Giuseppe Vecchio, interverranno Renata Villa dell'Enel, ("L'introduzione dell'azione risarcitoria collettiva in Italia: il punto di vista del settore dell'energia"); Giuseppe Rinaldi, Telecom Italia, ("L'azione risarcitoria collettiva e le soluzioni extragiudiziali nel settore delle telecomunicazioni"); Claudio Melchiorre dell'Adoc ("L'azione risarcitoria collettiva e le aspettative disattese"); chiuderà l'assessore alla Cultura del Comune di Catania Fabio Fatuzzo su "Una formazione a tutela dei diritti dei consumatori".

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(sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-06-2009)

Argomenti: Class Action

«Caschi non omologati, rimborsi dai venditori» il caso Assoutenti promuove un'azione collettiva dopo l'inchiesta della Finanza. L'avvocato conferma l'obbligo per i negozi 04/06/2009 LE STIME sono da brividi: «Usando molta cautela, sono almeno 30.000, solo a Genova, i caschi non omologati in circolazione - dice Furio Truzzi, presidente di Assoutenti - Significa che, a 30 centimetri di larghezza l'uno, mettendoli in fila si raggiungerebbero quasi 90 chilometri: in pratica si arriverebbe alla Spezia». Eppure i codici di omologazione a rischio sono stati ampiamente pubblicizzati dalla Guardia di Finanza, che ha avviato l'inchiesta. Perché non sono stati riconsegnati? Lo spiega Truzzi: «Portando il casco alle forze dell'ordine, o alla nostra associazione, viene rilasciato un verbale che consente di chiedere il rimborso ai negozianti che hanno venduto il casco: rispondono in solido anche loro, rivalendosi semmai sul produttore. Ma spesso i negozianti fanno difficoltà, e per evitare discussioni c'è chi preferisce conservare il proprio casco, che magari esteticamente è pure bello». C'è un problema: «Il casco non omologato non è sicuro - sottolinea Truzzi - Non solo si corrono pericoli di incolumità, ma le assicurazioni potrebbero rifiutarsi di pagare il rimborso in caso di incidenti, senza contare che in caso di controlli le forze dell'ordine potrebbero non solo sequestrare il casco, ma anche fermare la moto, perché senza protezione non si può guidare, e nei casi degli agenti più zelanti possono pure elevare una sanzione amministrativi». Insomma, si arriva a spendere più dei 100-150 euro del costo di un nuovo casco. «L'appello - insiste il presidente di Assoutenti - è a consegnare i caschi non omologati, perché la sicurezza viene prima di tutto». Senza contare che i negozianti sono tenuti a rimborsare i caschi venduti con l'omologazione a rischio: «Certo occorre lo scontrino - ammette Truzzi - o, quanto meno, una prova idonea: un testimone, l'estratto conto di un bancomat o della carta di credito. O la fiducia concessa dal negoziante. In ogni caso, intendiamo promuovere una azione collettiva rivolta nei confronti delle case produttrici; si possono associare anche i rivenditori che si sentono vittime inconsapevoli, ma per dimostrare la buona fede devono in primo luogo rimborsare». L'avvocato Alessandro Monti Bragadin, che insieme ad Alessio Abbene per la parte civile, cura la pratica, conferma: «È così, ma non posso aggiungere altro perché c'è un'inchiesta in corso e rischierei di violare il segreto istruttorio». E se un negoziante si rifiuta? «Lo portiamo in giudizio dal Giudice di Pace - avverte Truzzi - Già due ingiunzioni sono partite, e altre dieci sono già in procinto di partire». Giuliano Gnecco gnecco@ilsecoloxix.it 04/06/2009

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Il pupazzo e il cittadino (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cultura data: 04/06/2009 - pag: 45 Proposte Angelo Panebianco affronta ne «L'automa e lo spirito» un tema classico del pensiero moderno. In difesa della società aperta Il pupazzo e il cittadino Lo stile dei leader e le regole del gioco che rendono libero l'individuo di MAURIZIO FERRERA G li individui sono «automi eterodiretti», pesantemente condizionati dai contesti sociali e istituzionali in cui operano, oppure sono «spiriti liberi», capaci di effettuare scelte autonome e originali? In questo secondo caso, che cosa orienta le loro scelte: le passioni, gli interessi, gli ideali? Intitolato, appunto, L'automa e lo spirito (Il Mulino), il nuovo libro di Angelo Panebianco affronta di petto il tema dell'azione individuale: le sue motivazioni, caratteristiche, conseguenze. Si tratta di un brillante saggio di teoria sociale, che intrattiene un dialogo serrato con i principali esponenti delle contemporanee scienze sociali. Il taglio è piuttosto «tecnico», per addetti ai lavori. Alcune tesi dell'autore sono però di grande interesse anche per la discussione pubblica allargata e forniscono numerosi spunti a tutti coloro che hanno a cuore i destini della società aperta e s'interrogano su come estendere, al suo interno, gli spazi di autonomia e «individualità », per dirla con Stuart Mill. Attingendo alle riflessioni di una vasta gamma di saperi (dall'economia alla psicologia, dalla sociologia alla scienza politica) Panebianco guida innanzitutto il lettore nei labirinti delle varie «teorie dell'azione », elaborate per caratterizzare e spiegare l'agire individuale. La teoria più potente di cui oggi disponiamo è senz'altro quella della «scelta razionale», sviluppata nell'ambito dell'economia neo-classica. Gli individui sono attori calcolanti, i quali cercano di massimizzare la realizzazione delle proprie preferenze in funzione dei segnali che provengono dall'ambiente: pensiamo, per tutti, alle scelte di un consumatore in un supermercato. Questa teoria consente di spiegare molti fenomeni sociali, ma certo non tutti, soprattutto quando essa assume che la motivazione dell'attore sia la difesa egoistica dei propri interessi materiali. Come ha sottolineato buona parte della tradizione sociologica del Novecento, gli individui possono infatti agire in base a molte altre motivazioni: interessi «ideali», impegni morali, rispetto di norme e lealtà di gruppo, puro e semplice altruismo. I noti esempi di Max Weber (il capitano che non vuole abbandonare la sua nave e affonda con essa, Attilio Regolo che va incontro alla morte per mantenere la parola data) rendono bene l'idea di una razionalità rispetto al valore (o assiologica) che a volte prevale sulla razionalità rispetto allo scopo (o strumentale). La psicologia cognitiva ha dal canto suo osservato che la mente umana ha ridotte capacità di attenzione e di gestione dell'informazione. La razionalità olimpica dell'homo economicus è irraggiungibile nel mondo reale: persino quando siamo al supermercato spesso ci accontentiamo di comprare il primo prodotto che ci sembra «soddisfacente », senza sforzarci di passare in rassegna tutti gli scaffali. Una volta riconosciuto che esistono diversi tipi di razionalità, soggetti in egual misura a limiti di natura cognitiva, è possibile andare al di là di una semplice lista e di mere caratterizzazioni ex post dell'agire intenzionato? La proposta di Panebianco è quella di elaborare una prospettiva teorica in chiave pluralista e soprattutto evoluzionista: gli individui perseguono una molteplicità di scopi, ordinati in schemi mentali che si formano, si adattano e si affinano sulla base dell'esperienza, per prove ed errori. Questa esperienza è sempre situata in contesti sociali e istituzionali che plasmano desideri, credenze e opportunità individuali. Pur subendo il condizionamento dei contesti, noi non siamo però «pupazzi istituzionali»: manteniamo al contrario buoni margini per esercitare una discrezionalità intenzionale basata su pensiero razionale e passioni, che evolve nel tempo e che ci rende insieme liberi e responsabili di ciò che facciamo. L'autore si ferma qui: ma è chiaro che la riflessione potrebbe decollare a questo punto dal piano esplicativo a quello normativo, raccordandosi con il più recente dibattito filosofico su ciò che rende le azioni «rette» e le società «giuste». Nella seconda metà del libro Panebianco affronta un nodo irrisolto nella contemporanea teoria sociale: il passaggio dal livello micro delle azioni individuali a quello macro delle organizzazioni collettive e delle istituzioni. Nella sfera economica la transizione micro-macro non risulta particolarmente problematica: l'istituzione «mercato» tende a emergere spontaneamente dall'aggregazione di scelte individuali più o meno indipendenti fra loro. Ma come spiegare gli ordini sociali «costruiti », assai diversi da quelli «spontanei », come li chiamava Hayek? Come nascono, come stanno insieme, come cambiano partiti, movimenti sociali, stati, chiese, gruppi d'interesse? Su questi temi esistono intere biblioteche, ma pochissimi lavori offrono spiegazioni capaci di connettere, sistematicamente, le caratteristiche e le dinamiche del fenomeno in oggetto con le scelte degli individui che lo hanno originato e lo alimentano giorno dopo giorno con il proprio agire. Alla sfida della micro-fondazione Panebianco dedica i due capitoli più originali e densi del libro. La sua proposta teorica è complessa e sofisticata e posso qui darne solo un'idea sommaria. I «ponti» che collegano l'universo micro a quello macro sono essenzialmente due: networks e leader. Date certe regole del gioco, sia i «reticoli» che l'interazione fra leader producono effetti di composizione delle azioni individuali in campi sociali caratterizzati da interdipendenza. Così, ad esempio, il conflitto di classe e le organizzazioni politiche e sindacali ad esso connesse (uno dei macro-fenomeni politici più rilevanti del XX secolo) possono essere spiegati in base a pre-esistenti reticoli di aggregazione collettiva intorno a specifici interessi materiali e a diverse visioni del mondo, a strategie di alleanza e confronto tra reticoli, su iniziativa di broker sociali, nonché a deliberate operazioni di mobilitazione e politicizzazione orchestrate da leader in cerca di potere. La natura aperta o chiusa dei reticoli, la qualità e lo stile della leadership, il tipo di regole del gioco sono aspetti cruciali per le transizioni dal micro al macro. In questo libro, Panebianco ha intenti esclusivamente analitico-esplicativi. Il suo ragionamento potrebbe essere però utilmente sviluppato anche in direzione valutativa. Quali mix di razionalità e logiche d'azione individuale, quali schemi mentali, quali regole del gioco favoriscono la formazione di networks aperti, di forme di leadership efficaci ma non oppressive, di contesti istituzionali capaci di evolvere tramite dinamiche trasparenti e partecipate di apprendimento? Il tema è quello dei «ponti» verso la società aperta: i ponti che già ci sono (che vanno identificati e studiati più da vicino) ma anche quelli nuovi che si potrebbero costruire. Il libro di Panebianco fornisce una cassetta degli attrezzi preziosissima a chi volesse approfondire questi temi. Come auspica lo stesso autore alla fine dell'introduzione, c'è solo da sperare «che a qualcuno venga voglia di provarci». BRUNO BRUDROVIC, «UOMINI SU UN PONTE DISEGNATO» (CORBIS) Contributi Una prospettiva teorica in chiave pluralista e soprattutto evoluzionista. Una cassetta degli attrezzi per il dibattito pubblico

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Pubblico impiego: direttiva sull'utilizzo di internet sul luogo di lavoro (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 04-06-2009)

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Pubblico impiego: direttiva sull'utilizzo di internet sul luogo di lavoro Presidenza del Consiglio dei Ministri, direttiva 26.05.2009 n° 2 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Le Pubbliche Amministrazioni, in quanto datori di lavoro, sono tenute ad assicurare la funzionalità ed il corretto impiego degli strumenti ICT da parte dei propri dipendenti, definendone le modalità di utilizzo nell'organizzazione dell'attività lavorativa ed adottando le misure necessarie a garantire la sicurezza, la disponibilità e l'integrità dei sistemi informativi. E' quanto illustra la Direttiva 26 maggio 2009, n. 2 con la quale il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri interviene in merito all'utilizzo di internet e della casella di posta elettronica istituzionale sul luogo di lavoro. In particolare le P.A. nell'esercizio del potere di controllo devono attenersi alle seguenti regole generali: innanzitutto deve essere rispettato il principio di proporzionalità, che si concreta nella pertinenza e non eccedenza delle attività di controllo. Le limitazioni della libertà e dei diritti individuali devono, infatti, essere proporzionate allo scopo perseguito; è in ogni caso esclusa l'ammissibilità di controlli prolungati, costanti e indiscriminati; inoltre, l'introduzione di tecnologie e di strumenti per il controllo sull'uso della rete e della posta elettronica deve essere fatto rispettando le procedure di informazione/consultazione delle rappresentanze dei lavoratori previste dai contratti collettivi; infine, i lavoratori devono essere preventivamente informati dell'esistenza di dispositivi di controllo atti a raccogliere i dati personali. (Altalex, 4 giugno 2009) PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, DIRETTIVA N. 2/2009 Oggetto: Utilizzo di internet e della casella di posta elettronica istituzionale sul luogo di lavoro. PREMESSA Le risorse ICT costituiscono, ormai da tempo, il principale strumento di lavoro posto a disposizione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. L'ampia distribuzione di tali risorse tra i dipendenti ne favorisce il diffuso utilizzo anche per finalità diverse da quelle lavorative. La prassi, ancorché ben conosciuta dalle Amministrazioni, è difficile da monitorare, sia per il costo dell'eventuale attività di monitoraggio, sia per le implicazioni relative alla tutela della riservatezza e dei dati personali. D'altronde, tale utilizzo non istituzionale non provoca, di norma, costi aggiuntivi, tenuto conto della modalità di pagamento "fìat" (non riferita, pertanto, al consumo) utilizzata nella generalità dei casi dalle Amministrazioni per l'utilizzo di quasi tutte le risorse ICT (postazioni di lavoro, connessioni di rete e posta elettronica). In considerazione della delicatezza della materia, che tocca i diritti individuali (quale il diritto alla segretezza della corrispondenza) e richiede, pertanto, un giusto bilanciamento con il potere di controllo dell'Amministrazione, si ritiene opportuno fornire indicazioni utili a facilitare, da un lato, il corretto utilizzo degli strumenti ICT da parte dei dipendenti e, dall'altro, il proporzionato esercizio del potere datoriale di controllo da parte delle Amministrazioni in indirizzo. 1. Esercizio del potere di controllo e doveri di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni Le Pubbliche Amministrazioni, in quanto datori di lavoro, sono tenute ad assicurare la funzionalità ed il corretto impiego degli strumenti ICT da parte dei propri dipendenti, definendone le modalità di utilizzo nell'organizzazione dell'attività lavorativa ed adottando le misure necessarie a garantire la sicurezza, la disponibilità e l'integrità dei sistemi informativi. Nell'esercizio del potere di controllo, le Amministrazioni devono attenersi ad alcune regole e principi generali: innanzitutto deve essere rispettato il principio di proporzionalità, che si concreta nella pertinenza e non eccedenza delle attività di controllo. Le limitazioni della libertà e dei diritti individuali devono, infatti, essere proporzionate allo scopo perseguito; è in ogni caso esclusa l'ammissibilità di controlli prolungati, costanti e indiscriminati; inoltre, l'introduzione di tecnologie e di strumenti per il controllo sull'uso della rete e della posta elettronica deve essere fatto rispettando le procedure di informazione/consultazione delle rappresentanze dei lavoratori previste dai contratti collettivi; infine, i lavoratori devono essere preventivamente informati dell'esistenza di dispositivi di controllo atti a raccogliere i dati personali. A fronte del potere di controllo dell'Amministrazione datore di lavoro, esiste in capo ai dipendenti l'obbligo, sancito da norme di legge (anche di rilevanza penale) e di contratto, di adottare comportamenti conformi al corretto espletamento della prestazione lavorativa ed idonei a non causare danni o pericoli ai beni mobili ed agli strumenti ad essi affidati, tra i quali vi sono le attrezzature ICT ed i sistemi informativi messi a disposizione dall'Amministrazione. Al riguardo, si ritiene opportuno ricordare, oltre alle disposizioni del Codice disciplinare contenuto nei contratti collettivi di comparto (che dispongono sanzioni in caso di "negligenza nella cura dei locali e dei beni mobìli o strumenti a lui affidati o sui quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di vigilanza"), anche il dettato del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni di cui al Decreto del Ministro per la funzione pubblica del 28 novembre 2000 che, ove richiamato dal Codice disciplinare dei CCNL dei diversi comparti, costituisce, oltre che norma di valenza etico-comporamentale, anche vero e proprio obbligo la cui inosservanza da parte dei dipendenti è passibile di sanzione. In particolare, l'art. 10, comma 3, del Codice di comportamento dispone che "Il dipendente non utilizza a finì privati materiale o attrezzature di cui dispone per ragioni di ufficio. " Pertanto, l'utilizzo delle risorse ICT da parte dei dipendenti, oltre a non dover compromettere la sicurezza e la riservatezza del Sistema informativo, non deve pregiudicare ed ostacolare le attività dell'Amministrazione od essere destinato al perseguimento di interessi privati in contrasto con quelli pubblici. Anche la giurisprudenza, in particolare quella della Corte dei conti (tra le altre, Sez. giurisd. Piemonte, sent. 1856/2003, e Sez. giurisd. Basilicata, sent. n. 83/2006), ha sanzionato l'indebito utilizzo della connessione ad internet da parte di un dipendente, statuendo che essa configura profili di responsabilità a carico del medesimo per il danno patrimoniale cagionato all'Amministrazione, consistente nel mancato svolgimento della prestazione lavorativa durante le ore di connessione. Con riferimento al potere di controllo, la Corte ha, inoltre, osservato come, a seguito di ripetute e significative anomalie (rilevate, ad esempio, per la presenza di virus provenienti da siti non istituzionali), l'Amministrazione possa svolgere verifiche ex post sui dati inerenti l'accesso alla rete dei propri dipendenti. Per adempiere il proprio dovere di diligenza e vigilanza nell'utilizzo dei beni e strumenti ad esso affidati, il dipendente ha, pertanto, anche l'obbligo di impedire ad altri indebiti utilizzi della propria apparecchiatura informatica, non rilevando, al fine del difetto di responsabilità, il fatto che altri, in sua assenza, abbia potuto usare la postazione lavorativa. In difetto, il comportamento del dipendente si configura come negligente, inescusabile e gravemente colposo. 2.1 principi contenuti nelle linee guida del Garante della protezione dei dati personali Con deliberazione del 1° marzo 2007, n. 13 (pubblicato in G.U. n. 58 del 10 marzo 2007), il Garante della protezione dei dati personali ha fornito le linee guida per l'utilizzo nei luoghi di lavoro della posta elettronica e di internet. Allo stato, lasciando da parte i profili di illecito penale e/o disciplinare sopra richiamati, tale deliberazione costituisce, in particolare per quanto attiene alla disciplina del trattamento dei dati, sicuro punto di riferimento e regolamentazione delle modalità di utilizzo del Sistema informativo delle pubbliche amministrazioni da parte dei dipendenti nell'ambito del rapporto di lavoro. La deliberazione, nel definire, per i datori di lavoro, le regole in materia di trattamento dei dati personali raccolti in occasione delle attività di verifica del corretto utilizzo della rete Internet e del sistema di posta elettronica da parte dei lavoratori, fissa dei principi che non riguardano esclusivamente la tutela della privacy ma riprendono anche le disposizioni contenute nel "Codice dell'amministrazione digitale" (decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 pubblicato in G.U. del 16 maggio 2005, n. 112 - S.O. n. 93, aggiornato dal d.lgs. n. 159 del 4 aprile 2006, pubblicato in G.U. del 29 aprile 2006, n. 99 - S.O. n. 105 recante "Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 recante codice dell'amministrazione digitale"). In particolare, come definito anche dalle linee guida del Garante, il datore di lavoro (secondo i poteri a lui affidati dalle norme del codice civile, articoli 2086, 2087 e 2104), può riservarsi di controllare l'effettivo adempimento della prestazione lavorativa ed il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro. Nell'esercizio di tali prerogative, tuttavia, deve rispettare la libertà e la dignità dei lavoratori, tenendo presente, al riguardo, quanto disposto dalle norme poste a tutela del lavoratore (ci si riferisce, in particolare, al divieto di installare "apparecchiature per finalità di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori" di cui all'art. 4 della legge n. 300 del 1970). Inoltre, secondo i richiamati principi di pertinenza e non eccedenza, i mezzi e l'ampiezza del controllo devono essere proporzionati allo scopo: in base a tale considerazione il datore di lavoro potrebbe, ad esempio, verificare se vi è stato indebito utilizzo della connessione ad internet da parte del dipendente attraverso il controllo degli accessi e dei tempi di connessione, senza però indagare sul contenuto dei siti visitati. I lavoratori devono essere posti in grado di conoscere quali sono le attività consentite, a quali controlli sono sottoposti, le modalità del trattamento dei dati e in quali sanzioni possono incorrere nel caso di abusi. Al riguardo, viene raccomandata l'adozione di un disciplinare interno adeguatamente pubblicizzato e di idonee misure di tipo organizzativo. 3. Utilizzo della rete internet In capo all'Amministrazione datore di lavoro, alla cui proprietà è riconducibile il Sistema informativo (ivi inclusi le apparecchiature, i programmi ed i dati inviati, ricevuti e salvati), è posto l'onere di predisporre misure per ridurre il rischio di usi impropri di internet, consistenti in attività non correlate alla prestazione lavorativa, quali la visione di siti non pertinenti, l'upload e il download di files, l'uso di servizi di rete con finalità ludiche o comunque estranee all'attività lavorativa. A tale proposito, si raccomanda alle Amministrazioni di dotarsi di software idonei ad impedire l'accesso a siti internet aventi contenuti e/o finalità vietati dalla legge. Inoltre, T Amministrazione, tenendo conto delle peculiarità proprie di ciascuna organizzazione produttiva ed, eventualmente, anche dei diversi profili professionali autorizzati all'uso della rete, potrà adottare una o più delle misure indicate dalla citata deliberazione del Garante' della privacy che, a mero titolo riepilogativo, si riportano di seguito: individuazione di categorie di siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa; configurazione di sistemi o utilizzo di filtri che prevengano determinate operazioni -reputate inconferenti con l'attività lavorativa- quali Yupload o l'accesso a determinati siti (inseriti in una sorta di Hack list-) e/o il download di file o software aventi particolari caratteristiche (dimensionali o di tipologia di dato); trattamento di dati in forma anonima o tale da precludere l'immediata identificazione di utenti mediante loro opportune aggregazioni (ad es., con riguardo ai file di log riferiti al traffico web, su base collettiva o per gruppi sufficientemente ampi di lavoratori); eventuale conservazione nel tempo dei dati strettamente limitata al perseguimento di finalità organizzative, produttive e di sicurezza. Tuttavia, l'utilizzo di internet per svolgere attività che non rientrano tra i compiti istituzionali potrebbe essere regolamentato e, quindi, consentito ai dipendenti per assolvere incombenze amministrative e burocratiche senza allontanarsi dal luogo di lavoro (ad esempio, per effettuare adempimenti on line nei confronti di pubbliche amministrazioni e di concessionari di servizi pubblici, ovvero per tenere rapporti con istituti bancari e assicurativi). Tale modalità, purché contenuta nei tempi strettamente necessari allo svolgimento delle transazioni, avrebbe, inoltre, il vantaggio di contribuire a ridurre gli spostamenti delle persone e gli oneri logistici e di personale per l'amministrazione che eroga il servizio, favorendo, altresì, la dematerializzazione dei processi produttivi. 4. Utilizzo della posta elettronica istituzionale Con riferimento all'utilizzo della casella di posta elettronica istituzionale deve osservarsi che il contenuto dei messaggi, come pure i file allegati e i dati esteriori delle comunicazioni, riguardano forme di corrispondenza assistite da garanzie di segretezza tutelate anche costituzionalmente, la cui ratio risiede nel proteggere il nucleo essenziale della dignità umana e il pieno sviluppo della personalità nelle formazioni sociali (qual è anche il luogo di lavoro); un'ulteriore protezione deriva dalle norme penali a tutela dell'inviolabilità dei segreti (artt. 2 e 15 Cost.; Corte cost. 17 luglio 1998, n. 281 e 11 marzo 1993, n. 81; art. 616, comma 4, c.p. ; art. 49 Codice dell'amministrazione digitale). * Reato di violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza: "Agli effetti delle disposizioni di questa sezione, per "corrispondenza"si intende quella epistolare, telegrafica, telefonica, informatica o telematica, ovvero effettuata con ogni altra forma di comunicazione a distanza". Al fine di contemperare le esigenze di corretto ed ordinato svolgimento della vita lavorativa e di prevenzione di inutili intrusioni nella sfera personale dei lavoratori e di violazioni della segretezza della corrispondenza, sarebbe, pertanto, opportuno che le Amministrazioni esplicitassero regole e strumenti per l'utilizzo della posta elettronica. Ciò consentirebbe, infatti, di evitare, ovvero almeno limitare, l'insorgere di difficoltà in ordine all'utilizzo della posta elettronica poiché, per la configurazione stessa dell'indirizzo e-mail, nei singoli casi, può risultare dubbio se il lavoratore, in qualità di destinatario o mittente, utilizzi la posta operando quale espressione dell'Amministrazione o ne faccia, invece, un uso personale pur restando nell'ambito lavorativo istituzionale. Si invitano, pertanto, le Amministrazioni in indirizzo, attraverso i dirigenti responsabili, ad attuare tutte le misure di informazione, controllo e verifica consentite al fine regolamentare la fruizione delle risorse ICT e responsabilizzare i dipendenti nei confronti di eventuali utilizzi non coerenti con la prestazione lavorativa e non conformi alle norme che disciplinano il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni. IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L'INNOVAZIONE Renato Brunetta Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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il tribunale: no a una nuova discarica a serre (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 05-06-2009)

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Pagina III - Napoli L´ordinanza Il Tribunale: no a una nuova discarica a Serre Palmiro Cornetta, sindaco di Serre, è un emotivo. E quasi si commuove leggendo il dispositivo del tribunale civile di Salerno che gli dà ragione sulla discarica in località Valle della Masseria. Lo sversatoio laggiù non s´ha da fare. Il giudice unico, Antonio Valitutti, ha chiesto che la Corte costituzionale dichiari l´illegittimità dell´articolo 4, comma 2 e 9, del decreto voluto dal governo Berlusconi, numero 90 del maggio 2008, convertito in legge nel luglio successivo, nella parte in cui autorizza la realizzazione della discarica. Cornetta esulta:«è un atto che ristabilisce i diritti fondamentali dei cittadini messi in discussione da Berlusconi. Ripristina la legalità e lo stato di diritto». Il sindaco ricostruisce la vicenda giudiziaria. «Con l´avvocato Raffaele Falce, abbiamo presentato il ricorso basato sul diritto alla salute pubblica e all´ambiente salubre. Se Berlusconi dichiara che è finita l´emergenza rifiuti, non vedo perché dovrebbe venire a Serre visto che abbiamo già dato con la discarica di Macchia Soprana, che ha inghiottito 700 mila tonnellate». class="hilite">La discarica aperta da Bertolaso nel territorio di Serre è chiusa per esaurimento dal 23 agosto 2008. «Per Macchia soprana ci sono stati danni incalcolabili. Peccato che non ci sia la class="term">class class="term">action, altrimenti avrei sollecitato tutti i cittadini a fare l´azione legale». (patrizia capua)

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No a dibattito sul G8, facoltà serrate (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 05-06-2009)

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UNIVERSITA ROMA TRE No a dibattito sul G8, facoltà serrate (giacomo russo spena) Sorpresa ieri mattina per gli studenti e i docenti dell'università Roma Tre che si sono trovati la facoltà di Scienze della Formazione chiusa con una catena. Un'azione di protesta di qualcuno? Assolutamente no. A dare chiarimenti, il cartello affisso fuori su cui è scritto nero su bianco: «L'ateneo si scusa per il disagio procurato da cause di forza maggiore». Ovvero, la sede veniva bloccata per impedire un'iniziativa su crisi finanziaria e G8 organizzata nel cortile della sede dai «collettivi e laboratori di Roma Tre». Era previsto infatti prima un dibattito con il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, e un rappresentante di Attac Italia poi uno spettacolo teatrale. In serata i ragazzi avrebbero lasciato la facoltà. Una delibera interna emanata dieci giorni fa dal Senato accademico (e voluta dal rettore Guido Fabiani) ha vietato qualsiasi iniziativa politica all'interno dell'università. Soprattutto a quelli di sinistra. «La decisione di Fabiani mina a imbavagliare le nostre attività - dice Stefano, un attivista di Lettere - Forse ha deciso di accreditarsi agli occhi del sindaco Alemanno». Sottolineando la diversa condotta del rettore da quando siede al Campidoglio il nuovo primocittadino. Così gli studenti hanno deciso di violare il diniego, mantenendo l'iniziativa già da tempo organizzata. Ma, ieri mattina, tra lo stupore generale si sono trovati il cancello chiuso. E non solo loro. «Una vergogna - esclama Matteo - avevo un esame. Ora che devo fare?». «Forse sono impazziti?» si domanda invece Irene. Più composto, ma altrettanto infuriato, il personale docente. Alla fine saltano undici esami e molte lezioni. Con i collettivi che decidono di mantenere la giornata di mobilitazione allestendo dibattito e spettacolo teatrale nello spazio antistante la facoltà, blindato da tre blindati e la Digos. In serata gli studenti affiggono anche uno striscione di fronte al rettorato: «I nostri contenuti, le vostre catene».

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VENERDI' 5 Poesia del '900 SALA LAUREE FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA SANT... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 06-06-2009)

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VENERDI' 5 Poesia del '900 SALA LAUREE FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA SANT'OTTAVIO 20, ORE 9,30 Il convegno si propone di riprendere alcuni aspetti dell'opera e della riflessione poetologica di alcuni importanti rappresentanti della cultura novecentesca, soprattutto concentrata nell'arco degli Anni Sessanta e in particolare sullo sfondo della Parigi e della Roma di quegli anni. Intervengono Floriana Calitti, Bernhard Gross, Ricardo Morello, Ugo Perone, Eloisa Perone, Marco Pistoia, Philippe Roger. Info anna.battaglia@unito.it. Politiche pubbliche IRES PIEMONTE, VIA NIZZA 18, ORE 9,30 Convegno "Analisi e analisti delle politiche pubbliche: stato dell'arte e prospettive", organizzato dal Laboratorio di Politiche - Lapo del Corep, diretto da Luigi Bobbio. L'iniziativa promuove un confronto tra studiosi, dirigenti pubblici e professionisti sulle competenze professionali della Pubblica Amministrazione. Info 011/6702604 o www.lapo.corep.it. Lezioni interattive OSPEDALE REGINA MARGHERITA, PIAZA POLONIA 94, ORE 14,45 Inaugurazione della prima postazione multimediale interattiva realizzata tra l'Ospedale Regina Margherita di Torino e l'Istituto Comprensivo Fiano che consentirà ai piccoli malati di seguire le lezioni scolastiche interagendo in tempo reale. Promessi Sposi BIBLIOTECA CIVICA TORINO CENTRO, VIA DELLA CITTADELLA 5, ORE 11-13 Gruppo di lettura sull'opera di Alessandro Manzoni, rivolto alle scuole secondarie di secondo grado. Info 011/4429826. Piemonte in cifre CENTRO CONGRESSI LINGOTTO, VIA NIZZA 280, ORE 11 Presentazione dell'edizione 2009 di Piemonte in Cifre, annuario statistico regionale realizzato in collaborazione con Unionecamere Piemonte, Regione Piemonte, Istat. Interverranno poi sul tema "Progetti per il Piemonte del futuro", Giuseppe Berta, Stefano Filipazzi, Andrea Gavosto, Guido Ghisolfi, Paolo Verri, Mario Virano, modera Francesco Antonioli. Info 011/6604284 o info@piemonteincifre.it. Memorial Falcone-Borsellino STADIO OLIMPICO, CORSO AGNELLI, ORE 16,30 Si disputano le partite della finale del 4° Torneo Calcistico Memorial Falcone-Borsellino, organizzato in collaborazione col Gruppo Fondiaria Sai nell'ambito delle attività di Responsabilità Sociale di Impresa, istituito per ricordare le figure dei due magistrati uccisi dalla criminalità organizzata in Sicilia. In campo poliziotti, carabinieri, finanzieri, calciatori professionisti e tanti altri amici della giustizia. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4431262. Archeoastronomia MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 17,45 Nell'ambito delle iniziative sulla mostra "La scimmia nuda. Storia naturale dell'umanità", CinemAmbiente e Arnica organizzano la conferenza "Il cielo degli antichi", interviene Guido Cossard. Ingresso libero. Info www.mrsntorino.it. Domande della follia SPAZZI, VIA VIRLE 21, ORE 18 Il ciclo di incontri "Se ti manca un venerdì - Le Domande della Follia" è organizzato dall'Associazione Arcobaleno onlus e rappresenta un'occasione di confronto, una serie di incontri in cui la follia pone domande libere a diversi importanti protagonisti della vita nazionale. Oggi interviene Massimo Rebotti. Info e prenotazioni 011/3199790 o 011/4470154. In Libia CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Rosella Boarino terrà una conferenza introduttiva al viaggio in Libia, introdurrà Anna Ricotti. Info 011/8123023. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 Un itinerario alla scoperta di noti fantasmi. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Notte all'Egizio MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20,10 Un egittologo esperto nella didattica museale per l'infanzia accompagna, dopo il tramonto, bambini e genitori in un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta dei segreti più nascosti delle mummie conservate al Museo. Partenze scaglionate alle 20,10; 20,30; 20,50; 21,10; 21,30 e 21,50. Costo 5 euro. Prenotazione obbligatoria. Info 011/4406903 o info@museitorino.it. Percorsi piemontesi SALA CONGRESSI GAM, VIA MAGENTA 31, ORE 20,30 Presentazione del volume "Percorsi piemontesi", in cui sono stati pubblicati gli atti del convegno "Cambiamo Aria. Pratiche di montagna terapia a confronto". L'evento, organizzato dall'Associazione L'Ancora in parternariato al Centro Servizi per il Volontariato Idea Solidale è un'occasione di confronto e discussione finalizzato a presentare le esperienze di montagnaterapia, che si sono sviluppate negli ultimi anni sul territorio piemontese. Info 011/0702110 o www.ideasolidale.org. Genetica CENTRO INCONTRI REGIONE PIEMONE, CORSO STATI UNITI 23, ORE 21 Convegno "Terapia genica: nuove prospettive", interviene Luigi Naldini, presentato dal Socio Paolo Comoglio. Terapia genetica AULA MAGNA ACCADEMIA DI MEDICINA, VIA PO 18, ORE 21 Seduta scientifica dal titolo "Terapia genica: nuove prospettive", interviene Luigi Naldini, presentato dal Socio Paolo Comoglio. Le sedute sono pubbliche. Info www.accademiadimedicina.unito.it. Festivando 2009 CORTILI DELLA CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 21 Il Comitato Casalpina Col San Giovanni organizza Festivando 2009: si balla con dj Mirko e il vocalist Andrea Latini. SABATO 6 Diogene CORSO DUCA DEGLI ABRUZZI ANGOLO CORSO STATI UNITI, ORE 10 "La Crocetta e le nuove funzioni ed espansioni lungo l'asse della "Spina 1". Progetti completati, progetti abbandonati. Il nuovo Politecnico, le Officine ferroviarie, il progetto della Biblioteca Civica", accompagna l'achitetto Maria Teresa Roli e il dottor Roberto Gnavi. Adesione libera e gratuita. Info www.italianostra.to.it. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 10-13 Servizio di consulenza gratuita al cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo, in collaborazione con Assessorato al Bilancio e Assessorato alla Cultura della Città di Torino. Info 011/4438604. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 10-13 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi. Raccolta differenziata SUPERMERCATO SELF, VIA GENOVA 197, ORE 10-12 Stands appositamente allestiti dove animatori coadiuvati da personale Amiat, in modo ludico, spiegheranno le dinamiche per la gestione della raccolta differenziata integrata, meglio conosciuta come "porta a porta". Distribuzione di gadgets, giochi e ballons art. Madama Knit PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 10-12 Ultimo appuntamento prima della pausa estiva per lavorare a maglia in uno spazio unico come Palazzo Madama. Gli appuntamenti con Madama Knit riprenderanno il 5 settembre. Info 011/4429911. A casa di Kha MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 10,30 Percorso pensato per i più piccoli, che in compagnia dei genitori verranno accompagnati da esperti egittologi alla scoperta della vita quotidiana ai tempi dei faraoni. Costo 3,50 euro, è consigliata la prenotazione. Info 011/4406903 o info@museitorino.it. Intorno alla mostra PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 15,30-18 "Arte bimbo", atelier concepito con l'intento di far vivere il Museo come uno spazio divertente ed emozionante dove è possibile scoprire i grandi capolavori dell'arte attraverso il gioco. La merendina è gentilmente offerta dalla Centrale del Latte di Torino. Per bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni. Info e prenotazioni 011/5711820. Incontriamoci BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16 Appuntamenti periodici proposti dal Tavolo ex Ceat: piccola festa della musica, in occasione dei 90 anni dalla morte di Ruggero Leoncavallo. Info 011/4431262. Luigi Nervo MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 16 "Essere artisti secondo Luigi Nervo", attività rivolta a ragazzi e famiglie con l'animazione di una macchina-fiaba e un esperimento di laboratorio manuale su materiale carta, in collaborazione con l'associazione Luigi Nervo. Info 011/4429847. Unitre Arte 2009 UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 16 Inaugurazione della mostra "Unitre Arte 2009", allestita dagli allievi dei Corsi di Ceramica, Pittura, Tecnica dell'Incisione e Tecniche Grafiche. La mostra resterà aperta sino a venerdì 12 giugno, dal lunedì al venerdì, ore 9-12 e 15-18. Ingresso libero. Conchiglie GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 16 Presentazione dell'installazione "Le conchiglie crescono: storie intrecciate", risultato di un progetto realizzato dai Servizi Educativi della Fondazione Torino Musei. Info 011/4429546. Trompe-l'oeil ACCADEMIA PICTOR, VIA PIETRO MICCA 4, ORE 16-17,30 Presentazione del corso di Trompe-l'oeil e Aerografo, con proiezione e dimostrazione pratica di un finto materiale. Ingresso libero. Info 011/5622969 o www.pictor.it. Teosofia SOCIETÀ TEOSOFICA ITALIANA, VIA PINELLI 78/A, ORE 17 Riunione con tema "Il Sutra del Cuore", a cura di Carla Zocchi. Caramelle LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 17 Presentazione del romanzo "Caramelle" di Erminio Serniotti, con l'autore intervengono Giorgio Barberi Squarotti e Claudia Peirone. Info 011/888975 o www.legolibri.it. Piero Femore FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 La casa editrice Trauben pubblica un libro intitolato e dedicato a Piero Femore, storico e celebre libraio torinese scomparso quasi due anni fa. Intervengono a presentarlo Mauro Baudino ed Ettore Boffano. Ingresso libero. Info 011/5516711. Orsi sotto la Mole ZIBARBA, VIA SILVIO PELLICO 13/E, ORE 19-23 Serata orsina "Modello per un giorno" con apericena. Tutti coloro fossero interessati a farsi fotografare e partecipare al calendario 2010, troveranno a loro disposizione un fotografo che saprà consigliarli. Fantasmi a Torino PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 19,15 Un itinerario alla scoperta di noti fantasmi. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Festivando 2009 CORTILI DELLA CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 21 Il Comitato Casalpina Col San Giovanni organizza Festivando 2009: si balla con Luca e Sandro. DOMENICA 7 Astrologia HOTEL CONCORD, VIA LAGRANGE 47, ORE 9,30-12,30 Seminario di Grazia Mirti "Plutone in azione tra passato e futuro. Il suo incontro scontro con Saturno e Urano. Grandi eventi attendono individui e collettività?". Info 011/4376192 o www.graziamirti.com. Mongiovani VIA MONGINEVRO TRA CORSO FERRUCCI E PIAZZA SABOTINO, ORE 10,30-22,30 "E... state a Mongiovani", con sfilata e mostra d'auto d'epoca, animazione, acrobazie circensi, spettacoli musicali gratuiti e giochi per grandi e bambini. Intorno alla mostra PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 11-12,30 "Freud e l'uomo Mosè (parte II)", secondo di quattro incontri di approfondimento con Franco Quesito e Stefania Guido. Ingresso libero per i visitatori della mostra. Incontri Colline Torinesi FNAC TORINO CENTRO, VIA ROMA 56, ORE 12 Incontri legati al Festival delle Colline Torinesi, curati da Sergio Ariotti e Ave Fontana: Motus e Federico León. Festivando 2009 CORTILI DELLA CHIESA, VIA GERMONIO 27, ORE 14,30 Il Comitato Casalpina Col San Giovanni organizza Festivando 2009: pomeriggio di giochi a premi per bambini, ragazzi e non solo. Alle 17,30 rinfresco conclusivo. Regate & Canoe INFO POINT, MURAZZI DLE PO, ORE 14-18 Le associazioni canoistiche consentiranno a tutti di provare il canottaggio e la canoa e di vivere il fiume su imbarcazioni, adatte a rematori inesperti, a due e a quattro posti. Sarà inoltre disponibile un "Dragon Boat", che permetterà di effettuare un'uscita con dieci/quindici ragazzi su un'imbarcazione di grande effetto scenico. Presso i Murazzi del Po sorgerà un info point, aperto per tutta la giornata, presso il quale saranno raccolte le adesioni per le uscite sul fiume, fornite informazioni sulle attività sportive che si svolgono sul fiume e messe in mostra imbarcazioni per la pratica agonistica e amatoriale della canoa. Voga sul Po FIUME PO, ZONA MURAZZI, ORE 15-18 Manifestazione remiera ludico-sportiva, con la possibilità, per tutta la cittadinanza, di sperimentare gratuitamente la voga sulle acque del Po in compagnia di esperti istruttori. La manifestazione è organizzata dall'associazione sPOrt, in rappresentanza e con la collaborazione delle nove società remiere associate. La manifestazione sarà vivacizzata da esibizioni di contorno quali, tra l'altro, la partecipazione dei vogatori "alla veneta", che si sfideranno sul tratto di Po antistante i Murazzi. Giochiamo con Bes MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 15 Laboratorio "Giochiamo con Bes", dedicato alle famiglie: itinerario tematico seguito da un'attività di laboratorio, ciascuno della durata di un'ora. Costo 6 euro + biglietto del Museo. Durante il laboratorio verrà fornito un foglio di rame a testa, con il quale verrà creato un amuleto con la tecnica dello sbalzo. I manufatti realizzati saranno lasciati in dono ai partecipanti. Prenotazioni allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Self Bar PAV, VIA GIORDANO BRUNO 31, ORE 15,30-17,30 A un anno dall'avvio del progetto Self Bar di Michel Blazy viene rieditata l'installazione con l'azione collettiva che conduce dalla "cura" - l'assorbimento delle vitamine del succo degli agrumi - alla "scultura", composizione etico-estetica di calotte colorate di arance e limoni. Info 011/3182235. Famiglie PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 15,30 "Aria di festa": feste di compleanno, feste di carnevale, matrimoni, come venivano organizzate quando a Torino si viaggiava in carrozza?. Info 011/4429911. Viaggio in Oriente MAO, VIA SAN DOMENICO 9-11, ORE 16 "Viaggio in Oriente", visita guidata a tutte le collezioni. È consigliata la prenotazione. Info 011/4436928. Visita guidata PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 16 "Diciotto secoli d'arte", visita al Palazzo ad ai capolavori delle collezioni. Info 011/4429911. ColorLife FLUIDO, VIALE CAGNI 7, ORE 16 Il Fluido ospita per la prima volta l'originale progetto fotografico Colorlife, che permette alla gente di essere "vita o bugia": 24 colori scandiscono i mesi dell'anno, ogni colore racchiude immagini di persone diverse che davanti ad esso potranno liberamente apparire, camuffarsi, sbeffeggiarsi, raccontarsi ed essere liberi di raccontare la loro "life" o "lie". Il fotografo sarà spettatore e fermerà le loro espressioni o atteggiamenti in libertà. Info www.colorlife2009.it. Intorno alla mostra PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20, ORE 16,30 Visite fisse per famiglie. La visita non richiede prenotazione, massimo 25 persone. Info 011/5711820. Julien Temple FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Julien Temple presenta "The Filth and the Fury. La vera storia dei Sex Pistols", lo intervista Alberto Piccinini. Ingresso libero. Info 011/5516711. Templari CHIESA SANTA CRISTINA, PIAZZA SAN CARLO, ORE 19,45 Tour lungo i misteri degli antichi Custodi del Tempio, i Templari. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. LUNEDI' 8 Buyer russi TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9,15-18,30 La Camera di commercio di Torino promuove una giornata, organizzata dal Centro Estero, per far conoscere alle grandi società russe Intercos IV e ZMZ l'offerta di aziende piemontesi dei comparti: stile/engineering, stampi metallo e pressofusione, componenti per motore. Info 011/6700687. Gian Luigi Marianini PALAZZO SORMANI, PIAZZA SOLFERINO 22, ORE 9,30-18 Annullo filatelico dedicato a Gian Luigi Marianini, in occasione della giornata inaugurale dell'iniziativa culturale Invito in Giardino. Info 011/5757371. Caffè letterari CENTRO CONGRESSI, VIA FANTI 17, ORE 15 Incontro condotto da Margherita Oggero dedicato al libro "Il vento dell'odio", con l'intervento dell'autore Roberto Cotroneo. Durante l'incontro sarà possibile acquistare il libro, posto in vendita alle particolari condizioni dei Caffè Letterari. Democrazia BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 15,30 "La democrazia contro se stessa", presentazione del libro di Marcel Gauchet, a cura di Alfredo Lupo, in collaborazione con l'associazione Il girasole. Info 011/4428790. Découpage CENTRO SERVIZI, VIA TOSELLI 1, ORE 16-17,30 L'associazione Cultura del Benessere organizza mini corsi gratuiti di Manualità e Decoupage, al fine di trascorrere momenti di distensione e relax piacevolmente e convivialmente. Info 347/0666662. Luna di latte BIBLIOTECA CIVICA FALCHERA, PIAZZA FALCHERA 9, ORE 17 Gruppo di sostegno per l'allattamento al seno, in collaborazione con l'ASL TO 2, Dipartimento materno infantile, rivolto a mamme, bambini, future mamme, papà: svezzamento ed alimentazione del bambino. Info 011/2621659. Diogene LIBRERIA LA TORRE DI ABELE, VIA PIETRO MICCA 22, ORE 18-19,30 Tavola rotonda "Diogene e l'architettura urbana". Info www.italianostra.to.it. Apertura gratuita CENTRO DELLA NORMA, VIA ASSISI 6, ORE 18-19 Centro aperto gratuitamente per il "Progetto di sostegno, aiuto e di salvaguardia del benessere di ciascuno". Ingresso gratuito. Sicurezza urbana CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Il Centro Pannunzio organizza un incontro sul tema "Sicurezza urbana. Le nuove frontiere della lotta alla (micro)criminalità", intervengono Ilda Curti, Giuseppe Borgogno, Vincenzo Basso, Antonio De Vita, Aldo Faraoni e Mauro Famigli, modera Orlando Perera. Info 011/8123023 o www.centropannunzio.it. Pilates walk PARCO DELLA COLLETTA, ORE 18,45 Pilates walk è un programma di Slim Pilates, ma in movimento, prevede esercizi del Pilates classico prevalentemente in piedi o seduti, con camminata ritmica ed energy walking. Incontro dimostrativo. Info 346/2412183. MARTEDI' 9 Agroalimentare SALA CERMET, VIA LIVORNO 60, ORE 9-13 E 14-17,15 Modulo "La certificazione di prodotto per la valorizzazione e differenziazione dei prodotti agro-alimentari", come ottenere, gestire e utilizzare la certificazione volontaria, anche per ampliare il portafoglio clienti. A pagamento, info 011/6700669. Sapere BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 15 "Se non sai non sei", progetto a sostegno della formazione permanente degli adulti, con laboratori di informatica per la terza età a cura di Spi-Cgil, Auser. Info 011/6062203. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16,45-19,45 Servizio di consulenza gratuita al cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo, in collaborazione con Assessorato al Bilancio e Assessorato alla Cultura della Città di Torino. Info 011/4431262. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4437080. Aracoeli BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17 Le "creature" e le loro voci nella narrazione di Elsa Morante: il rapporto creaturale per eccellenza, quello con la madre, rivive attraverso la memoria e l'esperienza del figlio/a, io narrante in tutti e tre i romanzi, a cura di Francesca Pilato, letture di Rosaria Buonaiuto: "Aracoeli". Info 011/4438604. India contemporanea EDUCATORIO DELLA PROVVIDENZA, CORSO GENERALE GOVONE 13/A, ORE 17 Presentazione di un progetto di ricerca del Cesmeo di ricerca e formazione sull'India contemporanea, per universitari e imprenditori. Interviene l'Ambasciatore dell'India a Roma Shahid Arif Khan, con lui saranno presenti, il Coordinatore delle attività scientifiche e culturali del Cesmeo Irma Piovano, il Vicepresidente Giuseppe Pichetto, il Consigliere Delegato per il Progetto di Ricerca e Formazione sull'India Contemporanea Nicoletta Casiraghi. Alle 18 prende il via il seminario "I diritti fondamentali in India", condotto da Mahendra Pal Singh, introdotto da Domenico Francavilla. Info www.cesmeo.it. La tua voce CENTRO CONGRESSI UNIONE INDUSTRIALE, VIA VELA 17, ORE 17 Ciro Imparato presenta il suo libro "La tua voce può cambiarti la vita", introduce il presidente Gianfranco Carbonato. Visite guidate PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17, 18,30 E 21 Percorso teatrale: "1909-2009 la collezione di Leone Fontana donata alla città di Torino", percorso a cura di CAST. Info 011/4429911. Immagine interiore BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 Viaggio nella nostra personalità più profonda: "Dal mito di Morfeo alla morfina: i disturbi del sonno", a cura di Stefania Marello. Info 011/4438604. Raccontare BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 17,30 Gruppo di lettura e scrittura per esplorare insieme il mondo del racconto. Info 011/4428790. MirafuoriTv BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17,30-19,30 Mirafuori Tv si apre al quartiere invitando tutti gli interessati a costituire un gruppo redazionale e una troupe, con lo scopo di raccontare con piccole news il loro punto di vista sul territorio. Incontri di redazione. Info 011/4437080. Nucleare BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 18 "Ritorno al nucleare", nell'ambito della mostra allestita nell'atrio della Biblioteca civica Centrale, un appuntamento per discutere sul futuro energetico in collaborazione con Greenpeace. Info 011/4420740. Parlando d'Opera SALA POLIVALENTE MARIO OPERTI, PIAZZA LIVIO BIANCO, ORE 18 Per le conferenze sulla stagione d'opera del Teatro Regio "Aci, Galatea e Polifemo" di Georg Friedrich Haendel, interviene Alessandro Mormile. Info 011/501960 o 011/4435237. Musica barocca CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Conferenza "Musica barocca e feste a Versailles", con Philippe Beaussant, musicologo e scrittore francese. Ingresso libero fino a esaurimento posti. L'indice puntato FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Un giornalista, un giurista, uno storico dialogano con Bianca Guidetti Serra e Santina Mobiglia, autrici di "Bianca la rossa". Ingresso libero. Info 011/5516711. Festa Portoghese LA CRICCA, VIA CARLO IGNAZIO GIULIO 25/BIS, ORE 19 Si festeggia l'estate alla maniera portoghese, tra poesia popolare ed i colori caratteristici di queste feste dedicate ai santi cari ai portoghesi. Info http://associazionetucatula.wordpress.com. Il femminile MOOD LIBRI E CAFFE' 2, VIA PO 35/B, ORE 20 Laboratorio interattivo del ciclo "Libera la sensibilità del tuo femminile. ti dona la forza per essere te stessa": "Come accettare ciò che non posso cambiare? Dal controllo alla resa; dal capire al sentire; dalla mente al cuore", conduce Eija Tarkiainen. Info 011/5130820 o info@oasinaturale.org. Referendum SALA VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 20,45 Incontro "Referendum legge elettorale: le ragioni del si e del no", partecipa Guido Ortona, introduce Gianpaolo Zara. Psicoespressione SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 L'Associazione Esprimersi organizza l'incontro "Ricerca di ogni partecipante della propria psicoespressione", interviene Giuseppe A. Campra, coordina Patrizia Donà. Ingresso libero. Info 011/4343700. Psicoanalisi LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Per il ciclo di conferenze dirette da Luciano Faioni "Psicoanalisi clinica", appuntamento sul tema "La sessualità femminile e il potere", interviene Beatrice Dall'Ara. Info 011/888975 o www.legolibri.it. Glow Up! PAV, VIA GIORDANO BRUNO 31, ORE 22-24 Il percorso Glow Up!, basato sul progetto ambientale in progress Immigration di Francesco Mariotti, con la cura scientifica del biologo Giuseppe Camerini, completa la fase di monitoraggio delle lucciole avvistate in spazi urbani dagli studenti e dai cittadini di Torino e prosegue con l'organizzazione di gruppi di ricerca dei coleotteri attraverso un sopralluogo notturno collettivo. Info e prenotazioni 011/3182235 o lab@parcoartevivente.it. MERCOLEDI' 10 Vendita internazionale CEIPIEMONTE, CROSO REGIO PARCO 27, ORE 9-13 Incontro "La vendita internazionale", analisi del rapporto tra le esigenze tecnico-commerciali e la tutela legale; consigli pratici per redigere e stipulare di clausole personalizzate. Info 011/6700669. Non solo libri PUNTO PRESTITO GABRIELE D'ANNUNZIO, VIA SACCARELLI 18, ORE 9,30 Incontri di lettura e attività creative per adulti. Info 011/4439350. Inaugurazione GIARDINO MARIE CURIE, VIA SERVAIS 158, ORE 10,30 Inaugurazione del nuovo Giardino dedicato a Madame Curie, col coro Scuola Kennedy e lettura interpretata di un adattamento e riduzione de "Il fuoco del Radio", dialoghi con Madame Curie, delle classi VA e VB della S.E. Dewey e V D e V E della S.E. Kennedy. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4428790. Doppiaggio BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17 "Dubbing about - pillole di doppiaggio", a cura di Denise Lo Turco: scopriamo come vengono tradotti i dialoghi dall'inglese all'italiano: "Match point" di Woody Allen. Info 011/4437080. BTC NH HOTEL SANTO STEFANO, VIA PORTA PALATINA 19, ORE 17 Roadshow "BTC accende i riflettori", occasione per fare il punto sulle tendenze nella meeting and events industry e per scoprire le importanti novità che Btc sta preparando. Info www.btc.it. Fiori e aromi BORGO MEDIEVALE, PARCO DEL VALENTINO, ORE 17,30 Workshop "Fiori e aromi al giardino medievale", lezione a cura di Edoardo Santoro "Pareti verdi, non solo rampicanti". Info 011/4431714. Recitazione GRUPPO TEATRALE SCENATTIVA, VIA PORRI 13, ORE 18 "Personaggi Shakespeariani al Femminile", stage in 4 incontri su alcuni dei principali e più affascinanti ruoli femminili di Shakespeare, da Ofelia, a Lady Macbeth, da Cleopatra a Giulietta. Prenotazione necessaria. Info 340/5263010. Sindone FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Incontro "Sindone. Destinazione Torino - Viaggio al centro del Mistero" di R.Rossotti, F. Cordero di Pamparato. Cinque autori partono da diversi punti di vista per raccontare la storia affascinante di un grande enigma. Ingresso libero. Info 011/6680580 o www.somewhere.it. Giorgio Caproni CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Andrea Maia terrà una lettura poetica sul tema "Una disperazione calma. L'opera poetica di Giorgio Caproni", introdurrà Dante Giordanengo. Info 0118123023. In inglese BIBLIOTECA CIVICA A. PASSERIN D'ENTRÈVES, VIA G. RENI 102, ORE 18,15 Incontri in lingua inglese, condotti da Antonella Del Torchio. Info 011/4435290. Balon Mundial CAFFÉ BASAGLIA, VIA MANTOVA 34, ORE 19 Presentazione della terza edizione del Balon Mundial (www.balonmundial.it), il mondiale di calcio per migranti di Torino, che vede al via 28 squadre in rappresentanza di altrettante comunità, con la partecipazione di oltre 550 giocatori. Psicoaperitivo HAMMAM, VIA FIOCCHETTO 15, ORE 19,45 Psicoaperitivo "Imparare a dire no: come difendersi dalle manipolazioni psicologiche", a cura di Ivan Bono e Francesca Pantò. Ingresso a 10 euro. Info e prenotazione necessaria 328/0287813 o 347/0827861. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 20,30 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e detossinamento. Verranno proposti semplici esercizi, anche per principianti assoluti. Consigliato prenotare entro il giorno precedente. Info 349/8152051. Sapori d'Egitto MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20,30 E 21,30 È un percorso serale in museo a porte chiuse che verte sull'alimentazione nell'Antico Egitto. In compagnia di un'egittologa, si incontrano tutti i reperti inerenti al tema. Al termine del percorso, nello Statuario, il Mastro Birraio del Birrificio Torino offre una degustazione di birra egizia, ispirata a quella dei faraoni e accompagnata da assaggi a tema. Prenotazioni allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Grazia divina SOLELUNA ISTITUTO, VIA ANDORNO 5, ORE 21 Incontro Settimanale "La Grazia Divina", conducono Pragita Fusco e Chameli Innocenti; si riceverà una speciale energia in grado di velocizzare il processo di risveglio dalla illusoria percezione di separazione. Info 011/887950 o www.solelunaistituto.it. Il piacere di ascoltare ACI GALLERY, CORSO NOVARA 20/F, ORE 21 Il piacere di ascoltare scrittori, poeti e artisti; Anna Sciarrillo e Ermanno Eandi vi invitano a leggere e presentare i vostri testi. Info e adesioni 011/2483717. Incontri CENTRO DELLA NORMA, VIA ASSISI 6, ORE 21 Artisti del laboratorio, con Roberto Bertin, in "A cura dell'artista". Ingresso gratuito. Leggere le montagne CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 21 "Una lunga avventura, il K2", di e con Roberto Mantovani, voce recitante Cesare Rasini, Coro Edelweiss del Cai Torino, Marta Pidello all'arpa. Psicoterapia psicoanalitica LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Presentazione della Scuola dell'Istituto di Psicoterapia Psicoanalitica - IPP. Info 011/888975 o www.legolibri.it. Illusione d'amore CAFFE' ROMA, VIA MAGENTA 49, ORE 21-23,30 Inizia corso di IdS - Ingegneria della Seduzione tenuto dal dott. Massimo Taramasco che avrà come obiettivo quello di apprendere tecniche innovative ed estremamente efficaci che vi permetteranno di superare molte difficoltà della vita, come relazionarsi con l'altro sesso. Costo 20 euro. Info e adesioni centrostudicomunicazione@yahoo.it o 333/1511703. Angolo dell'avventura SERMIG, VIA BORGO DORA 61, ORE 21,30 Proiezione di "Sikkim-Bhutan", immagini di Patrizia Cesa. Info www.angolodellavventuraroma.com/regioni/piemonte/piemonte.htm. GIOVEDI' 11 Diritti e doveri VSSP, VIA TOSELLI 1, ORE 15 Incontro su "Cittadini attivi per la tutela sociale dei diritti e dei doveri", interviene il coordinatore Cittadinanza Attiva Lino Scarcella. Ingresso gratuito. Info 339/4566095. Regio dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15,30 "Il Regio dietro le quinte - itinerari segreti di un grande teatro d'Opera", visita guidata al teatro. Ingresso 5 euro. Info 011/8815557. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4435990. Incontri del giovedì FONDAZIONE ACCORSI, VIA PO 55, ORE 17 Giorgio Dondi interviene su "Alabarde e partigiane a Corte". Info 011/8376688 int. 3. Arte in movimento EX SCUDERIE LA TESORIERA, CORSO FRANCIA 192, ORE 17 Si apre la seconda mostra collettiva della rassegna "Piemonte.Arte in Movimento". Vernissage alle ore 21. Le opere saranno visibili fino al 18 giugno, con orario 17-19,30 e 20,30-22,30. Info 348/5469658. Arte contemporanea BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 Leggere l'arte contemporanea, in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d'arte contemporanea incontri condotti da Alessia Giorda: Arte povera. Info 011/4438604. Hortus Botanicus DIPARTIMENTO BIOLOGIA VEGETALE, VIALE MATTIOLI 25, ORE 17,30 La Professoressa Rosanna Caramiello, responsabile scientifico dell'Orto Botanico di Torino, presenterà il DVD "Hortus Botanicus Taurinensis", recentemente realizzato dall'Orto Botanico e dal Dipartimento di Biologia Vegetale in collaborazione con HoldenArt. Interverrà alla presentazione l'Assessore alla Cultura del Comune di Torino Fiorenzo Alfieri. Ora d'arte PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 18 Appuntamento settimanale per scoprire un'opera di Palazzo Madama raccontata da chi è a quotidiano contatto con le collezioni: "Una scala verso il cielo: progettare e realizzare la Torre Panoramica", con Diego Giachello, architetto. Costo 3 euro. Info e prenotazioni 011/4429911. L'Opera CENTRO PANNUNZIO, VIA MARIA VITTORIA 35/H, ORE 18 Paolo Gallarati terrà una conferenza su "Come si ascolta l'Opera. Caratteri musicali e teatrali del melodramma", introdurrà Anna Ricotti. Info 011/8123023. Inflazione FNAC, VIA ROMA 56, ORE 18 Andrea De Marchi presenta il suo ultimo libro "Inflazione malattia primaria", con intervento musicale de Le Malecorde che presentano il loro nuovo album "Da ora". Interviene Francesco Antonioli de il Sole 24 Ore. Ingresso libero. Info 011/5516711. Streghe a Torino CHIESA SAN DOMENICO, VIA SAN DOMENICO, ORE 18,45 Un itinerario tra Inquisizione, roghi, tribunali e forche. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Piramidi e papere MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20 E 22 È un percorso teatralizzato serale in museo che vede un egittologo accompagnato dalla sua pittoresca assistente guidare i visitatori in un tour fuori dal comune. Tra racconti di leggende e rivelazioni di falsi miti, che preoccuperanno un turista un po' troppo curioso, si possono scoprire le piramidi e le papere. Costo 15 euro. Prenotazioni allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 20,30 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e detossinamento. Verranno proposti semplici esercizi, anche per principianti assoluti. Consigliato prenotare entro il giorno precedente. Info 349/8152051. Evoluti per caso MUSEO REGIONALE SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36, ORE 21 Nell'ambito della mostra "La scimmia nuda" si terrà una conferenza - spettacolo condotta da Patrizio Roversi, in cui intervengono Gabriele Gentile e Valerio Sbordoni: "Evoluti per caso. Sulle tracce di Darwin". Ingresso libero. Info www.mrsntorino.it. Anoressia LEGOLIBRI, VIA MARIA VITTORIA 31, ORE 21 Presentazione del libro "Il muro dell'anoressia" di Domenico Cosenza, con l'autore intervengono Cesare Albasi, Maria Zuccolin, Laura Ciccolini. Info 011/888975 o www.legolibri.it. Capire la pittura CENTRO CONGRESSI, VIA FANTI 17, ORE 21,15 Incontro conclusivo del ciclo di primavera con l'esperta Carla Falcone, che ci accompagnerà "Tra Realismo caravaggesco e Seicento lombardo: Tanzio alla Pinacoteca di Varallo". Come sempre in omaggio ai partecipanti il volume illustrato sulle opera trattate nella conferenza. Reiki CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/28, ORE 21,30 Sereata Reiki, il sistema di guarigione di Mikao Usui. Serata a perta a tutti. Info 011/4119849, 334/3145040 o brahmavidya06@yahoo.it. MOSTRE Montagne della frutta MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 La mostra "Le montagne della frutta. Etichette 1900-1960" presenta una selezione di centosessanta etichette di cassette per la frutta a tema montano, selezionate tra le duecentocinquanta conservate tra le molte collezioni del Centro Documentazione del Museo Nazionale della Montagna di Torino: un'angolazione inedita da cui osservare il mondo dell'alta quota. La mostra è visitabile fino all'8 novembre, con orario dalle 9 alle 19, dal martedì alla domenica. Info 011/6604104 o www.museomontagna.org. Evoluzione dell'auto MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15 La mostra "L'evoluzione dell'automobile", un nuovo appuntamento dedicato alla storia dell'automobile, sarà visitabile fino al 13 settembre, con orario, dal martedì alla domenica 10-18. Le domeniche 7 e 14 giugno i visitatori potranno effettuare alle ore 16 la visita guidata alla mostra al costo di euro 3,50 a persona + il costo del biglietto d'ingresso. Info 011/6599872. Tutte le mostre MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 La mostra "La scimmia nuda. Storia naturale dell'umanità" è aperta fino al 10 gennaio; "Cosa sono le nuvole?", fotografie di Mario Lanzardo, è stata prorogata fino al 29 giugno. Inoltre si possono visitare le mostre permanenti "Museo storico di zoologia", "Arca" e "Mineralia 2". Orario 10-19 tutti i giorni, chiuso il martedì. Info 011/4326354 o www.mrsntorino.it. Prova a volare OFFICINE GRANDI RIPARAZIONI, CORSO CASTELFIDARDO 18 La mostra "Prova a volare. La simulazione di volo dai primi aeroplani all'esplorazione spaziale" è visitabile fino al 14 giugno, con orario 10-19, ingresso a 5 euro, ridotto a 3 euro. Info 011/710049. Donna e Università BIBLIOTECA FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA, VIA PO 17 La mostra evento "La donna e l'Università. Un viaggio alla scoperta del mondo femminile: inserimento nel contesto sociale, donne riformatrici, donne all'università, il rapporto tra gli studenti", è visitabile fino al 19 giugno, con orario 9-17. Info www.amiciunito.it o 011/6604284. I Piffetti MUSEO ACCORSI, VIA PO 55 Prorogata fino al 14 giugno la mostra "I Piffetti della camera delle meraviglie", due mobili inediti del "primo ebanista del Re" provenienti dalla donazione Laura Volpi Ottolini. Orario da martedì a domenica, ore 10-13 e 14-18,30; chiuso lunedì e il 2 giugno. Info 011/837688 int. 3. Feste barocche PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO La mostra "Feste barocche. Cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento", sarà visitabile fino al 5 luglio, con orario: martedì-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì. Info 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it e www.fondazionetorinomusei.it. Costituzione MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A La mostra "I giovani e la Costituzione. Disegni, laboratori, performance e videoinstallazioni" sarà visitabile fino al 21 giugno, con orario martedì - domenica, ore 10-18; giovedì 14-22; lunedì chiuso. Info www.museodiffusotorino.it. Vulcano di Fogo MUSEO DI VALSALICE, VIALE THOVEZ 37 La mostra tematica sul vulcano di Fogo, Capo Verde, "Conoscere per convivere con il vulcano", è stata prorogata fino al 28 giugno, con orario da lunedì a venerdì e sabato mattina, su prenotazione, 9-12,30 e 14,30-18,30; nei pomeriggi di sabato, domenica e festivi non occorre prenotare. Info 011/6300611. Akhenaton PALAZZO BRICHERASIO, VIA LAGRANGE 20 Fino al 14 giugno sarà visitabile la mostra "Akhenaton. Faraone del sole". Info 011/5711888 o www.palazzobricherasio.it.

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La campagna di Bologna finisce in mano ai violenti (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Class Action

sfide molotov, atti vandalici, insulti reciproci. i grandi partiti sonnecchiano ma la tensione sale «Opposti squadrismi» La campagna di Bologna finisce in mano ai violenti escalation. Scritte sul sacrario dei caduti della Resistenza, attentato incendiario alla sede di Casapound. A destra e sinistra vince l'estremismo. di Antonella Cardone L'ultimo, due notti fa: frasi inneggianti al duce e alla P2 sono state trovate sul sacrario dei caduti della Resistenza e della strage alla stazione, in piazza Maggiore. Il più pericoloso, la notte prima: un attentato incendiario contro la sede di un'organizzazione di estrema destra, Casapound, dove dormivano due militanti tra cui una donna incinta rimasta lievemente intossicata dal fumo. E' da settimane che a Bologna si susseguono episodi di questo tipo, mentre in contemporanea la campagna elettorale per le amministrative procede tra fuori programma solo goliardici come quello della pornostar che al comizio di Dario Franceschini, giovedì sera, si è denudata per sbeffeggiare il Pd, e spy story caserecce come quella del "corvo" che vede indagati per violazione della privacy del candidato Pdl Alfredo Cazzola due esponenti dell'entourage del casiniano Giorgio Guazzaloca. Sottotraccia, però, la tensione è salita. E pensare che, alla presentazione delle liste, la presenza di due candidati sindaco di estrema destra (don Giulio Tam per Forza Nuova, Massimiliano Mazzanti, responsabile culturale di Casapound Bologna, per La Fiamma Tricolore) nella roccaforte rossa non era stata considerata notizia degna di nota se non nel mondo dei collettivi di estrema sinistra, i quali alla partita delle comunali hanno schierato come candidato sindaco il rugbista ex settantasettino Valerio Monteventi. Silenti anche i gruppi anarcoidi che pure regolarmente - elezioni o no - emergono dal sottobosco con azioni come l'imbrattamento delle macellerie o la messa all'indice mediatico, sui loro siti, degli esponenti delle forze dell'ordine di cui rivelano volti, nomi, indirizzi privati. La cronistoria dell'escalation comincia a novembre, quando un commando naziskin, in piazza, picchia a sangue un giovane universitario che, in uno scontro verbale, aveva difeso i partigiani e la Resistenza. E' l'epoca delle proteste dell'Onda, e i bolognesi si ritrovano a leggere sui giornali dei banchetti di Azione Universitaria messi sottosopra al suono di «Fascisti appesi per i piedi» e «Attenti che vi arrivano le molotov» o delle lettere di insulti firmate dai collettivi che arrivavano negli uffici di un consigliere comunale ex An. L'obiettivo, in primavera, diventano le sedi elettorali dei partiti: alla Lega viene riservata una bottiglia incendiaria, a Guazzaloca la scritta a spray rosso «Merda», alla Lega, di nuovo, letame e vernice rossa. La Fiamma Tricolore denuncia che anche un luogo di ritrovo dei suoi simpatizzanti è stato nottetempo preso di mira a sassate. La responsabilità morale dell'accaduto viene subito ricondotta - è l'accusa di Mazzanti - all'area di Monteventi. Infine, pochi giorni prima del tentato rogo in stile Primavalle (su cui la magistratura per ora minimizza, avendo aperto un fascicolo con ipotesi di reato di danni, incendio e trasporto di materiale infiammabile) la denuncia di un nuovo episodio: un'aggressione a suon di spintoni e urla contro un'auto su cui viaggiavano esponenti di Casapound. Sul fronte della sinistra, l'attacco si è rivolto verso i simboli: in periferia vengono imbrattate e danneggiate due lapidi in ricordo dei partigiani e tre bacheche del quotidiano l'Unità. L'episodio più grave viene in assoluto considerato l'imbrattamento avvenuto in piena piazza Maggiore, nel sacrario più caro ai bolognesi, dopo il comizio di Franceschini. La Procura, senza aspettare l'informativa delle forze dell'ordine, ieri ha subito aperto un'inchiesta per vilipendio delle forze armate della Repubblica (i reparti organizzati dei partigiani, secondo la legge, vanno considerati esattamente come le forze armate). «Le intimidazioni alle persone, gli atti vandalici contro le sedi di partito e i simboli della storia della democrazia, sono tutti episodi da condannare e da non sottovalutare», avverte il sindaco Sergio Cofferati. «Opposti squadrismi - valuta l'ex magistrato ora assessore alla Sicurezza, Libero Mancuso - tentano di creare tensioni nella nostra città. E' necessario che Bologna sappia ancora una volta isolare questi delinquenti». 06/06/2009

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Orario di lavoro maternità, asilo... Regole finanziarie e bancarie, norme sull'immigrazione Ecco cosa deciderà l'Europarlamento che votiamo oggi (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 07-06-2009)

Argomenti: Class Action

Orario di lavoro maternità, asilo... Regole finanziarie e bancarie, norme sull'immigrazione Ecco cosa deciderà l'Europarlamento che votiamo oggi M. MON. Orario di lavoro settimanale, congedo di maternità, regole della finanza e politiche sull'immigrazione. I dossier che attendono i nuovi eurodeputati a Strasburgo per la prossima legislatura non sono una passerella per veline. Possono cambiare la via dei cittadini. Anche se per molti l'Unione europea resta un concetto astratto le conseguenze delle elezioni rischiano di essere pesantemente concrete. Sicuramente per i lavoratori che, in base ad una direttiva europea, possono lavorare al massimo per 48 ore a settimana, mentre in altri Paesi come la Gran Bretagna sono consentite delle eccezioni per estendere l'orario a 60-65 ore. Ma le abitudini inglesi rischiano di fare scuola e negli ultimi anni l'Europarlamento è stato impegnato un faticoso negoziato per porre fine a queste eccezioni: 48 ore per tutti. Toccherà alla prossima legislatura rincominciare da capo. Come per il congedo di maternità. In Germania sono 14 settimane, in Gran Bretagna 52; la commissione Donne dell'Europarlamento ha chiesto un minimo di 20 settimane, e il congedo di paternità obbligatorio. Troppo per gli eurodeputati del Ppe, e hanno affondato il negoziato. Sulla finanza poi il dossier è tra i più corposi, vista la crisi. Entro l'anno prossimo deve essere varata la riforma della supervisione finanziaria ispirata dall'ex direttore dell'Fmi Jacques de Larosière. Si metterà mano alle regole dei prestiti bancari e su quelle dei prodotti derivati, ad ottobre inizierà la revisione della direttiva sull'class="hilite">abuso di informazioni privilegiate e sulle manipolazioni del mercato, alle remunerazioni dei manager e alla class="term">class class="term">action. Se poi venisse ratificato il Trattato di Lisbona il Parlamento europeo aumenterà di molto i suoi poteri. Sarà così per la politica agricola comune, che smista il grosso del bilancio comunitario, ma anche per i Fondi regionali e di coesione. Infine si inizierà a legiferare su giustizia e sicurezza, in materie delicatissime come l'immigrazione, l'asilo, la cooperazione giudiziaria e di polizia. La posta in gioco

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di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega G... (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 07-06-2009)

Argomenti: Class Action

SAN BENEDETTO pag. 10 di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega G... di PASQUALE BERGAMASCHI L'AVVOCATO Carlo Antonetti che, con il collega Gianfranco Iadecola, è il legale dei fratelli Franco, Giovanni e Marcello Tormenti, ha assicurato: «La Sambenedettese Calcio non è assolutamente coinvolta nella vicenda». Come dire: alla sede della società rossoblù, come è stato fatto alla Navigo.it', non sono stati apposti i sigilli. Non sono state neppure sequestrate le quote sociali di proprietà dei Tormenti. Fino ad oggi, poiché è il parere collettivo (qualche sussurro è uscito pure dall'incontro con il sindaco Gaspari e il team manager della Samb Calcio, Pierluigi Tassotti), che la prossima mossa del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Pescara, sull'ordinanza della Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo, sarà proprio il sequestro cautelativo delle azioni della Samb Calcio. Il motivo è semplice e lo ha sottolineato, chiaramente, il dottor Franco Zazzetta, curatore fallimentare della Samb Calcio, ai tempi dell'asta pubblica, vinta al secondo appello dai fratelli Tormenti e custode giudiziario delle quote societarie del Centobuchi Calcio. Perché il sequestro delle azioni della società rossoblù? «E' un iter giustificato, poiché seguirà il controllo incrociato degli atti amministrativi programmati dai fratelli Tormenti, dall'amministratore unico Giovanni a Franco e Marcello. Inoltre l'analisi fiscale ha come obiettivo la tutela dell'Erario dello Stato, danneggiato dall'ingente evasione fiscale che, a quanto ho letto, sarebbe di 77 milioni di euro». Se dovesse essere confermato il sequestro cautelativo o conservativo delle azioni della Samb Calcio, quale sarebbe la successiva procedura? «Il giudice del Tribunale di Teramo, dopo il sequestro cautelativo, nomina il custode giudiziario con il compito di conservare le azioni fino alle decisioni della Magistratura, a conclusione degli interrogatori dei Tormenti». Potrebbe agevolare la definizione della cessione acquisto della Samb Calcio, avallando la firma dell'accordo tra i Tormenti e l'imprenditore Sergio Spina? «Potrebbe, permettendo la firma della procura al neo vertice della Samb Calcio per la gestione della società sportiva, ma l'ostacolo è che l'amministratore unico è in carcere e che la sua firma non è delegabile». Cioè è impossibile la vendita della Samb Calcio? «No, il giudice dovrà consentire la firma della procura nella sede carceraria, con avvocati e notaio».

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Torneo dei Bar, eliminazioni eccellenti (sezione: Class action)

( da "Corriere delle Alpi" del 07-06-2009)

Argomenti: Class Action

Torneo dei Bar, eliminazioni eccellenti Mai dire Bar, Torrefazione e Birreria imbattute nel girone OGGI SI ASSEGNA L'AMBITO TROFEO FELTRE. Torrefazione - Quadrifoglio, Mai dire Bar - Corrà, Sosta - Tarà Tarà, Birreria Pedavena - Piccolo Diavolo. Sono questi gli accoppiamenti dei quarti di finale del Torneo dei Bar di rugby a sette organizzato dal Rugby Feltre al Foro Boario. Le prime due giornate di gara, funestate per larghi tratti da una pioggia copiosa, hanno proposto numerose sorprese. Fuori dalla poule vittoria tre delle prime otto della passata edizione: Buca, Sant'Antonio e Locanda (quest'ultima con tre sconfitte e un passivo di 2 mete segnate e 19 subite). Ad approfittarne, con pieno merito, Piccolo Diavolo, Quadrifoglio e Tarà Tarà (squadra che schiera praticamente l'Under 17 granata). Quattro formazioni hanno chiuso imbattute i gironi eliminatori, tre delle quali cogliendo solo successi (Mai dire Bar, Torrefazione, Birreria Pedavena). Il sorteggio della fase finale ha posto agli antipodi le due finaliste della scorsa edizione (Sosta e Mai dire Bar), mentre le due principali candidate al successo finale (Sosta e Birreria Pedavena) potrebbero trovarsi di fronte, vincendo il rispettivo quarto, già in semifinale. Tra i giocatori, in evidenza Faggiotto, Pellizzari, Carayol, Dal Zotto, Marangon. Tra i non giocatori, applausi in particolare per Nicola Lusa e Maurizio De Giacometti. Nel complesso si è assistito a un buon livello di rugby, con poche giocate singole d'applauso ma tante buone azioni collettive. La maggior parte delle partite si sono chiuse con uno scarto ridotto, poche le goleade. Il primo match della poule vittoria per raccogliere l'eredità della Sosta scatterà alle 13. Già da mezzogiorno comunque il Foro Boario sarà teatro delle sfide per evitare l'ultimo posto, e il trofeo conseguente: il cesso. Questi gli accoppiamenti dei quarti della parte bassa del tabellone: Barcelleria - Bar Duomo, La Buca - Lucky Corner, Sant'Antonio - Principe, Mondo - Locanda. Dalle 15.20 alle 17.40, circa, il torneo osserverà una pausa per consentire al pubblico di raggiungere il San Marco di Mugnai, dove alle 15.30 il Rugby Feltre affronterà la Neroniana Anzio nel ritorno dei playoff. In mattinata, infine, spazio al football americano. (ip)

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Siamo un'Italia duale e ci costa caro (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-09 - pag: 19 autore: Siamo un'Italia duale e ci costa caro Cambiamenti veri quando la Ue farà una politica comune di investimenti pubblici di Giulio Tremonti u Continua da pagina 1 D al 2001 in poi, anche prima di assumere ruoli di governo, ho sostenuto per esempio che l'allargamento dell'Unione Europea ai paesi dell'Est fosse giusto, ma che fosse troppo breve il tempo della sua attuazione. Si può legittimamente sostenere una cosa o l'altra, ma anche sostenere che fare la cosa giusta nel momento sbagliato può produrre una cosa sbagliata. Quando sostenevo che i tempi dell'allargamento erano troppo brevi, ero considerato euroscettico. Mi pare che ora l'abbiano scritto e detto anche autorevolissimi rappresentanti italiani il cui pensieroazione si esprime nella direzione opposta. La stessa reazione c'è stata quando sostenevo che alcuni elementi del Patto di Stabilità e di Crescita fossero discutibili. Allora, il patto era dominante, anche al margine dei decimali. La mia tesi era considerata un argomento italiano per eludere le regole europee, poi però e “autorevolmente” è stato detto che il patto era stupido e per questo andava riscritto. Ed è stato così... Il professor Monti mi ha contestato tante volte la misurazione chilometrica della Gazzetta ufficiale europeae la citazione della più stravagante regolamentazione europea. Ma l'ultima “direttiva” europea sulla quantità di sale consentita nei brÖtchen tedeschi o nella baguette francese non mi sembra particolarmente intelligente. Un altro esempio: l'ultimo rapporto di un gruppo di alto livello sul linguaggio di genere utilizzabile in Europa per cancellare i differenziali di gender dice che “uomo di Neanderthal” è una forma che si può ammettere, ma “uomo politico”e “uomo di legge”no. Occupare intelligenze e funzioni in esercizi di questo tipo non contribuisce certo a migliorare l'immagine dell'Europa, ma io credo –ripeto –che il bilancio complessivo fatto anche in base alla crisi, sia ora fortemente positivo. Rispetto a prima, viene fuori un'immagine utile e più umana dell'Europa, più intelligente, meno rigida.E questa,oggi,è una componente importante della forza dell'Europa. Ma di quale Europa?Immaginiamo cosa sarebbe successo, in altri tempi, con una presidenza di semestre come quella della Repubblica Ceca, con un governo nazionale che cade nel pieno del suo semestre di presidenza e un presidente della Repubblica che dichiara che il tema di cui noi stiamo discutendo,l'Unione monetaria, costituisce una forma di “eurosocialismo”. E tuttavia è stata ed è una buona presidenza. In altri tempi non sarebbe stato così. Oggi prevale invece l'immagine di un'Europa che è riuscita a esprimere, di fronte alla crisi, un'immagine positiva piuttosto che negativa. E la ragione dipende dai cambiamenti intervenuti in parallelo anche a un altro livello, a livello hard. Qui, il dato più importante è che l'asse del potere si è spostato dalla Commissione ai governi, dal metodo comunitario al metodo intergovernativo, con un'accelerazione prodotta dalla crisi. è uno spostamento che nonè collegato a considerazioni di carattere antropomorfico: la Commissione “debole”.In realtà, non è la Commissione a essere divenuta più debole:il punto è che i governi sono diven-tati, per effetto della crisi, più forti. La sequenza dei vertici tra capi di Stato e di governo è l'espressione del ritorno dei governi, anzi dello spostamento della forza politica dalla commissione ai governi. Alcuni dei tanti vertici sono davvero pure sedute di conoscenza o di autoscienza, altri però sono invece riunioni importanti, che hanno effetti sostanziali di decisione e di spinta. Sia i primi che i secondi sono nel complesso molto utili. Lo dimostra la successione dei provvedimenti presi, sempre su impulso dei governi: a volte sono provvedimenti apparentemente minori. Per esempio, nell'ultimo vertice europeo di primavera, si è discusso, per la parte economica, sui criteri contabili. Il governo italiano ha fatto notare che, dietro la contabilità, c'è l'ideologia e la politica, perché la contabilità non è una fredda rappresentazione ragionieristica, ma riflette l'idea che si ha della funzione dell'impresa: se l'impresa deve creare valore per gli azionisti, o invece per chi sta nell'impresa. A seconda dei criteri contabili che si applicano, si applica in realtà una certa idea del capitalismo. Il mutamento che si è avuto sotto l'impulso della crisi economico-finanziaria non è stato solo quello dal semplice coordinamento a un coordinamento rafforzato. è stato il passaggio dal coordinamento alla decisione collettiva: gli ultimi interventi europei, all'interno dell'Europa o attraverso l'Europa nel G-20, sono stati via via sempre più mirati verso forme di scelta collettiva. Il passaggio dei passaggi,dal coordinamento al collettivo, avverrà comunque in modo completo solo quando l'Europa deciderà di fare una politica comune d'investimenti pubblici. E qui si apre il discorso di una nuova versione prima, e dell'applicazione poi, del vecchio e glorioso piano Delors. Credo che una politica di stimoli sia necessaria, in tempi di declino della domanda.E un vero stimolo l'Europalo può dare solo se fa una politica industriale d'investimenti pubblici collettivi:questa politica non è che la versione attuale del piano Delors. Eppure,continuano a dominare –e si tratta di un limite evidente – logiche nazionali.Alla richiesta di cominciare a studiare l'emissione di eurobond, la reazione di parecchi governi europei è stata questa: gli eurobond ci sono già e si chiamano Bund. è l'espressione di una visione non particolarmente comunitaria, anche se viene dalla Germania e anche se non cancella la nostra speranza di progredire verso l'obiettivo di bond europei. Quanto all'immagine hard del nostro paese, dobbiamo tenere conto, nella realtà sostanziale, di un primo aspetto: il differenziale italiano relativo al debito pubblico. L'Italia è ancora un paese che ha un debito pubblico a tre cifre, mentre gli altri lo hanno a due cifre, pur avendo una velocità di crescita del debito maggiore della nostra. Questo dato di fatto ha marcato la nostra storia.L'Italia cresce molto negli anni 60 e negli anni 70, fino a recuperare, negli anni 80, il suo differenziale di crescita con l'Europa:ma lo fa da ultimo anche con la spinta del debito pubblico. Quando l'Italia smette di seguire una politica di spinta economica attraverso il debito pubblico, si apre il differenziale, e gli altri paesi crescono più rapidamente: forse ci si dovrebbe chiedere se l'effetto di crescita,negli altri paesi, sia davvero dipeso da riforme strutturalio non piuttosto dal fatto che questi paesi stavano in realtà accumulando enormi quantità di debito. Soltanto che in questi casi si trattava di debiti privati, non pubblici; mentre oggi che i salvataggi pubblici prendono la forma di un colossale “derivato pubblico”,si spostano i debiti derivati tossici dal privato al pubblico. Ma alla fine sempre debito è, privato o pubblico che sia. è per questo che credo sia necessario compiere una riflessione approfondita sul rapporto tra debito e crescita. L'Italia ha un grande debito pubblico, ma non ha un grosso indebitamento privato. Considerando che ormai si tende a consolidare i due debiti, anche perché avvengono passaggi dal privato al pubblico, il differenziale negativo risulta essere meno forte di prima. Il secondo aspetto di cui tenere conto è la struttura industriale del nostro paese: quattro milioni di partite Iva vuol dire quattro milioni di imprese medio-piccole, di lavoratori autonomi, di persone che comunque lavorano allo sviluppo economico del paese. è un dato fondamentale, al quale bisogna aggiungerne un altro. Il nostro paese non ha solo export, ha anche una domanda interna rilevante. L'Italia è insomma più equilibrata di altri paesi che hanno una propensione dominante all'export, e probabilmente è anche più ricca. Se questo non risulta dalle statistiche, e pur tenendo conto dell'evasione fiscale,è per il peso di un fattore hard spesso trascurato. Molta parte del sistema industriale italiano è legalmente posseduto attraverso holding estere basate in Europa. Il che significa che larga parte dell'attività dei gruppi industriali medi italiani è operata attraverso la struttura estera:per fare gli investimenti nell'Est o nel Asia orientale, si opera attraverso la struttura europea, utilizzando una holding europea. Cosa che per la verità non è illegale, ma perfettamente conforme a un sistema giuridico che, integrandosi, consente di trasferire la proprietà di un'attività in altri paesi europei, piuttosto che nel paese di origine. La conseguenza, in ogni caso, è che una quota enorme della ricchezza italiana non rientra nelle statistiche: non per illegalità, ripeto, ma per la semplice applicazione di un particolare criterio di organizzazione della proprietà. E, da Marx in poi, è la proprietà a contare, a fare la differenza. In sostanza, la mia convinzione è che l'importo dei global assets posseduti in proprio dall'industria italiana sia enormemente superiore a quello che risulta dalle statistiche (e pur scontando l'evasione fiscale). Tutto ciò spiega un elemento ulteriore:l'Italia è un paese duale, e purtroppo lo è sempre di più. Dire che in base alle statistiche siamo sotto gli standard di ricerca, di produttività o di altri indicatori è un modo assolutamente arbitrario di leggere le statistiche. Per essere chiari, il Centro e il Nord dell'Italia hanno livelli di ricchezza, strutturati da anni, comparabili a quelli delle grandi aree europee –dalla Baviera all'Île de France –corrispondenti al grande arco di ricchezza che un tempo veniva definito “carolingio”. E non è possibile mantenere per tanto tempo questi livelli di ricchezza senza avere un alto livello di ricerca scientifica, di produttività e di tutti gli altri indicatori che invece nelle statistiche ci vedono penalizzati. La verità è diversa da quella che ci raccontano gli esperti. E consiste nel fatto che siamo un paese unico, sì, ma duale: fondamentale, in senso negativo, è il divario crescente tra Nord e Sud. Se si considera questo elemento hard, l'unica conclusione possibile è che la nostra strategia fondamentale di permanenza in Europa dipende dal rilancio del Sud. Perché la crescita di quel differenziale, fra Sud e Nord, è il fattore davvero critico della nostra presenza in Europa. Dobbiamo quindi evitare che questo differenziale cresca, e agire invece in modo che si riduca. è per questa ragione che credo fortemente nel federalismo fiscale, espresso in questi termini: no taxation without representation. Credo anche che questa sia la strategia per evitare che un pezzo del paese finisca per differenziarsi troppo, e per tutelare così il senso migliore di una sola parola essenziale: lo stato. FEDERALISMO FISCALE Una scelta di politica economica che consente di ridurre il differenziale tra le aree della penisola e di tutelare il senso migliore dello stato ILLUSTRAZIONE DI UMBERTO GRATI

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Le nuove piazze del sapere (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 10-06-2009)

Argomenti: Class Action

CULTURA & SPETTACOLI MARCHE pag. 22 Le nuove piazze del sapere La biblioteca pubblica luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino di PAOLO ANGELETTI PESARO «LA BIBLIOTECA silenziosa, dove i libri sono lì in attesa dei lettori non esiste più, e forse non è mai esistita». Lo scrive Antonella Agnoli, direttrice fino al marzo 2008 della biblioteca San Giovanni di Pesaro (che ha progettato e avviato), collaboratrice degli Idea Store di Londra, consulente di vari architetti e di molte amministrazioni locali per la progettazione degli spazi e dei servizi bibliotecari e per la formazione del personale, coordinatrice dell'associazione Forum del Libro, collaboratrice di Artelibro a Bologna e tante altre cose ancora. Un'esperienza trentennale e unica che ora ha sintetizzato in un libro, Le piazze del sapere, appena uscito per i tipi di Laterza (pp. 176, euro 18). Il volume ovviamente dà una prospettiva alla biblioteca futura (senza perdere di vista il presente) e ne disegna i contorni sottolineandone i contenuti. «Oggi la biblioteca afferma la Agnoli è un luogo di molteplici attività sociali e di scambi culturali, dove i cittadini vengono anche solo per frequentare un corso di Ikebana, assistere ad una conferenza sulle piante da terrazza, o vedere una mostra sull'effetto serra. Tutto questo senza sminuire in nulla l'importanza delle collezioni di libri, giornali, risorse elettroniche, film, cd musicali e quant'altro. Al contrario, l'unica via per valorizzare le collezioni consiste nell'accettare la loro ricchezza e la loro complessità: la letteratura è nata orale e i poeti hanno sempre letto i loro versi a audience popolari e non elitari». Quella che descrive l'autrice nel suo libro ricco di cifre, riferimenti e, soprattutto esperienza, è una «biblioteca attiva», in cui i fruitori sono i veri protagonisti. Il vero patrimonio di una biblioteca, a ben pensarci, non è la varietà dei libri o dei dvd e dei cd, ma le persone che la frequentano e la rendono un luogo vivo, dove è possibile scambiare opinioni e conoscenze: frutto dell'apprendimento accademico o, meglio ancora, delle proprie esperienze personali. A QUESTA nuova dimensione culturale' rispetto alla biblioteca di conservazione, dove il lettore ha accesso solo al catalogo dei libri e per venirne in possesso deve rivolgersi al personale, corrisponde un rinnovato uso e progettazione degli spazi che fanno delle public libraries una possibile nuova piazza: non per lettori, ma per cittadini. La Biblioetca San Giovanni di Pesaro ne è un esempio, come le biblioteche di oltre 1000 metriquadri costruite in Spagna tra il 2001 e il 2006, o i 210 milioni di euro che Birmingham ha investito per la sua nuova biblioteca. E' ripensando gli spazi urbani, sottraendoli alla commercializzazione selvaggia per farne luoghi di incontro, di scambio, di «azione collettiva» che la biblioteca pubblica finisce per occupare anche un ruolo sociale. Agnoli racconta queste cose con la competenza e la perizia che le appartengono, animata dalla lusinga che «in un Paese sempre più ignorante, che rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'Italia» ma anche col disincanto consapevole di chi ha lavorato tra mille difficoltà, fondi negati e promesse mancate. A proposito del San Giovanni scrive: «le difficoltà maggiori nel nostro tentativo sono venute, come sempre in Italia, dalla cultura d'impresa', cioè dal tentativo di coinvolgere il personale in un'operazione ambiziosa. Se i giovani della cooperativa hanno sempre risposto con entusiasmo alla promessa implicita' nelle atmosfere del San Giovanni, il personale in organico, a cominciare dai livelli dirigenziali, non hai mai veramente condiviso l'audacia del progetto».

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libertà e responsabilità delle fondazioni - gustavo zagrebelsky (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 10-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 33 - Commenti LIBERTà E RESPONSABILITà DELLE FONDAZIONI GUSTAVO ZAGREBELSKY A dieci anni dalla «riforma Ciampi» e a sei dalle sentenze della Corte costituzionale che ne hanno fissata la natura, si può tentare, se non un bilancio, almeno qualche considerazione generale circa la corrispondenza tra l´essere e il dover essere delle fondazioni di origine bancaria: qualche considerazione generale destinata principalmente a formulare domande, la risposte alle quali è di competenza di coloro che del modo d´essere e di operare delle fondazioni portano, a qualche titolo, la responsabilità. Le fondazioni sono il risultato della trasformazione ope legis degli originari «enti conferenti» che, all´inizio degli anno ‘90, hanno operato la trasformazione degli enti creditizi in società per azioni. Esse sono diventate persone giuridiche private senza fine di lucro, la cui dotazione patrimoniale consiste nei risultati economici dell´amministrazione dell´originaria partecipazione azionaria al capitale delle società bancarie e sono chiamate a perseguire « esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico «. Questi scopi sono assorbenti. Nulla residua, al di fuori di essi. Non solo la destinazione del reddito derivante dagli investimenti del capitale (le «erogazioni»), ma il capitale stesso è totalmente vincolato, e da questi scopi sono radicalmente escluse le attività d´impresa o di finanziamento diretto o indiretto di attività d´impresa, compresa, per esplicita e diretta sottolineatura, l´attività creditizia. L´origine bancaria dovrebbe dunque oggi essere solo il ricordo di una vicenda ormai chiusa, appartenente non alla storia ma alla preistoria delle fondazioni volute dalla legge Ciampi. Le «dismissioni» delle partecipazioni nel capitale delle società bancarie, imposte per legge, avrebbero dovuto segnare, per l´appunto, la cesura tra preistoria e storia attuale. Nel 2003, le fondazioni sono state oggetto di due sentenze della Corte costituzionale che ne ha precisato il «posto istituzionale» che compete loro., ascrivendole alla sfera delle «libertà sociali». Esse - è stato detto - appartengono a una dimensione della vita collettiva che non si lascia ridurre alla «grande dicotomia» di cui parlava Norberto Bobbio, tra il pubblico, come gestione autoritativa di interessi collettivi, e il privato, come libero perseguimento di fini d´interesse individuale. In breve, si tratta (a) di soggetti giuridici privati, (b) espressione di auto-organizzazione sociale, (c) dotati di un proprio patrimonio, gestito in modo non speculativo, (d) operanti per la cura d´interessi non politici ma, ugualmente, generali o collettivi, delle comunità di riferimento, al di fuori di qualsiasi intento o scopo di lucro. Né stato né mercato, ma socialità. Così, le fondazioni sono venute a collocarsi in uno spazio che ha un preciso significato costituzionale cui si riferiscono gli artt. 2, 18, 41 e 43 della Costituzione, come ispirazione generale di una «democrazia sociale»: ispirazione che, secondo l´art. 118, assurge a criterio di organizzazione delle funzioni di rilevanza pubblica. Le Fondazioni occupano dunque uno spazio che è tipico, ma è anche precario perché esposto alle pressioni e alle tentazioni che vengono dai due lati dell´esposizione, l´economia e la politica. Il raggiungimento e la difesa dell´equilibrio tra l´una e l´altra sono tutt´altro che facili, in un contesto come il nostro, dominato da stretti legami tra politica e finanza, entro i quali le fondazioni sono chiamate a destreggiarsi. (...) Presso l´opinione pubblica avvertita, che è quella che spesso risulta determinante tra i fattori di pre-comprensione che guidano anche gli atteggiamenti dei giudici in materie dove dominano fattori tecnici, come quello di cui ci stiamo occupando, non risultano facilmente giustificabili, alla luce della posizione e dei compiti che sono attribuiti alle nostre fondazioni - oggi si dice della loro mission - comportamenti che sembrano pregiudicare negativamente la loro posizione sui due versanti rispetto ai quali essa si gioca e nei confronti dei quali deve preservarsi la loro autonomia. Noi non ignoriamo affatto che sempre, e particolarmente in un momento come è l´attuale di crisi economica dalle pesanti conseguenze sociali, tutti gli attori istituzionali devono cooperare per non disperdere le energie e per concentrare le scarse risorse esistenti, in vista di un interesse comune che li trascende tutti. Ma questo deve avvenire nel rispetto dell´originalità dei ruoli rispettivi. Così, presso quell´opinione pubblica avvertita, non giovano le contese politiche che accompagnano la vita delle fondazione nei momenti di formazione dei loro organi e nei momenti importanti della loro attività; contese da cui viene talora accreditata l´impressione ch´esse siano concepite come enti strumentali delle amministrazioni pubbliche locali, da occupare con i propri uomini. D´altra parte, non giovano nemmeno i coinvolgimenti con le politiche finanziarie delle banche da cui, pur al di là del rispetto formale delle norme di legge, sembra risultare la perduranza di intrecci d´interesse con i quali le fondazioni dovrebbero ormai avere sciolti i propri legami. Queste impressioni alimentano l´idea che l´amministrazione dei grandi patrimoni delle fondazioni serva ad altro che a fornire le rendite migliori per alimentare le proprie attività erogative a favore della collettività, attività per le quali anche la struttura organizzativa e funzionale - la governance, si dice oggi - non è adatta, e che l´autonomia di cui gli enti gestori godono non sia, in pratica, giustificata dal loro particolare legame di responsabilità sociale nei confronti delle comunità di cui essi devono essere la rappresentazione, e sia invece uno schermo per scelte politico-amministrative e imprenditoriali sottratte alla responsabilità ora della politica, ora del mercato. (...) La strada per consolidare la posizione delle fondazioni, riempirla di significato conforme alla democrazia in senso sociale e sottrarla a quello che è stato definito il pericolo della loro «autoreferenzialità» non può che essere di stabilire nessi e collegamenti circolari di affidabilità e ricettività con l´ambiente in cui esse operano, dove circolino informazioni, si esprimano bisogni, si formulino progetti e domande, entro un sistema di «libertà sociali» accompagnate a «responsabilità sociali». I due concetti di libertà e responsabilità sono naturalmente correlati e la loro correlazione è condizione per poter parlare delle fondazioni come soggetti appartenenti alle comunità territoriali di riferimento e per far sì che le prime vengano sempre più percepite come elementi portanti delle seconde. Non sovrappiù, aggiunte, sovrapposizioni, ma parti integranti, anzi integratrici. L´autonomia delle fondazioni ha questo primario obbiettivo, di formazione e tenuta del tessuto sociale. In questa direzione, può concorrere la pubblicità dei loro progetti, alla cui realizzazione siano chiamati a concorrere tutti i soggetti interessati, la selezione tra quali sia fatta con criteri di trasparenza, oggettività e imparzialità, secondo procedure che assicurino forme di partecipazione cooperativa; il diritto degli interessati alla motivazione delle decisioni di diniego, utile particolarmente nel caso del concorso di pluralità di domande d´accesso al medesimo finanziamento; procedure di rimostranza presso organi di garanzia, dotati di autonomia funzionale, da attivare in caso di decisioni che si ritengano discriminatorie (...); la pubblicità preventiva dei progetti di finanziamenti di rilevante importo (...); l´istituzione di una Autorità indipendente, cioè non governativa – eventualmente, in assenza di iniziativa legislativa in proposito, anche per determinazione autonoma del sistema stesso delle fondazioni -, garante della legalità, della trasparenza e della "buona gestione" - nell´interesse dei soggetti terzi - delle attività istituzionali delle Fondazioni e della destinazione dei loro patrimoni. (Questo articolo è un ampio stralcio dell´intervento che l´autore terrà oggi a Siena al congresso delle Fondazioni di origine bancaria)

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L'automa e lo spirito del nomade Panebianco (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 10-06-2009)

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L'automa e lo spirito del nomade Panebianco Scienze sociali. «Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive» chiamate a rapporto nel complesso saggio dell'eclettico intellettuale. Richard Posner, Friedrich von Hayek, Hernando de Soto di Alberto Mingardi Se gli studiosi si dividono fra stanziali, che consacrano una vita di lavoro ad un unico tema, e nomadi, che invece rincorrono prospettive le più diverse, Angelo Panebianco apre il suo ultimo libro con una felice professione d'appartenenza alla seconda categoria. Schiatta vieppiù minoritaria, in tempi nei quali le scienze sociali sono transennate da specialismi, ma certo non ininfluente. Quello di Richard Posner è solo il primo nome che torna alla mente. Panebianco è uno zingaro di lusso, avendo dato contributi memorabili in tema di partiti politici, relazioni internazionali, ed avendo all'attivo un importante libro di filosofia politica, Il potere, lo stato, la libertà, uscito nel 2004 dal Mulino. Questo L'automa e lo spirito (Il Mulino, pp.264, € 25) è proprio scritto da un nomade, che assieme tiene fermo l'ancoraggio alla sua disciplina di riferimento, la scienza politica, ma vi unisce un certo gusto per l'eclettismo intellettuale, andando a pescare laddove gli serve, con scarso riguardo agli steccati disciplinari, intuizioni ed idee. Il risultato è un saggio di notevole complessità, che sin dal sottotitolo programmatico intimorisce («azioni individuali, istituzioni, imprese collettive»), e che esige anche dai lettori più avvertiti un'attenzione totale e la flessibilità necessaria a ricorrere a biblioteche che non hanno frequentato. È in tutta evidenza impossibile, nell'esiguità di spazio, restituire poco di più di un sentore, della sfida intellettuale che questo libro rappresenta. La questione fondamentale con cui Panebianco si confronta è quella delle relazioni micro-macro nelle teorie sociali, del rapporto fra relazioni, scambi e legami osservabili fra singoli individui, e invece il comportamento degli attori collettivi - sovente antropomorfizzati, trattati alla stregua di grandi individui il cui agire è immediatamente osservabile. Per parlare di istituzioni e organizzazioni, Panebianco sceglie la strada metodologicamente più corretta ma più difficile: cioè incamminarsi verso le sorgenti della nostra idea di razionalità. Così come L'automa e lo spirito offre uno spaccato illuminante dei diversi tipi di istituzionalismo, che non solo presentati in rassegna ma mettono le teorie delle istituzioni a confronto con i «dilemmi connessi alla diversità delle fonti di incertezza» (le istituzioni sono «risposta allo stato di natura», sorgono per alleviare l'incertezza), nei suoi primi capitoli esamina le diverse teorie dell'azione. A Panebianco è cara la teoria evoluzionista della razionalità, quella di Friedrich von Hayek e che dopo Hayek ha prodotto altre elaborazioni interessanti. Nel saggio, autore molto citato è l'economista tedesco Viktor Vanberg, che unisce alla prospettiva hayekiana un interesse per le istituzioni che gli deriva dai suoi studi sulle scelte pubbliche. Questo filone di pensiero discende da riflessioni di Hayek in un testo solo apparentemente marginale nella sua bibliografia, L'ordine sensoriale, in cui vede la mente umana «come un sistema di classificazione che cambia con l'esperienza». Questo sistema, ricorda Panebianco, «cambia in rapporto ai problemi da affrontare e al successo o all'insuccesso riportato in precedenti situazioni di fronte a problemi simili. Ogni nostro comportamento è guidato, esplicitamente o implicitamente, da convinzioni generali, connesse al nostro preesistente sistema di classificazione degli eventi sul tipo di comportamento appropriato,ossia di successo, nelle varie situazioni». Questa visione della mente è in realtà cruciale per la teoria evoluzionista della razionalità, per cui essa non è un dato quanto piuttosto un risultato. Ricorda Vanberg, «anziché supporre che i singoli atti siano razionali o adattati a specifiche circostanze, una teoria della razionalità plasmata dall'esperienza suppone che le regole di comportamento delle persone vengano adattate al tipo di mondo in cui esse vivono». Di qui la razionalità ecologica di Vernon Smith, e alcune delle ultime suggestioni di Douglass North. Panebianco si inserisce in questo filone di pensiero con grande autorevolezza, portandovi la sensibilità dello studioso di scienza politica. Questo è un libro di teoria sociale, ma proprio per questo pieno di indicazioni utili per comprendere meglio la realtà. Panebianco discute, ad esempio,di come reti fiduciarie siano avvicinate o piuttosto protette dalla politica in misura della credibilità delle istituzioni pubbliche. Un'osservazione che s'incastra con quelle ben note di Hernando de Soto, sulla formalizzazione o piuttosto sul ribollire nell'economia informale dei diritti di proprietà, a seconda del contesto istituzionale. O ancora Panebianco spiega bene la difficoltà dell'innovazione istituzionale, e i motivi per cui le riforme spesso risultano in bricolage per nulla organico. E distingue con insuperata chiarezza fra mercati politici e mercati-mercati, evidenziando come il "knowledge problem" sia diverso nei due. L'automa e lo spirito è il libro di un grande scienziato sociale. Fosse scritto in inglese, alimenterebbe vasti dibattiti. Speriamo non gli nuoccia troppo, la lingua del suo autore. 10/06/2009

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Gheddafi, una tenda e 3 giorni di proteste (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 10-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronaca di Roma data: 10/06/2009 - pag: 6 Traffico Per il leader libico chiusure mobili in città Gheddafi, una tenda e 3 giorni di proteste L'Onda contesta, la gente mugugna Nuovi divieti per motivi di sicurezza per la visita del leader libico Muammar Gheddafi che inizia questa mattina all'aeroporto di Ciampino, per l'occasione blindato con tiratori scelti e unità antisabotaggio. Da oggi a sabato, la Prefettura ha vietato manifestazioni, spettacoli ed eventi nel parco di Villa Pamphili, fra via Aurelia Antica e via Leone XIII, e ordinato la chiusura della Casa dei Teatri. Nell'area verde, presidiata dalla polizia, è stata ultimata ieri l'installazione della tenda beduina del presidente Gheddafi e le altre strutture che ospiteranno i suoi incontri. Imponenti le misure di sicurezza: oltre mille uomini delle forze dell'ordine vigileranno sul leader libico: i percorsi del corteo saranno bonificati in centro, a Monteverde, all'Eur e al Flaminio, quartieri dove Gheddafi è atteso per gli impegni istituzionali. Sono state disposte chiusure «a soffietto», ma anche divieti di circolazione e di accesso ad alcune zone. Non saranno insomma giornate semplici per l'ordine pubblico e per i disagi con i quali i romani dovranno fare i conti. E anche per le proteste contro la visita di Gheddafi. I Collettivi autorganizzati e gli studenti dell'Onda hanno affisso lo striscione «Gheddafi, Monteverde non ti vuole» all'ingresso della stazione ferroviaria in viale dei Quattro Venti. Annunciate azioni dimostrative, volantinaggi e per domani una partita di calcio a Villa Pamphili. «È inaccettabile che un bene pubblico venga espropriato 'manu militari' per allestire un parco-giochi per potenti», hanno spiegato i Collettivi. E tensione anche in Campidoglio, dove domani pomeriggio Gheddafi incontrerà il sindaco Alemanno e pronuncierà un discorso di circa 20 minuti: quattro consiglieri comunali Pdl (Cassone, Aurigemma, Quarzo e Vannini) hanno minacciato di disertare l'aula Giulio Cesare «se il premier si rifiuterà di incontrare l'associazione degli italiani rimpatriati in Libia». Il consigliere Pdl al XV Municipio, Augusto Santori, è andato oltre: «Si scusi con gli esuli o manifesteremo ». L'incontro, come è stato annunciato ieri, dovrebbe avvenire in forma privata e non ufficiale solo sabato mattina nella tenda di Gheddafi. Critico il Pd: «Alemanno faccia una riunione di maggioranza prima di una pesante gaffe internazionale», ha detto il consigliere Massimiliano Valeriani. Giardino Uomini della sicurezza di Gheddafi nel giardino del Casino Algardi Rinaldo Frignani

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Convegno del Centro Italiano Femminile Emilia - Romagna: la cronaca (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 11-06-2009)

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Convegno del Centro Italiano Femminile Emilia - Romagna: la cronaca (11/6/2009 18:58) | (Sesto Potere) - Bologna - 11 giugno 2009 - Il Cif regionale dell’Emilia Romagna ha organizzato a Bologna il 30 Maggio 2009 un interessante Convegno che si poneva l’obiettivo di riflettere sulla valorizzazione dei principi ispiratori ed evoluzione storica dell’associazionismo di ispirazione cristiana con particolare riferimento al Centro Italiano Femminile. Tra le finalità del progetto figuravano, infatti: ”far conoscere l’impegno civile e politico del CIF a livello locale, dal momento della fondazione associativa sino ai giorni nostri, attraverso alcune figure altamente rappresentative” e “far emergere l’azione educativa, svolta dal CIF nel corso degli anni, quale spazio sociale importante per l’accessibilità all’eguaglianza, al lavoro, alla cultura e formazione di base ed alla partecipazione alla comunità”. La Presidente regionale Laura Serantoni ha svolto una relazione introduttiva di presentazione del convegno ed ha ricordato come “oggi esiste il Forum delle Associazioni non profit a livello regionale, ma occorre un tavolo di lavoro di autentico dialogo fra associazioni ed enti per colmare grigie confusioni di ruoli e di obiettivi e per chiarire il riconoscimento del valore fondante delle associazioni che, in base alla propria identità, si prendono cura della comunità per la costruzione di rapporti di coesione sociale o meglio di un welfare di comunità che se viene meno, in questo momento di crisi economica e conflitto generazionale rischia di togliere diritti di cittadinanza, in particolar modo per le persone più fragili della società; Il Prof. Alessandro Albertazzi – Docente di Storia presso l’Università degli Studi di Bologna - il quale ha tracciato le tappe più significative del percorso storico associativo nel nostro Paese dai primi del secolo XX ad oggi, con particolare riferimento al CIF bolognese, di cui in passato lo stesso docente ha curato ed organizzato l’archivio storico. Albertazzi, menzionando alcuni importanti documenti della Dottrina Sociale della Chiesa(dalla Rerum Novarum di Leone XIII a Mater e Magistra sino a Deus caritas est e Spe salvi) ha ricordato il pensiero di figure storiche importanti come Don Mazzolari e Don Luigi Sturzo, il cui appello “ai liberi e ai forti” presupponeva ideali di giustizia e di libertà, tesi alla realizzazione del bene comune. Soffermandosi poi sul ruolo dell’associazionismo il docente bolognese ha considerato come tra quelle entità che operano per il benessere dei cittadini rientrino, quali soggetti della politica sociale, anche le famiglie e le associazioni in quanto interagenti con altre istituzioni. Riconoscendo le difficoltà che l’associazionismo incontra attualmente, poiché un processo collettivo di privatizzazione ne ha incrementato la frammentazione, il disinteresse, le spinte consumistiche e la carenza partecipativa, ha evidenziato come ci si ritrovi a dover riproporre obiettivi che sembravano ormai scontati ma che di fatto non sono ancora entrati nella coscienza collettiva, quali il diritto al lavoro e la cittadinanza politica. L’On. Aldo Preda (Presidente del Consorzio Servizi Sociali di Ravenna) ha sottolineato, citando l’ultimo testo del Card. Dionigi Tettamanzi “Non c’è futuro senza solidarietà”, l’importanza per i cattolici di raccordarsi con le istituzioni in un momento in cui la politica pare non valorizzare il ruolo socio-culturale e di azione concreta a favore della famiglia svolto dalle stesse associazioni. Da qui la necessità di “essere presenti” e “fare squadra” secondo valori condivisi e secondo uno spirito di “umanesimo familiare”, mirato a riscoprire forme antiche e moderne di solidarietà quali i “gruppi di mutuo aiuto” per far fronte ai differenziati e complessi bisogni emergenti .La seconda parte del Convegno è stata contrassegnata dalla lettura scenica, con accompagnamento musicale sul tema ”Tra passato e presente: un cammino di impegno delle donne”, con la partecipazione delle carpigiane Maria Giulia Campioli (attrice), Giulia Annovi (flauto) e Cecilia Annovi (chitarra). Le giovani amiche hanno raccontato attraverso uno spettacolo la storia del CIF (nazionale e bolognese) dalla sua fondazione fino ad oggi. La Storia che, si dice, i giovani conoscono sempre meno ma che si può ravvivare e rievocare attraverso i ricordi delle lettere conservate nei cassetti, nelle fotografie sbiadite appese ai muri, nelle biblioteche private, negli archivi che solo pochi storici vanno a consultare storie dove diventano importanti le singole persone, i loro ideali, le loro lotte, i luoghi di incontro, le parole scambiate, l’impegno profuso. Una figura significativa del CIF dell’Emilia Romagna, sin dagli anni ’50, è quella dell’amica benemerita Angiola Maria Stagni, (detta Malilla), classe 1915, la quale con il proprio impegno fattivo e con i risultati ottenuti (fondatrice del Servizio accoglienza alla vita e del Centro d’ascolto Cif a Bologna), rappresenta un concreto esempio, insieme con altre donne che operano all’interno dell’Associazione, di azione mirata alla realizzazione del bene comune. Floriano Roncarati

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<È Sbagliato fare troppoallarmismo>In piazza gli operai della Ponticelli (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Class Action

«È Sbagliato fare troppoallarmismo» In piazza gli operai della Ponticelli l'incontro protesta per la chiusura della discarica Occupati i giardini della Provincia. L'assessore Bellotti: «Al sicuro il vostro posto di lavoro» nImperia. «Un confronto molto sereno» viene definito l'incontro con i dipendenti in Provincia. Certo l'assessore Bellotti e il direttore generale Negro hanno fatto il possibile perchè lo fosse. «L'impegno dell'amministrazione provinciale - hanno detto - ad autorizzare nel giro di pochi giorni l'ampliamento della discarica, in modo da riattivare la gestione della stessa entro circa un mese, è assoluto. Correttezza e sollecitudine nell'azione sono state caratteristiche innegabili dell'atteggiamento della Provincia sulla vicenda. Le nostre garanzie ovviamente sono propedeutiche ad un altrettanto corretto e sollecito atteggiamento da parte dell'azienda nel mettere a norma l'attività». Anche il presidente Gianni Giuliano ha commentato l'incontro: «Mi pare che da parte dei lavoratori ci sia stato un allarmismo ingiustificato. Vorrei sottolineare che se si è arrivati alla chiusura della discarica, le responsabilità non sono attribuibili all'amministrazione provinciale. E comunque, qualsiasi imprenditore non può pensare di poter proseguire un'attività se questa non rispetta la normativa vigente. Il futuro impianto "separatore" risolverà comunque ogni dissidio». Nulla è cambiato, insomma, rispetto ad una settimana fa quando venne annunciata la chiusura. Da una parte la Provincia chiede il rispetto delle prescrizioni nell'impermeabilizzazione del nuovo lotto. Dall'altra Ponticelli recrimina persecuzioni e lentezza nelle procedure di autorizzazione nel tentativo di mettere in atto le operazioni richieste. A ciò si aggiunge la preoccupazione sollevata dai sindaci per quel che riguarda il timore di ricadute per via del maggior costo dei trasporti dei rifiuti a Collette Ozzotto. L'ha espresso anche paolo Strescino, il nuovo sindaco, incontrando anch'egli la delegazione dei lavoratori. N. F. .x/12/0906

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Libri online, gli Usa indagano sul colosso Google (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 12-06-2009)

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antitrust monopolio e diritti d'autore della produzione letteraria su Internet Libri online, gli Usa indagano sul colosso Google INCHIESTA. Nonostante diversi ex del motore di ricerca facciano parte dell'amministrazione Obama, il ministero della Giustizia americano vuole far luce sull'accordo tra l'azienda, editori e scrittori per la digitalizzazione di 15 milioni di titoli. Tanti i punti oscuri: dal "giusto uso" del copyright all'acquisizione di volumi di scrittori stranieri senza consenso. di Antonello Guerrera A volte neanche essere a stretto contatto con l'uomo più potente della Terra rende la vita più facile. Il Ministero della Giustizia americano, infatti, ha formalmente avviato un'indagine sull'accordo tra Google, editori e associazioni di scrittori americani, stipulato lo scorso anno, per scannerizzare 15 milioni di libri dalle biblioteche Usa e metterli a disposizione degli utenti su Internet. Una rivoluzione digitale che, con l'avvento dell'E-Book, sta mettendo piede anche nel mondo letterario, dopo aver modificato corposamente le strategie di mercato di cinema e musica. Ma che ha fatto drizzare le orecchie dell'Antitrust Usa. E gli strettissimi rapporti tra il colosso californiano e la Casa Bianca non sono bastati per evitare l'inchiesta. Nonostante l'amministratore delegato di Google Eric Schmidt sia consigliere personale di Barack Obama, nonostante il Presidente sia stato eletto anche grazie alla risonanza avuta su Youtube (gruppo Google). E nonostante, proprio in questi giorni, Andrew McLaughlin sia stato solo l'ultimo dirigente del motore di ricerca più famoso del mondo ad entrare nello staff della Casa Bianca dopo Katie Jacobs Staunton, Craig Mundie e, ovviamente, lo stesso Schmidt. Già in maggio, tuttavia, da alcune fonti si era appreso come il Dipartimento di Giustizia si stesse apprestando ad una mossa simile. L'amministrazione Obama ha avviato le procedure del cosiddetto Cid (Civil Investigative Demands) nei confronti di Google, editori ed autori coinvolti nel patto stipulato che, in queste condizioni, in futuro potrebbe subire uno stop dall'Antitrust. Il motivo scatenante dell'inchiesta sarebbe il tentativo del colosso californiano di monopolizzare la digitalizzazione dei libri. Dal 2004, infatti, Google ha messo gli occhi su saggi, enciclopedie e romanzi, cominciando a scannerizzare su larga scala dalle biblioteche americane, appellandosi al principio statunitense dell'"uso giusto" - un po' come ha fatto l'artista Fairey del ritratto di Obama Hope, ricavato da una foto dell'Ap. Ma la protesta di autori ed editori per violazione delle regole di copyright è sfociata, un anno dopo, class="hilite">in una class="term">class class="term">action che ha estorto a Google l'impegno di devolvere il 63% dei proventi della messa online dei libri ai titolari dei diritti delle opere e 125 milioni di dollari per chiudere la questione giudiziaria. Ma questo patto (che deve essere ancora ratificato dalla giustizia americana) non ha azzerato le polemiche su altri aspetti oscuri della faccenda. Innanzitutto, gli autori coinvolti nella digitalizzazione di Google Books possono sì richiedere formalmente di rinunciare alla messa online della propria opera. Ma se non lo faranno entro il 4 settembre - la deadline, originariamente fissata per il 5 maggio, è stata ritardata dalla Corte Federale di New York - perderanno i diritti digitali sulla loro opera. E poi c'è il problema dei libri non protetti da copyright, che verrebbero adottati in massa da Google Books. In questo modo la società californiana potrebbe porre una pietra miliare per il monopolio dei libri su Internet. Senza contare che un'importante quantità di volumi non americani, ma presenti nelle librerie Usa, è stata già scannerizzata da Google Books senza il previo consenso dei detentori dei diritti. Di qui le recenti proteste, anche governative e supportate dall'annuncio di un'inchiesta della Commissione Europea, di Francia, Gran Bretagna e Germania. Proprio gli autori tedeschi hanno lanciato il cosiddetto "Appello di Heidelberg", per denunciare il furto di proprietà intellettuale ai loro danni. Da parte sua Google, tramite il Ceo Schmidt e il responsabile degli affari legali dell'azienda David Drummond, ha respinto le accuse e ha semplicemente dichiarato che il gruppo è disposto «ad essere sottoposto ad ispezioni, quale che sia il governo» e che farà di tutto per fare luce sulla vicenda. Tuttavia, non è la prima volta che Google viene accusata di monopolio in diversi ambiti del mercato mondiale. La stessa Microsoft di Bill Gates, già multata una volta dall'Antitrust Ue, sta ora soffiando sul fuoco per spingere gli organi di controllo a scrutinare i metodi con cui opera il colosso della Rete. Senza contare le polemiche sulla supremazia degli annunci pubblicitari sul Web da parte di Google, ultima quella correlata al "copia-incolla" dei flash di agenzia che ha fatto infuriare l'Ap. La stessa amministrazione Bush nel 2008, del resto, aveva già minacciato di bloccare Schmidt e compagni nel caso in cui Google avesse stretto un accordo con Yahoo per la pubblicità. La digitalizzazione di milioni di libri per soddisfare la sete di sapere degli internauti di tutto il mondo avrebbe i suoi indubbi ed eruditi lati positivi. Ma, ancora una volta, la superpotenza Internet ha messo spalle al muro i produttori di cultura mondiali di musica, cinema, e ora anche libri. Che spesso non sanno che pesci prendere, tra censura e libero sapere. Mentre in Francia l'agognata legge antipirateria (quella della revoca di Internet in caso di download casalinghi illegali) è stata dichiarata anticostituzionale, Schwarzenegger in California chiede di digitalizzare in massa i libri scolastici e in Svezia i pirati informatici hanno appena ottenuto un seggio nel Parlamento Europeo. Una cosa è chiara: le battaglie legali per una chiara regolamentazione di Internet e dei suoi prodotti dureranno ancora per molto. 12/06/2009

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Le piazze del sapere Biblioteche e libertà (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 12-06-2009)

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PESARO pag. 9 Le piazze del sapere Biblioteche e libertà La Agnoli torna a Pesaro con il suo nuovo libro ANTONELLA Agnoli torna a Pesaro. E torna per parlare di biblioteche, compresa la sua amata San Giovanni. L'appuntamento è per oggi pomeriggio alle 18 a Palazzo Gradari quando, in collaborazione con il Circolo della Stampa, presenterà il suo ultimo libro,Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà (Laterza, pp. 176 ; euro18). Accanto a lei Paolo Fabbri, semiologo, professore presso il corso di Laurea in Arti Visive e dello Spettacolo della facoltà di Design e Arti dello Iuav di Venezia; Pippo Ciorra, architetto, professore presso la facoltà di Architettura dell'Università di Ascoli Piceno e Paolo Angeletti, giornalista de il Resto del Carlino. Il libro realizzato dalla Agnoli è un'attenta analisi del ruolo della biblioteca pubblica. «Ripensare gli spazi urbani si legge nel risvolto di copertina , sottrarli alla commercializzazione, farne luoghi di incontro, di scambio, di azione collettiva. La biblioteca pubblica, a lungo ignorata dalla politica e oggi minacciata da internet nel suo ruolo informativo, può diventare un territorio aperto a gruppi e associazioni, un centro di riflessione e di condivisione dei saperi, il nodo centrale di una rete con altre istituzioni culturali. In un Paese sempre più ignorante, che rischia di restare ai margini dell'economia della conoscenza, la biblioteca pubblica deve diventare parte di un progetto di rinascita dell'Italia, un luogo di libertà e di creatività per ogni cittadino». LA AGNOLI è convinta che solo se la biblioteca diventa una «piazza del sapere», un luogo aperto al confronto e all'incontro e quindi pronta a svolgere anche un ruolo sociale, ci sarà un futuro. Ma questo dimensione culturale' ha necessità di una sua architettura, di un suo spazio fisico. Chiunque è passato almeno una volta al San Giovanni ha chiaro il concetto di «biblioteca aperta» e di quanto siano importanti anche l'arredo e l'uso degli ambienti. E a proposito del San Giovanni nel libro ci sono ampi riferimenti alla sua esperienza pesarese «misteriosamente» finita nella primavera dello scorso anno. Image: 20090612/foto/6262.jpg

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Un patto europeo contro i debiti (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-12 - pag: 15 autore: Un patto europeo contro i debiti Per dare credibilità al rientro dei disavanzi servono riforme strutturali coordinate di Carlo Bastasin E ntro cinque anni nessun paese del G-7, Canada escluso, avrà un debito inferiore al 90% del Pil. Entro il 2014 la media del debito del G-20 potrebbe arrivare al 140 per cento. I governi saranno ovunque sotto pressione nel gestire economie gravate da un debito che in Europa, solo tra il 2008 e il 2010, aumenterà di 20 punti di Pil e nel mondo crescerà del 35-60% entro cinque anni. Il tema della compatibilità della democrazia con l'emergenza economica si è spostato dalla crisi alla sua terapia: l'enorme indebitamento degli stati. Per evitare soluzioni traumatiche nella gestione del debito, con tagli al welfare che distruggano il contratto sociale o addirittura con chiusure dei confini economici o finanziari, la via d'uscita sarà aumentare la crescita potenziale delle economie. In Europa questo porrà il problema di nuove sedi politiche di coordinamento. Ma la soluzione interessa l'Italia più di qualsiasi altro paese. Nessuno infatti quanto l'Italia cumula tutti i problemi della gestione politica del debito: alto livello del debito pubblico, bassa crescita potenziale dell'economia, grande disparità interna tra creditori e debitori, e infine scarsa efficacia dei meccanismi di decisione politica. Che il problema del debito tocchi gli equilibri istituzionali delle democrazie, lo rivelano novità con cui alcuni paesi stanno cercando di "legare le mani" alla politica. Due settimane fa il governo tedesco ha integrato una norma costituzionale per vincolare il Parlamento attraverso i "freni del debito" che dovranno far scomparire i disavanzi tedeschi entro pochi anni. Berlino vorrebbe estendere questa "exit strategy" a tutti i paesi Ue. Nei paesi del Nord Europa si sta guardando invece all'esperienza olandese, che costringe il Parlamento ad approvare solo manovre di bilancio compatibili con la sostenibilità del debito ed estese all'intera durata della legislatura. Le piattaforme elettorali devono specificare le intenzioni dei partiti nei confronti del bilancio pubblico. In Gran Bretagna si studiano "codici di stabilità" di almeno otto anni e quindi estesi su più legislature, indipendentemente dalle preferenze politiche dei futuri Parlamenti eletti. Altri esperimenti sono già in corso in Svizzera, con freni fiscali che limitano l'aumento della spesa pubblica all'aumento atteso delle entrate; in Cile, attraverso regole che disciplinano il bilancio strutturale; in Svezia e in molti altri paesi. Ma il caso più rilevante è ancora lontano dalla consapevolezza politica: il più importante meccanismo di disciplina delle finanze pubbliche nel mondo, il Patto di stabilità europeo, dovrà essere ridisegnato. Ma come? Con più automatismi o invece con più politica? La sfiducia nella politica è giustificata dal fatto che tra il 1977 e il 2005, nella media dei paesi Ocse, il rapporto debito/Pil è raddoppiato senza una vera giustificazione finanziaria. Non c'erano crisi economiche da gestire ma solo decisioni d'opportunità politica. Solo la pressione dei mercati finanziari - prima ancora dei meccanismi di regolazione automatica dei bilanci - ha invertito la tendenza a indebitarsi. In una recente conferenza sulla politica fiscale svoltasi a Washington all'Fmi, Charles Wyplosz ha offerto una sintesi della situazione: nei casi d'emergenza le regole non funzionano, i politici hanno comunque un'inclinazione a indebitarsi e l'ipotesi di comitati tecnici che regolino la politica di bilancio (come fanno i banchieri centrali con la moneta) non troverà mai sostegno, quindi bisogna riuscire a tenere insieme valutazione politica e regole di disciplina. Il terremoto della crisi ha aperto molte crepe nelle certezze sulla politica fiscale. Economisti come Robert Barro sono convinti che l'effetto moltiplicatore della spesa pubblica sulla crescita economica sia pari a zero. Ma Christina Romer, consigliera della Casa Bianca, recentemente ha parlato di un moltiplicatore di circa l'1,5%, altri hanno stime addirittura superiori. La disputa ha riaperto la guerra tra economisti neoclassici e neokeynesiani. I primi sostengono che l'aumento della spesa pubblica venga mal giudicato da cittadini che prevedono l'aumento delle tasse, riducono quindi i consumi, aumentano l'offerta di lavoro e ciò riduce i salari. In tal caso la spesa pubblica non produce alcuno stimolo. I neokeynesiani, pur con differenze tra loro, ritengono che la rigidità di prezzi e salari consenta alle imprese di soddisfare l'aumento della domanda aggregata (derivante dalla spesa pubblica) vendendo di più e quindi assumendo di più. In una tale incertezza, l'unico consenso è sul fatto che garantire la sostenibilità di lungo termine del debito sia indispensabile anche all'eventuale efficacia di breve termine della spesa pubblica. Regole quindi? Ma che cosa succede se i mercati non dovessero credere alle regole? Secondo stime della Commissione europea, un aumento di 150 punti base del premio sul rischio dei titoli pubblici è in grado di annullare gli effetti di uno stimolo fiscale dell'1% del Pil. L'intero impulso della Ue potrebbe evaporare se l'indebitamento apparirà insostenibile. In una fase protratta di caduta del prodotto potenziale dei paesi europei, la spesa pubblica è indispensabile per fermare la chiusura delle imprese o il taglio degli investimenti, ma senza un quadro di "coerenza temporale" nel medio termine la po-litica di bilancio espansiva può essere addirittura controproducente. Il quadro istituzionale è quindi ancora una volta essenziale all'efficacia della politica. Le ricette tradizionali per un quadro di coerenza temporale sono quelle di ridurre la spesa corrente. Secondo una stima presentata all'Fmi, il valore attualizzato della spesa in pensioni e sanità è dieci volte maggiore del costo della crisi. Ma è davvero possibile politicamente convincere i pensionati o i malati che devono avere meno diritti perché devono pagare le conseguenze di Wall Street? L'alternativa è quella di aumentare la crescita potenziale delle economie. Su un orizzonte di dieci anni, l'aumento della crescita dell'1% compenserebbe in buona parte l'aumento del debito indotto dalla crisi attuale. Ma in Europa riforme simili dovrebbero avvenire su impulso politico coordinato. In caso contrario si incorrerebbe nei noti problemi di "azione collettiva" che hanno già prodotto, negli ultimi sei mesi, impulsi fiscali inferiori al necessario, da parte di singoli governi che preferiscono attendere che siano gli altri paesi a indebitarsi e a rilanciare la crescita. Non c'è dubbio che si tratti di un problema politico, nel metodo e nella sostanza. Non ci sono "regole" che possano indurre da sole i Parlamenti a trovare la giusta combinazione di riforme strutturali e di disciplina fiscale. Inoltre lasciare che siano i mercati finanziari, come in passato, a esercitare la loro disciplina sui governi è troppo pericoloso dato i rischi d'instabilità con debiti globali così alti. Troppo facile che i paesi finiscano per scoprirsi insolventi. Troppo alti quindi anche i rischi di contagio, perché l'azione politica non sia sovranazionale. Non resta dunque che trasferire più politica a un livello diverso da quello dei Parlamenti nazionali per garantire che la spesa pubblica ben coordinata faccia crescere l'economia e sia sostenibile. Anche la necessità di evitare troppa competizione fiscale tra i governi e di offrire un interlocutore alla Bce, in modo che la politica monetaria possa accomodare i bilanci pubblici impegnati nelle riforme strutturali, spinge nella stessa direzione: riformare il Patto di stabilità europeo verso un organismo più politico in grado di favorire riforme strutturali coordinate, che aumentino la crescita potenziale e diano credibilità all'impegno al rientro dei debiti. carlo.bastasin@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA IN CONTINUA CRESCITA Si prevede che il rosso dei bilanci dei paesi Ue aumenterà di 20 punti di Pil tra il 2008 e il 2010. Nel mondo del 35-60% in cinque anni PROBLEMA APERTO Non esistono regole in grado di costringere i governi a trovare la corretta combinazione tra disciplina dei conti e politiche di sviluppo L'unione fa la forza. Una performance durante il party che si è svolto a Berlino per le scorse elezioni del Parlamento europeo AFP

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Interazione temporale tra politica e controllo (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 12-06-2009)

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Interazione temporale tra politica e controllo Articolo di Sergio Sabetta 12.06.2009 Commenta | Stampa | Segnala | Condividi Interazione temporale tra politica e controllo di Sergio Sabetta “Il tempo è una struttura della possibilità” (Heidegger) Heidegger configura la prassi politica come anelito alla promozione del cambiamento, non semplice prescrizione normativa su una possibile configurazione statica dello Stato, ma come ricognizione dei fondamenti per una corretta ed effettiva messa in forma dell’istituto. Deve perciò esservi la capacità di comprensione della realtà nel superamento della mera sintassi, ossia della semplice combinazione delle regole esistenti dove è insito il rischio del pensare in autentico. La ricerca dell’autenticità normativa dell’organizzare è propria della sfera intellettuale e conduce a comprendere il senso delle cose e delle vicende in cui siamo immersi e di cui ne siamo pasta, una ricerca ontologica del senso dell’azione e dell’accaduto, un superamento della settorialità e della frammentazione dell’organicità originaria del sapere. L’interpretazione e l’azione sono il portato della comprensione la quale può tuttavia assumere una forma in autentica di cui ne saranno permeati gli atti successivi, il falso che ne consegue non è altro che la perdita di contatto con l’aspetto originario dell’ente. Deve quindi esservi un impegno non solamente al miglioramento di situazioni spiacevoli quanto al cambiamento delle situazioni, il tempo risulta essere un progetto di vita (Pastore). Se il compito della scienza è spiegare le apparenze, le spiegazioni possono essere varie ognuna fornita di una propria rigorosa storia, lo stesso accade per gli avvenimenti umani i quali possono subire varie interpretazioni, gli stessi dati offrono nella loro apparente univoca lucidità differenti letture, essi sono registrazioni di una delle possibili configurazioni della storia stessa. Vi è una difficoltà nella ottimizzazione collettiva delle informazioni, nel combinare cultura e valori per una nuova ottimizzazione, necessita tempo per creare un nuovo rapporto di fiducia, una leadership culturale e persuasiva, la fiducia acquista la valenza di un capitale che permette di accelerare l’azione, di affidarsi alla percezione di ciò che è e sarà, di abbassare la percezione stessa del rischio nell’analisi delle probabilità dell’evento, si crea in altre parole un’aspettativa positiva (Barbour). La distruzione del rapporto di credibilità e quindi di fiducia nel tessuto sociale è uno degli atti peggiori che la politica può attuare, ma è anche quello che può venire a mancare nel controllo. Se noi consideriamo le organizzazioni come un “organismo”, secondo un “approccio sistemico”, dobbiamo ammettere che queste risultano essere aperte verso l’ambiente, si che appare importante il feedback negativo per una omeostasi della struttura. Più vi è complessità sociale e tecnica maggiore dovrà essere l’apporto del controllo, sia nell’acquisizione dei dati e della loro elaborazione che nel livello di credibilità da gestire. La complessità strutturale è colta facendo uso dei modelli interpretativi, se la gerarchia svolge una funzione di contenimento della complessità riducendo la quantità di informazione necessaria al funzionamento della struttura, in quanto ogni componente della stessa ha bisogno di informazioni dettagliate per il suo funzionamento e solo riassuntive per gli altri sovra sistemi, in una organizzazione articolata e resa flessibile dalle necessità ambientali aumenta la necessità dell’esigenza di coordinamento al fine di mantenere l’equilibrio tra l’indipendenza completa delle parti e la loro integrazione, aumenta quindi la quantità di informazioni da elaborare. Occorre naturalmente ricercare l’equilibrio individuando il grado di coordinazione e controllo che minimizza i costi, secondo un modello cibernetico basato sui meccanismi di controllo. Si è a lungo pensata l’azione burocratica in termini deterministici, in realtà si tratta di sistemi complessi probabilistici, con comportamenti che possono essere descritti e previsti con procedure statistiche, più che alle singole unità sono i diagrammi di flusso relativi alle informazioni, all’energia (capitale e lavoro) e ai materiali che descrivono il livello operativo dell’organizzazione. Tuttavia in questo scambio di informazioni tra l’ambiente e l’organizzazione gli attori individuali o collettivi, all’interno di vincoli imposti dal sistema, dispongono di margini di libertà che utilizzano strategicamente nelle loro interazioni con gli altri trasformandolo in un potere autonomo che sfugge a qualsiasi regolazione e questo potere è una ulteriore variabile del sistema (Croizier – Friedberg). In quest’ottica può quindi anche leggersi la riforma del controllo nata dalla L. 244/07, Finanziaria del 2008, con l’art. 3 e proseguita con la recente Legge 15/09, all’art. 11, quale necessità di un progetto possibile per una struttura articolata ma coerente alla complessità organizzativa ambientale. Può quindi concludersi con l’affermazione di Heidegger per cui l’intuizione del divenire è sempre un adesso, un istante presente. ______________ Bibliografia J. Barbour, La fine del tempo, Einaudi 2005; A. Grandori, Organizzazione e comportamento economico, Il Mulino 1999; M. Heidegger, Essere e tempo, Longanesi 1978; H. Mintzberg, La progettazione dell’organizzazione aziendale, Il Mulino 1996; L. Pastore, L’Europa è la filosofia? Considerazioni sull’impegno filosofico -politico di Martin Heidegger, in Il Giornale della Filosofia, 28-37, VII, 2/2007. Commenta | Stampa | Segnala | Condividi |

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Piazza Affari negativa (-1%), ma Enel riesce a salire (+1%) (sezione: Class action)

( da "Soldionline" del 12-06-2009)

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Piazza Affari negativa (-1%), ma Enel riesce a salire (+1%) I diritti relativi all'aumento di capitale hanno guadagnato il 4,5% nel loro ultimo giorno di quotazione. Prevale il segno meno per i petroliferi. Indici in territorio negativo a Piazza Affari nell'ultima seduta della settimana. Le tags: enel Quotazioni: ENEL Commenta l'articolo Edoardo Fagnani venerdì, 12 giugno 2009 - 17:05 Chiusura in rialzo per Enel (+1,1% a 3,69 euro), mentre i diritti relativi all’aumento di capitale hanno guadagnato il 4,56% a 0,47 euro nel loro ultimo giorno di quotazione. L’operazione di ricapitalizzazione proseguirà, invece, un’altra settimana e terminerà venerdì 19 giugno. Prevale il segno meno per i petroliferi, dopo che a New York il prezzo del greggio è tornato sotto i 71 dollari al barile, dopo un massimo a oltre 73 dollari nella seduta di ieri. Eni ha subito una flessione dell’1,69% a 18,04 euro, alla vigilia del lancio del prestito obbligazionario da un miliardo di euro destinato al pubblico retail. In ribasso anche Saipem (-1,75% a 19,09 euro) e Tenaris (-2,06% a 10,93 euro). A due velocità Erg (+0,3% a 10,17 euro) e Saras (-0,71% a 2,1 euro). Male Terna (-1,81%), mentre Snam Rete Gas è riuscita a salire (+0,41%). Tra le municipalizzate si segnalano i ribassi di A2A e Acea, che hanno perso rispettivamente l’1,98% e il 2,26%. Iride ha perso lo 0,58% a 1,372 euro. La municipalizzata ha ottenuto un prestito da 100 milioni di euro dalla Cassa Depositi e Presiti. Il finanziamento avrà una durata di 5 anni e sarà indicizzato al tasso Euribor. Indici in territorio negativo a Piazza Affari nell’ultima seduta della settimana. In generale flessione i bancari e gli assicurativi. Unicredit finisce nuovamente sotto i due euro. In rosso anche Fiat, mentre Bulgari e Pirelli hanno beneficiato delle promozioni di Goldman Sachs e di Deutsche Bank. Il FTSEMib ha subito un ribasso dello 0,98% a 20.384 punti, mentre il FTSE Italia AllShare ha perso lo 0,95% a 21.007 punti. Segno meno anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,68%) e il FTSE Italia Star (-0,78%). Il controvalore degli scambi nella seduta odierna si è attestato a 2,33 miliardi di euro, contro i 2,51 miliardi di ieri. Su 339 titoli trattati, 223 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 98. Invariate le restanti 18 azioni. In frazionale calo anche le principali borse europee. L’euro scende a quota 1,4 dollari. Prevalgono le vendite sui bancari. Unicredit non ha resistito sopra quota 2 euro e ha chiuso la giornata con una flessione dell’1,33% a 1,998 euro. Performance peggiore per la Popolare di Milano (-4,24%). Male anche IntesaSanpaolo (-1,59%). Il Banco Popolare ha subito una flessione dell’1,17% a 5,64 euro. L’istituto ha siglato un accordo con la Banca Europea per gli Investimenti per lo stanziamento di 300 milioni di euro, destinati alle piccole e medie imprese e agli enti pubblici. Segno più anche per UBI Banca, che ha guadagnato lo 0,66%. Banca Italease è scesa dello 0,07% a 1,493 euro. La Consob ha comunicato che tra il 4 giugno e il 10 giugno Ubs ha modificato la partecipazione detenuta nellistituto. Al momento la quota dell’istituto svizzero è sotto il 2% del capitale sociale di Banca Italease. In generale calo anche gli assicurativi. Generali ha subito un ribasso dell’1,49% a 15,88 euro. La compagnia assicurativa ha comunicato che l'ISVAP, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo, ha emesso i provvedimenti autorizzativi necessari per la realizzazione dell'operazione di fusione per incorporazione di Alleanza Assicurazioni e Toro Assicurazioni nella stessa Generali. Intanto, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Credit Agricole starebbe studiando un nuovo patto parasociale che sia accettato dai soci di IntesaSanpaolo e dall’Antitrust. Inoltre, il gruppo francese non sembra intenzionato a cedere la quota detenuta nell’istituto guidato da Corrado Passera. Infine, Ing ha migliorato il giudizio su Generali e ora dice di acquistarne le azioni. Gli esperti hanno anche incrementato il prezzo obiettivo, portandolo a 19,5 euro. Performance peggiore per Fondiaria-Sai (-1,93%). Alleanza (-1,42%) e Unipol (-1,08%) non si sono salvate dalle vendite. Qualche spunto tra gli editoriali. Mediaset ha ceduto lo 0,24% a 4,135 euro. Il numero uno del gruppo del Biscione, Fedele Confalonieri, ha dichiarato che nel secondo trimestre del 2009 la raccolta pubblicitaria ha dato segnali di miglioramento, anche se il trend del mercato resta incerto. Secondo Confalonieri, i risultati dovrebbero registrare un miglioramento rispetto alla prima parte dell’anno. Il manager ha confermato che è allo studio il progetto di creare con Mondadori (-2,27%) un concessionario unico nel settore della pubblicità on-line. Segno meno anche per RcsMediaGroup (-0,45%), Seat (-0,97%) e Telecom Italia Media (-3,53%). Gruppo l’Espresso ha ceduto lo 0,72% a 1,241 euro. Gli analisti di Equita sim hanno alzato a 1,32 euro per azione la valutazione sulla società editoriale e hanno migliorato il giudizio sul titolo, portandolo da “Reduce” (ridurre) a “Hold” (mantenere). --> Pagina: 1 2

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I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 12-06-2009)

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I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti Corte Europea Diritti dell'Uomo , sez. XII, sentenza 20.01.2009 Stampa | Segnala | Condividi I costruttori di Punta Perotti devono essere risarciti, perché la confisca del terreno su cui sorgeva il bene che fu abbattuto nel 2006 era in contrasto con la Convenzione europea per i diritti dell'uomo e il diritto di proprietà. E' quanto stabilito dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo con la sentenza depositata il 20 gennaio scorso intervenendo sulla vicenda dell'ecomostro di Bari. (Altalex, 12 giugno 2009) COUR EUROPENNE DES DROITS DE L'HOMME DEUXIÈME SECTION AFFAIRE SUD FONDI SRL ET AUTRES c. ITALIE (Requête no 75909/01) ARRÊT STRASBOURG 20 janvier 2009 (Cet arrêt deviendra définitif dans les conditions définies à l'article 44 § 2 de la Convention). En l'affaire Sud Fondi srl et autres c. Italie, La Cour européenne des droits de l'homme (deuxième section), siégeant en une chambre composée de : Françoise Tulkens, présidente, Ireneu Cabral Barreto, Vladimiro Zagrebelsky, Danut Jo ien , Dragoljub Popovi , András Sajó, I_1l Karaka_, juges, et de Sally Dollé, greffière de section, Après en avoir délibéré en chambre du conseil le 16 décembre 2008, Rend l'arrêt que voici, adopté à cette date: PROCÉDURE 1. A l'origine de l'affaire se trouve une requête (no 75909/01) dirigée contre la République italienne et dont trois sociétés basées dans cet Etat, Sud Fondi srl, MABAR srl et IEMA srl (« les requérantes »), ont saisi la Cour le 25 septembre 2001 en vertu de l'article 34 de la Convention de sauvegarde des droits de l'homme et des libertés fondamentales (« la Convention »). Il ressort du dossier que la première requérante est en liquidation. 2. Les requérantes sont représentés par Me A. Giardina, Me Francesca Pietrangeli et Me Pasquale Medina, avocats à Rome. Le gouvernement italien (« le Gouvernement ») est représenté par son agent, Mme E. Spatafora, et par son coagent adjoint, M. N. Lettieri. 3. Les requérantes alléguaient en particulier que la confiscation dont elles ont fait l'objet est incompatible avec l'article 7 de la Convention et l'article 1 du Protocole no1. 4. Par une décision du 23 septembre 2004, la Cour a déclaré la requête partiellement irrecevable. Le 30 août 2007, la Cour a déclaré recevable le restant de la requête. 5. Tant les requérantes que le Gouvernement ont déposé des observations écrites sur le fond de l'affaire (article 59 § 1 du règlement). EN FAIT I. LES CIRCONSTANCES DE L'ESPÈCE 6. Les requérantes, trois sociétés ayant leur siège à Bari, étaient propriétaires des constructions et terrains objets de la requête. A. L'adoption des conventions de lotissement 7. La société Sud Fondi srl (infra « la première requérante ») était propriétaire d'un terrain sis à Bari, sur la côte de Punta Perotti, classé comme constructible par le plan général d'urbanisme (piano regolatore generale), et destiné à être utilisé dans le secteur tertiaire par les dispositions techniques du plan général d'urbanisme. 8. Par l'arrêté no 1042 du 11 mai 1992, le Conseil municipal de Bari approuva le projet de lotissement (piano di lottizzazione) présenté par cette société relativement à une partie de son terrain, dont la surface globale était de 58 410 mètres carrés. Ce projet – qui avait été pré-adopté le 20 mars 1990 - prévoyait la construction d'un complexe multifonctionnel, à savoir d'habitations, bureaux et magasins. 9. Le 3 novembre 1993, la première requérante et la Mairie de Bari conclurent une convention de lotissement ayant pour objet la construction d'un complexe de 199 327 mètres cubes ; en contrepartie la requérante céderait à la municipalité 36 571 mètres carrés dudit terrain. 10. Le 19 octobre 1995, l'administration municipale de Bari délivra le permis de construire. 11. Le 14 février 1996, la première requérante entama les travaux de construction, qui furent en grande partie terminés avant le 17 mars 1997. 12. Par l'arrêté no 1034 du 11 mai 1992, le Conseil municipal de Bari approuva un projet de lotissement (qui avait été pré-adopté le 20 mars 1990) concernant la construction d'un complexe multifonctionnel à réaliser sur un terrain de 41 885 mètres carrés classé comme constructible par le plan général d'urbanisme et limitrophe à celui de propriété de la société Sud Fondi srl. Les sociétés MABAR srl et IMCAR srl étaient propriétaires, respectivement, de 13 095 mètres carrés et 2 726 mètres carrés de ce terrain. 13. Le 1er décembre 1993, la société MABAR srl (infra « la deuxième requérante ») conclut avec l'administration municipale de Bari une convention de lotissement prévoyant la construction d'habitations et bureaux pour 45 610 mètres cubes ; elle céderait à la municipalité 6 539 mètres carrés de terrain. 14. Le 3 octobre 1995, la Mairie de Bari délivra le permis de construire. 15. La deuxième requérante entama les travaux de construction ; il ressort du dossier qu'au 17 mars 1997, seules les fondations des bâtiments avaient été réalisées. 16. Le 21 juin 1993, la société IMCAR srl conclut avec l'administration municipale de Bari une convention de lotissement prévoyant la construction d'un complexe de 9 150 mètres cubes, ainsi que la cession à la municipalité de 1 319 mètres carrés de terrain. Le 28 mars 1994, la société IMCAR srl vendit son terrain à la société IEMA srl. 17. Le 14 juillet 1995, la Mairie de Bari délivra à la société IEMA srl (infra « la troisième requérante ») un permis de construire des habitations, des bureaux et un hôtel. 18. La troisième requérante entama les travaux de construction. Il ressort du dossier qu'au 17 mars 1997, une partie du complexe avait été terminée. 19. Entre-temps, le 10 février 1997, l'autorité nationale pour la protection du paysage (Sovrintendenza per i beni culturali e ambientali) s'était plainte auprès du maire de Bari de ce que les zones côtières soumises à une contrainte de paysage, telles qu'elles ressortaient des documents annexés au plan urbain de mise en œuvre, ne coïncidaient pas avec les zones marquées en rouge sur la planimétrie qui avait été transmise en 1984. 20. Il ressort du dossier qu'au moment de l'approbation des projets de lotissement litigieux, aucun plan urbain de mise en œuvre (piano di attuazione) du plan général d'urbanisme de Bari n'était en vigueur. En effet, le plan de mise en œuvre du 9 septembre 1986, en vigueur au moment de la pré-adoption des projets, avait expiré le 9 septembre 1991. Antérieurement, la ville de Bari avait élaboré un autre plan urbain de mise en œuvre, en vigueur du 29 décembre 1980 au 29 décembre 1985. B. La procédure pénale 21. A la suite de la publication d'un article de presse concernant les travaux de construction effectués à proximité de la mer à « Punta Perotti », le 27 avril 1996, le procureur de la République de Bari ouvrit une enquête pénale. 22. Le 17 mars 1997, le procureur de la République ordonna la saisie conservatoire de l'ensemble des constructions litigieuses. Par ailleurs, il inscrivit dans le registre des personnes faisant l'objet de poursuites pénales les noms de Michele Matarrese Senior, Domenico Andidero et Antonio Quiselli, en tant que représentants respectifs des sociétés Sud Fondi srl, MABAR srl et IEMA srl, ainsi que les noms de trois autres personnes, en tant que directeurs et responsables des travaux de construction. Le procureur de la République estimait que la localité dénommée « Punta Perotti » était un site naturel protégé et que, par conséquent, l'édification du complexe était illégale. 23. Les requérantes attaquèrent la mesure de saisie conservatoire devant la Cour de cassation. 24. Par une décision du 17 novembre 1997, la Cour de cassation annula cette mesure et ordonna la restitution de l'ensemble des constructions aux propriétaires, au motif que le site n'était frappé d'aucune interdiction de bâtir par le plan d'urbanisme. 25. Par un jugement du 10 février 1999, le tribunal de Bari reconnut le caractère illégal des immeubles à « Punta Perotti » puisque non conformes à la loi no 431 de 1985 (« loi Galasso »), qui interdisait de délivrer des permis de construire relatifs aux sites d'intérêt naturel, parmi lesquelles figurent les zones côtières. Toutefois, vu qu'en l'espèce l'administration locale avait bien délivré les permis de construire, et vu la difficulté de coordination entre la loi no 431 de 1985 et la législation régionale, qui présentait des lacunes, le tribunal estima qu'il ne pouvait être reproché aux accusés ni faute ni intention. Par conséquent, le tribunal acquitta tous les accusés à défaut d'élément moral (« perché il fatto non costituisce reato »). 26. Dans ce même jugement, estimant que les projets de lotissement étaient matériellement contraires à la loi no 47 de 1985 et de nature illégale, le tribunal de Bari ordonna, aux termes de l'article 19 de cette loi, la confiscation de l'ensemble des terrains lotis à « Punta Perotti », ainsi que des immeubles y construits, et leur acquisition au patrimoine de la Mairie de Bari. 27. Par un arrêté du 30 juin 1999, le Ministre du Patrimoine (« Ministro dei beni culturali ») décréta une interdiction de construire dans la zone côtière près de la ville de Bari, y compris « Punta Perotti », au motif qu'il s'agissait d'un site de haut intérêt naturel. Cette mesure fut annulée par le tribunal administratif régional l'année suivante. 28. Le Procureur de la République interjeta appel du jugement du tribunal de Bari, demandant la condamnation des accusés. 29. Par un arrêt du 5 juin 2000, la cour d'appel réforma la décision de première instance. Elle estima que la délivrance des permis de construire était légale, en l'absence d'interdictions de bâtir à « Punta Perotti » et vu l'absence d'apparente illégalité dans la procédure d'adoption et approbation des conventions de lotissement. 30. Par conséquent, la cour d'appel acquitta les accusés au motif que l'élément matériel de l'infrclass="term">action faisait défaut (« perché il fatto non sussiste ») et révoqua la mesure de confiscation de l'ensemble des constructions et terrains. 31. Le 27 octobre 2000, le Procureur de la République se pourvut en cassation. 32. Par un arrêt du 29 janvier 2001, déposé au greffe le 26 mars 2001, la Cour de cassation cassa sans renvoi la décision de la cour d'appel. Elle reconnut l'illégalité matérielle des projets de lotissement, au motif que les terrains concernés était frappés d'une interdiction absolue de construire et d'une contrainte de paysage, imposées par la loi. A cet égard, la cour releva qu'au moment de l'adoption des projets de lotissement (le 20 mars 1990), la loi régionale no 30 de 1990 en matière de protection du paysage n'était pas encore en vigueur. Par conséquent, les dispositions applicables en l'espèce étaient celles de la loi régionale no 56 de 1980 (en matière d'urbanisme) et la loi nationale no 431 de 1985 (en matière de protection du paysage). 33. Or, la loi no 56 de 1980 imposait une interdiction de construire au sens de l'article 51 F), à laquelle les circonstances de l'espèce ne permettaient pas de déroger. En effet, les projets de lotissement concernaient des terrains non situés dans l'agglomération urbaine. En outre, au moment de l'adoption des conventions de lotissement, les terrains concernés étaient inclus dans un plan urbain de mise en œuvre du plan général d'urbanisme qui était postérieur à l'entrée en vigueur de la loi régionale no 56 de 1980. 34. Enfin, la Cour de cassation releva qu'en mars 1992, soit au moment de l'approbation des projets de lotissement, aucun programme urbain de mise en œuvre n'était en vigueur. A cet égard la Cour rappela sa jurisprudence selon laquelle il fallait qu'un plan urbain de mise en œuvre soit en vigueur au moment de l'approbation des projets de lotissement (Cour de cassation Section 3, 21.197, Volpe ; 9.6.97, Varvara ; 24.3.98, Lucifero). Ceci puisque – toujours selon la jurisprudence – une fois un plan urbain de mise en œuvre expiré, l'interdiction de construire à laquelle le programme avait mis fin redéployait ses effets. Par conséquent, il fallait retenir l'existence de l'interdiction de construire sur les terrains en cause, au moment de l'approbation des projets de lotissement. 35. La Cour de cassation retint également l'existence d'une contrainte de paysage au sens de l'article 1 de la loi nationale no 431 de 1985. En l'espèce, l'avis de conformité avec la protection du paysage de la part des autorités compétentes faisait défaut (à savoir il n'y avait ni le nulla osta délivré par les autorités nationales et attestant de la conformité avec la protection du paysage - au sens de l'article 28 de la loi no 1150/1942 - ni l'avis préalable des autorités régionales selon les articles 21 et 27 de la loi no 1150/1942 ou l'avis du comité régional pour l'urbanisme prévu aux articles 21 et 27 de la loi régionale no 56/1980). 36. Enfin, la Cour de cassation releva que les projets de lotissement ne concernaient que 41 885 mètres carrés, alors que, selon les dispositions techniques du plan général d'urbanisme de la ville de Bari, la surface minimale était fixée à 50 000 mètres carrés. 37. A la lumière de ces considérations, la Cour de cassation retint donc le caractère illégal des projets de lotissement et des permis de construire délivrés. Elle acquitta les accusés au motif qu'il ne pouvait leur être reproché ni faute ni intention de commettre les faits délictueux et qu'ils avaient commis une « erreur inévitable et excusable » dans l'interprétation de dispositions régionales « obscures et mal formulées » et qui interféraient avec la loi nationale. La Cour de cassation prit également en compte le comportement des autorités administratives, et notamment le fait que, à l'obtention des permis de construire, les requérantes avaient été rassurés par le directeur du bureau communal compétent ; que les interdictions visant la protection des sites contre lesquelles le projet de construction se heurtait ne figuraient pas dans le plan d'urbanisme ; que l'administration nationale compétente n'était pas intervenue. Enfin, la Cour de cassation affirma qu'en l'absence d'une enquête portant sur les raisons des comportements tenus par les organes publics, il n'était pas permis de faire des suppositions. 38. Par le même arrêt, la Cour de cassation ordonna la confiscation de l'ensemble des constructions et des terrains, au motif que, conformément à sa jurisprudence, l'application de l'article 19 de la loi no 47 de 1985 était obligatoire en cas de lotissement illégal, même en l'absence d'une condamnation pénale des constructeurs. C. Les développements postérieurs à l'issue de la procédure pénale 39. Le 23 avril 2001, l'administration municipale communiqua aux requérantes qu'à la suite de l'arrêt de la Cour de cassation du 29 janvier 2001, la propriété des terrains dédites sociétés sis à « Punta Perotti » avait été transférée à la municipalité. 40. Le 27 juin 2001, l'administration municipale de Bari procéda à l'occupation matérielle des terrains. 41. Des tiers dont les terrains étaient concernés par le projet de lotissement se virent également privés des terrains par l'effet de la confiscation. 42. Les requérantes, ainsi que des tiers qui n'avaient jamais fait l'objet de poursuite pénale, introduisirent un recours en opposition pour tenter de bloquer l'exécution de l'arrêt de la Cour de cassation pénale, qui avait ordonné la confiscation. Le recours des requérantes fut rejeté par le tribunal de Bari et puis par la Cour de cassation le 27 janvier 2005. L'État introduisit également un recours en opposition pour éviter que des biens lui appartenant ne soient confisqués au bénéfice de la ville de Bari. Par une décision du 9 mai 2005, la Cour de cassation rejeta le recours, au motif que la confiscation devait frapper toute la zone concernée par le projet de lotissement, y compris les lots non construits et les lots qui n'avaient pas encore été vendus, étant donné que tous ces terrains avaient perdu leur vocation et destination d'origine à cause du projet de lotissement litigieux. 43. En avril 2006 les immeubles érigés par les requérantes furent démolis. 44. Entre-temps, le 28 janvier 2006, Sud Fondi avait saisi le tribunal civil de Bari d'une demande en dommages-intérêts dirigée contre le Ministère des biens culturels, la région des Pouilles et la ville de Bari, autorités auxquelles elle reprochait pour l'essentiel d'avoir accordé des permis de construire sans la diligence requise et d'avoir garanti que tout le dossier était conforme à la loi. La requérante demandait 150 000 000 EUR correspondant à la valeur actuelle du terrain confisqué, plus 134 530 910,69 EUR pour dommage ultérieur, 152 332 517,44 EUR pour manque à gagner et 25 822 844,95 EUR pour dommage immatériel. En outre, ses associés (Matarrese) demandaient un dédommagement pour atteinte à leur réputation. 45. Les parties ont indiqué que MABAR a intenté une procédure séparée pour demander les dommages à l'égard des mêmes autorités, et que IEMA n'a pas saisi les tribunaux nationaux, elle s'est bornée à envoyer un courrier aux autorités concernés. 46. Les 28 mars, 7 avril et 7 juin 2006, les requérantes ont déposé des articles de presse portant sur la démolition des bâtiments et mentionnant une procédure en dommages-intérêts intentée par la famille Matarrese. En particulier, un article paru le 26 avril 2006 dans La Stampa informait les lecteurs qu'une demande en dommages-intérêts à concurrence de 570 millions d'euros avait été adressée à la ville de Bari et que celle-ci avait répliqué en demandant en dédommagement à concurrence de 105 millions d'euros pour atteinte à l'image de la ville. 47. Le 10 mars 2008, le Gouvernement a transmis un article de presse, paru à une date non précisée, duquel il ressort qu'après la décision sur la recevabilité, la Cour a invité les parties à trouver un accord amiable ou à lui soumettre une demande en dommages-intérêts. L'article indique que « si Matarrese (Sud Fondi) semble avoir l'intention de réclamer quelques centaines de millions d'euros, le Gouvernement n'entend même pas faire une proposition (......). L'article indique ensuite : « Nous ne donnerons aucun euro et nous n'adhérons pas à la proposition » et puis : La défense du Gouvernement à Strasbourg (c'est un magistrat) se plaint de ne pas avoir reçu toute la documentation sur l'affaire (...). En particulier, la nouvelle qu'une procédure en dommages-intérêts au plan national avait été intentée ne lui serait pas parvenue. Autrement, cette nouvelle aurait pu amener la Cour à décider autrement sur la recevabilité de la requête. 48. Le 9 avril 2008, dans le cadre d'un procès pénal ne concernant pas les requérantes, la cour d'appel de Bari – ayant pris bonne note de ce que la présente requête avait été déclarée recevable par la Cour – a saisi la Cour constitutionnelle pour que celle-ci se prononce sur la légalité de la confiscation infligée automatiquement même dans le cas ou aucune responsabilité pénale n'a été constatée. II. LE DROIT ET LA PRATIQUE INTERNES PERTINENTS A. Les dispositions permettant d'apprécier le caractère abusif du lotissement La loi no 1497 de 1939 49. La protection des lieux pouvant être considérés comme sites naturels remarquables (bellezze naturali) est réglementée par la loi no 1497 du 29 juin 1939, qui prévoit le droit de l'Etat d'imposer une « contrainte de paysage » (vincolo paesaggistico) sur les sites à protéger. Le Décret du Président de la République no 616 de 1977 50. Par le Décret du Président de la République, DPR no 616 du 1977, l'Etat a délégué aux Régions les fonctions administratives en matière de protection des sites naturels remarquables. La loi no 431 de 8 août 1985 (Dispositions urgentes en matière des sites présentant un grand intérêt pour l'environnement). 51. L'article 1 de cette loi soumet à des « limitations visant à protéger le paysage et l'environnement au sens de la loi no 1497 de 1939 (vincolo paesaggistico ed ambientale), entre autres, les zones côtières situées à moins de 300 mètres de la ligne de brisement des vagues, même pour les terrains surplombant la mer. » Il en découle l'obligation de demander aux autorités compétentes un avis de conformité avec la protection du paysage de tout projet de modification des lieux. « Ces limitations ne s'appliquent pas aux terrains inclus dans les « zones urbaines A et B ». Pour les terrains inclus dans d'autres zones, ces limitations ne s'appliquent pas à ceux qui sont inclus dans un plan urbain de mise en œuvre. » Par cette loi, le législateur a soumis le territoire à une protection généralisée. Celui qui ne respecte pas les contraintes prévues à l'article 1, est puni notamment aux termes de l'article 20 de la loi no 47 de 1985 (sanctions prévues en matière d'urbanisme, voir infra). La loi no 10 du 27 janvier 1977 (Dispositions en matière de constructibilité des sols) 52. La loi no 10 du 27 janvier 1977 prévoit à l'article 13 que les plans généraux d'urbanisme peuvent être réalisés à condition qu'un plan ou un programme urbain de mise en œuvre (piano o programma di attuazione) existe. Ce programme de mise en œuvre doit délimiter les zones dans lesquelles les dispositions des plans généraux d'urbanisme doivent être mises en œuvre. Il incombe aux Régions de décider du contenu et de la procédure permettant d'aboutir à un plan urbain de mise en œuvre et d'établir la liste des villes exonérées de l'obligation d'adopter un plan de mise en œuvre. Lorsqu'une ville est obligée d'adopter un plan de mise en œuvre, les permis de construire ne peuvent être délivrés par le maire que si les permis litigieux ne visent une zone incluse dans le programme de réalisation (sauf exceptions prévues par la loi) et que si le projet est conforme au plan général d'urbanisme. Aux termes de l'article 9, les villes exonérées de l'obligation d'adopter un plan de mise en œuvre peuvent délivrer des permis de construire. La loi de la Région des Pouilles no 56 du 31 mai 1980 53. La loi régionale no 56 du 31 mai 1980, à son article 51 alinéa f), dispose : « ... Jusqu'à l'entrée en vigueur des plans d'urbanisme territoriaux... F) Il est interdit de construire à moins de 300 mètres de la limite avec le domaine maritime1 ou du point le plus élevé surplombant la mer. En cas de plan d'urbanisme (strumento urbanistico) déjà en vigueur ou adopté au moment de l'entrée en vigueur de cette loi, il est possible de construire seulement dans les zones A, B et C au sein des centres habités et au sein des installations touristiques. En outre, il est possible de construire des ouvrages publics et d'achever des installations industrielles et artisanales qui étaient en cours de construction à l'entrée en vigueur de cette loi » L'article 18 de la loi no 47 de 1985 54. La loi no 47 du 27 février 1985 (Dispositions en matière de contrôle de l'activité urbaine et de construction, sanctions, récupération et régularisation des ouvrages) définit le « lotissement abusif » à son article 18 : « Il y a lotissement abusif d'un terrain en vue de la construction, a) en cas de commencement d'ouvrages impliquant une transformation urbaine non conforme aux plans d'urbanisme (strumenti urbanistici), déjà en vigueur ou adoptés, ou en tout cas non conforme aux lois de l'Etat ou des Régions ou bien en l'absence de l'autorisation requise ; (...) » 55. Cette disposition a été interprétée dans un premier temps dans le sens d'exclure le caractère abusif d'un lotissement lorsque les autorités compétentes ont délivré les permis requis (Cour de cassation, Section 3, arrêt no 6094/1991, Ligresti ; 18 octobre 1988, Brulotti). Elle a ensuite été interprétée dans le sens que, même s'il est autorisé par les autorités compétentes, un lotissement non conforme aux dispositions urbaines en vigueur est abusif (voir l'arrêt de la Cour de cassation du cas d'espèce, précédé par Cour de cassation, section 3, 16 novembre 1995, Pellicani, et 13 mars 1987, Ginevoli ; confirmé par le Sections Réunies de la Cour de cassation, arrêt no 5115 de 2002, Spiga). B. La confiscation Principes généraux de droit pénal 56. a) L'article 27 § 1 de la Constitution italienne prévoit que « la responsabilité pénale est personnelle ». La Cour constitutionnelle a affirmé à plusieurs reprises qu'il ne peut y avoir de responsabilité objective en matière pénale (voir, parmi d'autres, Cour constitutionnelle, arrêt no 1 du 10 janvier 1997, et infra, « autres cas de confiscation ». L'article 27 § 3 de la Constitution prévoit que « les peines ...doivent tendre à la rééducation du condamné ». b) L'article 25 de la Constitution prévoit, à ses deuxième et troisième alinéas, que « personne ne peut être puni en l'absence d'une loi entrée en vigueur avant la commission des faits » et que « personne ne peut être sujette à une mesure de sureté sauf dans les cas prévus par la loi ». c) L'article 1 du code pénal prévoit que « personne ne peut être puni pour un fait qui n'est pas expressément prévu par la loi comme étant constitutif d'une infrclass="term">action pénale, et avec une peine qui n'est pas établie par la loi ». L'article 199 du code pénal, concernant les mesures de sureté, prévoit que personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi. d) L'article 42, 1er alinéa du code pénal prévoit que « l'class="hilite">on ne peut être puni pour une class="term">action ou une omission constituant une infrclass="term">action pénale prévue par la loi si, dans la commission des faits, l'auteur n'avait pas de conscience et volonté (coscienza e volontà) ». La même règle est établie par l'article 3 de la loi du 25 novembre 1989 no 689 en ce qui concerne les infrclass="term">actions administratives. e) L'article 5 du code pénal prévoit que « Nul ne peut se prévaloir de son ignorance de la loi pénale pour obtenir une excuse ». La Cour constitutionnelle (arrêt n.364 de 1988) a statué que ce principe ne s'applique pas quand il s'agit d'une erreur inévitable, de sorte que cet article doit désormais être lu comme suit : « Nul ne peut se prévaloir de son ignorance de la loi pénale pour obtenir une excuse, sauf s'il s'agit d'une erreur inévitable ». La Cour constitutionnelle a indiqué comme possible origine de l'inévitabilité objective de l'erreur sur la loi pénale l' « obscurité absolue de la loi », les « assurances erronées » de la part de personnes en position institutionnelle pour juger de la légalité des faits à accomplir, l'état « gravement chaotique » de la jurisprudence. La confiscation prévue par le code pénal 57. Aux termes de l'article 240 du code pénal : « 1er alinéa : En cas de condamnation, le juge peut ordonner la confiscation des choses qui ont servi ou qui furent destinées à la commission de l'infrclass="term">action, ainsi que les choses qui sont le produit ou le bénéfice de l'infrclass="term">action. 2ème alinéa : La confiscation est toujours ordonnée : 1. Pour les choses qui constituent le prix de l'infrclass="term">action ; 2. Pour les choses dont la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation sont pénalement interdites. 3ème alinéa : Dans les cas prévus au premier alinéa et au point 1 du deuxième alinéa, la confiscation ne peut frapper les tiers (« personnes étrangères à l'infrclass="term">action ») propriétaires des choses en question. 4ème alinéa : Dans le cas prévu au point 2 du deuxième alinéa, la confiscation ne peut frapper les tiers (« personnes étrangères à l'infrclass="term">action ») propriétaires lorsque la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation peuvent être autorisés par le biais d'une autorisation administrative. » 58. En tant que mesure de sûreté, la confiscation relève de l'article 199 du code pénal qui prévoit que « personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi ». Autres cas de confiscation / La jurisprudence de la Cour constitutionnelle 59. En matière de douanes et de contrebande, les dispositions applicables prévoient la possibilité de confisquer des biens matériellement illicites, même si ces derniers sont détenus par des tiers. Par l'arrêt no 229 de 1974, la Cour constitutionnelle a déclaré les dispositions pertinentes incompatibles avec la Constitution (notamment l'article 27), sur la base du raisonnement suivant : « Il peut y avoir des choses matériellement illicites, dont le caractère illicite ne dépend pas de la relation avec la personne qui en dispose. Ces choses doivent être confisquées auprès toute personne les détenant à n'importe quel titre (... ). Pour éviter que la confiscation obligatoire des choses appartenant à des tiers -étrangers à la contrebande - ne se traduise en une responsabilité objective à leur charge - à savoir une responsabilité du simple fait qu'ils sont propriétaires des choses impliquées - et pour éviter qu'ils subissent les conséquences patrimoniales des actes illicites commis par d'autres, il faut que l'on puisse reprocher à ces tiers un quid sans lequel l'infrclass="term">action (...) n'aurait pas eu lieu ou n'aurait pas été favorisée. En somme, il faut pouvoir reprocher à ces tiers un manque de vigilance. » 60. La Cour constitutionnelle a réitéré ce principe dans les arrêts no 1 de 1997 et no 2 de 1987, en matière de douanes et d'exportation d'œuvres d'art. La confiscation du cas d'espèce (article 19 de la loi no 47 du 28 février 1985) 61. L'article 19 de la loi no 47 du 28 février 1985 prévoit la confiscation des ouvrages abusifs aussi bien que des terrains lotis de manière abusive, lorsque les juridictions pénales ont établi par un arrêt définitif que le lotissement est abusif. L'arrêt pénal est immédiatement transcrit dans les registres immobiliers. L'article 20 de la loi no 47 du 28 février 1985 62. Cette disposition prévoit des sanctions définies comme étant des « sanctions pénales ». La confiscation n'y figure pas. En cas de lotissement abusif - tel que défini à l'article 18 de cette même loi – les sanctions prévues sont l'emprisonnement jusqu'à deux ans et l'amende jusqu'à 100 millions de lires italiennes (environ 516 460 euros). L'article 44 du code de la construction (DPR no 380 de 2001) 63. Le Décret de Président de la République no 380 du 6 juin 2001 (Testo unico delle disposizioni legislative et regolamentari in materia edilizia) a codifié les dispositions existantes notamment en matière de droit de bâtir. Au moment de la codification, les articles 19 et 20 de la loi no 47 de 1985 ci-dessus ont été unifiés en une seule disposition, à savoir l'article 44 du code, qui est ainsi titré : « Art. 44 (L) – Sanctions pénales (...) 2. La confiscation des ouvrages abusifs aussi bien que des terrains lotis de manière abusive, lorsque les juridictions pénales ont établi par un arrêt définitif que le lotissement est illégal. » La jurisprudence relative à la confiscation pour lotissement abusif 64. Dans un premier temps, les juridictions nationales avaient classé la confiscation applicable en cas de lotissement abusif comme étant une sanction pénale. Dès lors, elle ne pouvait être appliquée qu'aux biens du prévenu reconnu coupable du délit de lotissement illégal, conformément à l'article 240 du code pénal (Cour de cassation, Sec. 3, 18 octobre 1988, Brunotti ; 8 mai 1991, Ligresti ; Sections Unies, 3 février 1990, Cancilleri). 65. Par un arrêt du 12 novembre 1990, la Section 3 de la Cour de cassation (affaire Licastro) affirma que la confiscation était une sanction administrative et obligatoire, indépendante de la condamnation au pénal. Elle pouvait donc être prononcée à l'égard de tiers, puisqu'à l'origine de la confiscation il y a une situation (une construction, un lotissement) qui doit être matériellement abusive, indépendamment de l'élément moral. De ce fait, la confiscation peut être ordonnée lorsque l'auteur est acquitté en raison de l'absence d'élément moral (« perché il fatto non costituisce reato »). Elle ne peut pas être ordonnée si l'auteur est acquitté en raison de la non matérialité des faits (« perché il fatto non sussiste »). 66. Cette jurisprudence fut largement suivie (Cour de Cassation, Section 3, arrêt du 16 novembre 1995, Besana ; no 12471, no 1880 du 25 juin 1999, Negro ; 15 mai 1997 no 331, Sucato ; 23 décembre 1997 no 3900, Farano ; no 777 du 6 mai 1999, Iacoangeli). Par l'ordonnance no 187 de 1998, la Cour constitutionnelle a reconnu la nature administrative de la confiscation. Tout en étant considérée comme étant une sanction administrative par la jurisprudence, la confiscation ne peut être annulée par un juge administratif, la compétence en la matière relevant uniquement du juge pénal (Cour de cassation, Sec. 3, arrêt 10 novembre 1995, Zandomenighi). La confiscation de biens se justifie puisque ceux-ci sont les « objets matériels de l'infrclass="term">action ». En tant que tels, les terrains ne sont pas « dangereux », mais ils le deviennent lorsqu'ils mettent en danger le pouvoir de décision qui est réservé à l'autorité administrative (Cour de cassation, Sec. 3, no 1298/2000, Petrachi et autres). Si l'administration régularise ex post le lotissement, la confiscation doit être révoquée (Cour de cassation, arrêt du 14 décembre 2000 no 12999, Lanza ; 21 janvier 2002, no 1966, Venuti). Le but de la confiscation est de rendre indisponible une chose dont on présume qu'on connaît la dangerosité : les terrains faisant l'objet d'un lotissement abusif et les immeuble abusivement construits. On évite ainsi la mise sur le marché immobilier de tels immeubles. Quant aux terrains, on évite la commission d'infrclass="term">actions ultérieures et on ne laisse pas de place à des pressions éventuelles sur les administrateurs locaux afin qu'ils régularisent la situation (Cour de cassation, Sec. 3, 8 février 2002, Montalto). EN DROIT I. SUR LES EXCEPTIONS PRÉLIMINAIRES DU GOUVERNEMENT 67. Dans ses observations du 5 décembre 2007, le Gouvernement a soulevé une exception de non-épuisement des voies de recours internes. Il aurait appris grâce à des articles de presse que Sud Fondi et MABAR, avant la décision sur la recevabilité, avaient engagé une procédure en dommages-intérêts au niveau national à l'encontre de la ville de Bari, de la région Pouilles et de l'Etat. Le Gouvernement a précisé que la requérante IEMA n'avait pas intenté de recours et qu'elle avait sommé l'administration publique de la dédommager à concurrence de 47 millions d'euros. D'après le Gouvernement, les procédures engagées sont identiques à celle intentée à Strasbourg tant pour le petitum que pour la causa petendi. La Cour devrait dès lors rayer la requête du rôle ou la déclarer irrecevable. 68. Le Gouvernement observe ensuite que « les requérantes sont porteuses de plusieurs vérités », car au niveau européen, elles revendiquent leur droit de bâtir alors qu'au niveau national elles admettent d'avoir commis une erreur causée par le comportement de l'administration. Il en découle que les requérantes demandent la déclaration de la responsabilité de l'Etat italien pour des motifs contradictoires entre eux devant la Cour et devant les juges nationaux. 69. Le 14 janvier 2008, le Gouvernent a dénoncé un abus de procédure des requérantes au motif que celles-ci n'avaient pas informé la Cour de ce qu'elles avaient réclamé des dommages-intérêts au niveau national. Elles auraien voulu cacher ces informations à la Cour, ce qui ne se concilie pas avec l'article 47 § 6 du Règlement de la Cour, d'après lequel les parties doivent informer cette dernière de tout fait pertinent pour l'examen de l'affaire. Vu que les requérantes ont transmis des communications incomplètes et donc trompeuses, la Cour devrait rayer la requête du rôle ou la déclarer irrecevable car abusive. Il se réfère sur ce point à l'affaire Hadrabova et autres c. République tchèque (déc.), 25 septembre 2007. 70. Le 10 mars 2008, le Gouvernement a dénoncé un deuxième abus des requérantes relatif à un article de presse (voir paragraphe 47 ci-dessus) publié à une date non connue. Selon lui, cet article révèle le non-respect de la confidentialité de la procédure de la part des requérantes et confirme le caractère abusif de la requête. 71. Les requérantes s'opposent aux arguments du Gouvernement. 72. S'agissant de l'exception de non-épuisement, elles observent que celle-ci est tardive, car le Gouvernement ne pouvait pas ignorer l'existence de ces procédures bien avant la décision sur la recevabilité vu que Sud Fondi et MABAR ont assigné en justice des organismes publics (la ville de Bari, le ministère des biens culturels et la région des Pouilles) en date du 28 janvier 2006. L'État a déposé un mémoire de constitution en réponse le 18 avril 2006. Ce n'est donc pas sérieux de la part du Gouvernement de soutenir qu'il n'était pas au courant de ces procédures avant la recevabilité. Par conséquent, elles demandent à la Cour de rejeter cette exception, vu qu'elle n'a été soulevée que le 5 décembre 2007. En tout état de cause, les requérantes observent que IEMA n'a pas intenté de recours et n'est donc pas concernée par cette exception. 73. En outre, les requérantes observent que le Gouvernement n'a pas montré l'accessibilité et efficacité des recours intentés par rapport aux violations alléguées. Elles soutiennent que la possibilité d'intenter un recours en dommages-intérêts comme elles l'ont fait n'existe que depuis l'arrêt de la Cour constitutionnelle no 204 de 2004. L'accès à ce remède étant inexistant au moment de l'introduction de la requête, ce remède n'est pas à épuiser. En outre, les requérantes ayant déjà épuisé la voie pénale, un recours civil n'est pas à épuiser. Ensuite, elles observent que les arguments soutenus par le Gouvernement devant le tribunal civil de Bari, à savoir l'absence de juridiction et la prescription du droit à réparation, ne se concilient pas avec l'argument soulevé devant la Cour, selon lequel le recours intenté est efficace et donc à épuiser. Enfin, les recours engagés au niveau national ne visent pas à doubler le recours engagé à Strasbourg car ils ne concernent pas la procédure pénale s'étant terminée par la confiscation des biens, et donc ne visent pas la réparation des violations de la Convention. Les recours nationaux se fondent sur la responsabilité extracontractuelle des administrations pour avoir pendant de longues années certifié la nature constructible des terrains en cause et pour avoir délivré des permis de construire. 74. Quant au prétendu caractère abusif de la requête, les requérantes observent que dans l'affaire Hadrabova citée par le Gouvernement, la partie requérante avait déjà obtenu au plan national un dédommagement pour le même motif invoqué devant la Cour et elle l'avait caché. Or, en l'espèce aucun dédommagement n'a été payé par l'État italien. En outre, les informations passées sous silence dans l'affaire Hadrabova concernaient l'existence d'une procédure ayant le même objet que celle pendante à Strasbourg, alors qu'en l'espèce il s'agit de deux procédures différentes. En outre, les requérantes observent qu'elles n'ont jamais eu l'intention de cacher à la Cour l'existence de ces procédures, dont, par ailleurs, il était fait mention dans les articles de presse qu'elles ont envoyés à la Cour. Tout simplement, vu que le but des procédures nationales n'est pas le même que celui de la procédure à Strasbourg, elles n'estimaient pas nécessaire d'envoyer un courrier ad hoc. 75. Quant à la prétendue divulgation d'informations confidentielles, les requérantes nient d'avoir fait de révélations à la presse concernant le fait que le Gouvernement avait refusé le règlement amiable, vu que le refus ne leur avait pas été notifié par les autorités italiennes. En tout état de cause, elles observent que les informations qui se trouvent dans la presse ne sont pas sous leur contrôle. 76. Enfin, les requérantes tiennent à critiquer la teneur de certains passages des observations du Gouvernement (paragraphes 97, 145 et 159 ci-dessous), qu'elles qualifient d'offensantes. Elles tiennent à souligner leur bonne foi, tant dans la procédure à Strasbourg qu'au niveau national. 77. La Cour rappelle qu'aux termes de l'article 55 de son règlement, « Si la Partie contractante défenderesse entend soulever une exception d'irrecevabilité, elle doit le faire, pour autant que la nature de l'exception et les circonstances le permettent, dans les observations écrites ou orales sur la recevabilité de la requête (...) ». 78. En l'espèce, la Cour estime qu'avant la décision sur la recevabilité du 30 août 2007, le Gouvernement ne pouvait pas ignorer les demandes en dommages-intérêts des requérantes dûment notifiées en 2006 à l'encontre d'organismes publics, dont le Ministère des biens culturels. Il y a donc forclusion pour ce qui est des exceptions ayant trait aux procédures en dommages-intérêts intentées au niveau national. 79. La Cour rappelle ensuite qu'elle peut rejeter une requête qu'elle considère comme irrecevable « à tout moment de la procédure » (article 35 § 4 de la Convention). Des faits nouveaux portés à sa connaissance peuvent la conduire, même au stade de l'examen du fond, à revenir sur la décision par laquelle la requête a été déclarée recevable et à la déclarer ultérieurement irrecevable, en application de l'article 35 § 4 de la Convention (voir, par exemple, Medeanu c. Roumanie (déc.), no 29958/96, du 8 avril 2003 ; 0lhan c. Turquie [GC], no 22277/93, § 52, CEDH 2000-VII ; Azinas c. Chypre [GC], no 56679/00, §§ 37-43, CEDH 2004-III). Elle peut aussi rechercher, même à un stade avancé de la procédure, si la requête se prête à l'application de l'article 37 de la Convention. Pour conclure que le litige a été résolu au sens de l'article 37 § 1 b) et que le maintien de la requête par le requérant ne se justifie donc plus objectivement, la Cour doit examiner, d'une part, la question de savoir si les faits dont le requérant tire directement grief persistent ou non et, d'autre part, si les conséquences qui pourraient résulter d'une éventuelle violation de la Convention à raison de ces faits ont également été effacées (Pisano c. Italie [GC] (radiation), no 36732/97, § 42, 24 octobre 2002). 80. En l'espèce, la Cour ne relève pas l'existence d'un « fait nouveau » survenu après la recevabilité qui pourrait l'amener à revenir sur sa décision quant à la recevabilité. En outre, elle note que le litige n'a pas été résolu de sorte qu'il n'y a pas lieu de rayer la requête du rôle. 81. La Cour rappelle enfin qu'une requête peut être rejetée comme étant abusive si elle a été fondée sciemment sur des faits erronés (voir, entre autres, Kérétchavili c. Géorgie, no 5667/02, 2 mai 2006 ; Varbanov c. Bulgarie, no 31365/96, § 37, CEDH 2000-X ; Akdivar et autres c. Turquie, 16 septembre 1996, §§ 53-54, Recueil des arrêts et décisions 1996-IV ; Xehàk c. République tchèque (déc.), no 67208/01, 18 mai 2004), en vue d'induire délibérément la Cour en erreur (Assenov et autres c. Bulgarie, décision de la Commission, no 24760/94, 27 juin 1996 ; Varbanov c. Bulgarie, no 31365/96, § 36, CEDH 2000-X). 82. La Cour, tout en regrettant que les requérantes n'aient pas formellement informé la Cour de leurs démarches auprès des tribunaux internes, ne considère pas établi qu'elles aient essayé de l'induire en erreur. La requête n'est donc pas abusive. 83. Partant, il y a lieu de rejeter les exceptions du Gouvernement. II. SUR LA VIOLATION ALLÉGUÉE DE L'ARTICLE 7 DE LA CONVENTION 84. Les requérantes dénoncent l'illégalité de la confiscation qui a frappé leurs biens au motif que cette sanction aurait été infligée dans un cas non prévu par la loi. Elles allèguent la violation de l'article 7 de la Convention, qui dispose : « 1. Nul ne peut être condamné pour une class="term">action ou une omission qui, au moment où elle a été commise, ne constituait pas une infrclass="term">action d'après le droit national ou international. De même il n'est infligé aucune peine plus forte que celle qui était applicable au moment où l'infrclass="term">action a été commise. 2. Le présent article ne portera pas atteinte au jugement et à la punition d'une personne coupable d'une class="term">action ou d'une omission qui, au moment où elle a été commise, était criminelle d'après les principes généraux de droit reconnus par les nations civilisées. » A. Sur l'applicabilité de l'article 7 de la Convention 85. La Cour rappelle que, dans sa décision du 30 août 2007, elle a estimé que la confiscation litigieuse s'analyse en une peine et que, partant, l'article 7 de la Convention trouve à s'appliquer. B. Sur l'observation de l'article 7 de la Convention 1. Arguments des requérantes 86. Les requérantes soutiennent que le caractère abusif du lotissement n'était pas « prévu par la loi ». Leurs doutes quant à l'accessibilité et à la prévisibilité des dispositions applicables seraient confirmés par l'arrêt de la Cour de cassation, ayant constaté que les accusés s'étaient trouvés dans une situations de « ignorance inévitable » ; ceux-ci ont été acquittés pour l'« erreur excusable » commise dans l'interprétation du droit applicable, compte tenu de la législation régionale obscure, de l'obtention des permis de construire, des assurances reçues de la part des autorités locales quant à la régularité de leurs projets et de l'inertie des autorités compétentes en matière de protection du paysage jusqu'en 1997. Sur le point de savoir si, une fois tous les permis de construire accordés, un lotissement pouvait être ou non qualifié d'abusif, la jurisprudence a en outre connu beaucoup d'hésitations qui n'ont été résolues que le 8 février 2002, par les Sections Réunies de la Cour de cassation. Ceci prouve donc que jusqu'en 2001 il y avait incertitude et que le fait d'avoir qualifié d'abusif le lotissement des requérantes, antérieurement au prononcé à sections réunies, constitue une interprétation non littérale, extensive, et donc imprévisible et incompatible avec l'article 7 de la Convention. 87. Les requérantes soutiennent ensuite qu'il n'y avait en tout cas pas d'illégalité matérielle en l'espèce, puisque les lotissements ne se heurtaient pas à des limitations frappant leurs terrains. Sur ce point, elles se réfèrent à l'arrêt de la cour d'appel de Bari, qui n'avait constaté aucune illégalité matérielle, estimant qu'aucune interdiction de construire ne frappait les terrains en cause. En outre, au fait que le ministère des biens culturels ait pris un arrêté le 30 juin 1999 soumettant les terrains en cause à des contraintes prouverait qu'antérieurement, aucune contrainte ne gravait sur lesdits terrains. Enfin, le plan d'urbanisme « territorial thématique du paysage », adopté le 15 décembre 2000 par décision du conseil régional des Pouilles no 1748, confirmerait qu'il n'y avait aucune interdiction de bâtir. 88. S'agissant de la légalité de la sanction qui leur a été infligée, les requérantes soutiennent que, pour être légale, une peine doit être prévisible, à savoir il doit être possible de prévoir raisonnablement au moment de la commission de l'infrclass="term">action les conséquences y afférentes au niveau de la sanction, aussi bien en ce qui concerne le type de sanction que la mesure de la sanction. En outre, pour être compatible avec l'article 7 de la Convention, une peine doit se rattacher à un comportement reprochable. Les requérantes estiment qu'aucune de ces conditions n'est remplie. 89. Au moment où les permis de construire ont été délivrés, et à l'époque de la construction des bâtiments, il était impossible pour les requérantes de prévoir l'application de la confiscation. En effet, la loi no 47 de 1985 ne prévoyant pas de manière explicite la possibilité de confisquer les biens de tiers en cas d'acquittement des accusés, la confiscation infligée dans le cas d'espèce serait « non prévue par la loi ». Pour infliger la confiscation, les juridictions nationales ont donné une interprétation non littérale de l'article 19 de la loi no 47/1985 et ceci est arbitraire puisqu'on est dans le domaine pénal et l'interprétation par analogie au détriment de l'intéressé ne peut pas être utilisée. En outre, une telle interprétation se heurte à l'article 240 du code pénal, qui établit le régime général des confiscations. 90. Même à supposer que l'interprétation ayant conduit à confisquer les biens d'une personne acquittée puisse être qualifiée d'interprétation littérale, il faut néanmoins encore démontrer que le caractère abusif du lotissement était effectivement prévu par la loi. Sur ce point, les requérantes rappellent que le caractère abusif du lotissement en question était loin d'être manifeste, vu l'acquittement au motif que la législation était tellement complexe que l'ignorance de la loi était inévitable et excusable. 91. Les requérantes observent ensuite que la sanction ne se rattache pas à un comportement reprochable, vu que la confiscation a été ordonnée à elles qui sont « tierces » par rapport aux accusés et compte tenu surtout de l'acquittement de ceux-ci et des motivations de l'acquittement. Les requérantes invoquent à cet égard le principe de la « responsabilité pénale personnelle » prévu par la Constitution, ce qui interdit de répondre pénalement du fait d'autrui. Ce principe n'est qu'un aspect complémentaire de l'interdiction de l'analogie in malam partem et de l'obligation d'énumérer de manière limitative les cas auxquels une sanction pénale s'applique (principio di tassatività). 92. Les requérantes rappellent enfin que, jusqu'en 1990, la confiscation avait été classée par les juridictions nationales parmi les sanctions pénales. De ce fait, elle pouvait frapper uniquement les biens de l'accusé (Cour de cassation, Section 3, 16 novembre 1995, Befana; 24 février 1999, Iacoangeli). Ce n'est qu'à partir de 1990 que la jurisprudence a évolué dans le sens de considérer la confiscation comme étant une sanction administrative et donc pouvant s'infliger indépendamment de la condamnation pénale et aussi à l'égard de tiers. Selon elles, un tel revirement de jurisprudence a eu lieu uniquement pour permettre la confiscation des biens de tiers en cas d'acquittement des accusés, comme en l'espèce. 93. Enfin, les requérantes observent que l'Etat soutient devant la Cour une thèse différente par rapport à celle soutenue au niveau national par les avocats ayant assumé la défense de la Région des Pouilles et de l'automobile club italien, qui a contesté la légalité de la confiscation à leur égard car infligée à des sujets étrangers à la procédure pénale. 94. En conclusion, la confiscation de l'espèce se heurte à l'interdiction de la responsabilité pénale pour fait d'autrui et est dès lors arbitraire. 95. De surcroît, les requérantes rappellent la jurisprudence de la Cour constitutionnelle selon laquelle une confiscation ne peut frapper les biens des tiers étrangers à l'infrclass="term">action que « lorsqu'à ceux-ci l'on peut reprocher un quid sans lequel l'infrclass="term">action n'aurait pas eu lieu ou n'aurait pas été favorisée ». Ensuite, les requérantes invoquent le principe selon lequel une personne morale ne peut pas être pénalement responsable (societas delinquere non potest). 2. Arguments du Gouvernement 96. Le Gouvernement soutient que tant l'infrclass="term">action que la confiscation étaient « prévues par la loi », à savoir par des dispositions accessibles et prévisibles. Aucun problème de rétroactivité ni d'interprétation extensive ne se pose en l'espèce. 97. Il y avait illégalité matérielle, car les terrains litigieux étaient frappés par les limitations ex lege, prévues, d'une part, par l'article 51 f) de la loi régionale no 56 de 1980 et, d'autre part, par la loi no 431 de 1985 en vigueur depuis le 15 septembre 1985. Ces contraintes existaient avant l'arrêté ministériel du 30 juin 1999 déclarant certaines parties du territoire de la ville de Bari comme étant d'intérêt remarquable pour le paysage. Elles étaient accessibles et prévisibles, car publiées. Elles devaient être claires pour les requérantes, vu qu'elles ne sont pas assimilables à un citadin quelconque mais sont des professionnels de la construction et donc une diligence spéciale pouvait être attendue d'elles (Chorherr c. Autriche, 25 août 1993, § 25, série A no 266-B ; Open Door et Dublin Well Woman c. Irlande, 29 octobre 1992, § 60, série A no 246-A). Le Gouvernement admet que l'administration s'est conduite comme si tout était dans l'ordre. Cependant, le comportement de celle-ci n'aurait pas été transparent et conforme aux normes de bonne administration. 98. S'agissant de la confiscation, celle-ci est prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. Cette disposition était accessible et prévisible. 99. Quant à l'interprétation de cette disposition par les juridictions nationales, selon le Gouvernement elle n'a pas été extensive au détriment des requérantes. En l'espèce, l'interprétation judiciaire a été cohérente avec la substance de l'infrclass="term">action et raisonnablement prévisible (sur ce point le Gouvernement se réfère notamment à S.W. c. Royaume-Uni, 22 novembre 1995, § 36, série A no 335-B ; Streletz, Kessler et Krenz c. Allemagne [GC], nos 34044/96, 35532/97 et 44801/98, § 82, CEDH 2001-II). A cet égard, le Gouvernement observe que l'article 19 de la loi no 47 de 1985 n'exige pas la condamnation de l'auteur de l'infrclass="term">action, mais seulement le constat du caractère illégal du lotissement. Si le législateur national avait voulu prévoir la confiscation seulement dans le cas d'un prévenu condamné, dans le texte de l'article 19 de la loi no 47/1985 après le mot « décision » il y aurait le mot « condamnation ». Le fait que cette disposition ne spécifie pas que la confiscation peut avoir lieu uniquement en cas de condamnation permet au juge pénal d'ordonner la confiscation dans le cas d'un acquittement où il a tout de même constaté le caractère matériellement illégal d'un lotissement. Il s'agit en effet d'une sanction réelle et non personnelle. Il est donc possible de confisquer dans le cas d'un acquittement comme celui de l'espèce, où l'élément moral fait défaut. En conclusion, il y a eu interprétation littérale de la loi, car en l'espèce, après avoir constaté l'élément matériel du crime, à savoir l'illégalité du lotissement, la confiscation est appliqué de manière légitime. 100. Le Gouvernement observe que la Convention n'impose pas qu'il y ait un lien nécessaire entre accusation en matière pénale et répercussions sur les droits patrimoniaux, à savoir rien n'empêche d'adopter des mesures de confiscation même si on les classe comme sanctions pénales résultant d'un acte qui n'a pas entraîné l'inculpation du sujet, étranger à la procédure pénale (n'ayant pas fait l'objet d'accusation pendant la procédure pénale). Sur ce point, le Gouvernement se réfère à trois arrêts de la Cour (AGOSI c. Royaume-Uni, 24 octobre 1986, série A no 108, Air Canada c. Royaume-Uni, 5 mai 1995, série A no 316-A et Bosphorus Hava Yollar1 Turizm ve Ticaret Anonim ^irketi c. Irlande [GC], no 45036/98, CEDH 2005-VI) et observe que dans ces affaires, les requérantes avaient subi la confiscation de leurs biens même si l'accusation pénale ne portait par contre eux et ils n'avaient commis aucune faute. 101. Selon le Gouvernement, la confiscation pourrait s'analyser en une « mesure de sûreté patrimoniale » relevant de l'article 240 du code pénal, deuxième alinéa, point 2. Cette disposition indique que « le juge ordonne toujours la confiscation des choses dont la fabrication, l'usage, le port, la détention ou l'aliénation constitue une infrclass="term">action pénale, même s'il n'y a pas eu de condamnation pénale ». Le Gouvernement observe que toute mesure de sûreté, comme toute peine, est ordonnée dans le respect du principe de légalité et renvoie à l'article 199 du code pénal, qui prévoit que « personne ne peut être soumis à des mesures de sûreté non prévues par la loi et en dehors des cas prévus par la loi ». La possibilité de confisquer les constructions abusives est prévue par l'article 240 du code pénal, 2ème alinéa, dans la mesure où ces constructions sont des « choses dont la fabrication est pénalement interdite ». Elle est également prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. La possibilité de confisquer les sols faisant l'objet d'un lotissement abusif est uniquement prévue par l'article 19 de la loi no 47 de 1985. En effet, les sols ne sont pas « intrinsèquement dangereux ». Le fait que la confiscation ait été ordonnée à l'égard des sociétés requérantes, tierces par rapport aux accusés, se justifie par la nature « réelle » de la sanction. Selon le Gouvernement, il n'y a pas de conflit avec le principe de « responsabilité personnelle » selon l'article 27 de la Constitution, au motif que la confiscation n'a pas une finalité répressive mais préventive. Il s'agit de rendre indisponible pour le possesseur une chose dont on présume ou on connaît la dangerosité, d'éviter de mettre sur le marché des constructions abusives, et d'empêcher la commission d'infrclass="term">actions ultérieures. 102. L'interprétation de l'article 19 de la loi no 47 de 1985 n'a pas été non plus imprévisible. A cet égard, le Gouvernement renvoie à l'abondante jurisprudence en la matière et soutient que la Cour de cassation avait déjà affirmé en 1987 (arrêt no 614 du 13 mars 1987, Ginevoli) qu'une construction autorisée mais non conforme aux dispositions sur l'urbanisme pouvait faire l'objet de saisie. En outre, l'arrêt Ligresti de 1991 de la Cour de cassation aurait affirmé que tout permis de construire doit faire l'objet d'un test de compatibilité et doit donc passer pour illicite et inexistant s'il s'avère contraire à la loi. Ensuite, le Gouvernement observe que s'il est vrai que l'interprétation judiciaire en matière pénale doit être raisonnablement prévisible, les revirements de jurisprudence constituent une matière soustraite à la juridiction de la Cour qui ne peut ni comparer les décisions rendues par les tribunaux nationaux ni interdir la possiblité d'un revirement jurisprudentiel. 103. De surcroît, le Gouvernement observe que depuis 2001 (décret législatif no 231/01), une société peut faire l'objet d'une mesure patrimoniale découlant d'un acte commis par son représentant légal. 104. En conclusion, le Gouvernement demande à la Cour de rejeter la requête comme étant « irrecevable et/ou mal fondée. » 3. Appréciation de la Cour a) Rappel des principes pertinents applicables 105. La garantie que consacre l'article 7, élément essentiel de la prééminence du droit, occupe une place primordiale dans le système de protection de la Convention, comme l'atteste le fait que l'article 15 n'y autorise aucune dérogation en temps de guerre ou autre danger public. Ainsi qu'il découle de son objet et de son but, on doit l'interpréter et l'appliquer de manière à assurer une protection effective contre les poursuites, les condamnations et les sanctions arbitraires (arrêts S.W. et C.R. c. Royaume-Uni du 22 novembre 1995, série A nos 335-B et 335-C, p. 41, § 34, et p. 68, § 32, respectivement). 106. L'article 7 § 1 consacre notamment le principe de la légalité des délits et des peines (nullum crimen, nulla poena sine lege). S'il interdit en particulier d'étendre le champ d'application des infrclass="term">actions existantes à des faits qui, antérieurement, ne constituaient pas des infrclass="term">actions, il commande en outre de ne pas appliquer la loi pénale de manière extensive au détriment de l'accusé, par exemple par analogie (voir, parmi d'autres, Coëme et autres c. Belgique, nos 32492/96, 32547/96, 32548/96, 33209/96 et 33210/96, § 145, CEDH 2000-VII). 107. Il s'ensuit que la loi doit définir clairement les infrclass="term">actions et les peines qui les répriment. Cette condition se trouve remplie lorsque le justiciable peut savoir, à partir du libellé de la disposition pertinente et au besoin à l'aide de l'interprétation qui en est donnée par les tribunaux, quels actes et omissions engagent sa responsabilité pénale. 108. La notion de « droit » (« law ») utilisée à l'article 7 correspond à celle de « loi » qui figure dans d'autres articles de la Convention ; elle englobe le droit d'origine tant législative que jurisprudentielle et implique des conditions qualitatives, entre autres celles de l'accessibilité et de la prévisibilité (Cantoni c. France, 15 novembre 1996, § 29, Recueil 1996-V ; S.W. c. Royaume-Uni, § 35, 22 novembre 1995 ; Kokkinakis c. Grèce, 25 mai 1993, §§ 40-41, série A no 260-A). Aussi clair que le libellé d'une disposition légale puisse être, dans quelque système juridique que ce soit, y compris le droit pénal, il existe immanquablement un élément d'interprétation judiciaire. Il faudra toujours élucider les points douteux et s'adapter aux changements de situation. D'ailleurs il est solidement établi dans la tradition juridique des Etats parties à la Convention que la jurisprudence, en tant que source du droit, contribue nécessairement à l'évolution progressive du droit pénal (Kruslin c. France, 24 avril 1990, § 29, série A no 176-A). On ne saurait interpréter l'article 7 de la Convention comme proscrivant la clarification graduelle des règles de la responsabilité pénale par l'interprétation judiciaire d'une affaire à l'autre, à condition que le résultat soit cohérent avec la substance de l'infrclass="term">action et raisonnablement prévisible (Streletz, Kessler et Krenz c. Allemagne [GC], nos 34044/96, 35532/97 et 44801/98, § 50, CEDH 2001-II). 109. La portée de la notion de prévisibilité dépend dans une large mesure du contenu du texte dont il s'agit, du domaine qu'il couvre ainsi que du nombre et de la qualité de ses destinataires. La prévisibilité d'une loi ne s'oppose pas à ce que la personne concernée soit amenée à recourir à des conseils éclairés pour évaluer, à un degré raisonnable dans les circonstances de la cause, les conséquences pouvant résulter d'un acte déterminé. Il en va spécialement ainsi des professionnels, habitués à devoir faire preuve d'une grande prudence dans l'exercice de leur métier. Aussi peut-on attendre d'eux qu'ils mettent un soin particulier à évaluer les risques qu'il comporte (Pessino c. France, no 40403/02, § 33, 10 octobre 2006). 110. La tâche qui incombe à la Cour est donc de s'assurer que, au moment où un accusé a commis l'acte qui a donné lieu aux poursuites et à la condamnation, il existait une disposition légale rendant l'acte punissable et que la peine imposée n'a pas excédé les limites fixées par cette disposition (Murphy c. Royaume-Uni, requête no 4681/70, décision de la Commission des 3 et 4 octobre 1972, Recueil de décisions 43 ; Coëme et autres, arrêt précité, § 145). b) L'application de ces principes dans la présente affaire 111. Dans leurs volumineuses observations, les parties se sont livrées à un échange d'arguments portant sur la « prévisibilité » du caractère abusif du lotissement litigieux ainsi que sur la prévisibilité de la confiscation au regard de l'évolution de la jurisprudence des cours nationales. La Cour n'estime pas devoir donner un compte-rendu détaillé des décisions citées dans le présent arrêt car il ne lui revient pas de juger du caractère imprevisible de l'infrclass="term">action in abstracto. En effet, elle va se fonder sur les conclusions de la Cour de cassation qui, dans le cas d'espèce, a prononcé un acquittement à l'égard des representants des sociétés requérantes, accusés de lotissement abusif. 112. Selon la Haute juridiction nationale, les prévenus ont commis une erreur inévitable et excusable dans l'interprétation des normes violées ; la loi régionale applicable en combinaison avec la loi nationale était « obscure et mal rédigée » ; son interférence avec la loi nationale en la matière avait produit une jurisprudence contradictoire; les responsables de la municipalité de Bari avaient autorisé le lotissement et avaient assuré les requérantes de sa régularité ; à tout cela s'était ajoutée l'inertie des autorités chargées de la tutelle de l'environnement. La présomption de connaissance de la loi (article 5 du code pénal) ne jouait plus et, en conformité avec l'arrêt n. 364 de 1988 de la Cour constitutionnelle (paragraphe 56 e) ci-dessus) et l'arrêt des Sections Unies de la même Cour de Cassation du 18 juillet 1994 n. 8154, l'élément moral de l'infrclass="term">action (articles 42 et suivants du code pénal) devait être exclu puisque, avant même qu'on puisse examiner l'existence du dol ou d'une faute par négligence ou imprudence, il fallait exclure la « conscience et volonté » de violer la loi pénale. Dans ce cadre à la fois légal et factuel, l'erreur des accusés sur la légalité du lotissement était, selon la Cour de Cassation, inévitable. 113. Il n'appartient pas à la Cour de conclure différemment et, encore moins, de se livrer à des hypothèses sur les raisons qui ont poussé l'administration communale de Bari à gérer de telle manière une question aussi importante ainsi que sur les motifs du défaut d'une enquête efficace à cet égard de la part du parquet de Bari (paragraphe 37 ci-dessus). 114. Il convient donc de reconnaitre que les conditions d'accessibilité et prévisibilité de la loi, dans les circonstances spécifiques de la présente affaire, ne sont pas remplies. En d'autres termes, vu que la base légale de l'infrclass="term">action ne répondait pas aux critères de clarté, d'accessibilité et de prévisibilité, il était dès lors impossible de prévoir qu'une sanction serait infligée. Cela vaut pour les sociétés requérantes, qui ont mis en place le lotissement illégal, comme pour leurs représentants, accusés au procès pénal. 115. Un ordre d'idée complementaire mérite d'être developpé. Au niveau interne, la qualification d'« administrative » (paragraphes 65-66) donnée à la confiscation litigieuse permet de soustraire la sanction dont il s'agit aux principes constitutionnels régissant la matière pénale. L'article 27/1 de la Constitution prévoit que la « responsabilité pénale est personnelle » et l'interprétation jurisprudentielle qui en est donnée précise qu'un élément moral est toujours nécessaire. En outre l'article 27/3 de la Constitution (« Les peines .... doivent tendre à la rééducation du condamné ») aurait du mal à s'appliquer à une personne condamnée sans que sa responsabilité ne puisse être engagée. 116. En ce qui concerne la Convention, l'article 7 ne mentionne pas expressément le lien moral entre l'élément matériel de l'infrclass="term">action et la personne qui en est considérée comme l'auteur. Cependant, la logique de la peine et de la punition ainsi que la notion de « guilty » (dans la version anglaise) et la notion correspondante de « personne coupable » (dans la version française) vont dans le sens d'une interprétation de l'article 7 qui exige, pour punir, un lien de nature intellectuelle (conscience et volonté) permettant de déceler un élément de responsabilité dans la conduite de l'auteur matériel de l'infrclass="term">action. A défaut, la peine ne serait pas justifiée. Il serait par ailleurs incohérent, d'une part, d'exiger une base légale accessible et prévisible et, d'autre part, de permettre qu'on considère une personne comme « coupable » et la « punir » alors qu'elle n'était pas en mesure de connaître la loi pénale, en raison d'une erreur invincible ne pouvant en rien être imputée à celui ou celle qui en est victime. 117. Sous l'angle de l'article 7, pour les raisons développées plus haut, un cadre législatif qui ne permet pas à un accusé de connaître le sens et la portée de la loi pénale est défaillant non seulement par rapport aux conditions générales de « qualité » de la « loi » mais également par rapport aux exigences spécifiques de la légalité pénale. 118. Pour l'ensemble de ces raisons, il s'ensuit que la confiscation litigieuse n'était pas prévue par la loi au sens de l'article 7 de la Convention. Elle s'analyse dès lors en une sanction arbitraire. Partant il y a eu violation de l'article 7 de la Convention. III. SUR LA VIOLATION ALLÉGUÉE DE L'ARTICLE 1 DU PROTOCOLE No 1 119. Les requérantes dénoncent l'illégalité ainsi que le caractère disproportionné de la confiscation qui a frappé leurs biens. Elles allèguent la violation de l'article 1 du Protocole no 1, qui dispose dans sa partie pertinente ainsi: « Toute personne physique ou morale a droit au respect de ses biens. Nul ne peut être privé de sa propriété que pour cause d'utilité publique et dans les conditions prévues par la loi et les principes généraux du droit international. Les dispositions précédentes ne portent pas atteinte au droit que possèdent les Etats de mettre en vigueur les lois qu'ils jugent nécessaires pour réglementer l'usage des biens conformément à l'intérêt général (...). » A. Sur l'applicabilité de l'article 1 du Protocole no 1 1. Thèses des parties 120. Se référant à la jurisprudence de la Cour (Giannetaki E. & S. Metaforiki Ltd et Giannetakis c. Grèce, no 29829/05, §§ 15-19, 6 décembre 2007 ; Mamidakis c. Grèce, no 35533/04, §§ 17 et 48, 11 janvier 2007), les requérantes soutiennent que l'article 1 du Protocole no 1 s'applique en l'espèce et que la Cour peut examiner une ingérence dans le droit au respect des biens sous l'angle de cette disposition même s'il s'agit d'une peine (Valico S.r.l. c. Italie (déc.), no 70074/01, CEDH 2006-... ; Phillips c. Royaume-Uni, no 41087/98, § 50, CEDH 2001-VII). En tout cas, rien n'empêche que la Cour examine un grief sous l'angle de l'article 1 du Protocole no 1 lorsqu'il vise une législation concernant les droits patrimoniaux. 121. Pour les requérantes, la situation dénoncée s'analyse en une privation de biens, qui relève de la deuxième phrase du premier alinéa, vu que la confiscation est une peine infligée suite à l'acquittement des accusés, dans le but de priver les requérantes de leurs biens de manière définitive. Elles demandent à la Cour de considérer la situation dénoncée comme une expropriation de fait. A cet égard elles font observer que le cas d'espèce se distingue de ceux où la Cour a conclu que la confiscation découlait de la réglementation de l'usage des biens, car ici il ne s'agit pas d'une peine infligée à des tiers étrangers à un procès pénal ayant débouché sur la condamnation des coupables. En effet, il s'agit d'une peine appliquée suite à l'acquittement des prévenus (voir, a contrario AGOSI c. Royaume-Uni, 24 octobre 1986, série A no 108 ; C.M. c. France (déc.), no 28078/95, CEDH 2001-VII). Il ne s'agit pas non plus d'une mesure patrimoniale de prévention (a contrario, Arcuri c. Italie (déc.), no 52024/99, CEDH 2001-VII), mais d'une peine. 122. Pour le Gouvernement, vu que la Cour a qualifié la confiscation de sanction pénale, l'on ne peut pas spéculer sur l'application de l'article 1 du Protocole no 1. Affirmer que le principe du respect du droit de propriété devrait aussi rentrer dans le champ d'évaluation de la Cour serait comme prétendre d'évaluer la détention régulière sous l'angle de l'article 1 du Protocole no 1, puisque par exemple la privation de liberté interdit au détenu de gagner sa propre vie, en l'empêchant de continuer à exercer son métier. On finirait par spéculer sur la proportionnalité de la réponse répressive par rapport au crime commis. D'autre part, seulement en matière de liberté d'expression la Convention s'occupe de garantir un rapport de proportionnalité entre crime et sanction ; pour le reste, la mesure de la peine ou la proportionnalité de cette dernière par rapport au crime sont hors du champ d'application de la Convention, attendu qu'il s'agit d'une matière constituant un des terrains de prédilection de la souveraineté des États contractants. 123. Par ailleurs, le Gouvernement observe qu'il s'agit de griefs identiques, et que ceci est démontré par la circonstance que les requérantes reprennent pour l'essentiel les mêmes arguments déjà avancés sous l'angle de l'article 7 de la Convention. Le Gouvernement renvoie aux considérations déjà développées sous ce chapitre. 2. Appréciation de la Cour 124. Rien dans la jurisprudence de la Cour ne donne à penser que la présente affaire doit être examinée uniquement du point de vue de l'article 7 de la Convention. Les deux droits en question ont un objet différent (cf. Valico S.r.l. c. Italie (déc.), no 70074/01, CEDH 2006-...). En outre, rien n'empêche en principe d'examiner un grief sous l'angle de l'article 1 du Protocole no 1 lorsqu'il vise une législation concernant les droits patrimoniaux (J.A. Pye (Oxford) Ltd et J.A. Pye (Oxford) Land Ltd, c. Royaume Uni, no44302/02, § 60.) L'article 1 du Protocole no 1 protège des « biens », notion qui peut recouvrir tant des « biens actuels » que des valeurs patrimoniales, y compris des créances, en vertu desquelles le requérant peut prétendre avoir au moins une « espérance légitime » d'obtenir la jouissance effective d'un droit de propriété. Par contre, il ne garantit pas un droit à acquérir des biens (Kopecký c. Slovaquie [GC], no 44912/98, § 35, CEDH 2004-IX). Lorsqu'il y a controverse sur le point de savoir si un requérant a un intérêt patrimonial pouvant prétendre à la protection de l'article 1 du Protocole no 1, la Cour est appelée à définir la situation juridique de l'intéressé (Beyeler c. Italie, précité). 125. Aux yeux de la Cour, la confiscation des terrains et des bâtiments litigieux dont les requérantes étaient propriétaires a constitué une ingérence dans la jouissance de leur droit au respect des biens. Force est de conclure que l'article 1 du Protocole no 1 s'applique. Reste à savoir si cette situation est couverte par la première ou la deuxième norme de cette disposition. 126. L'article 1 du Protocole no 1 contient trois normes distinctes : « la première, qui s'exprime dans la première phrase du premier alinéa et revêt un caractère général, énonce le principe du respect de la propriété ; la deuxième, figurant dans la seconde phrase du même alinéa, vise la privation de propriété et la soumet à certaines conditions ; quant à la troisième, consignée dans le second alinéa, elle reconnaît aux Etats le pouvoir, entre autres, de réglementer l'usage des biens conformément à l'intérêt général (...). Il ne s'agit pas pour autant de règles dépourvues de rapport entre elles. La deuxième et la troisième ont trait à des exemples particuliers d'atteintes au droit de propriété ; dès lors, elles doivent s'interpréter à la lumière du principe consacré par la première » (voir, entre autres, James et autres c. Royaume-Uni, 21 février 1986, § 37, série A no 98, et Iatridis c. Grèce [GC], no 31107/96, § 55, CEDH 1999-II). 127. Les requérantes se sont clairement exprimées sur la norme applicable, en demandant à la Cour d'examiner l'affaire sous l'angle de la « privation des biens ». 128. La Cour note que la présente affaire se différencie de l'affaire Agosi c. Royaume-Uni (arrêt du 24 octobre 1986, série A no108), où la confiscation a été ordonnée à l'égard de biens constituant l'objet de l'infrclass="term">action (objectum sceleris), à la suite de la condamnation des prévenus, car en l'espèce la confiscation a été ordonnée à la suite d'un acquittement. Pour la même raison, la présente affaire se distingue de C.M. c. France ([déc.], no 28078/95, CEDH 2001-VII) ou d'Air Canada c. Royaume-Uni (arrêt du 5 mai 1995, série A no 316-A), où la confiscation, ordonnée après la condamnation des accusés, avait frappé des biens qui étaient l'instrumentum sceleris et qui se trouvaient en possession de tiers. S'agissant des revenus d'une activité criminelle (productum sceleris), la Cour rappelle qu'elle a examiné une affaire où la confiscation avait suivi la condamnation du requérant (voir Phillips v. the United Kingdom, no. 41087/98, §§ 9-18, ECHR 2001-VII) ainsi que des affaires où la confiscation avait été ordonnée indépendamment de l'existence de toute procédure pénale, car le patrimoine des requérantes était présumé être d'origine illicite (voir Riela et autres c. Italie (déc.), no. 52439/99, 4 septembre 2001; Arcuri et autres c. Italie(déc.), no. 52024/99, 5 juillet 2001; Raimondo c. Italie, 22 Février 1994, Série A no. 281-A, § 29) ou être utilisé pour des activités illicites (Butler c. Royaume-Uni (déc.), no. 41661/98, 27 juin 2002). Dans la première affaire citée ci-dessus, la Cour a dit que la confiscation constituait une peine au sens du deuxième paragraphe de l'article 1 du Protocole no 1. 1 (Phillips, arrêt précité, § 51, et, mutatis mutandis, Welch c. Royaume-Uni, 9 février 1995, série A no. 307-A, § 35), tandis que dans les autres affaires elle estimé qu'il s'agissait de la réglementation de l'usage des biens. 129. Dans le cas d'espèce, la Cour estime qu'il n'est pas nécessaire de déterminer si la confiscation tombe dans la première ou dans la deuxième catégorie, car dans tous les cas c'est le deuxième paragraphe de l'article 1 du Protocole no 1 qui s'applique (Frizen c. Russie, no 58254/00, § 31, 24 mars 2005). B. Sur l'observation de l'article 1 du Protocole no 1 130. Les requérantes soutiennent que la confiscation litigieuse ne repose pas sur une « base légale » au sens de la Convention. Elles renvoient à cet égard aux arguments exposés pour les besoins de l'article 7 de la Convention. Elles observent ensuite que l'administration a tiré bénéfice d'une situation illégale, alors qu'il est nécessaire de maintenir un certain degré de « sécurité juridique ». En outre, elles indiquent qu'il n'y a pas de remède national susceptible de leur faire obtenir la restitution des biens confisqués, et la situation est dès lors définitive. 131. Pour le cas où la Cour examinerait sur le terrain de la proportionnalité leur grief, les requérantes observent que l'infrclass="term">action pour lesquelles elles ont été poursuivies et acquittées était de « lotissement matériel », à savoir elle impliquait l'activité de construction. La sanction infligée serait disproportionnée pour les raisons suivantes. En premier lieu, l'étendue de la sanction : seulement 15% des terrains confisqués était construite. En deuxième lieu, l'innocence des requérantes, étant donne que l'attitude du propriétaire, et notamment le degré de faute ou de prudence dont il fait preuve » doit être pris en compte (Agosi, précité, §§ 54-55 et 58-60) ; Air Canada, précité, §§ 44-46). En outre, les procédures applicables en l'espèce ne permettaient aucunement de prendre en compte le degré de faute ou de prudence des requérantes ou, pour le moins, au rapport entre la conduite des requérantes et l'infrclass="term">action litigieuse. En dernier lieu, l'absence totale d'indemnisation ne saurait se justifier sur le terrain de l'article 1 du Protocole no 1 (N.A. et autres c. Turquie, no 37451/97, CEDH 2005-X du 11 octobre 2005 ; Papachelas c. Grèce [GC], no 31423/96, CEDH 1999-II. Les requérantes font de surcroît observer que les autorités nationales ne sont pas intervenues au début des travaux de construction, mais ont attendu longtemps de sorte que l'impact de la confiscation qui en est résulté, à savoir le préjudice subi, est très important. 132. Le Gouvernement conteste les thèses des requérantes et observe que la confiscation visait à assurer « le bon et bien ordonné aménagement du territoire, domaine où les États jouissent d'une large marge d'appréciation ». 133. Aucune charge exorbitante ne peut être reconnue à une confiscation frappant aussi bien les constructions que les sols, construits ou pas. En effet, le lotissement abusif d'un terrain suppose une transformation urbaine, notion qui concerne la totalité du terrain et non pas seulement la partie construite. Il ne s'agit pas d'un cas de construction simple mais dans un projet impliquant aussi des ouvrages d'urbanisation primaire et secondaires (au sens de la loi no. 847/1964 et de la loi 865/1971). Si la confiscation concernait seulement la partie destinée à être construite, l'administration serait obligée à suivre le projet établi par le particulier, et l'ordre urbanistique violé ne pourrait pas être rétabli car l'administration deviendrait propriétaire seulement d'une portion du terrain et le particulier resterait propriétaire seulement des portions affectées à l'urbanisation primaire et secondaire. Par conséquent, la confiscation était proportionnée. 134. Le fait que la même municipalité qui avait délivré les permis illégitimes soit devenue propriétaire des terrains ne revêt aucune importance particulière : le patrimoine est en effet celui de la collectivité des habitants de la ville, et non pas celui des administrateurs responsables de la procédure administrative incriminée. Au demeurant, les circonstances de la cause montrent en l'espèce « que la position de l'individu face au pouvoir n'a pas été certes celle d'un particulier écrasé par un État Léviathan mais, plutôt, celle d'un particulier qui a conclu un accord contra legem (n'étant, ontologiquement, un accord contra legem rien d'autre que la rencontre entre une demande visée à obtenir quelque chose d'interdit et une réponse positive à cette demande) avec un secteur déterminé de l'État, qui a opéré au mépris de la loi et des intérêts de la collectivité.(...) », comme l'auraient reconnu les juridictions nationales. 135. En conclusion, le Gouvernement demande à la Cour de rejeter la requête comme étant irrecevable et/ou mal fondée. 136. La Cour rappelle que l'article 1 du Protocole no 1 exige, avant tout et surtout, qu'une ingérence de l'autorité publique dans la jouissance du droit au respect de biens soit légale : la seconde phrase du premier alinéa de cet article n'autorise une privation de propriété que « dans les conditions prévues par la loi » ; le second alinéa reconnaît aux États le droit de réglementer l'usage des biens en mettant en vigueur des « lois ». De plus, la prééminence du droit, l'un des principes fondamentaux d'une société démocratique, est inhérente à l'ensemble des articles de la Convention (Iatridis c. Grèce [GC], no 31107/96, § 58, CEDH 1999-II ; Amuur c. France, 25 juin 1996, § 50, Recueil 1996-III). Il s'ensuit que la nécessité de rechercher si un juste équilibre a été maintenu entre les exigences de l'intérêt général de la communauté et les impératifs de la sauvegarde des droits fondamentaux de l'individu (Sporrong et Lönnroth c. Suède, 23 septembre 1982, § 69, série A no 52 ; Ex-roi de Grèce et autres c. Grèce [GC], no 25701/94, § 89, CEDH 2000-XII) ne peut se faire sentir que lorsqu'il s'est avéré que l'ingérence litigieuse a respecté le principe de la légalité et n'était pas arbitraire. 137. La Cour vient de constater que l'infrclass="term">action par rapport à laquelle la confiscation a été infligée aux requérantes n'avait pas de base légale au sens de la Convention et que la sanction infligée aux requérantes était arbitraire (paragraphes 114 et 118 ci-dessus). Cette conclusion l'amène à dire que l'ingérence dans le droit au respect des biens des requérantes était arbitraire et qu'il y a eu violation de l'article 1 du Protocole no 1. 138. En principe, cette conclusion dispense la Cour de rechercher s'il y a eu rupture du « juste équilibre » évoqué ci-dessus (paragraphe 136 ci-dessus; voir, parmi beaucoup d'autres, Carbonara et Ventura c. Italie, no 24638/94, § 62, CEDH 2000-VI). Toutefois, compte tenu de la gravité des faits dénoncés dans la présente affaire, la Cour estime opportun de se livrer à certaines considérations sur l'équilibre devant régner entre les exigences de l'intérêt général de la communauté et les impératifs de la protection des droits fondamentaux de l'individu, en ayant présent à l'esprit qu'il doit y avoir un rapport raisonnable de proportionnalité entre les moyens employés et le but poursuivi (Air Canada précité, § 36). 139. La Cour relève tout d'abord que la bonne foi et l'absence de responsabilité des requérantes n'ont pu jouer aucun rôle (a contrario, Agosi, précité, §§ 54-55 et 58-60 ; Air Canada, précité, §§ 44-46) et que les procédures applicables en l'espèce ne permettaient aucunement de prendre en compte le degré de faute ou d'imprudence ni, à tout le moins, le rapport entre la conduite des requérantes et l'infrclass="term">action litigieuse. 140. Ensuite, la Cour estime que l'étendue de la confiscation (85% de terrains non construits), en l'absence de toute indemnisation, ne se justifie pas par rapport au but annoncé, à savoir mettre en conformité avec les dispositions d'urbanisme les lots concernés. Il aurait amplement suffi de prévoir la démolition des ouvrages incompatibles avec les dispositions pertinentes et de déclarer sans effet le projet de lotissement. 141. Enfin, la Cour observe que la commune de Bari - responsable d'avoir octroyé des permis de construire illégaux – est l'organisme qui est devenu propriétaire des biens confisqués, ce qui est paradoxal. 142. Compte tenu de ces éléments, il y a eu rupture du juste équilibre et violation de l'article 1 du Protocole no 1 également pour cette raison. IV. SUR L'APPLICATION DE L'ARTICLE 41 DE LA CONVENTION 143. Aux termes de l'article 41 de la Convention, « Si la Cour déclare qu'il y a eu violation de la Convention ou de ses Protocoles, et si le droit interne de la Haute Partie contractante ne permet d'effacer qu'imparfaitement les conséquences de cette violation, la Cour accorde à la partie lésée, s'il y a lieu, une satisfclass="term">action équitable. » A. Dommage matériel 144. Les requérantes ont formulé leurs prétentions en s'appuyant sur deux expertises, réalisées en 2007 par le Real Estate Advisory Group (REAG). La première expertise a établi la valeur marchande des biens confisqués ; la deuxième expertise a déterminé les coût effectivement supportés par les requérantes jusqu'à la confiscation. 145. Les prétentions des requérantes peuvent se résumer ainsi : SUD FONDI terrain de 59 761 mètres carrés Valeur 2007 : 260 200 000 EUR volume de construction 289 803,656 mètres cubes Valeur 2007 : 14 200 000 EUR Coûts supportés jusqu'à la confiscation 92 267 508, 49 EUR + indexation + intérêts TOTAL RECLAM 274 400 000 EUR IEMA un terrain de 2 717 mètres carrés, un deuxième terrain de 1 407 mètres carrés Valeur 2007 : 10 500 000 EUR Volumes de construction respectifs 13 585 / 13 559 mètres cubes Valeur 2007 : 2 800 000 EUR Coûts supportés jusqu'à la confiscation 3 597 370, 51 EUR + indexation + intérêts TOTAL RECLAM 13 300 000 EUR + 305 920,28 EUR pour coûts prévus MABAR un terrain de 13 077 mètres carrés un deuxième terrainde 6 556 mètres carrés Valeur 2007 : 61 000 000 EUR Volumes de construction 65 385/65 157,80 mètres cubes Valeur 2007 : 4 200 000 EUR Coûts supportés jusqu'à la confiscation 10 550 579,12 EUR TOTAL RECLAM 65 200 000 EUR 146. Les requérantes demandent l'exonération fiscale sur les montants que la Cour leur accordera. 147. Pour le Gouvernement, il est crucial de prendre en compte le fait que les requérantes ont demandé plus ou moins le même montant à titre d'indemnistation au niveau national, ainsi qu'au titre de la satisfclass="term">action équitable. Cette situation empêche d'allouer n'importe quelle satisfclass="term">action équitable, dont l'octroi conduirait à un résultat déraisonnable, injsute et incompatible avec l'esprit de la Convention et se traduirait en une aubaine injustifiée pour les requérantes. Le Gouvernement fait observer que la procédure en indemnisation engagée par les requérantes au niveau national est toujours pendante. Si la Cour accordait une somme aux requérantes, celles-ci pourraient être indemnisés deux fois. 148. Le Gouvernement observe ensuite que les critères indemnitaires proposés par les requérantes sont tout à fait disproportionnés et ne sont pas afférents au cas d'espèce, alors que la Cour a toujours estimé que l'État concerné est libre de choisir les moyens dont il usera pour se conformer à un arrêt qui le concerne. En outre, les requérantes demandent réparation, alors qu'elles n'ont pas respecté la théorie des « mains propres ». Tout en admettant qu'il est possible en l'espèce d'entrevoir un manque de transparence dans l'activité de l'admnistration, s'il y a co-responsabilité des requérantes ou des tiers impliqués dans la procédure administrative, cela fait l'objet de procédures nationales en cours et donc le problème devra être résolu dans ce domaine national. 149. La Cour considère que, dans les circonstances de la cause, la question de l'application de l'article 41 ne se trouve pas en état pour ce qui est du dommage matériel, étant donné la complexité de l'affaire et l'éventualité que les parties trouvent une forme de réparation au niveau nationale. Partant, il y a lieu de réserver cette question et de fixer la procédure ultérieure en tenant compte d'un éventuel accord entre l'État défendeur et la requérante (article 75 § 1 du règlement). B. Dommage moral 150. Les requérantes réclament une somme au titre du préjudice moral que leur aurait causé le comportement de l'État. SUD FONDI sollicite le versement de 25 000 000 EUR, tandis que IEMA et MABAR demandent respectivement 4 000 000 EUR et 6 000 000 EUR. 151. Le Gouvernement s'oppose à l'octroi de toute somme et reprend pour l'essentiel les arguments avancés pour le dommage matériel. 152. La Cour rappelle que l'on ne doit pas écarter de manière générale la possibilité d'octroyer une réparation pour le préjudice moral allégué par les personnes morales ; cela dépend des circonstances de chaque espèce (Comingersoll c. Portugal [GC], no 35382/97, CEDH 2000-IV, §§ 32-35). La Cour ne peut donc exclure, au vu de sa propre jurisprudence, qu'il puisse y avoir, pour une société commerciale, un dommage autre que matériel appelant une réparation pécuniaire. 153. Dans la présente affaire, la manque de cadre juridique prévisible pour la confiscation et la persistance de cette situation ont dû causer, dans le chef des requérantes ainsi que de leurs administrateurs et associés, des désagréments considérables, ne serait-ce que dans la conduite des affaires courantes des sociétés. A cet égard, on peut donc estimer que les sociétés requérantes ont subi une situation qui justifie l'octroi d'une indemnité. 154. Statuant en équité, comme le veut l'article 41, la Cour alloue à chaque requérante 10 000 EUR, soit une somme globale de 30 000 EUR. C. Frais et dépens 155. Justificatifs à l'appui, les requérantes demandent le remboursement des frais encourus dans la procédure nationale, qui s'élèvent respectivement à 202 805,38 EUR pour MABAR, 160 248, 34 EUR pour IEMA et 221 130,94 EUR pour SUD FONDI. 156. Elles sollicitent également le remboursement des frais exposés devant la Cour, s'élevant à 129 024 EUR pour MABAR, à 55 296 EUR pour IEMA et 197 202,48 EUR pour SUD FONDI, contributions sociales de 2% inclues. Les requérantes réclament en outre le remboursement des frais d'expertise à concurrence de 12 500 EUR pour MABAR, 6 500 EUR pour IEMA et 26 500 EUR pour SUD FONDI. 157. Selon le Gouvernement, abstrclass="term">action faite du mal fondé du petitum demandé, les frais réclamés sont excessifs. 158. La Cour rappelle que l'allocation des frais et dépens au titre de l'article 41 présuppose que se trouvent établis leur réalité, leur nécessité et, de plus, le caractère raisonnable de leur taux (Iatridis c. Grèce (satisfclass="term">action équitable) précité, § 54). En outre, les frais de justice ne sont recouvrables que dans la mesure où ils se rapportent à la violation constatée (Van de Hurk c. Pays-Bas, arrêt du 19 avril 1994, série A no 288, § 66). 159. La Cour estime que la procédure pénale nationale concernait la responsabilité pénale personnelle des administrateurs des sociétés requérantes. Ces frais ne peuvent dès lors pas être remboursés. Quant aux frais concernant la procédure devant la Cour, il n'y a pas lieu de douter de la nécessité de ceux-ci ni du fait qu'ils aient été effectivement engagés à ce titre. Elle juge cependant trop élevés les honoraires totaux revendiqués. Elle considère dès lors qu'il n'y a lieu de les rembourser qu'en partie. 160. Compte tenu des circonstances de la cause, et statuant en équité comme le veut l'article 41 de la Convention, la Cour juge raisonnable d'allouer 30 000 EUR à SUD FONDI, 30 000 EUR à MABAR et 30 000 EUR à IEMA, soit 90 000 EUR globalement, pour les frais exposés devant la Cour. D. Intérêts moratoires 161. La Cour juge approprié de calquer le taux des intérêts moratoires sur le taux d'intérêt de la facilité de prêt marginal de la Banque centrale européenne majoré de trois points de pourcentage. PAR CES MOTIFS, LA COUR, À L'UNANIMITÉ, 1. Dit, qu'il y a eu violation de l'article 7 de la Convention ; 2. Dit, qu'il y a eu violation de l'article 1 du Protocole no 1 ; 3. Dit, a) que l'Etat défendeur doit verser aux requérantes, dans les trois mois à compter du jour où l'arrêt sera devenu définitif conformément à l'article 44 § 2 de la Convention, respectivement les sommes suivantes : (i) à la requérante SUD FONDI : - 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d'impôt, pour dommage moral et - 30 000 EUR (trente mille euros), plus tout montant pouvant être dû par la requérante à titre d'impôt, pour frais et dépens ; (ii) à la requérante IEMA : - 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d'impôt, pour dommage moral et - 30 000 EUR (trente mille euros), plus tout montant pouvant être dû par la requérante à titre d'impôt, pour frais et dépens ; (iii) à la requérante MABAR : - 10 000 EUR (dix mille euros), plus tout montant pouvant être dû à titre d'impôt, pour dommage moral, et - 30 000 EUR (trente mille euros) plus tout montant pouvant être dû par la requérante à titre d'impôt, pour frais et dépens ; b) qu'à compter de l'expiration dudit délai et jusqu'au versement, ces montants seront à majorer d'un intérêt simple à un taux égal à celui de la facilité de prêt marginal de la Banque centrale européenne applicable pendant cette période, augmenté de trois points de pourcentage ; 4. Dit, que la question de l'article 41 de la Convention ne se trouve pas en état pour le dommage matériel ; en conséquence, a) réserve cette question ; b) invite le Gouvernement et les requérantes à lui donner connaissance, dans les six mois, de tout accord auquel ils pourraient aboutir ; c) réserve la procédure et délègue au président le soin de la fixer au besoin ; 5. Rejette la demande de satisfclass="term">action équitable pour le surplus. Fait en français, puis communiqué par écrit le 20 janvier 2009, en application de l'article 77 §§ 2 et 3 du règlement. Sally Dollé Françoise Tulkens Greffière Présidente Stampa | Segnala | Condividi |

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Sulla condanna di una persona giuridica per illecito amministrativo ex lege 231/01 (sezione: Class action)

( da "AltaLex" del 12-06-2009)

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Sulla condanna di una persona giuridica per illecito amministrativo ex lege 231/01 Tribunale Cosenza, sentenza 02.03.2009 Stampa | Segnala | Condividi Si ringrazia Francesco Luigi Branda per la segnalazione. Tribunale di Cosenza Sentenza 2 marzo 2009 Svolgimento del processo I signori ...VARI..., sono stati tratti a giudizio per rispondere dei reati contestati come in epigrafe. E’ stata altresì citata a giudizio la società Modacolor s.r.l., per l’illecito amministrativo di cui all’art. 24 D.Lgs 231/01, contestato puntualmente al capo A bis). Sono rimasti contumaci gli imputati ...VARI..; presenti P. D. e l’amministratore giudiziario della Modacolor. All’udienza del 1/10/07, in assenza di questioni preliminari, è stato dichiarato aperto il dibattimento ed ammesse le prove precostituite e costituende richieste dalle parti. Quindi, nelle udienze succcessive sono stati sentiti i testimoni ****, richiesti dalla difesa. All’esito dell’istruttoria è stata disposta l’acquisizione ai sensi dell’articolo 507 c.p.p., delle dichiarazioni ai fini IVA e imposte sui redditi e dei modelli F24, costituenti corpo del reato; le parti hanno prestato il consenso all’acquisizione delle visure prodotte all’udienza del 12/11/08. Infine, sulle conclusioni rassegnate dalle parti all’udienza del 3/12/08, il processo è stato definito. MOTIVAZIONE CAPO A) . In sintesi, al capo a) si contesta a **** il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, perché, il primo nella veste di promotore e gli altri quali concorrenti nella fase esecutiva, dopo aver avanzato domanda di finanziamento ai sensi della legge 488/92 per la realizzazione di una industria tessile in favore della società Modacolor s.r.l. amministrata da ****, con artifici consistiti nella presentazione di false fatture e nella documentazione di spese per l'acquisto di macchinari, in misura artificiosamente gonfiata rispetto a quella effettiva, inducevano in errore la commissione verificatrice e conseguentemente ottenevano dallo Stato una serie di contribuzioni, erogate a stati di avanzamento fino al saldo del 12 febbraio 2003, nella misura complessiva di euro 4.116.971,31, con pari danno per l'amministrazione erogante. Sull’accertamento dei fatti ha riferito il teste ****, maresciallo della Guardia di Finanza, il quale, richiamando puntualmente i documenti acquisiti, ha illustrato lo svolgimento e l’esito della verifica effettuata nei confronti degli odierni imputati, ed in proposito ha dichiarato che l’indagine prese inizio da una segnalazione dell'Ufficio Italiano Cambi, da cui emergeva che una società, la Euromec s.r.l., pur non avendo mai presentato alcuna dichiarazione dei redditi, risultava aver effettuato operazioni sospette, con l’emissione di fatture per la vendita di macchinari nei confronti della società Modacolor, amministrata da ****. La Guardia di Finanza decideva pertanto di effettuare perquisizioni nei confronti di quest'ultima società, sita in Montalto, la cui sede amministrativa era collocata presso gli uffici di altra società, la Tessil Pizzi Sud s.r.l., appartenente allo stesso gruppo ****. Venivano rinvenuti contratti, fatture e bonifici che evidenziavano l'acquisto (simulato per interposizione fittizia) di macchinari dall’apparente fornitore Euromec s.r.l. ed altra documentazione da cui emergeva che la società Modacolor aveva effettuato trattative commerciali aventi ad oggetto le stesse macchine direttamente con fornitori esteri. In effetti i documenti comprovanti le trattative di acquisto avevano ad oggetto contratti, o meglio schemi di contratto, che venivano successivamente ripresi, salvo qualche variante, nelle compravendite concluse, apparentemente, con la società Euromec , che appariva pertanto soggetto interposto fittiziamente . I fornitori effettivi erano di nazionalità estera, appartenenti alla comunità europea; e ciò permetteva, tra l'altro, di concludere acquisti intracomunitari propedeutici alla realizzazione delle cosiddette “frodi carosello”, nelle quali la società intermediaria -apparente fornitore italiano-, dopo aver acquistato i beni all'estero, e perciò tenuta a versare l'Iva in ipotesi di successiva alienazione, trasferiva il bene ad altro soggetto italiano, nella specie alla Modacolor; ma, trattandosi di “società cartiera”, non provvedeva al versamento dell'imposta, di cui l’effettivo acquirente veniva illecitamente sgravato. In pratica, veniva riscontrato che la Modacolor effettuava sostanzialmente gli acquisti all'estero e faceva intestare i macchinari alla Euromec, la quale successivamente li trasferiva alla prima, emettendo fattura per un prezzo notevolmente superiore, anche in misura del 100%; quindi, la stessa Modacolor effettuava il pagamento alla EuroMec, documentandolo con il versamento di assegni, ma subito dopo, l'apparente fornitrice restituiva a sua volta il sovrapprezzo mediante assegni circolari che, attraverso una serie di passaggi effettuati con l'indicazione di nomi di fantasia, ritornavano nelle casse dei soci della Modacolor. Il suddetto sistema era stato congegnato per realizzare una truffa ai danni dello Stato, in quanto la Modacolor, subito dopo essere stata costituita, aveva presentato una richiesta di finanziamento, ai sensi della legge 488/92, per realizzare un impianto industriale nel settore tessile. L'investimento prevedeva originariamente spese per oltre 11 miliardi di lire, di cui circa 6 miliardi di lire avrebbero dovuto essere apportati dei soci con versamenti in conto capitale e il residuo era a carico dello Stato, in forma di contributo a fondo perduto. Con riferimento alle fasi del procedimento amministrativo, il teste ha evidenziato che l'istruttoria delle pratiche attinenti al finanziamento era affidata ad una banca concessionaria del servizio, la quale dopo aver ricevuto la domanda, la istruiva secondo indicazioni fornite dalle circolari del ministero dell'industria: veniva effettuata una graduatoria delle istanze ed espresso un parere, sulla base di alcuni indicatori, tra cui anche l'apporto di capitale da parte di chi richiedeva il finanziamento. Approvata l'utile ammissione in graduatoria, il ministero emanava un decreto provvisorio di concessione del finanziamento, con elargizione di contributi a stati di avanzamento, sulla base di autocertificazioni e documentazione delle spese sostenute. Al termine, la banca istruiva la trattazione in modo definitivo, rilevando eventuali anomalie e segnalandole al ministero; questo, in difetto di rilievi da parte del controllore, emanava un decreto di concessione definitiva, effettuato a consuntivo, e cioè dopo aver verificato l’attuazione del programma di investimento. Nelle ipotesi in cui l'investimento non veniva realizzato o evidenziate altre anomalie, per inosservanza delle condizioni previste dal regolamento che disciplina la legge 488/92, potevano essere irrogate revoche parziali dei contributi concessi o, nel caso scostamento dagli indicatori in certa misura, la revoca totale. In particolare, questa scattava se lo scostamento era riferito ad un solo indicatore ed in misura del 20%, ovvero, se riferito a più indicatori, in misura complessiva del 30%. Nel concreto caso, nel corso delle indagini è stato verificato che le fatture emesse dalla Euromec nei confronti della Modacolor mascheravano in realtà una interposizione fittizia ed una sovrafatturazione volta ad ottenere i contributi da parte dello Stato, in misura maggiore – pressoché doppia – rispetto al quella effettivamente spettante. Infatti l'importo fatturato veniva regolato tra le parti con movimentazioni bancarie e tuttavia successivamente, riguardo alla sovrafatturazione, si riscontrava un flusso di ritorno delle somme di danaro nelle tasche dei soci della Modacolor, i quali poi riversavano nelle casse della società quasi la totalità degli importi rientrati, facendoli apparire quali apporti di capitale proprio. Per quanto riguarda la documentazione dei pagamenti in favore della apparente fornitrice dei macchinari, il danaro risultava così versato. In relazione alla fattura n. 1 del 28 agosto 2000, la Modacolor effettuava il pagamento di lire 333.333 333, oltre iva al 20%, per un totale di 400 milioni di lire; riguardo alla fattura n. 2 del 12 ottobre 2000, il pagamento per un imponibile di lire 4.866.666.667 Iva al 20% (973. 333.333) per un totale di 5.840. 000. 000; relativamente alla fattura n. 13 del 30 settembre 2001, il pagamento per un imponibile di 10.500.000, oltre Iva (2.100.000), per un totale di 12.600.000 lire (fatture :allegati 1 – 2 – 3; pagamenti: allegati 50 – 51 – 52 – 53 – 54). Ma – e questo è l’essenziale - per gli stessi macchinari, veniva rinvenuta documentazione relativa agli acquisti effettuati all'estero, ed in particolare la trasmissione delle fatture in originale dalla ditta Thies alla Modacolor, seppure intestate alla Euromec alla quale risultavano trasmesse solo le copie (allegati 24 e 25). Inoltre, da verifiche bancarie effettuate nei confronti della Euromec, risultava che questa società, in relazione agli stessi macchinari di cui alle predette fatture, aveva effettuato accrediti in favore di fornitori esteri per complessive 3.093.339.177 lire (allegati 54 – 55 e 83); la Modacolor, a sua volta, aveva accreditato alla Euromec la somma di lire 6.240.000.000, per gli stessi macchinari (allegati 50 – 51 – 52 – 53 – 54 ). Quindi si accertava che la Euromec, dopo aver formalmente ricevuto il pagamento, restituiva parte delle somme ricevute, attraverso un giro di assegni circolari costituenti il flusso di ritorno, nella misura pressoché corrispondente alla sovrafatturazione effettuata attraverso la sua interposizione fittizia ( allegati da 57 a 100 e allegati da B1 a B10). Il costo dei macchinari era stato pertanto apparentemente gonfiato, come dedotto dal flusso di ritorno delle somme che non trovava alcuna giustificazione, diversa dalla interposizione fittizia. Tale conclusione era avvalorata, dalla trasmissione di fatture originali dei macchinari acquistati all'estero, recapitate direttamente alla Modacolor; dal ritrovamento di documenti relativi alla trattativa per l'acquisto dei macchinari che veniva seguita direttamente dall’amministratore unico ****. Tra l'altro, nell'ambito dei controlli effettuati nei confronti della società interposta, Euromec, risultava che questa - almeno nell’anno 2002 - aveva cessato l'attività, dopo aver cambiato sede da Firenze in Montalto, dove non veniva riscontrata alcuna sede effettiva. Per quanto riguarda il flusso di ritorno del danaro dalla Euromec, il teste ha evidenziato quanto emerso dagli accertamenti bancari nei confronti di ****, soci della Modacolor, ed in particolare la richiesta, da parte di Euromec e del suo amministratore ****, di assegni circolari trasferibili che recavano come beneficiari nominativi sconosciuti all'anagrafe tributaria, quali ad esempio ****; questi assegni, risultavano infine pervenuti ai soci della Modacolor e da questi incassati, per un ammontare complessivo di lire 2.822.050.000. Questa liquidità veniva utilizzata, in misura di lire 2.429.050.000 per l'apporto dei soci al capitale sociale previsto nella pratica di finanziamento, come emergeva altresì dalla quasi contestualità tra il rientro del danaro e il versamento da parte dei soci; infatti le somme pervenute da Euromec, una volta incassate dai soci, nel giro di qualche giorno, venivano riversate in conto apporto di capitale. Gli assegni circolari erano ovviamente di importo inferiore ad euro 1.500, previsto per la loro trasferibilità; si trattava pertanto di numerosissimi assegni. Il teste ha ricordato che nella pratica di finanziamento era previsto apporto di capitale proprio in misura di circa 6 miliardi di lire; e che pertanto, attraverso la sovrafatturazione ed il flusso di ritorno sopra descritti, lo Stato anziché contribuire in una certa misura, contribuiva in misura pressoché doppia rispetto a quella ammessa, configurandosi una delle ipotesi di revoca del finanziamento; e specialmente quella che prevede lo scostamento da uno degli indicatori in misura non inferiore al 20%. Il teste ha poi aggiunto che, in pratica, per l'istruzione della pratica venivano presentate dichiarazioni liberatorie da parte degli apparenti fornitori (allegati 50 e 51) e autocertificazione da parte dell'amministratore della società Modacolor (allegato 58) che attestavano l'effettivo versamento delle somme a titolo di spese sostenute. In particolare, come emergeva dal documento in allegato 48, la Modacolor, in data 9 gennaio 2001, falsamente attestava di aver sostenuto, alla data del 13 ottobre 2000, spese per un ammontare di lire 7.955.180.000, tra cui le fatture nn. 1 e 2 della Euromec, benché per quest'ultima - come si è visto – vi fosse stata una simulata duplicazione della spesa rispetto a quella effettivamente sostenuta. ALTRI DOCUMENTI. Oltre ai documenti a cui ha fatto riferimento il teste ****, illustrandone il contenuto, sono stati altresì acquisiti quelli appresso illustrati. In particolare sono inseriti nel fascicolo per il dibattimento: - Il decreto del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato n. 69272 del 3 marzo 1999, con cui si concede alla Modacolor s.r.l., ai sensi della legge 19 dicembre 1992 n. 488 e successive integrazioni, in via provvisoria il contributo in conto capitale di lire 8.597.490.000 (euro 4.440.233.03), da erogarsi secondo le modalità previste dall’articolo del regolamento adottato con d.m. 527/95 in tre quote annuali di lire 2.865.830.000 ( euro 1.480.077,68) cadauna. All’articolo 3 dello stesso decreto era previsto che "le agevolazioni sono inoltre revocate qualora, calcolati gli scostamenti negativi degli indicatori, di cui all'articolo 6, comma 4 del regolamento nell'esercizio successivo alla data di entrata a regime dell'iniziativa agevolata : a) anche uno solo di tali scostamenti superi i 30 punti percentuali; b) eseguita la somma dei suddetti scostamenti negativi e rapportata la stessa al numero degli indicatori suscettibili di variazione, la media degli scostamenti così determinata superi i 20 punti percentuali.” (allegato 94). - Il Decreto del Ministero delle Attività Produttive, n. 120827 del 28 novembre 2002, in cui, dopo avere evidenziato che la banca concessionaria aveva effettuato erogazioni per complessive lire 6.922.206.000, così suddivise quanto a lire 2.865.830.000 in data 30 dicembre 1999; quanto a lire 2.261.730.000 in data 3 gennaio 2002; quanto a lire 1.794.646.000 in data 4 febbraio 2002, tenuto conto delle variazioni apportate agli investimenti, decretava la concessione, in via definitiva, del contributo in conto capitale di euro 4.126.407,99 , disponendo altresì disimpegno della quota a saldo di euro 313.825,05 (allegato 93). - I bonifici effettuati dalla banca concessionaria in favore della Modacolor in esecuzione dei decreti ministeriali superiormente indicati, per le somme esattamente corrispondenti a quelle indicate nel decreto di concessione definitiva, erogate fino alla data del 12/2/2003 (allegati in cartella “C1 – C2 – C3”, da pag. 287 a pag 294). - La relazione sullo stato finale del programma di investimento redatta per conto della banca concessionaria e prodotta all’udienza del 7 aprile 2008, per vero con encomiabile correttezza processuale, dallo stesso difensore dell’imputato. Questa relazione, datata 3 dicembre 2001, propedeutica alla corresponsione della seconda quota, terza quota e del saldo contribuzioni, indica e trasmette al Ministero – quale documentazione finale di spesa – appunto le fatture e i titoli di spesa quietanziati ( tra cui quelle emesse dalla Euromec) per un totale di lire 11.884.978.000; ad essa è allegato il verbale di accertamento spesa dove, a pagina 6, la Commissione incaricata, presieduta dal dottor ****, accertava : "l'impresa ha esibito la dichiarazione, prevista dal disciplinare di accertamento, con la quale si attesta che tutte le spese documentate sono state iscritte nelle immobilizzazioni di bilancio. Dai controlli a campione effettuati a tale riguardo non sono emersi elementi che contraddicano tale attestazione; i lavori, le forniture ed in generale le realizzazioni effettuate trovano riscontro nella documentazione di spesa esibita; per tutti i titoli di spesa è intervenuto il pagamento a saldo. Il pagamento delle spese documentate è stato verificato mediante riscontro sul libro giornale aziendale del pagamento delle fatture. In considerazione dell'esiguità numero delle fatture, la Commissione ha verificato tutte le fatture." LA VALUTAZIONE DELLE PROVE IN ORDINE AL CAPO A). Sulla base delle prove raccolte, emerge all’evidenza la colpevolezza di **** in ordine alla truffa perpetrata al capo a) dell’imputazione, formulata dettagliatamente e con assoluta precisione dal pubblico ministero. Il meccanismo posto in essere per frodare lo Stato, può essere così sintetizzato: ****, legale rappresentante della Modacolor, acquistava direttamente presso fornitori esteri i macchinari tessili, compresi nel programma di investimento finanziato ai sensi della legge 488/92; quindi, faceva figurare che l’acquisto era stato effettuato da altra ditta, nella specie dalla Euromec, rappresentata da ****, che, a sua volta, ritrasferiva i beni alla Modacolor, con simulata lievitazione dei prezzi. In questo modo – e ne va riconosciuto l’ingegno - , con una sola esca portava a casa due prede; e cioè conseguiva due risultati – entrambi illeciti ma vantaggiosi economicamente- : da un lato l’interposizione fittizia della connivente Euromec consentiva una sovrafatturazione simulata che avrebbe poi permesso di documentare allo Stato una spesa pressoché doppia rispetto a quella effettiva, al fine di ottenere una contribuzione, accordata in percentuale, specularmente raddoppiata; dall’altro, essendosi avvalso – come si dimostrerà appresso – di una società cartiera, riusciva ad evadere le imposte, poiché il soggetto che per primo acquistava dai fornitori esteri, perciò tenuto a versare l’IVA, in realtà, data la sua effettiva inconsistenza, si rendeva evasore totale, distraendo in tal modo la responsabilità gravante sull’effettivo ed unico acquirente, individuato nella Modacolor. Si è osservato, con gran ragione, che le prove documentali dimostrative della predetta condotta appaiono di un’evidenza matematica. Per quanto riguarda le trattative e gli acquisti effettuati direttamente da Modacolor presso i fornitori esteri, vengono in rilevo i documenti di cui agli allegati da 4 a 30. Innanzitutto, le conferme d’ordine C00/8036 e C00/8035, del 22/5/2000, con cui con cui la fornitrice estera Thies AG (doc. 4 e 5) trasmetteva lo schema di contratto alla Modacolor per l’acquisto dei macchinari A) La Meccanica, B) Corino, C) Lawer, D) Sperotto, e dei 5 macchinari SOFT TRD 140. Basta confrontare tali documenti con le fatture n. 1 e 2 emesse in data 20/8/2000 e 12/10/2000 dalla Euromec alla società del ****, per constatare che la fornitura è identica – riguardando le stesse macchine e senza alcuna aggiunta di lavorazioni di adeguamento; cambia invece – e di molto – il prezzo che lievita a complessive lire 6.240.000.000 (documenti nn. 1 e 2 ). Dall’esame dei documenti, non risulta annotata alcuna lavorazione sui macchinari, direttamente ascrivibile alla mano dell’interposta, tale da giustificare siffatta maggiorazione. In realtà, lo scambio di corrispondenza rinvenuta tra i protagonisti della compravendita (Samaden, quale rappresentante italiana della Thies, e Modacolor), chiarisce ulteriormente che l’intera trattativa è stata condotta direttamente dal ****, il quale poi – raggiunto l’accordo finale – ha fornito il nominativo a cui intestare solo formalmente le macchine. In tal senso, assumono importanza il fax inviato in data 14 marzo 2001 dalla Samaden alla Modacolor, in cui rivolgendosi direttamente al signor **** si lamenta il mancato pagamento delle fornitura di cui alle le conferme d’ordine C00/8036 e C00/8035, nei seguenti termini “purtroppo da parte Sua ci sentiamo ripetere di settimana in settimana e il saldo di tutte le forniture sarà fatto nel giro di pochi giorni, ma non abbiamo alcuna certezza di quanto sopra. Tutti i fornitori ci hanno ufficialmente comunicato che verranno conteggiati a Modacolor gli interessi per il ritardato pagamento, come pure i costi per l’immagazzinaggio dei vari impianti” (doc. 16). Ugualmente significativa nella lettera di risposta con cui la Modacolor comunica: "ancora una volta ci scusiamo per il protrarsi della situazione, comunicandole che entro il 15/04/01 inizieremo ad effettuare i pagamenti previsti” (doc. 17). Come è evidente, non sussiste alcun dubbio sul fatto che l’acquisto dei predetti macchinari sia stato effettuato direttamente dall’amministratore della Modacolor, il quale ha pure gestito l’intera fase esecutiva del rapporto contrattuale, ponendosi come interlocutore esclusivo e soggetto direttamente obbligato anche in relazione ai pagamenti. Ne deriva che la Euromec, peraltro mai descritta in questa corrispondenza come soggetto operativo nello svolgimento del rapporto, appare coinvolta solo per interposizione fittizia. Ad colorandum, occorre rilevare che la ”immedesimazione” tra interponente e interposta arriva a tal punto che – come emerge dalla lettera in data 4 settembre 2001– allorquando la Thies deve comunicare lo stato di avanzamento della fornitura, comunica i dati direttamente alla Modacolor (allegati 19 e 20), ovvero, pur indirizzando la missiva alla Euromec, si rivolge alla cortese attenzione del Vs egr. signor **** (allegato 21): come a dire che l’effettivo interlocutore era quest’ultimo. Vengono addirittura rinvenute presso la Modacolor le lettere di trasmissione delle fatture in originale emesse dalla Thies e trasmesse alla Modacolor anziché al simulato acquirente (allegati 24 e 25). Né vale osservare, come ha tentato di sostenere la difesa, che la ditta di **** sarebbe intervenuta per adattare i macchinari alle esigenze della Modacolor, così da giustificare la lievitazione dei prezzi. Il seguito prova che questa ipotesi è palesemente infondata. In primis, la Euromec – come è documentato dalla copia dell’atto costitutivo in allegato 41 – è stata costituita l’11 agosto 2000 ed iscritta nel registro delle imprese il 2 aprile 2001 (visura camerale allegata al verbale di udienza del 17/9/2008); si rammenta invece che le conferme d’ordine dei macchinari risalgono al 22 maggio 2000. Non è credibile che il **** abbia trattato l’acquisto di macchinari su cui avrebbe dovuto eseguire cospicue modifiche, tali da giustificare quasi il raddoppio del prezzo, affidando l’intervento ad una società che, al momento in cui era stato programmato l’acquisto, non era ancora esistente. Per altro, come si è già accennato, delle prospettate modifiche non v’è alcuna traccia nelle fatture emesse dalla Euromec che, ove avesse effettivamente eseguito lavorazioni per adeguare i macchinari, avrebbe certamente indicato nel documento fiscale le voci corrispondenti alla mano d’opera impiegata ed alle integrazioni apportate, senza limitarsi a ricalcare la descrizione dei macchinari così come contenuta nelle conferme d’ordine del vero fornitore estero. Il documento in allegato 23 evidenzia poi che le spiegazioni relative all’installazione delle macchine sono state trasmesse direttamente alla Modacolor, quando invece, se fosse vero quanto sostenuto dalla difesa, il naturale destinatario avrebbe dovuto essere il soggetto ipoteticamente incaricato di adeguare ed installare le macchine. La lista di consegna dei macchinari, ovvero la paking list (lista dei colli componenti di una partita di carico) compilata dalla fornitrice Thies reca come destinatario direttamente la Modacolor (allegato 23); escludendosi perciò che la Euromec disponesse di propri impianti fissi dove eseguire le prospettate imponenti modifiche. In realtà, come pure si dirà nella disamina dei reati fiscali in contestazione, la Euromec è risultata essere una cosiddetta “società cartiera”, ovvero esistente solo sulla carta e costituita per compiere attività illecite. La conclusione è avvalorata dalle seguenti circostanze. Innanzitutto, come accertato dalla Guardia di Finanza (confronta testimonianza di Madeo e verifica di cui al verbale del 5/11/2008, acquisita all’udienza del 12/11/2008 con il consenso delle parti), la Euromec per l’intera durata della propria attività non ha mai presentato alcuna dichiarazione ai fini IVA e Imposte dirette. Nasce dopo che il **** aveva già programmato l’investimento finanziato dallo Stato e raggiunto accordi con fornitori stranieri per l’acquisto dei macchinari; termina la sua attività il 18/7/2002 – per missione compiuta – dopo aver eseguito i suoi servigi in favore della Modacolor. La documentazione relativa alla sua costituzione, ivi compreso l’atto iniziale ed il versamento dei 3/10, è stata rinvenuta presso la sede delle società del **** (Modacolor e Tessil Pizzi), Nel periodo in cui è formalmente operativa, ha una sede itinerante ( da Campi Bisenzio si trasferisce in Montalto Uffugo, dove coincide la sede delle società gestite dal ****) e, quel che più interessa, non ha a disposizione impianti dove poter eseguire le ipotetiche modifiche, se è vero – come è vero - che le macchine acquistate vengono consegnate direttamente presso la Modacolor. Come si è già detto, la paking list (lista dei colli componenti di una partita di carico) dei macchinari compilata dalla fornitrice Thies reca come destinatario direttamente la Modacolor (doc. 23). Tutto ciò sta a dimostrare il completo asservimento alle trame illecite intessute dal **** per frodare lo Stato. E in tal senso chiude il cerchio – come ultimo ma non meno importante indizio – il flusso di ritorno del danaro originariamente versato dal **** alla Euromec per documentare allo Stato il maggior prezzo dei macchinari, che appunto quest’ultima, fittiziamente interposta, restituisce alla Modacolor interponente: questo elemento appare decisivo per dimostrare che la sovrafatturazione non era giustificata da alcuna lavorazione effettuata dalla ditta del ****, il quale altrimenti non certamente avrebbe restituito la maggiorazione. Sono stati acquisiti in copia gli assegni, le distinte di versamento e gli estratti conto, analiticamente riportati negli allegati da 57 a 83, emessi direttamente dalla Euromec o dal suo amministratore ****, per l’importo complessivo di euro lire 2.822.050.000, che perviene nelle casse di **** e dei suoi congiunti **** Eugenio e Speranza Antonietta, tutti soci della Modacolor. Si è rilevato che l’importo complessivamente restituito è inferiore, sia pure in misura non elevata, rispetto al sovrapprezzo simulato (il **** ha ricevuto lire 6.240.000.000, avendo invece versato ai fornitori lire 3.093.339.177). L’obiezione è facilmente superabile, per il fatto che la differenza è ragionevolmente riconducibile al compenso riconosciuto al **** per l’interposizione, peraltro alquanto rischiosa a causa del concorso in attività illecita. ULTERIORI ECCEZIONI DIFENSIVE. La difesa ha richiamato l’esito positivo delle verifiche eseguite dalla banca concessionaria culminate con il collaudo; di più, ha invocato le valutazioni fornite dai consulenti difensivi nel processo; infine, ha evidenziato l’ottimo avviamento dell’impresa, con fauste prospettive, attestato dall’amministratore giudiziario. Da tutto ciò ha dedotto argomenti utili a dimostrare la congruità delle somme corrisposte dalla Modacolor alla Euromec per le forniture da quest’ultima fatturate e sulla base delle quali sono stati concessi i contributi, escludendo ogni ipotesi di simulazione. Ora su questo ragionamento vi sono da fare alcune osservazioni da cui si desume come gli argomenti difensivi siano privi di solide fondamenta. Innanzitutto occorre evidenziare che la verifica ed il collaudo, evidentemente, non hanno potuto tener conto dei documenti da cui è stata desunta la falsa sovrafatturazione, per la semplice ragione che i verificatori non disponevano dei poteri di indagine sull’intero circuito bancario e di perquisizione che hanno consentito invece alla Guardia di Finanza di appurare la falsità delle fatture emesse dalla società cartiera ed il flusso di ritorno del danaro. Il verificatore per conto della banca concessionaria ha controllato la documentazione esibitagli e, vittima degli artifici posti in essere (tra cui la documentazione di un esborso effettivo per l’intero ammontare fatturato), è appunto caduto in errore sull’entità dell’investimento. In tal senso è utile la relazione sullo stato finale del programma di investimento redatta per conto della banca concessionaria e prodotta in giudizio, per vero con encomiabile correttezza processuale, dallo stesso difensore dell’imputato. La relazione, datata 3 dicembre 2001, propedeutica alla corresponsione della seconda quota, terza quota e del saldo contribuzioni, indica e trasmette al Ministero – quale documentazione finale di spesa – appunto le fatture e i titoli di spesa quietanzati ( tra cui quelle emesse dalla Euromec) per un totale di lire 11.884.978.000; ancor più chiaro è il verbale di accertamento spesa allegato alla stessa relazione, dove, a pagina 6, la Commissione incaricata, presieduta dal dottor Tucci, accertava : "l'impresa ha esibito la dichiarazione, prevista dal disciplinare di accertamento, con la quale si attesta che tutte le spese documentate sono state iscritte nelle immobilizzazioni di bilancio. Dai controlli a campione effettuati a tale riguardo non sono emersi elementi che contraddicano tale attestazione; i lavori, le forniture ed in generale le realizzazioni effettuate trovano riscontro nella documentazione di spesa esibita; per tutti i titoli di spesa è intervenuto il pagamento a saldo. Il pagamento delle spese documentate è stato verificato mediante riscontro sul libro giornale aziendale del pagamento delle fatture. In considerazione dell'esiguità numero delle fatture, la Commissione ha verificato tutte le fatture." Dunque la banca concessionaria, e per essa il Ministero, prendeva per buone ai fini della documentazione della spesa anche le fatture con cui erano stati artificiosamente aumentati i prezzi dei macchinari, in ciò indotta in errore anche dalla documentazione dei pagamenti effettuati in favore di Euromec (senza sapere ovviamente che parte di quei pagamenti sarebbe stata restituita sottobanco). Quanto al flusso di ritorno del danaro, la difesa, ben consapevole della gravità indiziaria di tale elemento, ha allora ritenuto di insinuare il dubbio che il danaro restituito dalla Euromec e dal **** potesse avere una diversa giustificazione, quale ad esempio un precedente prestito personale; ha pure evidenziato che molti assegni recavano girate intermedie da parte di altri soggetti. Il Tribunale ritiene di dover ancorare il proprio giudizio a dati appurati con certezza sulla base della copiosa documentazione acquisita, dai quali emerge invece che la Euromec, società unipersonale del ****, è apparsa soltanto in qualità di fornitrice di macchinari; pertanto, data la connotazione del rapporto in cui la Euromec ha assunto la veste di creditore in ordine al prezzo delle macchine, e tenuto conto dell’intero quadro indiziario sopra evidenziato, il flusso di ritorno si spiega - alla stregua del criterio di credibilità razionale - solo alla luce dell’assunto accusatorio, secondo cui la restituzione sottobanco del denaro denotava l’artificiosa sovrafatturazione. Per contro, la prospettazione di un prestito personale è rimasta per aria, non essendo stato neppure allegato alcun collegamento con circostanze ed elementi concreti. Quanto ai giratari, anche senza sopravvalutare l’apposizione di girate corrispondenti a nomi di fantasia non censiti all’anagrafe tributaria (es. Berlusconi Rodolfo), resta il dato di fatto che quelle somme comunque sono transitate – senza alcun’altra giustificazione e nel medesimo contesto temporale - dalle casse della Euromec e del **** in quelle dei soci della Modacolor. In relazione alle consulenze eseguite nel corso del processo occorre sottolineare che la relativa valutazione non appare suffragata da indagini di mercato; di contro, la documentazione delle trattative intercorse con la fornitrice estera e le conferme d’ordine dimostrano che il prezzo degli stessi macchinari era pari alla metà di quello poi praticato dalla società interposta, essendo inverosimile che ipotizzati - ma non dimostrati - adeguamenti abbiano potuto addirittura farne raddoppiare il prezzo. La consulenza del dottor ****- già presidente del collegio sindacale della Tessil Pizzi1 -, acquisita all’esito del conforme esame dibattimentale, non illustra e spiega quali adeguamenti e quali modifiche siano state concretamente apportate; non richiama alcuna indagine di mercato per approfondire tale verifica. Come si è detto, inoltre, nelle fatture emesse dalla Euromec non v’è traccia alcuna di questi adeguamenti, la cui esecuzione non rientrava di certo nelle possibilità di una “società cartiera”, appena costituita, priva di impianti, con una sede itinerante, e che cessava di operare, di li a poco, dopo che la Modacolor aveva ottenuto le contribuzioni pubbliche. L’asservimento alle esigenze della Modacolor non è solo evidenziata dalla predetta coincidenza cronologica, ma come si è visto, anche dal rinvenimento dell’atto costitutivo, della ricevuta di versamento dei 3/10 relativi alla Euromec, come pure delle fatture di acquisto dei macchinari dai fornitori esteri, il tutto presso la società del ****. Qui si inserisce l’ulteriore deduzione difensiva, secondo cui l’acquisizione di questi atti serviva a verificare la correttezza commerciale e l’affidabilità del partner. Occorrerebbe aver il senso del verosimile completamente allentato per non accorgersi della infondatezza di questa asserzione: la Modacolor riceve le conferme d’ordine dei macchinari prima ancora che la Euromec venisse costituita; ed allora non è credibile razionalmente che per un adeguamento così consistente, da determinare addirittura l’incredibile raddoppio del prezzo, abbia incaricato una ditta in fase di costituzione e priva di esperienza. Infine, le dedotte attestazioni e fauste prospettive asseritamente dichiarate dall’amministratore giudiziario sono andate a vuoto: in coincidenza della decisione infatti la Modacolor ha licenziato tutti i dipendenti per mancanza di commesse. La difesa ha poi osservato che sarebbe inverosimile che l’autore dell’illecito abbia conservato tutte le “controscritture” a prova della simulazione nella sede dove poteva prevedere che sarebbe stata sottoposta a verifica, non essendo consueta tanta superficialità e spregiudicatezza neppure nell’immaginario eldorado dei truffatori. A parte il fatto che il **** era alla sua prima esperienza, come emerge dal casellario giudiziale, e dunque non particolarmente smaliziato, è comunque facile obiettare che la commissione incaricata della verifica non aveva il potere di perquisizione, non potendo perciò trovare la documentazione comprovante la falsità delle fatture (peraltro detenute presso la sede della Tessil Pizzi, altra società del gruppo ****), ma doveva limitarsi a verificare quanto le veniva esibito; e così ha proceduto, come appunto attestato nella relazione. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, invece, partivano da lontano, e precisamente dalla segnalazione da parte dell’Ufficio Italiano Cambi che indicava operazioni sospette compiute dalla Euromec. Per farla breve, al cospetto di una montagna di prove a sostegno della tesi accusatoria e in assenza di valide eccezioni difensive, frantumate dal martello della logica, va ritenuta pienamente provata la condotta criminosa di cui al capo a). LA VALUTAZIONE IN DIRITTO. Come è noto, la legge n. 488/92 è destinata ad agevolare gli imprenditori che intendono avviare od ampliare imprese produttive nelle aree svantaggiate del paese. L’agevolazione, cofinanziata con i fondi della C.E.E., consiste in un contributo a fondo perduto che varia in relazione alle aree in cui viene compiuto l’investimento. La disciplina, per quanto di specifico interesse in questa sede, prevede quale misura massima consentita dell’agevolazione, per dimensione di impresa e ubicazione, il 50 % ESN ( equivalente sovvenzione netta) + il 15 % ESL (equivalente sovvenzione lorda), da erogare in 3 quote. Con particolare riferimento al programma di investimento oggetto della domanda presentata da Modacolor, era concesso in via provvisoria un contributo in conto capitale pari all’80%, misura massima consentita dell’agevolazione, per dimensione di impresa e ubicazione; tale contributo, sulla base di un programma di investimento lire 11.661.000.000 (di cui lire 7.390.000.000 per macchinari), veniva perciò provvisoriamente deliberato in lire 8.597.490.000 (euro 4.440.233,03), come da decreto del Ministero Industria Commercio e Artigianato n. 69272 del 3/3/1999. Inoltre, all’ 3 dello stesso decreto provvisorio era previsto che "le agevolazioni sono inoltre revocate qualora, calcolati gli scostamenti negativi degli indicatori, di cui all'articolo 6, comma 4 del regolamento nell'esercizio successivo alla data di entrata a regime dell'iniziativa agevolata: a) anche uno solo di tali scostamenti superi i 30 punti percentuali; b) eseguita la somma dei suddetti scostamenti negativi e rapportata la stessa al numero degli indicatori suscettibili di variazione, la media degli scostamenti così determinata superi i 20 punti percentuali. Per l’erogazione definitiva, veniva adottato il Decreto del Ministero delle Attività Produttive, n.120827 del 28 novembre 2002, in cui, dopo avere evidenziato che la banca concessionaria aveva effettuato erogazioni per complessive lire 6.922. 206. 000 (così suddivise: quanto a lire 2.865.830.000 in data 30 dicembre 1999; quanto a lire 2.261.730.000 in data 3 gennaio 2002; quanto a lire 1.794.646.000 in data 4 febbraio 2002), tenuto conto delle variazioni apportate agli investimenti, decretava la concessione, in via definitiva, del contributo in conto capitale di euro 4.126.407,99, disponendo altresì disimpegno della quota a saldo di euro 313.825,05 (allegato 93). In tali provvedimenti era puntualmente richiamato l’ articolo 7, comma 2, del regolamento secondo cui: “. Ciascuna delle due o tre quote e' erogata dalla banca concessionaria subordinatamente all'effettiva realizzazione della corrispondente parte degli investimenti, eccezion fatta per la prima, che puo' anche essere erogata a titolo di anticipazione, previa presentazione di fidejussione bancaria o polizza assicurativa irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, di importo pari alla somma da erogare e di durata adeguata”. Tanto premesso, è evidente che nei fatti sopra accertati si ravvisano certamente gli elementi costitutivi del reato previsto e punito dall’articolo 640 bis c.p. Gli artifici sono rappresentati dall’utilizzo delle false fatture con le relative quietanze di pagamento rilasciate dalla Euromec, con cui ****, nella sua qualità di amministratore della Modacolor, faceva apparire alla banca concessionaria, e quindi al Ministero, di aver effettuato investimenti così come programmati anche in relazione alla spesa, sebbene il costo effettivo fosse pari a circa la metà. L’induzione in errore era ulteriormente sostenuta dalla documentazione del movimento di danaro versato all’apparente fornitrice, la quale, immediatamente dopo, lo restituiva sottobanco ai soci della Modacolor (il cosiddetto flusso di ritorno). L’ingiusto profitto derivava dal fatto che la banca concessionaria, così indotta in errore, riteneva documentate spese in misura doppia di quella effettiva e, di conseguenza, erogava contribuzioni specularmente raddoppiate rispetto all’importo meritevole di finanziamento. In altri termini, si può dire più semplicemente che il contributo per l’acquisto di macchinari veniva commisurato ad un valore che, così come documentato attraverso l’esibizione delle fatture false e delle quietanze rilasciate dalla ditta compiacente, era artificiosamente raddoppiato rispetto a quello effettivo, sicché, ottenuta conseguentemente l’integrale liquidazione, al **** rimaneva una ingiusta locupletazione con pari danno per l’ Ente contribuente. E’ perciò evidente che le erogazioni della seconda e terza quota erano dunque causalmente riconducibili alla precedente presentazione delle fatture false rilasciate e quietanzate dall’Euromec, attraverso le quali la Modacolor, inducendo in errore la banca concessionaria, simulava spese maggiori, pur avendole in realtà sostenute in misura dimezzata. Dunque non coglie nel segno l’osservazione difensiva secondo cui, data l’insorgenza del diritto al momento di approvazione del finanziamento, l’evento ingiusto astrattamente ipotizzabile sarebbe - al più – l’aver evitato (rectius: tentato di evitare) la revoca del finanziamento, prevista per lo scostamento dagli indici, desumendosi da ciò la configurazione di un fatto diverso da quello contestato. Questa ipotesi di revoca – peraltro verificata - è evidentemente solo un’ulteriore conseguenza della truffa, già integrata in tutti i suoi elementi costitutivi; non può essere perciò considerata quale evento consumativo della truffa, meglio individuabile nell’ottenimento, mediante artifici, della seconda e terza quota di contributo e soprattutto nel saldo finale. La difesa ha poi prospettato, con scarsa ragione, il diverso inquadramento nella fattispecie di cui all’art. 316 ter c.p.. La distinzione tra il reato di indebita percezione di pubbliche erogazioni e quello di truffa aggravata, finalizzata al conseguimento delle stesse, va ravvisata nella mancata inclusione tra gli elementi costitutivi del primo reato della induzione in errore del soggetto passivo. Pertanto qualora l'erogazione consegua alla mera presentazione di una dichiarazione mendace senza costituire l'effetto dell'induzione in errore dell'ente erogante circa i presupposti che la legittimano, ricorre la fattispecie prevista dall'art. 316 ter cod. pen. e non quella di cui all'art. 640 bis cod. pen. .2 Laddove invece l’autore non si sia limitato a rendere dichiarazioni mendaci, ma abbia predisposto una serie di artifici, che abbiano indotto in errore il soggetto passivo, ricorre la truffa. L’errore della prospettazione difensiva, peraltro frequente in processi sulla stessa materia, consiste nel sovrapporre un elemento della condotta che può essere comune ad entrambe le fattispecie, ovvero la dichiarazione falsa ovvero la presentazione di falsi documenti, trascurando altro elemento che connota esclusivamente la truffa, ovvero l’induzione in errore. Si impone tuttavia una lettura più approfondita, considerato che la costruzione del delitto di cui all'art.316 ter c.p. come un'ipotesi speciale di truffa finirebbe per vanificare l'intento del legislatore che, anche in adempimento di obblighi comunitari, aveva perseguito l'obiettivo di espandere ed aggravare la responsabilità per le condotte decettive consumate ai danni dello Stato o dell'Unione europea; mentre proprio tali condotte risulterebbero invece punite meno severamente a norma dell'art. 316 ter comma 1 c.p. o addirittura sottratte alla sanzione penale a norma dell'art. 316 ter comma 2 c.p. nei casi di minore gravità. Ora non v'è dubbio che il legislatore del 2000, quando ha inserito nel codice penale l'art. 316 ter, ha ritenuto appunto di estendere la punibilità a condotte decettive non incluse nella fattispecie di truffa. Ed allora, come si distinguono in concreto le due fattispecie? Occorre partire dalla considerazione che la realizzazione dell’inganno mediante il falso è l’elemento che caratterizza la truffa, cosicché l'ambito di applicabilità dell'art. 316 ter c.p. è circoscritto a situazioni come quelle del mero silenzio antidoveroso o di una condotta che non induca effettivamente in errore l'autore della disposizione patrimoniale. In effetti, in molti casi, il procedimento di erogazione delle pubbliche sovvenzioni non presuppone l'effettivo accertamento da parte dell'erogatore dei presupposti del singolo contributo; ma ammette che il riconoscimento e la stessa determinazione del contributo siano fondati, almeno in via provvisoria, sulla mera dichiarazione del soggetto interessato, riservando eventualmente a una fase successiva le opportune verifiche. Sicché in questi casi l'erogazione può non dipendere da una falsa rappresentazione dei suoi presupposti da parte dell'erogatore, che in realtà si rappresenta correttamente solo l'esistenza della formale dichiarazione del richiedente. D'altro canto l'effettivo realizzarsi di una falsa rappresentazione della realtà da parte dell'erogatore, con la conseguente integrazione degli estremi della truffa, può dipendere, oltre che dalla disciplina normativa del procedimento, anche dalle modalità effettive del suo svolgimento nel singolo caso concreto. E quindi l'accertamento dell'esistenza di un'induzione in errore, quale elemento costitutivo del delitto di truffa, ovvero la sua mancanza, con la conseguente configurazione del delitto previsto dall'art. 316 ter c.p., è questione di fatto, che risulta riservata al giudice del merito. Nel caso concreto, le erogazioni della seconda, terza quota e saldo, sono state effettuate a stati di avanzamento ed a consuntivo, dopo che la banca concessionaria ha verificato la realizzazione della corrispondente parte di investimenti, mediante la consultazione della documentazione esibita dal ****. Come si è già ampiamente detto, la suddetta verifica è stata viziata da errore determinato da artifici e raggiri, consistiti nel prospettare e documentare spese per investimenti in macchinari artatamente gonfiate. Si sottolinea che le rete degli artifici non si è limitata alla presentazione delle fatture false, ma è stata così abilmente tessuta a tal punto da far figurare addirittura il versamento dell’intero importo fatturato e quietanzato, mediante la documentazione di tutti i passaggi di danaro dalla Modacolor alla Euromec; salvo poi ottenere la restituzione del sovrapprezzo attraverso il flusso di ritorno, ovviamente avvenuto sottobanco ed all’insaputa del verificatore. L’ente deputato alla verifica degli investimenti, propedeutica al rimborso della spesa, è stato in tal modo indotto in errore, ed in conseguenza dell’errore ha consentito l’erogazione del contributo. E’ da escludere altresì la configurabilità del reato previsto e punito dall’articolo 316 bis c.p., quantomeno riguardo alla erogazione della seconda, terza quota e saldo del contributo statale. La norma punisce “Chiunque, estraneo alla pubblica amministrazione, avendo ottenuto dallo Stato o da altro ente pubblico o dalle Comunità Europee contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere od allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non li destina alle predette finalità”. È evidente perciò che l'art. 316 bis c.p., essendo inteso a reprimere la distrazione dei contributi pubblici dalle finalità per le quali erano stati erogati, non può che riferirsi appunto alla malversazione dei contributi distraendoli dal vincolo di destinazione. Gli art. 316 ter e 640 bis c.p., sono entrambi destinati a reprimere la percezione di per sé indebita dei contributi, indipendentemente dalla loro successiva destinazione. L’ipotesi di cui all’articolo 316 bis sarebbe riferibile, al più, in relazione alla prima quota se versata in acconto; in tal caso infatti prima del versamento non risulterebbe posto in essere alcun artificio; il beneficiario avrebbe solo successivamente distratto l’acconto ricevuto dalla finalità per cui era stato riconosciuto. Tale configurazione però non si attaglia alle erogazioni della seconda, terza quota e saldo, effettuate a stati di avanzamento ed a consuntivo, ovvero subordinatamente alla verifica da parte della banca concessionaria in ordine alla effettiva realizzazione della corrispondente parte di investimenti. Come si è già ampiamente detto, il benestare della banca concessionaria -avvenuto in data 3 dicembre 2001 - ed il conseguente versamento delle ulteriori quote (non più in acconto, ma a consuntivo) è stato ottenuto con artifici e raggiri, consistiti nel prospettare e documentare falsamente alla banca spese per investimenti in macchinari artatamente gonfiate. Dunque nel caso di specie, l’induzione in errore ha determinato la percezione del contributo; e non si è trattato perciò di una semplice malversazione, non preceduta da artifici. LA CONSUMAZIONE DEL REATO. E’ altresì rilevante stabilire il momento consumativo del reato, essendo stata eccepita la prescrizione e dovendosi eventualmente altresì stabilire se ed in quale misura possa applicarsi la confisca per equivalente, com’è noto introdotta con legge n. 300 del 2000. In particolare, occorre stabilire se, quando le somme siano erogate in più rate o quote, si versi in ipotesi di reato continuato o viceversa di consumazione "prolungata". Si è affermato che il momento consumativo del delitto di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche coincide con quello della cessazione dei pagamenti, che segna anche la fine dell'aggravamento del danno, in ragione della natura di reato a consumazione prolungata.3 E ciò perché il soggetto agente manifesta sin dall'inizio la volontà di realizzare un evento destinato a durare nel tempo, e quindi il momento consumativo del reato coincide con quello della cessazione dei pagamenti, che segna la fine dell'aggravamento del danno". 4 Nel concreto caso, dunque si deve precisare che il momento iniziale va individuato nella realizzazione della condotta truffaldina, consistita nella esibizione delle fatture false, e nell’allestimento della rete di artifici, consistiti nella allegazione di quietanza liberatoria, nella documentazione di pagamenti (che poi sarebbero in parte rientrati sottobanco), tali da indurre in errore l’ente verificatore sulla erogabilità della seconda e terza quota e del saldo; la consumazione coincide con il versamento del saldo, avvenuto con bonifico del 12 marzo 2003. A partire da questa data e fino a quella della decisione, non è ancora decorso il termine necessario a prescrivere e l’intera condotta si è consumata sotto il vigore della legge n. 300 del 2000. Non pertinente appare il richiamo alla nota decisione che, sempre in tema di erogazioni periodiche, ha ravvisato la consumazione nel momento costitutivo del rapporto, escludendo la configurabilità di una consumazione prolungata in relazione alla percezione dei ratei successivamente maturati. In quel caso infatti, esattamente all’opposto della questione controversa in questa sede, l’ingiustizia del danno era circoscritta alla fase costitutiva del rapporto, e non anche al suo successivo svolgimento, connotato comunque da prestazioni sinallagmatiche la cui remunerazione trovava una ragione nei principi dell’arricchimento sine causa .5 Invece nel caso oggetto di esame gli artifici e raggiri sono stati posti in essere, nella fase esecutiva del rapporto, dopo l’adozione del decreto di concessione provvisoria del finanziamento e al fine di ottenere le quote in stato di avanzamento, la cui erogazione, proprio perché frutto di una falsa rappresentazione, non poteva in alcun modo essere considerata dovuta. In conclusione, al cospetto di una montagna di indizi di colpevolezza gravi precisi e concordanti; e in assenza di spiegazioni alternative dotate di credibilità razionale, si deve concludere per la compiuta dimostrazione degli elementi costitutivi del reato contestato. I SOGGETTI. E’ indubbia l’ascrivibilità dei fatti a ****, promotore dell’intera vicenda criminosa: in qualità di amministratore unico della Modacolor conduce le trattative con i fornitori stranieri e controfirma la corrispondenza in cui indica il soggetto fittiziamente interposto a cui intestare i macchinari; presenzia alla verifica della spesa da parte della banca concessionaria, esibendo le false fatture; autocertifica di aver sostenuto gli investimenti nella misura artificiosamente maggiorata. Tali circostanze, dimostrano, con evidenza matematica, la riconducibilità al medesimo **** dei fatti contestati al capo A), sia nella fase della programmazione, sia in quella della esecuzione. Diversamente è a dirsi per ****, **** e ****. A costoro infatti si contesta il concorso nella fase esecutiva, rispettivamente consistito, per il ****, nell’essersi prestato ad emettere le fatture che dissimulavano una interposizione fittizia finalizzata a maggiorare i costi e, per gli altri due, nell’aver ricevuto in qualità di soci della Modacolor alcuni assegni costituenti il flusso di ritorno del danaro restituito dalla Euromec. Non è neppure contestata alcuna condotta tipica, bensì un contributo dall’esterno su richiesta del dominus dell’intera operazione criminosa, limitato ad elementi di contorno della fase esecutiva. Il loro operato assume connotati molto simili al concorso esterno in reati programmati esclusivamente - ed eseguiti prevalentemente - da terzi. Nella materia sono stati affermati alcuni principi meritevoli di condivisione anche con riferimento alla fattispecie esaminata. Com’è noto, il nucleo centrale significativo del concorso di persone nel reato si fonda sui seguenti principi. La funzione incriminatrice dell'art. 110 c. p. (mediante la combinazione della clausola generale in essa contenuta con le disposizioni di parte speciale che prevedono le ipotesi-base di reato) consente di dare rilevanza e di estendere l'area della tipicità e della punibilità alle condotte, altrimenti atipiche, di soggetti "esterni" che apportino un contributo causalmente rilevante. E’ tuttavia necessario, da un lato, che siano realizzati, nella forma consumata o tentata, tutti gli elementi del fatto tipico di reato descritto dalla norma incriminatrice di parte speciale e che la condotta di concorso sia oggettivamente e soggettivamente collegata con quegli elementi; - dall'altro, che il contributo atipico del concorrente esterno, di natura materiale o morale, diverso ma operante in sinergia con quello dei partecipi interni, abbia avuto una reale efficienza causale, sia stato condizione "necessaria" - secondo un modello unitario e indifferenziato, ispirato allo schema della condicio sine qua non proprio delle fattispecie a forma libera e causalmente orientate - per la concreta realizzazione del fatto criminoso collettivo e per la produzione dell'evento lesivo del bene giuridico protetto. La particolare struttura della fattispecie concorsuale comporta infine, quale essenziale requisito, che il dolo del concorrente esterno investa, nei momenti della rappresentazione e della volizione, sia tutti gli elementi essenziali della figura criminosa tipica sia il contributo causale recato dal proprio comportamento alla realizzazione del fatto concreto, con la consapevolezza e la volontà di interagire, sinergicamente, con le condotte altrui nella produzione dell'evento lesivo del "medesimo reato".6 Ci si chiede perciò se, sotto questo profilo, nel quadro della truffa congegnata da ****, i concorrenti “esterni”, si siano resi compiutamente conto dell'efficacia causale della propria attività di sostegno ed abbiano perciò voluto contribuire alla realizzazione del programma criminoso del principale autore. Ad avviso del Tribunale residua un margine di dubbio, per il fatto che il contributo diretto a mascherare la falsa sovrafatturazione poteva essere diretto anche ad altre finalità, quale ad esempio la frode fiscale; ma già tale l’ambivalenza non risolve il dubbio in ordine alla consapevolezza della truffa di cui al capo A). Oltre a ciò, assume rilevanza, per solo il ****, l’estraneità alla compagine sociale che si è avvantaggiata dell’evento truffaldino; per **** e **** l’estraneità alla vita della stessa compagine, gestita con assoluta padronanza da ****. Residua perciò un dubbio, esiguo ma ragionevole, sulla necessaria consapevolezza da parte di **** Eugenio, Speranza Antonietta e **** in ordine al programma truffaldino, predisposto ed attuato da ****; i tre vanno mandati assolti dalla contestazione sub A) per non aver commesso il fatto. I REATI CONTESTATI DA B) a O) . Secondo le contestazioni riassunte in epigrafe, il signor ****, nella qualità di amministratore unico della Modacolor s.r.l. e della Tessil Pizzi s.r.l., con l’ausilio di ****, ****, **** e ****, soggetti che di volta in volta emettevano false fatture, poneva in essere un sistema diretto ad evadere le imposte attraverso le cosiddette “frodi carosello”, indicando nella dichiarazione dei redditi elementi passivi fittizi riconducibili a fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, relative ad acquisti intracomunitari; inoltre, non solo evadeva totalmente l’imposta sul valore aggiunto, ma addirittura portava artificiosamente in compensazione il corrispondente importo nel modello F.24, causando un ingiusto danno all’Erario. Quanto al capo B), si tratta delle stesse fatture numeri 1 e 2 del 28/8/2000 e del 12/10/2000 emesse dalla Euromec di **** in favore della Modacolor, già superiormente illustrate dal teste ****, e di cui si è ampiamente dimostrata l’interposizione fittizia in acquisto intracomunitario; occorre solo aggiungere che in relazione a tale condotta è stata altresì acquisita la relativa dichiarazione ai fini IVA da parte della Modacolor e, su accordo delle parti, la verifica effettuata dalla Guardia di Finanza, prodotta all’udienza del 12 novembre 2008, da cui risulta invece che la Euromec non ha mai presentato alcuna dichiarazione annuale relativa ad imposte sui redditi o sul valore aggiunto, risultando evasore totale. La ricostruzione delle altre condotte è stata affidata alla testimonianza di ****, maresciallo della Guardia di Finanza, il quale ha illustrato la documentazione rinvenuta e sequestrata, evidenziando altresì gli ulteriori elementi di riscontro appurati nel corso delle investigazioni. Il metodo di accertamento si è basato sul confronto delle operazioni documentate da ciascuna fattura, con dati extracontabili e con gli esiti di accertamenti e visure. In particolare, nel corso della verifica fiscale, è stata rinvenuta la fattura n.17 emessa il 31 ottobre 2001 dalla Euromec nei confronti Tessil Pizzi s.r.l., con imponibile pari a euro 346.026,00 oltre Iva del 20% pari a 69.205,00 euro, per un totale di euro 415.231,00, annotata tra i beni ammortizzabili sul registro degli acquisti ed avente ad oggetto il macchinario con numero di matricola 70369. In proposito il testimone ha precisato che, per mero errore, riconosciuto in sede di accertamento, sulla fattura era erroneamente riportato il numero di matricola 76651, benché - come verificato dal riscontro diretto sul macchinario oggetto di fatturazione - il numero esatto era quello di 70369. Per questa operazione, è stata scoperta documentazione extracontabile, ed in particolare la corrispondenza intercorsa dalla Tessil Pizzi e la Karl Mayer, datata 25 ottobre 2001, dove venivano concordati i prezzi di vendita e le modalità di consegna del medesimo bene strumentale. Il riferimento è al un fax in lingua inglese spedito dalla Karl Mayer alla Tessil Pizzi in data 23 ottobre 2001, documento in allegato 103, dove si evidenzia il prezzo dato di 40.000 sterline per ciascun telaio; inoltre altro fax in lingua italiana datato 25 ottobre 2001, proveniente dalla ditta Orsi, rappresentante italiana della stessa fornitrice, diretto alla Tessil Pizzi in cui si conferma il prezzo di 80.000 sterline per due telai (allegato 104). Dopo pochi giorni, e precisamente il 29 ottobre 2001, la Karl Mayer – conformemente agli accordi raggiunti con il **** -, emetteva fattura alla Euromec, avente ad oggetto lo stesso macchinario con matricola 70369, ceduto al prezzo di 40.000 sterline (allegato 105). L’interposizione fittizia della Euromec, è stata ulteriormente riscontrata dal ritrovamento del documento in allegato 106, relativo a una corrispondenza in lingua inglese intercorsa tra la Tessil Pizzi e Mister Lener, in cui la società amministrata dal **** richiedeva letteralmente alla Karl Mayer: ”per il momento registra solo la macchina con matricola numero 70369 nella seguente maniera: spedisci la fattura per il pagamento a noi, al numero 0984/937156, ma registra la fattura intestandola alla Euromec s.r.l.”. In sintesi con riferimento al macchinario 76369, contabilmente risulta che Tessil Pizzi ha acquistato da Euromec per il prezzo complessivo di euro 415.231,00 Iva compresa; laddove invece, sulla base dei documenti extracontabili, relativi alle fasi delle trattative e di esecuzione del contratto, è stato accertato che il prezzo corrisposto direttamente da Tessil Pizzi al fornitore estero era di sterline 40.000, facendo figurare come acquirente la Euromec fittiziamente interposta. Lo stesso modus operandi è stato constatato nei rapporti tra la Tessil Pizzi, amministrata da ****, e la Ital Mec di ****. I fatti accertati sono documentati dagli allegati al verbale di constatazione del 27 dicembre 2004 (documento 101). Il teste ha aggiunto che nel corso della verifica è stata rinvenuta la fattura n.133 del 31 ottobre 2001 con riferimento al macchinario con matricola 76326, emessa dalla Ital Mec nei confronti della Tessil Pizzi, con un imponibile di 703.000.000 di lire, oltre Iva al 20% per lire 140.600.000, bene acquistato con il credito d'imposta di cui all'articolo 8 della legge 388 del 2000, mediante presentazione del modello F24 del mese di novembre 2001. Contabilmente la Italmec – apparente fornitore - riceveva da Tessil Pizzi, per questo macchinario, un importo complessivo di lire 843.600.000, Iva compresa (documento 101/all.32). Nella documentazione ritrovata nel corso della verifica, si evidenziava un riscontro extracontabile tra la Tessil Pizzi e la Intermediazioni service, attinente ad una richiesta di leasing per l'acquisto di alcuni macchinari tra cui anche quello in oggetto, con numero di matricola 76326. In questa richiesta, la Tessil Pizzi rappresentava alla Intermediazioni service la richiesta di un leasing per l'acquisto di tre telai usati per un importo complessivo di 910.000 marchi tedeschi. Veniva riportato dettagliatamente il costo di ciascun telaio e, con riferimento a quello numero 76326, si indicava il prezzo di 340. 000 marchi tedeschi, e l'anno di fabbricazione del 1991 (documento 101/all.34). Un altro riscontro extracontabile era costituito dal documento di trasporto di questo bene strumentale, redatto dalla commerciale di ****, avente come destinatario la Italmec, ma come luogo di destinazione, la sede della Tessil Pizzi (documento 101/all.34). In sintesi, con riferimento al macchinario 76326, contabilmente risulta che Tessil Pizzi ha acquistato da Ital Mec per il prezzo complessivo di lire 843.600.000, Iva compresa; laddove invece, sulla base dei documenti extracontabili, relativi alle fasi delle trattative e di esecuzione del contratto, è stato accertato che il prezzo corrisposto direttamente da Tessil Pizzi al fornitore estero era di sterline 340.000 marchi tedeschi, facendo figurare come acquirente la Ital Mec fittiziamente interposta. Sempre in relazione ai rapporti con la Ital Mec, è stata rinvenuta la fattura n.163, emessa il 30 novembre 2001, per un importo di euro 434.000, con Iva al 20%, regolarmente annotata nella contabilità della Tessil Pizzi, avente ad oggetto il macchinario per la tessitura di filo con matricola 71556 (allegato 19 al verbale di sequestro del 27/12/04). Il dato extracontabile è costituito dalla corrispondenza intercorsa tra la Tessil Pizzi e la Orsi (rappresentante sul territorio nazionale della fornitrice tedesca Karl Mayer) che riportava letteralmente il seguente accordo: "come da accordi telefonici tra il signor **** e il signor Trivero, confermiamo l'ordine relativo alle tre macchine Mayer per il prezzo complessivo di 315.000 marchi. Di seguito indichiamo il numero di matricola dei macchinari oggetto dell'ordine: matricola n. 70821, 71556 e 71557” (documento 101/all.27). Dalla lettura della corrispondenza, emerge chiaramente che l’accordo contemplava l’acquisto effettuato da Tessil Pizzi direttamente dalla Karl Mayer (rappresentata dalla Orsi), avente ad oggetto tre macchinari – con matricole numero 7821, 71556 e 71557 – al prezzo complessivo di 315.000 marchi tedeschi. Per queste macchine, oltre alla suindicata fattura 163 relativa al solo macchinario 71556, sono state rinvenute, la fattura n.183 del 31 dicembre 2001, emessa dalla Italmec nei confronti di Tessil Pizzi, per il corrispettivo di lire 840. 000. 000, avente ad oggetto il macchinario con matricola 70821 (documento 101/all.26); nonché la fattura n.99 del 31 dicembre 2001, emessa dalla SIRT s.r.l. nei confronti della stessa Tessil Pizzi, per il corrispettivo di lire 841.200.000, avente ad oggetto il macchinario con matricola 71557, descritto come nuovo (documento 101/all.26). In sintesi, a fronte di un prezzo contabile, per le tre macchine, di circa 2 miliardi e 100 milioni di vecchie lire, oltre IVA, apparentemente versati dalla Tessil Pizzi ai soggetti fittiziamente interposti, risalta un dato extracontabile relativo ad un prezzo di appena 315.000 marchi tedeschi (circa 320 milioni di lire) corrisposto dalla stessa Tessil Pizzi alla fornitrice estera Karl Mayer. Le fatture emesse dai soggetti fittiziamente interposti, venivano considerate ai fini della determinazione del credito d'imposta, utilizzato in compensazione dei debiti di imposta nei modelli F24 presentati, secondo lo schema riassuntivo riportato a pagina 18 del verbale di constatazione (documento 101). Il teste ha poi riferito, in relazione al macchinario di cui alla fattura n.133, che il telaio risultava essere dell’anno 1991 e quindi che lo stesso era presumibilmente usato; pertanto, non poteva essere considerato nella determinazione del credito di imposta, posto che la legge 388/2000 istitutiva della agevolazione, stabilisce che la fruizione della stessa è subordinata alla condizione che l’acquisto abbia ad oggetto beni strumentali nuovi. Lo stesso modus operandi è stato constatato nei rapporti tra la Tessil Pizzi, amministrata da ****, e la Edil Mec s.r.l. di ****. Il teste ha fatto specifico riferimento alle modalità di acquisto di quattro telai per la lavorazione di materiale tessile, con numeri di matricola 70491, 70494, 68874, 68883. Per questi, ha richiamato la fattura in acconto n. 40 del 17 giugno 2002, emessa dalla Edil Mec alla Tessil Pizzi per un imponibile pari a euro 50.000,00 oltre IVA al 20%, e perciò di importo complessivo pari a euro 60.000,00 ; oltre a ciò, la fattura a saldo n. 55 del 29 giugno 2002, emessa per un importo complessivo di 1.086.000,00 euro, oltre ad IVA con aliquota del 20% e pari a 217.200,00 euro, e quindi complessivamente 1.303.200,00 euro (allegati 12 e 13 del verbale di sequestro 27/12/2004). A fronte del suddetto dato contabile, è stato trovato, quale riscontro extracontabile della operazione oggettivamente inesistente, la corrispondenza tra la Twistex con sede in Francia e la Tessil Pizzi, rivolta all'attenzione del signor ****, dove era scritto testualmente: "Carissimo Signor ****, come promesso, le spediamo qui inclusi i documenti seguenti: fattura numero 9092 e documento di trasporto” (allegati 110 – 111 e 112). Nella fattura della Twistex - acquisita in allegato 111- formalmente intestata alla Edil Mec, avente ad oggetto i macchinari con matricola 70491 - 70494 - 68874 e 68883, era riportato il prezzo complessivo di euro 278.000,00 per i quattro telai comprensivi di accessori. Veniva altresì rinvenuto la documentazione relativa alla Packing list, comprovante la consegna direttamente dal fornitore estero alla Tessil Pizzi (documenti prodotti dal P.M. all’udienza del 7/6/2008). In sintesi, per gli stessi telai, è stata rinvenuta documentazione extracontabile comprovante l'acquisto presso fornitori esteri per il prezzo complessivo di euro 278.000,00, laddove invece contabilmente risulta che la Tessil Pizzi ha corrisposto alla Edil Mec l’importo complessivo di euro 1.326.200,00. Oltre alle due fatture nn. 40 e 55 per i quattro macchinari, è stata ritrovata la fattura n. 154 per un quinto macchinario con matricola numero 77391 emessa dalla Edil Mec nei confronti della Tessil Pizzi in data 31 dicembre 2002 per imponibile di 160.000,00 euro, oltre Iva al 20%, e quindi complessivamente di 192.000,00 euro. Il riscontro extracontabile è costituito dai documenti acquisiti ai numeri 107, 108 e 109. Il 107 ha ad oggetto documentazione attestante la corrispondenza intercorsa tra la Tessil Pizzi e la Orsi (rappresentante Karl Mayer), nella quale si specifica: “in riferimento alla macchina con matricola 77391, anno 1992, confermiamo l'acquisto per euro 72. 000,00”. Il documento in allegato 108 riguarda la corrispondenza intercorsa tra la Tessil Pizzi e la Karl Mayer in lingua inglese, del seguente tenore : “ vi comunichiamo le nostre referenze in merito alla fattura numero 02/1471 da intestare non alla Tessil Pizzi ma alla seguente società : Edil Mec s.r.l.” . Ed in effetti, seguiva l’emissione della fattura 02/1471 relativa allo stesso macchinario n. 77391, redatta secondo le indicazioni fornite dalla Tessil Pizzi, per un corrispettivo di euro 72.000,00, e dove, nello spazio riservato alla destinazione, era riportata una correzione da Tessil Pizzi in Edil Mec s.r.l (allegato 109). ALTRI DOCUMENTI. Oltre ai documenti richiamati dal teste Lo Martire nel corso della sua deposizione, contenuti nel fascicolo del dibattimento ai numeri di allegazione sopra indicati, sono stati altresì acquisiti i seguenti. - Le dichiarazioni annuali relative alle imposte sui redditi e sul valore aggiunto, relative alla Modacolor ed alla Tessil Pizzi dei periodi in contestazione, acquisite ai sensi dell’articolo 507 c.p.p all’udienza del 3/12/08, perché costituenti corpo del reato. - I modelli F24 utilizzati anche per la compensazione del credito di imposta ex lege n.388/2000 relativi alla Tessil Pizzi s.r.l., prodotti all’udienza del 12/11/08. - Le visure effettuate nei confronti della Euromec s.r.l. e della Edil Mec s.r.l., attestanti l’omessa presentazione delle dichiarazioni ai fini Iva e imposte sui redditi, per l’intero periodo della loro attività di esercizio, acquisite – previo consenso delle parti – all’udienza del 12/11/08. - Il verbale di constatazione redatto dalla Guardia di Finanza in data 27/12/04. LA VALUTAZIONE IN FATTO. Le prove raccolte dimostrano, con assoluta certezza, che l’imputato ****, dominus della Modacolor e della Tessil Pizzi, si approvvigionava di macchinari da paesi comunitari facendo figurare come acquirente non già il destinatario finale ed effettivo della merce ma un soggetto giuridico fittizio, all'uopo predisposto; questo era anche quello tenuto, in quanto primo acquirente sul territorio dello Stato, a riscuotere l'IVA all'atto della rivendita dei macchinari e a versarla all'Erario. Ma in realtà si trattava di un soggetto esistente solo sulla carta, destinato in modo preordinato a non versare l'IVA, il cui importo era così rimesso al destinatario effettivo della merce con la conseguente evasione. Come emerge dalla testimonianza del ***, dai documenti extracontabili, e dai dati oggettivi contenuti nel verbale di constatazione, le relative fatture emesse per gli stessi macchinari dal soggetto fittiziamente interposto, con importi pure artificiosamente maggiorati, risultavano regolarmente annotate in contabilità ed utilizzate per documentare elementi passivi fittizi, indicati nella dichiarazione annuale ai fini delle imposte dirette e sul valore aggiunto presentata da ****, in nome e per conto delle due società, Modacolor e Tessil Pizzi, dal medesimo rappresentate. Quanto all’interposizione fittizia, che mascherava l’inesistenza a livello soggettivo delle operazioni riportate nelle fatture sopra richiamate, la stessa si desume, per la Euromec dai numerosissimi indizi dotati di gravità precisione e concordanza, già illustrati nella disamina della condotta contestata al capo A). Per quanto riguarda l’interposizione fittizia delle altre società che apparentemente sono intervenute nell’acquisto di macchinari all’estero, valgono le seguenti osservazioni, utili a dissolvere ogni dubbio sul fatto che l’acquisto dei predetti macchinari sia stato effettuato direttamente da ****, in rappresentanza delle società da lui amministrate. Egli infatti, nella predetta qualità, ha gestito l’intera fase esecutiva del rapporto contrattuale, ponendosi come interlocutore esclusivo e soggetto direttamente obbligato anche in relazione ai pagamenti. Sono state addirittura rinvenute presso la Modacolor e la Tessil Pizzi le lettere con cui si concordano i prezzi, il luogo e le modalità di consegna presso il vero acquirente; e si richiede che l’intestazione dei documenti contabili venga effettuata in nome di un soggetto del tutto estraneo alle trattative. Per tutte le fatture emesse dai soggetti interposti, si assiste ad una pedissequa ripetizione dei dati, salvo il prezzo che viene artificiosamente gonfiato rispetto a quelle provenienti dal fornitore estero, senza alcun accenno ad interventi di adeguamento o di mera installazione ascrivibili al terzo interposto. Le liste di consegna dei macchinari, ovvero la Paking list compilata dalla fornitrice estera recavano come destinatario direttamente la Modacolor e la Tessil Pizzi; escludendosi perciò un passaggio intermedio presso ipotetici impianti degli interposti. Per due di queste, ricorre un altro elemento particolarmente significativo del fatto che si trattasse esclusivamente di “società cartiere”: come accertato dalla Guardia di Finanza (verifica di cui al verbale del 5/11/2008, acquisita all’udienza del 12/11/2008 con il consenso delle parti), sia la Euromec che la Edil Mec, per l’intera durata della propria attività, non presentavano alcuna dichiarazione ai fini IVA e Imposte dirette, risultando evasori totali. Tutto ciò sta a dimostrare il completo asservimento alle finalità illecite intessute dal **** per evadere le imposte, con il meccanismo della cosiddetta “frode carosello”. La difesa, con riferimento ai reati fiscali, peraltro prossimi alla prescrizione, si è limitata ad aggiungere – in punto di fatto – che gli accertamenti della Guardia di Finanza, sarebbero stati smentiti da una decisione della Commissione Tributaria Provinciale, prodotta in giudizio. E’ noto che sussiste assoluta indipendenza tra i due giudizi, come si desume altresì dal tenore dell’articolo 654 c.p.p.; tuttavia, per sola completezza, occorre comunque ribadire che non possono essere condivise le argomentazioni contenute nella sentenza, un po’ originale, con cui la Commissione Tributaria si è limita ad escludere l’ipotizzata inesistenza delle operazioni, sol perché i macchinari vennero trovati presso la sede della Tessil Pizzi, trascurando che la contestazione riguardava l’interposizione fittizia strumentale ad una “frode carosello”, e quindi l’inesistenza soggettiva dell’operazione, accompagnata da evasione dell’IVA, mai versata dalla “società cartiera”, ed invece addirittura compensata nel modello F 24 dalla effettiva acquirente. LA VALUTAZIONE IN DIRITTO. I reati tributari contestati ai prevenuti e compiutamente accertati nelle componenti fattuali sono quelli dati sia dalla "emissione" che dalla "utilizzazione" delle fatture per operazioni inesistenti, fatture registrate nella contabilità del soggetto utilizzatore e confluite fra i costi rilevanti nella predisposizione delle dichiarazioni dei redditi presentate. L’evasione dell’imposta sul valore aggiunto si è realizzata attraverso l’interposizione di società "cartiere" destinate ad apparire, attraverso l’emissione di fatture di vendita nei confronti delle società effettive destinatarie degli acquisti, debitrici dell’Iva verso l’Erario, imposta poi indebitamente mai versata, con conseguente danno patrimoniale a carico dello stesso Erario. Oltre a ciò è stato accertato che il **** ha portato in compensazione, quale credito di imposta derivante dall’acquisto di macchinari ammessi al beneficio di cui alla legge 388/2000, quello calcolato utilizzando gli importi risultanti dalle fatture artificiosamente gonfiate. I punti controversi in diritto, riguardano essenzialmente la configurabilità del concorso di reati tra il delitto di cui all’articolo 2 D.Lvo 74/2000, contestato ai capi B), C) e D, e quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ex art. 640 bis c.p., contestato al capo A). Non sorgono dubbia sulla effettiva ravvisabilità del concorso. Infatti, come insegna la Suprema Corte, il delitto di frode fiscale può concorrere, attesa l'evidente diversità del bene giuridico protetto, con quello di truffa comunitaria, purché allo specifico dolo di evasione si affianchi una distinta ed autonoma finalità extratributaria non perseguita dall'agente in via esclusiva, essendo diversi i soggetti passivi tratti in errore e diversi i patrimoni aggrediti; e specificamente nel caso in cui un soggetto ottenga, attraverso l'artificio di utilizzare fatture passive per operazioni inesistenti, oltre ad un indebito rimborso dell'imposta sul valore aggiunto e/o il riconoscimento di un inesistente credito d'imposta, anche la concessione di un contributo pubblico per l'acquisto di beni strumentali. 7 Il principio è stato recentemente confermato, con riguardo ad un caso – assolutamente corrispondente a quello in esame - in cui le fatture erano state emesse da una società fittiziamente fatta figurare come acquirente di merci provenienti dall'estero e quindi tenuta a riscuotere, all'atto della rivendita, l'IVA dovuta per l'importazione, per versarla quindi all'Erario; adempimento, questo, che, però, risultava sistematicamente omesso, con la conseguenza che le relative somme venivano incamerate dagli effettivi destinatari delle merci importate.8 Più problematica è la questione relativa alla configurabilità del concorso tra il delitto di cui all’articolo 2 D.Lvo n.74/2000 e la truffa aggravata ai danni dello Stato, contestata ai capi G), H), I), L), relativa alla illecita compensazione nel modello F24 del credito di imposta determinato sulla base delle fatture emesse da soggetti fittiziamente interposti, con artificiosa maggiorazione degli importi addebitati, posto che in entrambe le ipotesi unico obiettivo dell’autore è quello di evadere le imposte; questione sollevata in discussione dalla difesa ****. Sul punto si alternano in giurisprudenza due orientamenti. Recentemente si è affermato che in tema di rapporti fra il reato di frode fiscale, di cui all'art. 2 D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, e quello di truffa aggravata in danno dello Stato, di cui all'art. 640, comma secondo, n. 1, c. p., se per un verso deve escludersi che operi il principio di specialità di cui all'art. 15 c. p. (mancando l'identità naturalistica del fatto, dal momento che la frode fiscale richiede un artificio peculiare mentre la truffa, dal canto suo, richiede l'induzione in errore ed il danno, indifferenti per il reato tributario), deve per altro verso riconoscersi l'operatività del principio di consunzione, per il quale è sufficiente l'unità normativa del fatto, desumibile dall'omogeneità tra i fini dei due precetti, con conseguente assorbimento dell'ipotesi meno grave in quella più grave; condizione, questa, riconoscibile, nella specie, per il fatto che l'apprezzamento negativo della condotta è tutto ricompreso nella più grave ipotesi di reato, costituita dalla frode fiscale.9 La ratio sottesa alla suddetta ricostruzione è nel senso che qualsiasi condotta di frode al fisco, se non intende realizzare obiettivi diversi, non può che esaurirsi all'interno del quadro sanzionatorio delineato dalla apposita normativa. Incidentalmente si evidenza che pure in questa impostazione è comunque assodato che allorquando, attraverso l'attività di una società "cartiera", oltre all’evasione del tributo (o all’indebito rimborso), si perseguono finalità ulteriori - tipica l'ipotesi della emissione di false fatture per consentire ad un operatore di ottenere indebitamente contributi, comunitari e non - è evidente che non potrà sussistere alcun problema di rapporto di specialità fra norme, venendo in discorso una condotta finalisticamente "plurima" e tale da ledere o esporre a pericolo beni fra loro differenti. E’ tuttavia prevalente la tesi - qui condivisa - secondo cui, non sussistendo rapporto di specialità tra il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato (art. 640, comma secondo, c. p.) consumata a mezzo della indebita evasione dell'IVA e quello di frode fiscale, è comunque ipotizzabile il concorso di reati, sia perché il secondo non include o comprende tutti gli elementi del primo, sia perché si tratta di fattispecie volte alla tutela di interessi diversi, sia, infine, perché - quanto alla loro oggettività - nel reato di frode fiscale non occorre l'effettiva induzione in errore dell'Amministrazione finanziaria né il conseguimento dell'ingiusto profitto con danno dell'Amministrazione.10 Occorre infatti sottolineare, soprattutto a livello di interpretazione letterale, che nella frode fiscale, diversamente dalla truffa ex art. 640 co.1 c.p., non occorre la effettiva induzione in errore dell'amministrazione finanziaria ne' il raggiungimento dell'ingiusto profitto con danno dell'amministrazione; inoltre, diverso è il profilo soggettivo, cioè il dolo che, nel reato tributario è configurato nella forma del "dolo specifico" di evasione fiscale e in quello di truffa nella forma della consapevolezza e volontà dell'ingiusto profitto patrimoniale effettivamente conseguito. Le differenze di struttura determinano indubbie conseguenze nel giudizio di merito sulle condotte in concreto accertate. Nel caso in esame, ad esempio, la fattispecie criminosa contestata ai capi B, C, D è integrata dalla presentazione della sola dichiarazione fraudolenta che non implica necessariamente né l’induzione in errore e tantomeno il verificarsi dell’evento evasivo. Nella ipotesi corrispondente ai reati contestati ai capi G), H), I), L), sussiste anche l’induzione in errore, avendo il **** portato in compensazione nel Mod. F24 crediti di imposta la cui insussistenza l’Amministrazione finanziaria non avrebbe potuto desumere dal controllo automatico del modello, essendo gli stessi determinati sulla base di fatture riportanti imponibili artificiosamente gonfiati. Infatti, ai sensi dell’articolo 36 bis del DPR n.600/73, il controllo automatico dei versamenti effettuato dall’amministrazione finanziaria avviene sui dati forniti dal contribuente. L’iter argomentativo presenta profili di analogia con la linea di demarcazione tracciata dalle Sezioni Unite in diverso settore, e precisamente nel rapporto tra la sfera di applicazione dell’articolo 316 ter c.p. e quella dell’articolo 640 bis, dove l’autonomia delle due figure – come si è ampiamente illustrato in precedenza – è appunto segnata dal discrimine della induzione in errore Del resto, la linea di politica criminale che ha ispirato il legislatore nel dettare le linee portanti della modifica al D.Lgs. n. 74 del 2000 è nel senso di dare autonomia anche alla condotta diretta alla illecita compensazione del credito di imposta, come si ricava dalla introduzione dell’articolo 10 quater, in vigore dal 4/7/2006. L’evento lesivo per l’Erario è dato dall’omesso versamento di imposte a debito compensate con crediti non spettanti o inesistenti. I SOGGETTI. Per i fatti accertati, **** risponde di tutti i reati contestati, avendo personalmente presentato le dichiarazioni fraudolente; indotto in errore l’Amministrazione finanziaria in ordine alla compensazione del credito di imposta derivante dall’acquisto dei macchinari di cui alle false fatture, ottenendo l’ingiusto profitto dello sgravio fiscale con pari danno per l’Erario. Per i soggetti che hanno emesso le fatture false, ricorre solo la fattispecie prevista e punita dall’articolo 8 D.Lgs. 74/2000, contestata e accertata nei confronti di *** e *** (capi N e O); va invece esclusa per tutti, in concreto, la partecipazione nella truffa, dovendosi ritenere non provata la loro consapevolezza riguardo alla successiva utilizzazione dei documenti da parte del ****. E’ utile ricordare che già in linea teorica si può ben affermare che - come ha sottolineato la Corte Costituzionale - , il legislatore ha perpetuato, in via di eccezione, il vecchio modello punitivo in rapporto alla emissione di fatture per operazioni inesistenti, continuando a reprimere, con il più volte citato D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 8 una condotta meramente preparatoria alla evasione; e ciò per ragioni essenzialmente riconducibili alla ritenuta necessità di reprimere il fenomeno delle cosiddette "cartiere".11 Peraltro - ha ancora soggiunto il Giudice delle leggi - proprio a sottolineare la eccezionalità di tale deviazione dalle linee guida della riforma, con l'art. 9 dello stesso decreto ha testualmente escluso "la configurabilità del concorso dell'utilizzatore stesso nel fatto dell'emittente: concorso altrimenti ravvisabile nella generalità dei casi, a fronte dell'accordo tra i due soggetti, normalmente sottostante all'emissione delle false fatture". Ma ha altresì escluso - e il dato assume non poco significato, agli effetti che qui rilevano - che l'emittente di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e chi concorre con il medesimo, possa essere punibile a titolo di concorso nel reato di frode fiscale di cui all'art. 2 dello stesso decreto, proprio perché trattasi di attività prodromica. Tale connotazione, evidenzia la necessità di ulteriori elementi, in concreto non ravvisati, dovendosi, perciò escludere che la mera emissione possa comunque svelare la consapevolezza della successiva utilizzazione che abbia inteso farne il soggetto che ha ricevuto la fattura. ****, ****, **** e **** vanno perciò mandati assolti dalle contestazioni di cui ai capi G), H), I), L) per non aver commesso il fatto LE PENE E’ stata dunque accertata la colpevolezza di **** in ordine a tutti i reati a lui contestati; di **** e ****, per i soli capi N) e O) rispettivamente ascritti. Sotto il profilo sanzionatorio, con riferimento alla posizione del ****, occorre innanzitutto ritenere la continuazione tra i reati ascritti, perché realizzati in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, ravvisabile in considerazione della consequenzialità funzionale ed anche temporale tra le condotte. Possono concedersi al prevenuto le circostanze attenuanti generiche, per ragioni di adeguamento della pena alla concreta gravità del fatto e considerata la sua incensuratezza. Tenuto conto della gravità del danno provocato allo Stato, dell’intensità del dolo connesso ad un programma criminoso perseguito con particolare pervicacia, delle plurime violazioni, anche gravi, poste in essere, si stima di giustizia la pena di anni tre (3) di reclusione (così determinata: pena base per il reato sub A) = anni 3; - 62 bis c.p. = anni 2; + art.81 = anni 3). Segue, ope legis, l’applicazione delle pene accessorie di cui all'articolo 12 decreto legislativo 74/2000, comma 1, nella durata di anni 2 (due) per quelle temporanee. Accertata la colpevolezza in ordine al reato previsto e punito dell’art. 640 bis c.p., va disposta la confisca per equivalente del compendio sequestrato, fino all’ammontare delle contribuzioni che risultano elargite in conseguenza della condotta fraudolenta, nella misura precisata nel decreto ministeriale di concessione definitiva. In proposito, si rammenta che, nel caso di specie, la confisca per equivalente può incidere su tutti i beni in sequestro, anche per quelli non intestati formalmente al ****, la cui disponibilità è comunque assolutamente ascrivibile al predetto. Si è ampiamente dimostrato che egli è il dominus della Modacolor, società a base familiare, dove gli altri congiunti sono apparsi come pedine inconsapevoli nelle mani del medesimo. Come si è ampiamente detto, costoro, infatti, su disposizioni impartite dal ****, hanno ricevuto assegni costituenti il flusso di ritorno del danaro dalle società cartiere, riversandolo nelle casse sociali come apporti in conto capitale. Dunque, se è vero che il loro concorso materiale è apparso inconsapevole, data l’assoluta predominanza dell’amministratore, a tal punto da essere assolti dalla contestazione; per la stessa ragione gli stessi non possono essere considerati sostanzialmente titolari di quote o altri beni il cui valore è stato costituito con apporti di derivazione illecita, procurati dalla condotta fraudolenta dell’amministratore. In proposito è chiara la volontà del legislatore di sottoporre a confisca tutto ciò di cui il reo ha “la disponibilità”, per un valore corrispondente al profitto (art. 322 ter c.p.). Non altrimenti la giurisprudenza ha inteso il precetto osservando che la misura può estendersi ai beni comunque nella disponibilità “di fatto”, senza che a tal fine possano rilevare presunzioni o vincoli posti dal codice civile per regolare i rapporti interni. 12 D’altro canto, la confisca di beni per un valore equivalente al profitto del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, può essere emesso nei confronti della persona fisica concorrente con una società a r.l., pur se il profitto sia stato interamente acquisito dalla società concorrente, che non è estranea al reato ed ha un titolo autonomo di responsabilità, dal momento che vige, data la natura sanzionatoria della confisca per equivalente, il principio solidaristico secondo cui l'intera azione delittuosa e l'effetto conseguente sono imputati a ciascun concorrente. 13 Per **** e **** colpevoli dei reati di cui ai capi n) e o), rispettivamente ascritti, e possono ugualmente concedersi le attenuanti generiche, ritenendosi di giustizia la pena di anni 1 (uno) di reclusione per ciascuno (pena base = anni 1 e mesi 6; - 62 bis = anni 1), con le sanzioni accessorie di cui all'articolo 12 decreto legislativo 74/00, comma 1, nella durata minima per quelle temporanee. Può essere comunque formulata una prognosi favorevole alla concessione dei doppi benefici, sulla base della loro incensuratezza e della funzione di emenda conseguente alla presente condanna. Segue per legge la condanna dei tre imputati ****, **** e **** al pagamento delle spese processuali L’ILLECITO AMMINISTRATIVO – capo A bis. Alla Modacolor s.r.l. si contesta l’illecito amministrativo ex art. 24 D.Lgs. 231/01, perché nell’interesse e a vantaggio della stessa, l’amministratore unico ****, poneva in essere la truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, prevista e punita dall’articolo 640 bis c.p., facendole ottenere contribuzioni da parte dello Stato in misura di euro 4.116.971,31, erogate in più tranches dal 3 gennaio 2000 al 12 febbraio 2003. IL QUADRO NORMATIVO. La responsabilità degli enti collettivi "per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato" è disciplinata dal d. lgs. 8/6/2001 n. 231 che rappresenta l'epilogo di un lungo cammino volto a contrastare il fenomeno della criminalità d'impresa, attraverso il superamento del principio, insito nella tradizione giuridica nazionale, societas delinquere non potest e nella prospettiva di adeguare la normativa interna a quella internazionale. La legge delega n. 300/2000, infatti, ha ratificato e dato attuazione: - alla Convenzione OCSE 17/12/1997, che - all'art. 2- obbligava gli Stati aderenti ad assumere "le misure necessarie a stabilire la responsabilità delle persone morali" per i reati evocati nella stessa Convenzione. – - al secondo protocollo della Convenzione PIF, il cui art.3 dettava, in tema di responsabilità degli enti, direttive più puntuali, distinguendo due ipotesi, a seconda che il reato fosse stato commesso da soggetti in una posizione dominante (basata sul potere di rappresentanza, sull'autorità di prendere decisioni, sull'esercizio del controllo in seno alla persona giuridica) ovvero da soggetti in posizione subordinata (che, per carenza di sorveglianza o controllo da parte dei soggetti apicali, avessero reso possibile la perpetrazione del reato a beneficio della persona giuridica). Si tratta di una innovazione legislativa particolarmente importante, dunque, che segna il superamento del principio societas delinquere et puniri non potest. Ne è risultata un'architettura normativa complessa che evidenzia una fisionomia ben definita, con l'introduzione nel nostro ordinamento di uno specifico ed innovativo sistema punitivo per gli enti collettivi, dotato di apposite regole quanto alla struttura dell'illecito, all'apparato sanzionatorio, alla responsabilità patrimoniale, alle vicende modificative dell'ente, al procedimento di cognizione e a quello di esecuzione; il tutto finalizzato ad integrare un efficace strumento di controllo sociale. Nella ratio ispiratrice della profonda innovazione introdotta dalla L. n. 231 del 2001, l'ente collettivo è considerato il vero beneficiario della condotta criminosa materialmente commessa dalla persona fisica che lo rappresenta o opera nel relativo interesse. Seppure si debba considerare la responsabilità creata dalla norma come un "tertium genus", risultante dalla fusione dei principi della responsabilità amministrativa con principi e concetti propri della sfera penale, la sanzione a carico della persona giuridica postula innanzitutto il presupposto oggettivo che il reato sia commesso nell'interesse dell'ente da persone che agiscono al suo interno (articolo 5): con esclusione, quindi, dei fatti illeciti posti in essere nel loro interesse esclusivo, per un fine personalissimo o di terzi, ovvero condotte estranee alla politica di impresa. A ciò il legislatore ha inteso affiancare, in sede di normazione delegata, un ulteriore requisito di natura soggettiva, in qualche modo assimilabile ad una sorta di "culpa in vigilando" consistente nella inesistenza di un modello di organizzazione, gestione o controllo idonei a prevenire i reati, similmente ai modelli statunitensi dei "compliance programmes". Il requisito riguarda anche i reati commessi dal personale dirigente: e ciò contraddistingue il nostro sistema nel panorama giuridico comparato, improntato, piuttosto, alla teoria della identificazione pura. Non è stato quindi riprodotto dalla L. n. 231 del 2001, il principio dell'automatica derivazione della responsabilità dell'ente dal fatto illecito del suo amministratore (a differenza, ad es., che in Francia, ove vige la responsabilità riflessa), in deroga al principio di identificazione, pur connaturale alla rappresentanza organica, valido, in tesi generale, per ogni rapporto, negoziale e processuale. L’estensione della responsabilità alla persona giuridica, dovuta a profili ed esigenze di general-prevenzione, è altresì bilanciata da una ulteriore garanzia che ne deve rappresentare il contraltare: la condizione che la commissione dei reati sia rivolta "nell’ interesse o a vantaggio" delle persone giuridiche e delle società, chiamate a rispondere. Con queste premesse, si è recentemente affermato in giurisprudenza che l’espressione evidenziata non contiene un'endiadi, perché i termini hanno riguardo a concetti giuridicamente diversi, potendosi distinguere un interesse "a monte" per effetto di un indebito arricchimento, prefigurato e magari non realizzato, in conseguenza dell'illecito, da un vantaggio obbiettivamente conseguito con la commissione del reato, seppure non prospettato "ex ante", sicché l'interesse ed il vantaggio sono in concorso reale. 14 Rispetto a questo quadro normativo la difesa ha sollevato le seguenti eccezioni di incostituzionalità: disparita di trattamento rispetto all’impresa individuale e violazione del diritto di difesa per la rappresentanza processuale conferita all’amministratore giudiziario. Ritiene il Tribunale che i prospettati dubbi di costituzionalità siano manifestamente infondati ed inammissibili. La prima questione è davvero inconsistente, per la semplice ragione che nell’impresa individuale non si ravvisa altro soggetto giuridico distinto dal titolare persona fisica, tenuta ovviamente a rispondere. La seconda è stata rimessa negli stessi termini alla Corte15, la quale, con una pregevole ordinanza, ne ha dichiarato la manifesta inammissibilità; e qui certamente non potrebbe darsene migliore spiegazione. In applicazione dei suddetti principi alla fattispecie in esame, nessun dubbio che ****, amministratore unico della Modacolor, rientri tra i soggetti che il D.Lgs. n. 231 del 2001, articolo 5, definisce in posizione apicale ("le persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonché da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione ed il controllo dello stesso"). Anzi, si può affermare che egli ne è il dominus, promotore dell’intera vicenda criminosa: in qualità di amministratore unico della Modacolor conduce le trattative con i fornitori stranieri e controfirma la corrispondenza in cui indica il soggetto fittiziamente interposto a cui intestare i macchinari; presenzia alla verifica della spesa da parte della banca concessionaria, esibendo le false fatture; autocertifica di aver sostenuto gli investimenti nella misura artificiosamente maggiorata. Tali circostanze, dimostrano, con evidenza matematica, la riconducibilità al medesimo amministratore unico della truffa aggravata per il conseguimento delle erogazioni pubbliche, incamerate dalla stessa Modacolor s.r.l., beneficiaria del finanziamente ottenuto ai sensi della legge 488/92. Nella disamina sul capo A) è stata dimostrata in dettaglio la colpevolezza del **** per il reato presupposto ( 640 bis). Neppure eccepita, l'inesistenza della c.d. colpa per effetto della presenza di modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi, adeguatamente monitorati da un organismo di vigilanza. E’ opportuno ricordare che l’onere della prova relativa al suddetto requisito è invertito a carico dell'ente: art. 6 decreto citato. E comunque, considerate la composizione sociale, prettamente a base familiare, l’assoluta predominanza e libero arbitrio del **** nella gestione, è da escludere un ragionevole interesse a contrastare iniziative illecite eventualmente realizzabili dall’amministratore Resta quindi da esaminare la sussistenza del requisito oggettivo dell'interesse e del vantaggio dell'ente, condizione di applicabilità della sanzione. Orbene, è innanzitutto necessario sottolineare che la Modacolor s.r.l. è stata costituita allo scopo di ottenere il finanziamento ai sensi della legge 488/92, dal momento che l’attività programmata coincide con quella che avrebbe dovuto giovarsi delle contribuzioni pubbliche; del resto, questo ha sostenuto la stessa difesa del **** per dare spiegazione al fatto che società sarebbe stata costituita pochissimo tempo prima della presentazione della domanda di contribuzione. Dunque, l’interesse della condotta truffaldina era evidentemente orientato a favorire l’attività dell’ente. Indubbio è poi il vantaggio, poiché i contributi ottenuti con la frode sono stati appunto incassati dalla stessa Modacolor. Dimostrati i presupposti e gli elementi costitutivi, va conseguentemente affermata la responsabilità della Modacolor s.r.l. in relazione all’illecito amministrativo contestato. LE SANZIONI. Il sistema sanzionatorio proposto dal d. lgs. n. 231 fuoriesce dallo schema tradizionale del diritto penale, incentrato sulla distinzione tra pene e misure di sicurezza, tra pene principali e pene accessorie, ed è accordato alle peculiarità del soggetto chiamato a rispondere. Il sistema rivela uno stretto rapporto funzionale tra la responsabilità accertata e la sanzione da applicare, opera certamente sul piano della deterrenza e persegue una notevole finalità special-preventiva. La tipologia delle sanzioni, come si chiarisce nella relazione al decreto, si presta ad una distinzione binaria tra sanzione pecuniaria e sanzioni interdittive; al di fuori di tale perimetro, si collocano inoltre la confisca e la pubblicazione della sentenza. LA SANZIONE PECUNIARIA. Viene in considerazione, in primo luogo, la sanzione pecuniaria che, ai sensi dell’articolo 10, deve essere determinata e applicata in base a quote definite in ragione di due parametri: il numero, non inferiore a cento nè superiore a mille, e l’importo di una quota va da un minimo di 258 euro ad un massimo di 1549 euro. La disciplina è ulteriormente specificata, in relazione alle singole ipotesi di reato presupposto, dall’articolo 24 che in relazione alla commissione dei delitti di cui agli articoli 316-bis, 316-ter, 640, comma 2, n. 1, 640-bis e 640-ter se commesso in danno dello Stato o di altro ente pubblico, del codice penale, prevede per l'ente la sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote. Nel caso di specie, non ricorrono oggettivamente poi le attenuanti di cui all’articolo 12 (tenuità del danno; prevalente vantaggio per terzi; condotte riparatorie). Pertanto, in applicazione dei criteri di cui all’articolo 11 (gravità del fatto, del grado della responsabilità dell'ente nonchè dell'attività svolta per eliminare o attenuare le conseguenze del fatto e per prevenire la commissione di ulteriori illeciti.; condizioni economiche e patrimoniali dell'ente allo scopo di assicurare l'efficacia della sanzione), si stima di giustizia la sanzione nella misura di 250 quote da euro 300,00 ciascuna, per complessivi euro 75.000,00. LA CONFISCA. Ai sensi dell’articolo 19, con la sentenza di condanna, è sempre ordinata la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. Quando non è possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato. Le questioni principali da esaminare si concentrano sulla natura della confisca e sull’oggetto di tale misura, ovvero il profitto. La soluzione di tali problematiche serve non già ad una discussione accademica che uscirebbe dal compito di una sentenza, ma per individuare la regola da applicare in pratica. La definizione della natura della confisca, infatti, determina nel concreto caso rilevanti conseguenze; invero, ad esempio, qualora si acceda alla tesi della natura sanzionatoria, varrà la regola della irretroattività, non potendosì perciò – come meglio si dirà appresso - , applicare tale misura alle erogazioni di contributi effettuate prima dell’entrata in vigore della legge 231/01. In linea generale, si è osservato che la confisca nel nostro ordinamento non ha una natura unitaria ed omogenea. Il codice penale ha catalogato la confisca di cui all'art. 240 c.p. tra le misure di sicurezza, pur prescindendo dall'accertamento della pericolosità dell'autore del reato, richiesta invece per l'applicazione delle misure di sicurezza personali (l'art. 236 c.p., che disciplina le misure di sicurezza patrimoniali, non richiama -infatti- l'art. 202 dello stesso codice). La giurisprudenza ha sempre riconosciuto nella confisca disciplinata dal codice penale, in linea con la scelta del legislatore, una effettiva misura di sicurezza patrimoniale, fondata sulla pericolosità derivante dalla disponibilità di cose servite o destinate a commettere il reato ovvero delle cose che ne sono il prodotto o il profitto e finalizzata a prevenire la commissione di ulteriori reati, anche se i corrispondenti effetti ablativi si risolvono sostanzialmente in una sanzione pecuniaria.16 In prosieguo sono state introdotte ipotesi di confisca obbligatoria dei beni strumentali alla consumazione del reato e del profitto ricavato, con caratteristiche differenti. Cosi, con l'obiettivo di privare l'autore del reato soprattutto del profitto che ne deriva, sono state introdotte ipotesi di confisca nella forma per equivalente che, di fronte all'impossibilità di aggredire il bene direttamente conseguito, va ad incidere su somme di denaro, beni o altre utilità di pertinenza del condannato per un valore corrispondente a quello dello stesso profitto. Questa ipotesi di confisca - per equivalente o di valore - introdotta in molte norme del codice penale (artt. 322ter, 600septies, 640quater, 644, 648quater) e in disposizioni della legislazione speciale (artt. 187 T.U.F., 2641 c.c., 11 legge n. 146/'06), ha i tratti distintivi di una vera e propria sanzione, allontanandosi dallo schema della misura di sicurezza incentrato sulla intrinseca pericolosità della cosa. D'altra parte, la stessa Corte Costituzionale17, da tempo ha chiarito, che "la confisca può presentarsi, nelle leggi che la prevedono, con varia natura giuridica" e che "il suo contenuto è sempre la privazione di beni economici, ma questa può essere disposta per diversi motivi e indirizzata a varie finalità, sì da assumere, volta per volta, natura e funzione di pena o di misura di sicurezza ovvero anche di misura giuridica civile e amministrativa", con l'effetto che viene in rilievo "non una astratta e generica figura di confisca, ma, in concreto, la confisca così come risulta da una determinata legge". Nel decreto legislativo 231/01 ricorrono diverse ipotesi di confisca. L'art. 9, comma 1 lett. c) prevede la confisca come sanzione. Non è solo il dato letterale a chiarirne tale natura ma anche il contenuto ed i presupposti applicativi precisati nell'art. 19, che testualmente recita: "Nei confronti dell'ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato, salvo che per la parte che può essere restituita al danneggiato. (II c) Quando non è possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente al prezzo o al profitto del reato" . Infatti, sia il collegamento con la sentenza di condanna nei confronti dell’ente, sia il tenore del secondo comma di quest'ultima disposizione, che autorizza la confisca anche nella forma per equivalente, chiariscono la configurazione della confisca come sanzione principale, obbligatoria e autonoma rispetto alle altre pure previste nel decreto in esame. Diversa ipotesi di confisca ricorre al quinto comma dell'art. 6 che prevede la confisca del profitto del reato, commesso da persone che rivestono funzioni apicali, anche nell'ipotesi particolare in cui l'ente vada esente da responsabilità, per avere validamente adottato e attuato le misure precauzionali previste dalla stessa norma. In questa ipotesi, si deve escludere la natura sanzionatoria della misura ablativa, proprio perché difetta una responsabilità dell'ente. La confisca assume più semplicemente la fisionomia di uno strumento volto a ristabilire l'equilibrio economico alterato dal reato-presupposto, i cui effetti, appunto economici, sono comunque andati a vantaggio dell'ente collettivo, che finirebbe, in caso contrario, per conseguire (sia pure incolpevolmente) un profitto geneticamente illecito. Coerente con tale natura è lesclusione dell’adottabilità del sequestro preventivo, considerato che l'art. 53 del decreto, richiama esclusivamente l'art. 19 e non anche l’articolo 6. L'art. 15/4° prevede la confisca de "il profitto derivante dalla prosecuzione dell'attività", in caso di commissariamento dell'ente. Si tratta di una misura evidentemente sostitutiva della sanzione interdittiva che determinerebbe l'interruzione dell'attività dell'ente, con grave pregiudizio per la collettività (interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità) o per i livelli occupazionali (avuto riguardo alle dimensioni dell'ente e alle condizioni economiche del territorio). La confisca, infine, si atteggia nuovamente come sanzione principale nell'art. 23/2°, che configura la responsabilità dell'ente per il delitto di cui al primo comma della stessa norma, commesso nell'interesse o a vantaggio del medesimo ente. Nel caso concreto, si tratta della confisca – sanzione, quale conseguenza della condanna per illecito amministrativo, da applicarsi per equivalente posto che non può essere più eseguita in forma specifica, data l’utilizzazione dei contributi ricevuti. Si è già accennato che questo tipo di confisca non può essere retroattivo. Infatti non solo la confisca per equivalente riveste carattere sanzionatorio per espressa previsione del D.Lgs. n. 231 del 2001, art. 9, ma solo con tale D.Lgs. è stata introdotta la responsabilità delle persone giuridiche. Una lettura costituzionalmente orientata del divieto di retroattività della norma penale (e di quella che introduce violazioni amministrative) non consente di applicarla a condotte antecedenti l'entrata in vigore della norma incriminatrice, intese come singole percezioni delle somme, quale che sia il momento consumativo del reato.18 Nel caso in esame, si rammenta che le contribuzioni si sono prolungate fino al 12 febbraio 2003, nei seguenti termini : quanto a lire 2.865.830.000 in data 30 dicembre 1999; quanto a lire 2.261.730.000 in data 3 gennaio 2002; quanto a lire 1.794.646.000 in data 4 febbraio 2002, con disimpegno della quota a saldo di euro 313.825,05 dal 12/2/2003 (allegato 93) Benché si sia in presenza, quindi, di un unico reato di truffa lo stesso è stato realizzato con distinte condotte, alcune delle quali poste in essere prima dell'introduzione della nuova forma di confisca per equivalente e comunque prima dell'introduzione della responsabilità delle persone giuridiche per le violazioni amministrative collegate ai reati per i quali si è proceduto. Per il già ricordato carattere sanzionatorio dell'istituto, la confisca per equivalente è applicabile solo in relazione alle somme percepite successivamente all'entrata in vigore della norma che ha introdotto non solo tale istituto, ma anche la stessa responsabilità per illecito amministrativo delle persone giuridiche. 19 Ergo, si può confiscare – ai sensi dell’articolo 19 – quanto percepito successivamente all’entrata in vigore della legge 231/01, ovvero la seconda e terza quota di finanziamento, che – secondo quanto attestato nel decreto di concessione definitiva ammontano a complessivi euro 2.094.943,37. Così pure rilevante è la questione relativa a come debba configurarsi il "profitto del reato" suscettibile confisca disposto, ai sensi degli art. 19 e 53 d. lgs. 8/6/2001 n. 231, nei confronti di una società indagata per un illecito amministrativo dipendente da reato. Infatti, con riferimento al caso concreto, ove si acceda alla tesi del cosiddetto “profitto lordo”, potrà essere suscettibile di confisca (e salvo il divieto di irretroattività) l’intera contribuzione ricevuta per effetto dell’illecito e non solo la quota eccedente il valore effettivo dei macchinari realmente acquistati. In materia, è necessario attenersi a due principi fondamentali: il necessario collegamento eziologico del profitto con l’illecito e la differente estensione della nozione rispetto ai concetti della scienza aziendale. Sotto il primo profilo, principio consolidato nella giurisprudenza di legittimità è che il profitto del reato presuppone l'accertamento della sua diretta derivazione causale dalla condotta dell'agente: occorre cioè una correlazione diretta del profitto col reato e una stretta affinità con l'oggetto di questo, escludendosi qualsiasi estensione indiscriminata o dilatazione indefinita ad ogni e qualsiasi vantaggio patrimoniale, che possa comunque scaturire, pur in difetto di un nesso diretto di causalità, dall'illecito.20 Sia ben chiaro, non è necessario che si tratti dello stesso bene ricevuto in conseguenza del reato, dovendosi ricomprendervi anche il bene acquistato col denaro illecitamente conseguito attraverso il reato, dato che tale reimpiego è comunque casualmente ricollegabile al reato e al profitto "immediato" dello stesso.21 E ciò per l’ovvia esigenza di evitare che l'autore dell’illecito possa sottrarre il profitto alla misura ablativa ricorrendo all'escamotage di trasformare il bene ricevuto in altra utilità, individuabile nel frutto del reimpiego; anche questo, infatti, può essere causalmente ricollegabile in modo univoco all'attività criminosa posta in essere dall'agente. Ancora, sempre con attinenza alla derivazione causale, si ritiene che il reato debba essere causa da cui derivi il profitto ingiusto e non mera occasione di una utilità che comunque sia giustificata, ad esempio, da una controprestazione in favore della P.A. .22 Con riferimento alla effettiva portata della nozione di profitto, va detto che non è data alcuna specifica definizione. In linea generale, si è affermato che il profitto del reato a cui fa riferimento il primo comma dell'art. 240 c.p., va identificato col vantaggio economico ricavato in via immediata e diretta dal reato, contrapposto al "prodotto" e al "prezzo" del reato. Il prodotto è il risultato empirico dell'illecito, cioè le cose create, trasformate, adulterate o acquisite mediante il reato; il prezzo va individuato nel compenso dato o promesso ad una determinata persona, come corrispettivo dell'esecuzione dell'illecito. Carattere onnicomprensivo si attribuisce -poi- alla locuzione "provento del reato", che ricomprenderebbe "tutto ciò che deriva dalla commissione del reato" e, quindi, le diverse nozioni di "prodotto", "profitto" e "prezzo". 23 Nella giurisprudenza, la nozione di profitto non è mai stata orientata sulla base di definizioni economico-aziendalistiche, precisandosi che all'espressione non va attribuito il significato di "utile netto" o di "reddito", ma quello di "beneficio aggiunto di tipo patrimoniale"24 Nel d. lgs. n. 231/'01 il termine "profitto" è menzionato in diverse disposizioni del decreto, che disciplinano situazioni eterogenee. Il profitto del reato è, innanzi tutto, come si è detto, l'oggetto della confisca-sanzione di cui agli art. 9, 19 e 23. Per delineare l’esatta estensione della sfera di tale confisca occorre tener conto dei seguenti argomenti di ordine sistematico e logico. La Convenzione OCSE 17/12/1997 ha impegnato gli Stati aderenti ad adottare misure idonee alla confisca o comunque alla "sottrazione" dei "proventi" dei reati, precisandosi che con quest'ultimo termine devono intendersi i profitti, gli altri benefici o gli altri vantaggi ottenuti o mantenuti attraverso la condotta illecita"; tale precisazione chiarisce, in definitiva, che con il termine "proventi" (proceeds) si sono voluti indicare tutti i vantaggi ricavati dalla commissione dei reati.25 Nella relazione allo schema del decreto legislativo "la confisca , è finalizzata ad “evitare che l'ente riesca comunque a godere illegittimamente dei proventi del reato ormai indisponibili per un'apprensione con le forme della confisca ordinaria". L'esplicito riferimento alla necessità di evitare l'illegittimo godimento da parte dell'ente dei "proventi del reato" induce a ritenere che con tale espressione si sia inteso evocare quanto complessivamente percepito dall'ente in seguito alla consumazione del reato, prescindendo da qualunque raffronto tra profitto lordo e profitto netto. Ricorre altresì un argomento di carattere logico per l’esatta delimitazione del profitto oggetto di confisca-sanzione ricavabile dal principio generale secondo cui il crimine non rappresenta in alcun ordinamento un legittimo titolo di acquisto della proprietà o di altro diritto su un bene e il reo non può, quindi, rifarsi dei costi affrontati per la realizzazione del reato. Il diverso criterio del "profitto netto" finirebbe per riversare sullo Stato il rischio di esito negativo del reato ed il reo e, per lui, l'ente di riferimento si sottrarrebbero a qualunque rischio di perdita economica. L’intero beneficio patrimoniale ricevuto è ugualmente aggredibile anche nella ipotesi di confisca, diversa sotto il profilo classificatorio, di cui all'ultimo comma dell'art. 6. Soltanto nell'ipotesi di confisca del profitto della gestione commissariale di cui all'art. 15 d. lgs. n. 231/'01, il profitto s'identifica con l'utile netto, essendo collegato ad un'attività lecita che viene proseguita -sotto il controllo del giudice- da un commissario giudiziale nell'interesse della collettività, proprio per il venire meno di ogni nesso causale con l'illecito. In sintesi può affermarsi che la confisca debba interessare l’intero beneficio, laddove si ravvisi un nesso di derivazione causale con l’illecito. Nel caso concreto, dunque, è suscettibile di confisca l’intera contribuzione ricevuta, ricollegabile casualmente all’illecito (sia pure nell’osservanza del principio di irretroattività). Si potrebbe obiettare, però con scarsa ragione, che comunque parte dei contributi ricevuti sono stati effettivamente utilizzati per l’acquisto di macchinari, sia pure lucrandone il sovrapprezzo artificiosamente simulato. Non è possibile tuttavia enucleare una porzione di utilità lecita, ricorrendo i presupposti revoca totale dell’intera contribuzione, riconducibile – come si è già evidenziato – allo scostamento dagli indicatori in misura addirittura superiore al 30%. Non è da ostacolo alla confisca la clausola di salvezza prevista nel citato articolo 19. La norma, quando parla di “parte che può essere restituita ….”, fa riferimento allo stesso bene ricevuto con la erogazione, non potendosi perciò restituire allo Stato che ha elargito finanziamenti in danaro, immobili, attrezzature o quote sociali, evidentemente di diversa natura, che di conseguenza ben possono essere confiscati. Del resto, essendo stato disposto il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, è implicito che sia diventato impossibile restituire il bene originariamente ricevuto, dovendosi, appunto, ottenere la riparazione per equivalente. Conclusivamente, può essere confiscato il valore corrispondente all’intera contribuzione ricevuta dopo l’entrata in vigore della legge 231/01, quantificato in euro 2.094.943,37 sulla base dei dati contenuti nel decreto ministeriale di concessione definitiva del contributo (allegato 93). LE SANZIONI INTERDITTIVE. Vanno altresì applicate le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9 comma 2 lettere c), d) ed e), previste dall’art. 24 per il reato presupposto per cui è stata emessa condanna. Ne ricorre altresi il presupposto di cui all’articolo 13, poiché l’ente ha certamente tratto un profitto di rilevante entità ed il reato è stato commesso da soggetto in posizione apicale. Va disposta la pubblicazione della sentenza, ricollegabile alla applicazione di sanzioni interdittive (art. 18), e la condanna dell’ente al pagamento delle spese processuali (art. 69). P.q.m. Letti gli articoli 533 e 535 cpp Dichiara **** colpevole dei reati a lui ascritti, uniti per continuazione e, concesse le attenuanti generiche, lo condanna alla pena di anni tre (3) di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Applica al predetto le pene accessorie di cui all'articolo 12 decreto legislativo 74/2000, comma 1, nella durata di anni 2 (due) per quelle temporanee. Letto l'articolo 322 ter cp dispone la confisca per equivalente di quanto in sequestro, fino all'ammontare di euro 3.575.021,05, in danno di ****. Letti gli articoli 533 e 535 cpp Dichiara **** e **** colpevoli dei reati di cui ai capi N) e O), rispettivamente ascritti, e concesse le attenuanti generiche, li condanna ciascuno alla pena di anni 1 (uno) di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Pena sospesa e non menzione. Applica a costoro le pene accessorie di cui all'articolo 12 decreto legislativo 74/00, comma 1, nella durata minima per quelle temporanee. Letto l'articolo 69 decreto legislativo 231/01 Dichiara Modacolor s.r.l. responsabile dell'illecito amministrativo contestato al capo A bis) e applica alla stessa società le seguenti sanzioni: -sanzione pecuniaria di euro 75.000,00, pari a numero 250 quote, da euro 300 ciascuna; -confisca ai sensi dell'articolo 19, commi 1 e 2, decreto legislativo 231/01 dei beni in sequestro, fino all'ammontare di euro 2.094.943,37 e senza duplicazione con la confisca disposta nei confronti di ****. -pubblicazione della presente sentenza, per una sola volta e per estratto, sul quotidiano "la Gazzetta del Sud "; - divieto di pubblicizzare beni e servizi. -condanna al pagamento delle spese processuali. Letto l'articolo 530, comma 2, cpp Assolve **** dal reato loro ascritto perché non hanno commesso il fatto. Assolve **** dai reati di cui ai capi A-G-H-I-L- rispettivamente ascritti perché non hanno commesso il fatto. Letto l'articolo 531 cpp Dichiara non doversi procedere nei confronti di **** in ordine al reato sub M) perché estinto per prescrizione. Giorni 90 per i motivi. Cosenza, 3/12/08 Il Giudice dr. Francesco Luigi Branda ______________ 1 Confronta foglio 5 del verbale di constatazione. 2 Cassazione pen. sent. n. 30155 del 2007. 3 Cass. sez. 2, n. 26256 del 24/4/2007 : Sulla base di questo principio la Corte ha escluso l'illegittimità del sequestro per equivalente finalizzato alla confisca, che era stato disposto nonostante che il contratto di mutuo allo scopo fosse precedente all'entrata in vigore della legge n. 300 del 2000, che ha inserito nel cod. pen. l'art. 640 quater). 4 Cass. Sez. 2, n. 3615 del 20/12/2005. 5 Cassazione Sez. Un. N. 1 del 1999. 6 Cass. Sez.Un. n. 33748 del 12/7/2005. 7 Cass. Sez. U, sent. n. 27 del 25/10/2000. 8 Cass.Sez. 5, n. 6825 del 23/01/2007 e Sez. 2, n. 40226 del 23/11/2006. 9 Cass. Sez. 3, Sentenza 37409 del 10/7/2007. 10 Cass. Sez. 3, n. 14707 del 14/11/2007 e Sez. 5, n. 6825 del 2007. 11 Corte Cost., sentenza n. 49 del 2002. 12 Cass. n. 40175 del 2007. 13 Cass. n. 31989 del 14/06/2006. 14 Cass. Sez. 2, n. 3615 del 20/12/2005. 15 Corte Cost. , ord. n. 186 del 2007. 16 Cass. S.U. 22/1/1983, Costa. 17 Corte Cost. sentenze 25/5/1961 n. 29 e 4/6/1964 n. 46. 18 Cass. n. 316 del 21/12/2006. 19 Cass, Sez. 2, sent. n. 31988 del 14.6.2006 e n. 3615 del 20/12/2005. 20 Cass 14/6/2006 n. 31988 e 4/11/2003 n. 46780. 21 Cass. Sez. Un. 25/10/2007 n. 10280. 22 Cass. Sez. Un, n. 26654 del 27/3/2008. 23 Cass. S.U. 28/4/1999 n. 9. 24 Cass. S.U. 3/7/1996 n. 9149; 24/5/2004 n. 29951; 24/5/2004 n. 29952; sez. VI 6/5/2003 n. 26747. 25 (Rapporto esplicativo alla Convenzione OCSE). Stampa | Segnala | Condividi |

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Equilibri tra uomo e ambiente Forme e modi di adattabilità (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Class Action

PERSONALE DI SOPHIE USUNIER AL PAV Equilibri tra uomo e ambiente Forme e modi di adattabilità LISA PAROLA Le relazioni tra comportamento umano e ambiente sono i temi della mostra «Domestic Conditions», personale della francese Sophie Usunier aperta al Pav. A cura di Claudio Cravero, l'esposizione affronta il tema della «domesticazione», ovvero gli equilibri di adattamento tra l'uomo e l'ambiente, e viceversa. Nell'installazione «es Vents Contraires», 15 ventilatori invadono lo spazio della serra; con l'aggiunta di maniche a vento - le segnaletiche a strisce bianche e rosse utilizzate negli aeroporti - i ventilatori danno forma ad un'installazione di grandi dimensioni, creando inconsueti flussi e movimenti d'aria. In mostra altri tre lavori: «Whirling dervish flies», video che riprende il movimento intorno a una lampada accesa di alcune mosche, una sorta di ipnosi dettata dallassociazione di un brano musicale di derivazione Sufi; «Les Empaillés» risultato di un'azione collettiva che si realizzerà durante il workshop tenuto dall'artista il 13 e il 14 giugno. Ad alcuni abitanti del quartiere sono stati chiesti abiti usati che saranno, nel corso dei lavori, riempiti con il fieno ottenuto dallo spazio aperto del Pav e che formeranno poi una serie di sedute per il giardino interno. Parallelamente, negli spazi è possibile aggiornarsi anche sul progetto «Village» Green, opere d'arte ambientale come «La Folie du Pav» di Emmanuel Louigrand, una torre-osservatorio sul parco, «Noël en août» di Michel Blazy e «Pedogenesis» di Andrea Caretto e Raffaella Spagna, lavoro sulla trasformazione del suolo che prevede, attraverso un bando pubblico e un'azione collettiva, l'assegnazione di un lotto di terra del parco da usare come orto. «DOMESTIC CONDITIONS» SOPHIE USUNIER PARCO ARTE VIVENTE VIA GIORDANO BRUNO 31 Or: mer-ven: 15-18 sab-dom 12-19 tel. 011/318.22.35, www.parcoartevivente.it

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Per la class action disciplina da rivedere (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-13 - pag: 28 autore: Ddl sviluppo. Il comitato legislazione Per la class action disciplina da rivedere Marco Rogari ROMA Rivedere e perfezionare la disciplina della class action. A caldeggiare un ulteriore correttivo al collegato alla manovra sul nucleare (il cosiddetto Ddl sviluppo), dopo quelli prospettati dal Tesoro per anomalie nella "copertura" e nella salvaguardia degli utenti dagli aumenti delle tariffe energetiche, è il Comitato per la legislazione della Camera. Comitato che ha espresso parere positivo sulprovvedimento ma con alcune precise condizioni e segnalando il «rischio» che le nuove regole sull'azione collettiva, introdotte al Senato, possano dare vita a «problematiche di non poco conto in sede di futura applicazione processuale». Il tutto mentre i ministeri dell'Economia e dello Sviluppo economico continuano a lavorare per trovare una linea comune sulle modifiche da apportare al testo. La questione sarebbe stata da affrontate, seppure rapidamente, anche a margine del Consiglio dei ministri di ieri, al termine del quale il viceministro dello Sviluppo economico, Adolfo Urso, ha assicurato che il Governo darà «una risposta unitaria» sul Ddl sviluppo. L'opposizione però insiste nel pressing sul Governo e chiede una relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato sull'effettiva impalcatura contabile del testo uscito da palazzo Madama e attualmente all'esame di Montecitorio. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, assicura che all'inizio della prossima settimana saranno forniti tutti i chiarimenti richiesti e auspica di «trovare un punto d'incontro con l'opposizione ». Tornando ai rilievi del Comitato della legislazione della Camera sulle misure sulla class action, il relatore, Antonino Lo Presti (Pdl), sottolinea la necessità di «una più puntuale definizione delle posizioni soggettive tutelabili e della legittimazione ad agire in giudizio» nell'azione collettiva. Lo Presti ricorda anche che la disciplina dell'azione collettiva già esiste e dovrebbe andare in vigore il 30 giugno: quindi, qualora il Ddl sviluppo dovesse essere approvato successivamente, potrebbero presentarsi «conseguenze pregiudizievoli sulle esigenze di certezza di diritto». Di qui, secondo il relatore, la necessità di porre la questione anche alla presidenza della Camera. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Azione legale per lo straordinario (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 13-06-2009)

Argomenti: Class Action

iniziativa di 60 autisti del servizio «118» Azione legale per lo straordinario Hanno deciso di promuovere una azione legale al fine di ottenere il pagamento delle loro spettanze economiche i sessanta lavoratori in forza al "118" nei Comuni di Butera, Gela, Niscemi, Mazzarino, Mussomeli, Serradifalco, Caltanissetta, Santa Caterina e Resuttano, che svolgono le mansioni di autista. Ieri i lavoratori hanno preso parte ad una riunione nella sede della Cisl assieme al segretario generale Carlo Argento, al responsabile provinciale della Funzione Pubblica Gianfranco Di Maria, al rappresentante sindacale aziendale Marco La Tona e al responsabile dell'ufficio vertenze Cisl Giuseppe Impaglione, proprio per discutere la loro situazione e avere la disponibilità dell'organizzazione sindacale a mettere in atto quanto possibile per cercare di trovare una soluzione a questa problematica. A conclusione dell'incontro i dipendenti del "118" hanno deciso di sottoscrivere gli atti vertenziali per reclamare le differenze retributive già maturate per lo straordinario effettuato. I lavoratori del "118" hanno un contratto che prevede un servizio di 30 ore settimanali, spesso però si trovano obbligati per esigenze di servizio a doverne effettuare almeno 36, e questo avviene senza avere mai percepito, dal 2006 ad ora, alcun provento per le ore di servizio fatto in più. Da qui la richiesta di avere pagate le ore di straordinario già fatte in passato. «È importante sottolineare - hanno poi detto i dirigenti sindacali della Cisl - che essi non hanno mai interrotto il servizio per il profondo senso di responsabilità che li contraddistingue, in quanto sono consapevoli che tale interruzione andrebbe a discapito della collettività e di quanti si ritrovano ad avere assicurato un servizio sanitario assolutamente indispensabile. In alcuni Comuni infatti gli addetti al "118" sono impiegati presso l'unico presidio sanitario di emergenza/urgenza: da qui la necessità di prevedere pure per loro il compenso per il lavoro effettivamente svolto».

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Class action Usa, avanti con calma (sezione: Class action)

( da "ItaliaOggi Sette" del 15-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi Sette Numero 140  pag. 204 del 15/6/2009 | Indietro Class action Usa, avanti con calma ATTUALITA' Di da Londra Giovanni Legorano Le law firm europee fanno però i conti con la mancanza di uniformità dei tribunali americani Cresce l'interesse degli italiani alle cause contro le banche Parallelamente ai recenti sviluppi italiani in tema di class action, che vedranno l'azione collettiva risarcitoria applicabile solo agli illeciti commessi a partire dal 1° luglio di quest'anno, negli Stati Uniti aumentano i casi di soggetti non Usa che si rivolgono ai tribunali americani [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Anche le formiche, in fondo, rischiano (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-06-14 - pag: 10 autore: Alta finanza e piccoli risparmiatori Anche le formiche, in fondo, rischiano di J. Bradford DeLong N essuno mette in dubbio l'utilità della "bassa" finanza: la possibilità di usare assegni, banconote e carte di credito invece di portarsi in giro casse di argento, bilance e reagenti per accertare la purezza del metallo, e guardie armate per proteggere l'argento, e altre guardie ancora per sorvegliare il primo gruppo di guardie, presenta innegabili vantaggi. E lo stesso si può dire per la possibilità di prendere e dare soldi in prestito per le famiglie, in modo da non essere costretti a far combaciare guadagni e spese ogni giorno, settimana, mese o anno. Ma a che cosa serve l'"alta" finanza? Convenzionalmente,gli economisti dicono che l'alta finanza soddisfa tre esigenze. In primo luogo consente a molti risparmiatori di mettere in comune il loro patrimonio per finanziare grandi imprese che possono raggiungere le efficienze di scala rese possibili da un'industria moderna ad alta intensità di capitale. In secondo luogo, l'alta finanza offre un mezzo per limitare gli abusi più gravi da parte dei manager delle grandi aziende. La "democrazia azionaria" semplicemente non funziona, ma la paura dei manager di essere mandati a spasso in caso di tracollo delle azioni rappresenta un utile freno. Per finire, l'alta finanza permette di diversificare il portafoglio, consentendo ai singoli investitori di perseguire rendimenti attesi elevati senza essere costretti ad assumersi rischi cospicui di bancarotta e miseria. Ma questi sono i benefici dell'altafinanza visti nell'ottica del mondo ideale degli economisti, cioè in un mondo di attori utilitaristi razionali, che riescono a calcolare efficacemente l'utilità attesa in condizioni di incertezza, che padroneggiano con sicurezza la programmazione dinamica, che trattano il calcolo stocastico da pari a pari. Noi non viviamo in un mondo simile. Se prendiamo in considerazione il mondo come veramente è, ci rendiamo conto in fretta che l'alta finanza assolve ad altri due compiti utili al nostro benessere economico collettivo: ci induce a risparmiare, accumulare e investire promettendoci investimenti sicuri e liquidi anche in periodi eccezionali, e ci induce a risparmiare e investire come prerequisito per poter appagare il nostro amore per il gioco d'azzardo e come sottoprodotto di quest'ultimo. è un dato di fatto che siamo molto più felici risparmiando e accumulando, e che è molto più probabile che ci comportiamo in questo modo quando pensiamo che le risorse risparmiate e accumulate siano disponibili, a portata di mano. è vero anche che quando investiamo le nostre ricchezze - nei brevetti della Pfizer, nelle fabbriche di Shenzhen, nelle reti mondiali di distribuzione o nei centri commerciali di Atlanta in realtà questi soldi non li abbiamo a portata di mano. Al massimo si può fare in modo che tali ricchezze investite appaiano liquide a ciascuno di noi, e soltanto se non ci sono variazioni significative del nostro desiderio collettivo di liquidità. Naturalmente gli investitori convinti che i loro averi investiti siano facilmente convertibili in liquidità e che vendendo e comprando stanno producendo valore aggiunto per se stessi sono degli illusi. Il nostro patrimonio investito non è trasformabile in liquidi in una situazione di emergenza. E quando compriamo e vendiamo non stiamo arricchendo noi stessi, ma gli specialisti e i grandi operatori di mercato. Ma queste illusioni sono benefiche per noi. Da un punto di vista psicologico siamo naturalmente portati all'impazienza, dunque è un bene per noi credere che il nostro patrimonio sia al sicuro e che possiamo accrescerlo investendo con accortezza. Perché questa illusione ci spinge a comportarci in modo meno impaziente. E, collettivamente, rimpingua i nostri risparmi e dunque le nostre riserve di capitale, che a loro volta rimpinguano tutti i nostri salari e stipendi. Per Keynes «il gioco dell'investimento professionale è intollerabilmente noioso ed eccessivamente impegnativo per chi sia del tutto privo dell'istinto del giocatore; mentre chi ce l'ha deve pagare a questa inclinazione il giusto tributo...». è per queste ragioni che siamo sembrati paralizzati nelle ultime due generazioni ogni volta che si è parlato di riformare il nostro sistema di regolamentazione finanziaria. Ed è per questo che sembriamo pa-ralizzati ancora oggi, perfino di fronte a una grave crisi finanziaria. L'autore, ex sottosegretario al Tesoro dell'amministrazione Clinton, insegna a Berkeley Copyright: Project Syndicate, 2009. (Traduzione di Fabio Galimberti)

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Tempi bui per atleti e tifosi ennesi naccio (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)

Argomenti: Class Action

Tempi bui per atleti e tifosi ennesi naccio @@Frattura con la dirigenza gialloverde sulle prospettive incerte della squadra per il prossimo campionato Catenanuova. In seno al consiglio comunale di Catenanuova cresce il Popolo della libertà. I consiglieri Domenico Zinna (presidente della commissione Bilancio) e Nunzia Spitaleri (vice presidente del civico Consesso) hanno dichiarato di appartenere al Pdl. Un altro consigliere comunale ci ha preannunciato che nei prossimi giorni passerà con il Pdl. Durante l'ultimo consiglio comunale, Zinna e Spitaleri, componenti della lista "Impegno nel territorio", guidata dal sindaco Aldo Biondi, sono entrati in accordo con l'amministrazione comunale e la maggioranza tant'è che con il loro voto contrario hanno dato manforte all'opposizione per fare bocciare il bilancio di previsione 2009. «Alla luce di quanto avvenuto in Consiglio nella seduta del 9 giugno scorso - evidenziano Zinna e Spitaleri - riteniamo sia opportuno, oggi più che mai, portare il dibattito politico e partitico al centro delle attività consiliari e dell'azione amministrativa, poiché crediamo fortemente che qualsiasi presa di posizione non possa avvenire su un piano strettamente individuale e personale, ma deve essere frutto di un'analisi e di una concertazione effettuati all'interno di un gruppo politico». Zinna e Spitaleri, insieme a Giuseppe Gianninò del Mpa (presidente della commissione Lavori pubblici), all'indomani del Consiglio del 9 giugno scorso, nel quale è stato bocciato il bilancio di previsione 2009, hanno firmato con gli altri 6 consiglieri dell'opposizione (Santo Zampino, Nello Maucieri, Graziella Racina, Mariolina Rapisarda, Lino Guagliardo e Giuseppe Passalacqua) una lettera con la quale hanno chiesto le dimissioni del sindaco, della giunta e del presidente del Consiglio. I 9 consiglieri (sui 15 di cui è composto il Consiglio) hanno annunciato azioni più incisive. «Occorre - sottolineano Zinna e Spitaleri - tornare a fare politica vera nei partiti, coinvolgere attivamente i giovani a interessarsi dei problemi della collettività e del proprio paese. La politica deve essere anche un laboratorio di pensiero, di confronto costruttivo. Bisogna lavorare ogni giorno per realizzare una nuova classe dirigente qualificata e per dare un segnale nuovo e creare una mentalità culturale moderna. E' sempre più forte e sentita la necessità di avviare un'azione di rinnovamento della politica che non è acquisizione di potere, ma servizio in favore della collettività. Occorre ripartire dai reali problemi del territorio, dalla condivisione di valori e idee». NICOLÒ SACCULLO

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Medici specializzandiuna causa collettivaper i compensi negati (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 15-06-2009)

Argomenti: Class Action

iniziativa del codacons Medici specializzandi una causa collettiva per i compensi negati Riparte da Catania la causa di risarcimento per oltre 17.000 medici siciliani per ottenere il compenso loro spettante negli anni di specializzazione. «Sono circa 17.000 in Sicilia - afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons - i medici che si sono specializzati negli anni dal 1982 al 1991 e non hanno percepito circa 40.000 euro ciascuno che la Comunità Europea attribuiva loro come diritto, e che ora si avviano – come una vera e propria class action che stabilisce il Guinness della più grande vertenza collettiva mai avviata in Italia – a sbancare le casse dello Stato in Tribunale». Infatti - sostiene il Codacons in una nota dell'ufficio stampa «la Direttiva Comunitaria del 1982 (82/76 CEE) aveva stabilito in favore dei medici il diritto a ricevere una "adeguata remunerazione" per il periodo di specializzazione svolto, periodo in cui i medici hanno lavorato praticamente gratis nelle corsie degli ospedali universitari. Tale Direttiva, recepita in Italia solo nel 1991 (con il D.Lgs. 8 agosto 1991, n.257) limitatamente agli specializzati iscritti ai corsi a partire dall'anno accademico 91/92, ha previsto per loro il compenso di lire 21.500.000 per ogni anno di specializzazione, senza nulla riconoscere ai medici immatricolatisi alla specializzazione negli anni accademici che vanno dall'82/83 al 90/91». La Corte di Giustizia Europea, con sentenza del 25/02/1999, e con successiva sentenza del 31/10/2000, ha affermato il diritto alla remunerazione anche in favore dei medici che hanno frequentato il corso di specializzazione dopo il 1982. Sulla scorta di tali sentenze della Corte di Giustizia, anche i nostri giudici, con sentenze anche della suprema Corte di Cassazione, hanno riconosciuto il diritto dei medici italiani che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra gli anni 82/83 e 90/91, ad ottenere dallo Stato italiano il pagamento ad "una adeguata remunerazione" (Cfr Sent. Cass., III Civile, 7630/2003; Cass., Sez. III, n. 3283/08; Tribunale Civile di Roma, Sez. II, n. 24828/2006; CDS sez. sesta, 4954/04 e altre). «Ma la più bella notizia è arrivata dalla Corte di Appello di Genova, che con due recenti sentenze ha rigettato l'eccezione di prescrizione che era stata sollevata nell'ambito di due distinte controversie nelle quali veniva in rilievo il diritto alla remunerazione dei medici specializzati che avevano frequentato le scuole di specializzazione tra l'82 ed il 91. Sicché già un migliaio di medici già hanno avuto ragione e hanno percepito i soldi sottratti con gli interessi. Ora anche in Sicilia – conclude Tanasi - il Codacons continua la più grande azione giudiziaria collettiva per circa 17.000 medici siciliani rimasti senza compenso al fine di far avere loro quanto spettante. In caso di vittoria a ciascuno dei ricorrenti spetterà una somma che oscilla tra 33.000 e 50.000 euro, a seconda del numero di anni previsto per la singola scuola di specializzazione». Le domande di adesione all' iniziativa del Codacons dovranno pervenire entro il 20 luglio 2009. Per aderire e per ulteriori informazioni è possibile telefonare allo 095.7465686 dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19,30.

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I nove punti irrinunciabili (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

La relazione I nove punti irrinunciabili 1. Il protezionismo Secondo l'autorità, la politica deve fuggire la tentazione di tornare al protezionismo e a politiche restrittive del mercato. 2. I monopolisti Assolutamente da evitare i «favori» a chi ha posizioni dominanti sul mercato. 3. class="hilite">La class="term">class class="term">action Da evitare anche i ritardi e gli impedimenti nella promozione di cause collettive dei consumatori. 4. Parafarmacie Non vanno abolite: garantiscono sconti fino al 22,5% alla loro clientela. 5. Assicurazioni Sarebbe sbagliato cancellare la clausola annuale che di recesso. 6. Energia Non bisogna abolire i tetti antitrust all'import di gas naturale. 7. Le banche I risparmiatori hanno diritto a contratti più comprensibili. 8. Le pmi Serve maggiore trasparenza nell'accesso al credito per le piccole e medie imprese italiane. 9. I mutui Più trasparenza anche nella gestione dei mutui: le surroghe devono restare gratuite.

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Antitrust avverte "I consumatori vanno tutelati" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

LA RELAZIONE DEL GARANTE IN PARLAMENTO Antitrust avverte "I consumatori vanno tutelati" [FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA Il quadro è davvero poco confortante. Le aziende, a cominciare dalle banche, stanno cercano di sfruttare la crisi per far pagare il conto delle loro difficoltà ai consumatori. Intanto, in Parlamento lobbies grandi e piccole vanno all'assalto dei diritti dei cittadini-utenti, presentando (si parla del centrodestra, soprattutto) miriadi di norme per intaccare le liberalizzazioni tanto faticosamente varate in passato. Parla Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, che ieri nella sua relazione annuale al Parlamento c'è andato giù durissimo. Le banche? Devono fare passi avanti verso una trasparenza «compromessa» da contratti incomprensibili. Le imprese? Tentano un ritorno alle protezioni, e c'è il rischio che «i costi della crisi siano riversati sui consumatori». Il Parlamento? C'è uno «stillicidio» di norme «volte a restaurare gli equilibri del passato». Qualche prova dell'offensiva parlamentare in corso contro le liberalizzazioni? Catricalà non si tira indietro. Le misure che riguardano l'abolizione delle parafarmacie (in 3 anni ne sono state aperte circa 3.000 con sconti su alcuni farmaci superiori al 22%). L'abrogazione della facoltà di recesso annuale nei contratti assicurativi. La cancellazione dei tetti antitrust per l'importazione di gas, come richiesto esplicitamente dall'Eni di Paolo Scaroni. «Il processo di riapertura dei mercati deve essere riavviato», sottolinea il Garante, ribadendo la necessità di «contrastare i rischi di una fenice corporativa alimentata dai gruppi tutori degli interessi di categoria». Il Garante indica nell'alta velocità ferroviaria, nella disciplina del trasporto del gas, nel digitale terrestre e satellitare e nella banda larga alcuni degli «importanti appuntamenti che attendono il paese». Mercati da aprire e liberalizzare, ma si tratta di una prospettiva difficile e insidiosa, perché «i monopolisti resistono anche alle riforme già approvate». Le banche? L'analisi è chiara: la reputazione degli istituti di credito «oggi sembra compromessa più che in altri periodi», anche a causa di «prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei risparmiatori». Vedi il ritorno sotto mentite spoglie della Commissione Massimo Scoperto, abolita per legge. Le imprese? Soffia forte il vento del protezionismo in Europa, mettendo in pericolo la ripresa, e per questo, avverte Catricalà, «occorre vigilare affinché i costi della crisi non siano riversati sui consumatori». Anche perché quando l'economia non va per i cittadini crescono i pericoli, con il proliferare delle «offerte truffa», ovvero «particolari ingannevolezze favorite dal bisogno: false offerte di lavoro, finte vendite sottocosto o promesse di vincita alle lotterie». Più in generale, a quanto pare l'Antitrust rimpiange la scelta (class="hilite">voluta dal governo Berlusconi) di congelare l'entrata in vigore della legge sulla class="term">class class="term">action, un istituto che in Italia, «per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione», ed è stato anche peggiorato nel percorso parlamentare. E si conferma la scarsa efficacia della legge Frattini sul conflitto d'interessi. In generale, servono più poteri e più risorse per il Garante, che è costretto a svuotare il mare con un secchiello. A volte bucato. Positive le reazioni alla requisitoria del Garante. Plaudono dalle associazioni dei consumatori, anche se il Codacons parla di discorso «troppo morbido» e il leader della Cgil Guglielmo Epifani esorta Catricalà ad «alzare la voce più spesso e non solo una volta l'anno».

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antitrust: liberalizzazioni tradite - luisa grion (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 2 - Economia In Parlamento Trasparenza class="hilite">Class class="term">action Antitrust: liberalizzazioni tradite "Stillicidio di leggi anti-consumatori, reputazione compromessa per le banche" Catricalà sulle banche:"Reputazione compromessa" Antitrust: addio alle riforme troppe leggi anti-consumatori Ci sono continue iniziative parlamentari volte a restaurare i vecchi equilibri e a svuotare le riforme Le aziende di credito devono fare di più per la trasparenza, sono ancora troppo timide. C´è sfiducia verso di loro Sulla class="term">class class="term">action si profila un peggioramento della legge, il rinvio non è servito a nulla LUISA GRION ROMA - Riforme e liberalizzazioni: se ne parla tanto, ma si combina poco. Il Parlamento pratica «uno stillicidio d´iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato». I monopoli fanno muro di gomma, le banche continuano a scarseggiare quanto a trasparenza. La crisi rischia di scaricarsi completamente sui consumatori: «un pericolo latente in tutti i mercati, ma che si manifesta in modo particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni predominanti». Come quello italiano insomma. Il messaggio dell´Antitrust, nella sua Relazione annuale, è chiaro: nel paese è in atto un tentativo di tornare indietro, di bloccare la modernizzazione, di rimpolpare il mai scomparso corporativismo, di distruggere anche il poco fatto. A partire dal Parlamento e dal rischio - di cui parla il presidente Antonio Catricalà - di «ripristinare il monopolio delle farmacie tradizionali» bloccando uno dei punti di maggior successo delle "lenzuolate" riformiste di Bersani, e rinunciando così alle tremila "parafarmacie" nel frattempo nate, e agli sconti praticati (fino al 22,5 per cento). Ma anche nel settore assicurativo «si profila l´abrogazione della facoltà di recesso annuale nei contratti di durata»: il che ingesserebbe ulteriormente un settore dove la competitività latita. O nel gas, la concorrenza resta un miraggio visto che il suggerimento dato dall´Antitrust di porre un tetto alla distribuzione «è stato per ora accantonato». Da quello che si legge nel rapporto, dunque, succede spesso che il Parlamento invece di spingere freni. L´Italia è un paese dove «per la resistenza di pochi» si bloccano strumenti fondamentali nella difesa del consumatore come la class="term">class class="term">action. «Avevamo auspicato che il rinvio dell´entrata in vigore della legge servisse a migliorarla - precisa Catricalà - La soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario». Per non dire della «macchinosità» della legge sul conflitto d´interessi e della difficoltà di applicarla. Ma se il Parlamento «smonta», non va meglio quando a decidere è la politica locale. Le regioni «a dispetto della liberalizzazione disposta a livello nazionale» in diversi casi hanno bloccato la possibilità di aprire alla concorrenza i carburanti, limitando le aperture di nuovi punti vendita (niente autorizzazione se oltre alla benzina non si distribuisce anche il gas metano). Le banche sono rimaste «timide» sulla trasparenza: Catricalà ricorda loro che «stabilità e redditività derivano anche da fattori reputazionali che oggi sembrano compromessi». Un´analisi, quella dell´Antitrust, che ha conquistato le associazioni dei consumatori e sollevato qualche malumore fra i chiamati in causa. Paolo Scaroni, amministratore delegato dell´Eni, quanto a distribuzione del gas ha tenuto a precisare che «in nessun paese d´Europa ci sono tetti». Corrado Faissola, presidente dell´Abi - l´associazione delle banche - ha detto che se la reputazione degli istituti di credito sembra bassa la responsabilità è dei «fattori mediatici». Amata dal pubblico, che usa molto più spesso rispetto al passato lo strumento della denuncia (3000 richieste d´intervento con un aumento del 75 per cento rispetto all´anno prima) l´Antitrust riceve qualche critica solo da chi la vorrebbe più attiva sul conflitto d´interessi (Vita del Pd). Secondo Guglielmo Epifani, leader della Cgil, «una parte della denuncia di Catricalà è giusta, ma l´authority dovrebbe alzare la voce più spesso, non solo una volta all´anno».

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dietrofront su polizze, credito e farmacie la controrivoluzione che penalizza i cittadini - luca iezzi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 3 - Economia Dietrofront su polizze, credito e farmacie la controrivoluzione che penalizza i cittadini Con le nuove norme a rischio 500 euro di risparmi a famiglia Il dossier Stop su polizze, credito e farmacie controrivoluzione a danno dei cittadini I punti vendita per i farmaci da banco: 5mila nuovi assunti e sconti, ma per il Pdl vanno limitati LUCA IEZZI ROMA- Assicurazioni, banche, farmacie, trasporti, difesa dei consumatori: eccolo, settore per settore, lo «stillicidio» di leggi anti concorrenza denunciato dall´Antitrust. Il governo ha raramente preso posizione lasciando piena libertà a proposte di legge ed emendamenti dei singoli appartenenti alla maggioranza. Le associazioni dei consumatori accolsero le varie "lenzuolate" dell´allora ministro Pierluigi Bersani stimando risparmi per 1000 euro l´anno per le famiglie. Dopo due anni metà di quelle misure sono state o accantonate o sono pesantemente minacciate. La vicenda più attuale evocata dal presidente Antonio Catricalà è il ddl Gasparri-Tommasini dove si misurerà la controffensiva delle lobbies sulla liberalizzazione dei farmaci di banco. L´Antitrust sintetizza così i benefici prodotti: «In tre anni sono stati aperti quasi tremila corner e parafarmacie. La loro quota di mercato è vicina al 6% dei farmaci di automedicazione. Lo sconto praticato ha margini tra il 3% e il 22,5%. I farmacisti nuovi occupati sono circa cinquemila». Una parentesi che le farmacie tradizionali premono per chiudere ritornando all´esclusiva: «Stiamo ripensando il ruolo dei canali di vendita delle medicine» ha ammesso il ministro della Salute Ferruccio Fazio. Per evitare tensioni, nel Pdl si pensa all´ennesima sanatoria: chi ha aperto una parafarmacia avrà 10 anni per convertirsi o tentare di ottenere lo status di farmacia. Sulle assicurazioni il ritorno al monomandato (un agente può vendere polizze di una sola compagnia) è stato accantonato dopo essere stato proposto nel ddl Sviluppo. Il provvedimento, che doveva essere approvato alla Camera senza ulteriori modifiche, ora sembra di nuovo un cantiere aperto, segno che anche questo pericolo non è scampato. Invece sta per sparire la possibilità di disdire la polizza auto ogni anno per cercare offerte migliori. Salvati dai tentativi di abolizione anche i tetti antitrust che impediscono all´Eni di riconquistare il monopolio nazionale nella distribuzione del gas. Il governo si è speso class="hilite">direttamente per trasformare la Class class="term">action in "un´eterna promessa", il meccanismo che dovrebbe difendere i consumatori dalle ingiustizie e dalle truffe subite dalle imprese non solo non potrà più essere utilizzata per tutto quello che è successo negli anni passati, ma dovrà aspettare l´approvazione definitiva della legge per essere utilizzabile con un ritardo di tre anni dall´introduzione nel nostro ordinamento. Oltre alle liberalizzazioni ribaltate ci sono quelle solo depotenziate: la riforma delle professioni è stata appaltata direttamente agli ordini professionali con l´effetto di far sparire l´effetto calmierante sulle tariffe e far sparire la questione dall´agenda politica. Poi ci sono i taxi, fieri avversari delle lenzuolate, che hanno ottenuto dal cambio di maggioranza norme che limitano la concorrenza dagli autisti (o Ncc, noleggio con conducente). Sempre nei trasporti rimandata la concorrenza nei trasporto ferroviario, con l´allungamento dei contratti tra Fs e amministrazioni regionali, nonostante proprio quella nei servizi pubblici locali sia l´unica liberalizzazione perseguita, almeno nelle dichiarazioni, dal Pdl. Ma non è solo colpa delle norme: la commissione di massimo scoperto sui fidi bancari, abolita per legge, è stata sostituita praticamente da tutti gli istituti con altre voci che sommate superano il costo precedente; gli imprenditori protestano, ma il fronte delle banche si muove compatto.

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(sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

«Italia soffocatadai monopolisti» la relazione dell'antitrust Catricalà: «I consumatori rischiano di pagare il conto della crisi» Roma. I consumatori rischiano di pagare la crisi due volte. L'allarme è stato lanciato ieri alla Camera dal presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà che nella sua relazione annuale ha puntato il dito contro monopoli e intrecci di interessi in grado di scaricare sulle spalle e sulle tasche del cittadino-consumatore i costi diretti e indiretti della crisi. Nel mirino di Catricalà sono finiti i soliti noti: banche, assicurazioni, petrolieri e tutte quelle situazioni che stanno tagliando l'erba sotto i piedi della libera concorrenza, approfittando anche delle briglie allentate dalla politica a causa della recessione. Le stesse tentazioni protezionistiche, messe sotto accusa anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, contrario a «inopportuni tentativi di restaurazione». «Occorre vigilare affinché i costi della crisi non siano riversati sui consumatori: il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti». Nonostante le critiche del Codacons che ha giudicato la relazione toppo morbida con il governo, Catricalà non è stato tenero con l'esecutivo e il Parlamento: le parole dell'Autorità che vigila sul mercato sono anzi risuonate come un duro monito rivolto alla politica per evitare che vadano in frantumi i progressi fatti sul terreno accidentato delle liberalizzazioni. Il pericolo è quello di un ritorno al passato: dalla possibile abolizione delle parafarmacie al diritto di recesso annuale dai contratti con le assicurazioni fino alla cancellazione dei tetti per l'importazione di gas naturale. Non è concepibile una retromarcia a colpi di modifiche in Parlamento. E quindi «va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare gli equilibri del passato a danno dei consumatori». Bisogna invece perseverare e resistere nella trincea della concorrenza: «La modernizzazione del quadro giuridico in senso pro-concorrenziale è un processo graduale che richiede perseveranza nel contrastare i rischi di una fenice corporativa alimentata da tutori degli interessi di categoria», ha detto Catricalà. Questa è la linea dettata dall'Antitrust: anche in tempo di crisi, quando cresce la diffidenza nei confronti del mercato, occorre ridare fiato alla concorrenza e riannodare i fili delle liberalizzazioni avviate, che rischiano di arenarsi per «la resistenza di pochi». Le liberalizzazioni hanno molti nemici, non solo in Parlamento ma anche negli enti locali, affetti da «pulsioni vincolistiche» nei più svariati settori di loro competenza: dal commercio ai carburanti, dai rifiuti ai farmaci. Ma nell'ombra lavorano soprattutto i monopoli, che «resistono anche alle riforme già approvate, come in più occasioni hanno dimostrato di saper fare». Non sono bastate le sanzioni per un totale di 83 milioni di euro con le quali l'Antitrust ha punito cartelli e scorrettezze commerciali in risposta alle 3 mila denunce scritte piovute sulla scrivania di Catricalà con un incremento del 75 per cento rispetto a un anno prima. Lo stesso destino del gambero riservato alle liberalizzazioni è toccato anche alla class="term">class class="term">action: l'azione collettiva a favore dei consumatori era stata introdotta dall'ultima Finanziaria del governo Prodi ma, con il cambio della guardia a palazzo Chigi, è stata prima congelata e poi ridimensionata dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. class="hilite">Catricalà ha rivendicato un ruolo più incisivo dell'Antitrust nell'istituto della class="term">class class="term">action», uno strumento che in Italia stenta a «trovare la giusta considerazione». Ma soprattutto il presidente dell'Antitrust ha chiesto al governo, senza nominarlo, di non staccare la spina alla class="term">class class="term">action, rendendola una riforma inoffensiva. «L'anno scorso avevamo auspicato che il rinvio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla. La soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono state lasciate sole nell'affermazione di un principio di civiltà giuridica», si è lamentato Catricalà. Altra nota dolente della relazione è quella delle banche: la loro reputazione è«compromessa» e «parte della sfiducia è dovuta alle prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili». L'unica via d'uscita per gli istituti di credito è di «andare avanti sulla strada della trasparenza, intrapresa solo ora con timidezza». Sotto accusa le aziende pubbliche e i loro rapporti con gli enti locali. Sullo sfondo è rimasto il nodo del conflitto di interessi, difficile da contrastare nella pratica quotidiana. Un giudizio troppo timido, per alcuni. Ma in genere i commenti sono stati positivi. «Relazione perfetta», ha detto il ministro Altero Matteoli. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 17/06/2009 ritorno al passato«Va scoraggiato lo stillicidio di iniziative volte a restaurare i vecchi equilibri» 17/06/2009

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L'Antitrust: senza liberalizzazioni il Paese non potrà mai crescere (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

relazione annuale Ieri Catricalà ha invitato il parlamento a evitare la "restaurazione" delle vecchie norme corporative L'Antitrust: senza liberalizzazioni il Paese non potrà mai crescere SPINTE. È giusto rispettare i vincoli di finanza pubblica, sostiene il presidente dell'Autorità per la concorrenza. Ma quei vincoli impongono con una maggiore urgenza lo sblocco dei mercati. Altrimenti, come è già evidente dall'inflazione più alta che altrove, si rischia che siano i consumatori a pagare i costi della crisi. di Tonia Mastrobuoni Bene ha fatto il governo a rispettare i vincoli di finanza pubblica, dinanzi alla devastante crisi finanziaria che ha fatto precipitare l'economia italiana in recessione. Ma questi vincoli, ha sottolineato ieri il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, ci mettono di fronte a una «scelta obbligata e virtuosa». Quella di riprendere la via delle le liberalizzazioni e «lo sviluppo di autonome iniziative imprenditoriali» e favorire in questo modo «soluzioni forse più lente ma stabili dei problemi di crescita che in Italia hanno assunto caratteristiche strutturali». Com'è noto, l'Italia è entrata in recessione prima di tutti gli altri paesi europei, ha già registrato una flessione del Pil dell'1 per cento nel 2008 e si trascina dietro un decennio di produttività zero. Nella relazione annuale presentata ieri, l'Autorità garante per la concorrenza ricorda dunque che «nella generalità dei settori e dei mercati nei quali la concorrenza è stata promossa e sviluppata sono stati conseguiti notevoli vantaggi, sia in termini di produttività che di benefici per i consumatori». In Europa si aggira nuovamente lo spettro del protezionismo, ha aggiunto Catricalà, che lo inserisce tra le tentazioni «dannose per gli interessi della collettività» e lo definisce un attentato alla prosperità europea. A conferma della scarsa concorrenzialità del sistema nel suo complesso, il capo dell'Antitrust ha messo in evidenza che l'inflazione è rallentata meno da noi, rispetto ad altri paesi. Un sintomo del pericolo, secondo il presidente dell'Antitrust, che i costi della crisi «siano riversati sui consumatori», in particolare nei mercati caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti. Sono le «illogiche restrizioni» diffusissime, il freno maggiore allo sviluppo del paese, detto altrimenti, sono «tra le cause del deficit produttivo del paese». La prima, energica esortazione è rivolta da Catricalà al Parlamento, che deve porre fine allo «stillicidio» di iniziative volte a «restaurare gli equilibri del passato, a detrimento dei consumatori». E cita due esempi che potrebbero vanificare liberalizzazioni recenti come quelle intodotte dalle famose "lenzuolate" di Bersani del governo Prodi. La prima citata dall'autorità, è anche la più famosa, di quella brevissima parentesi liberalizzatrice: «nella distribuzione farmaceutica l'approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell'orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali». Un pericolo simile esiste nel settore delle assicurazioni: lì si profila «l'abrogazione della facoltà di recesso annuale nei contratti di durata: la riduzione della mobilità della clientela contribuirà a ingessare un mercato in cui la dinamica competitiva è già notoriamente molto attenuata». Un richiamo forte è partito dall'authority anche all'indirizzo delle banche: il presidente ha osservato che la loro stabilità e la redditività «discendono anche da fattori reputazionali, che oggi sembrano compromessi più che in altri periodi». La diffidenza diffusa nei confronti degli istituti di credito è alimentata, tra l'altro, da prassi contrattuali «troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei consumatori». Catricalà esorta ad aumentare la trasparenza, intrapresa «solo ora con timidezza». Sulla vera Penelope delle liberalizzazioni, smontata e rimontata innumerevoli volte in Parlamento prima della recente approvazione, la riforma delle municipalizzate, Catricalà ha rivendicato di non aver mai espresso un parere favorevole alle deroghe al meccanismo di affidamento degli appalti tramite gara. «Ciò lascia sperare - ha aggiunto - che nel settore il processo di liberalizzazione possa finalmente avviarsi». Un ostacolo evidente sono però i conflitti di interesse ancora in essere tra le aziende pubbliche che svolgono ancora servizi affidati dai Comuni o dalle amministrazioni locali che ne sono proprietarie. Qui Catricalà suggerisce una soluzione: «le fondazioni si candidano per natura a un ruolo determinante nella prima fase di liberalizzazione dei servizi pubblici». Breve accenno, class="hilite">da parte del capo dell'Antirust, anche al problema irrisolto del conflitto di interessi e ai peggioramenti apportati alla class="term">class class="term">action da questo governo. Catricalà ha chiesto per sé «un ruolo più incisivo nell'istituto della class="term">class class="term">action che in Italia, per la resistenza di pochi, stenta a trovare giusta considerazione». 17/06/2009

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Class action, pronta la ciambella (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Primo Piano data: 17/06/2009 - pag: 7 autore: di Alessandra Ricciardi e Stefano Sansonetti Governo pronto a intervenire per evitare che nella guerra Scajola-Tremonti riviva la Prodi Class action, pronta la ciambella Un dl milleproroghe con il rinvio al 2010 delle azioni collettive La guerra tra i due è ormai conclamata. E non si risparmiano i colpi. Mentre Giulio Tremonti e Claudio Scajola se le danno di santa ragione, a colpi di relazioni e controrelazioni, emendamenti ufficiosi ed ufficiali, il ddl sullo sviluppo ed energia nucleare resta bloccato in commissione attività produttivie alla camera. Con l'eventualità, che è diventata in queste ore una probabilità, di tornare nuovamente al senato per il via libera alle ennesime modifiche. Il problema è che se il ddl caro a Scajola dovesse entrare in vigore dopo il 1° luglio allora potrebbe decollare l'azione collettiva di prodiana memoria, quella più efficace perché non prevede limiti di tempo e di spazio. Non potendosi insomma più fare affidamento sulla ciambella di salvataggio inserita nel ddl Scajola, e mettere al riparo grandi società come Alitalia, Cirio e Parmalat da eventuali azioni di massa da parte di obbligazionisti rimasti a bocca asciutta, il governo ne sta lanciando un'altra. È la più semplice, in fondo: si tratta di rinviare ancora la vigenza della norma risarcitoria, quella prevista dalla Finanziaria 2008 di Romano Prodi, di qualche mese, probabilmente fino al 31 dicembre prossimo. Il rinvio dovrebbe finire in un decreto legge di proroga termini a cui il Tesoro e la Funzione pubblica stanno lavorando i questi giorni. Che poi, a dirla tutta, il problema dell'attuale testo della class action sarebbe anche un altro. «È vero che nel corso dell'iter del ddl sviluppo lo strumento ha perso la retroattività, ma l'azione collettiva, per come è costruita nel testo Scajola, non potrebbe essere utilizzata per casi come quelli di Cirio, Parmalat e Alitalia», commenta Domenico Bacci, presidente del Siti (Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio). E questo perché «la versione attuale non consentirebbe di azionare una azione collettiva per far valere illeciti plurioffensivi extracontrattuali». Con la proroga, ci sarebbe tutto il tempo di rivedere la disciplina. L'atteso milleproroghe dovrebbe andare a uno dei prossimi consigli dei ministri e, secondo indiscrezioni, conterrebbe anche un altro slittamento importante: si tratta dell'atteso taglio degli enti inutili, che doveva andare in scena entro il 30 giugno e che invece si è perso nel mare delle richieste di tutela delle specificità dei singoli. Nonostante il richiamo fatto dal ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, e della funzione pubblica, Renato Brunetta, in pochi si sono mossi. E ormai, anche in questo caso, è tardi. Con il rinvio al 31 dicembre 2009 si può invece correre ai ripari. Lo stesso ragionamento che si sta facendo per la class action che così verrebbe messa in salvo dal ginepraio che è diventato il ddl sviluppo ed energia. Ieri, l'ennesima fumata nera in commissione, dove non è arrivata la relazione tecnica del Tesoro al provvedimento, né hanno fatto capolino gli emendamenti correttivi del governo coordinati dallo Sviluppo economico e dall'Economia. In verità, degli emendamenti a firma del governo sono approdati nella X commissione nei giorni scorsi, in allegato alla densa nota di rilievi e bocciature che il capo dell'ufficio legislativo, Gaetano Caputi, ha mosso al ddl Ac 1441-ter. ItaliaOggi ne ha scritto sabato scorso. Ma non risultano in allegato alle sedute, per l'irritualità della presentazione, si vocifera. In larga parte soppressivi, saranno certamente rivisti per essere concordati con i colleghi dello Sviluppo economico. La schiarita dovrebbe aversi in giornata, quando in X, hanno garantito fonti governative, arriveranno «pochi emendamenti correttivi mirati a migliorare il provvedimento». Solo dopo la commissione presieduta da Andrea Gibelli riprenderà l'esame. Il ddl è atteso in aula per la prossima settimana.

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LA DESTRA, LE CASTE E LA GRANDE RESTAURAZIONE (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

LA DESTRA, LE CASTE E LA GRANDE RESTAURAZIONE LA RELAZIONE DELL'ANTITRUST La Relazione Annuale dell'Autorità Antitrust per il 2008 presentata ieri descrive chiaramente la Grande Restaurazione delle rendite in atto nel nostro Paese. Gli interventi di regolazione concorrenziale dei mercati, coraggiosamente avviati da Bersani tre anni or sono, non solo non vanno avanti, ma vengono sistematicamente smontati. Siamo di fronte ad una «fenice corporativa alimentata da gruppi tutori degli interessi di categoria», afferma il Presidente Catricalà, il quale, senza giri di parole, dice al Parlamento che «il processo di apertura dei mercati deve essere riavviato». E ricorda le riforme introdotte nella scorsa legislatura e eliminate o pesantemente attaccate negli ultimi mesi. Come già denunciato su questo giornale, l'elenco comprende le banche, le assicurazioni, i servizi pubblici locali, class="hilite">la class="term">class class="term">action, le parafarmacie, la fornitura di energia elettrica e gas, le comunicazioni, i trasporti. Insomma, approfittando della crisi in corso e della moda anti-mercatista, seguita oggi anche da qualche riformista smarrito, il Governo realizza a tappe forzate un altro capitolo del suo programma fondamentale di sempre. Un programma corporativo, attuato anche attraverso l'abbattimento delle misure contro l'evasione fiscale; l'allentamento delle norme e dei controlli per la sicurezza sul lavoro; l'ulteriore compressione delle retribuzioni e del welfare dovuta alla riscrittura del modello contrattuale; il taglio cieco alle risorse per i servizi pubblici. La coerente realizzazione del patto corporativo spiega, in parte rilevante, la forza elettorale della destra in Italia, confermata nelle recenti elezioni europee ed amministrative. Spiega gli applausi o, nel migliore dei casi, l'indifferenza delle platee di industriali junior e senior e di lavoratori autonomi verso il Presidente del Consiglio quando attacca il Parlamento o la libertà di opinione e di informazione. Spiega anche perché il consenso goduto dalla destra va al di là delle sorti del suo capo. In sintesi, il successo della destra ha solide ragioni materiali. Berlusconi usa Noemi come un'arma di distrazione di massa, mentre Tremonti, Sacconi, Brunetta portano avanti un programma di ricollocazione dell'Italia nel quadro di divisione internazionale del lavoro. Una ricollocazione al ribasso, segnata da una società sempre più polarizzata, bloccata, castale in termini di distribuzione di redditi e di opportunità e sempre meno democratica in termini di diritti civili e politici. In realtà, una ricollocazione impossibile, perché esclude larga parte delle classi medie e penalizza la parte più dinamica ed innovativa del lavoro e dell'impresa. Una contraddizione sulla quale il Pd ed il centrosinistra dovrebbero lavorare. Responsabile Finanza Pubblica ed Economia Internazionale del Pd www.stefanofassina.it

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Antitrust: non scaricare i costi della crisi sui consumatori (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

Antitrust: non scaricare i costi della crisi sui consumatori BIANCA DI GIOVANNI La class="hilite">resistenza di pochi ostacola la class="term">class class="term">action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana. Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori. «L'anno scorso avevamo auspicato che il rischio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla» afferma ancora Catricalà secondo il quale, invece, «la soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell'affermazione di un principio di civiltà giuridica». Una bocciatura senza appello delle decisioni prese da Scajola e sodali, che hanno introdotto la non retroattività e parecchi filtri per avanzare le legittime richieste di risarcimento. Cantano vittoria le associazioni dei consumatori. «Di Antitrust ne vorremmo una al quadrato - dichiara Rosario Trefiletti - con più ampi poteri di intervento non solo sanzionatori, ma anche inibitori, come il ritiro delle concessioni, dal momento che le multe si sono dimostrate insufficienti, anche quando non contrastate dagli espertissimi legali della parte sanzionata». consumatori vittime In tutta la sua relazione, d'altro canto, Catricalà disegna i consumatori come vittime predestinate di potenti oligarchie, intenzionate a scaricare sui cittadini i costi della crisi. «Occorre vigilare - ha sottolineato - affinchè i costi della crisi non siano riversati sui consumatori: il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti». Il presidente ne ha anche per il parlamento e il suo «stillicidio di norme che restaurano l'equilibrio del passato». Facile scorgere l'accusa contro chi vuole ridimensionare le liberalizzazioni avviate dal passato governo, da quelle sulla vendita dei farmaci alle assicurazioni. Nel mirino finiscono anche le banche, che dovrebbero fare «ulteriori passi in avanti sulla strada della trasparenza, intrapresa solo ora con timidezza». Perché la reputazione degli istituti di credito «oggi sembra compromessa più che in altri periodi», anche a causa di «prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei risparmiatori». il tetto al gas L'indice del Garante del mercato punta dritto sull'Eni quando parla della cancellazione dei tetti antitrust per l'importazione di gas. In questo caso, Catricalà torna a proporre un tetto flessibile, che tenga conto dell'evoluzione futura del mercato italiano. Ma la reazione dell'Eni è immediata. E naturalmente negativa. «In nessun Paese al mondo ci sono i tetti», dichiara Roberto Scaroni. La relazione annuale fornisce molte altre proposte, come quella di liberalizzare i servizi pubblici locali attraverso le Fondazioni o di continuare a vigilare sul rischio monopolio, sempre molto forte nel nostro Paese (soprattutto nelle telecomunicazioni). Più contenuta la denuncia sul conflitto di interessi. «Siamo pienamente consapevoli della particolare delicatezza del tema e dei suoi inevitabili riflessi sul terreno del confronto politico», spiega Catricalà. Il presidente definisce le norme «macchinose» e sostanzialmente inattuabili. Troppo poco per Giuseppe Giulietti e l'esponente Pd Vincenzo Vita, che si aspettavano una posizione più netta. multe e sanzioni Nel corso del 2008 e dei primi 4 mesi del 2009, l'Antitrust ha proseguito la sua azione contro i cartelli e gli abusi di posizione dominante, e ha fatto multe per un totale a 83 milioni di euro: 28 milioni di euro per violazioni su intese restrittive della concorrenza. Tre milioni di euro per abusi di dominanza, 52 milioni per scorrettezze commerciali. In generale, rileva l'Autorità, i programmi di clemenza varati a livello nazionale ed europeo cominciano a pagare, con diversi operatori di rilievo che hanno collaborato, denunciando cartelli cui avevano partecipato. Crescono le denunce da parte dei consumatori. Nel 2008 sono arrivate 3.000 denunce scritte (+75 per cento rispetto allo scorso anno) e 15mila segnalazioni al call center: il 61 per cento è relativo alle telecomunicazioni. Allarme del garante: questo governo torna indietro sulle tutele per i consumatori. Nel mirino banche, assicurazioni, farmacie. La class="term">class class="term">action è depotenziata. Pochi strumenti sul conflitto di interessi.

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La resistenza di pochi ostacola la class action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà p... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 17-06-2009)

Argomenti: Class Action

La class="hilite">resistenza di pochi ostacola la class="term">class class="term">action. Basta un paio di parole ad Antonio Catricalà per fotografare il destino dell'azione collettiva nell'Italia berlusconiana. Presentando la relazione annuale in Parlamento, il presidente dell'Antitrust non risparmia critiche alle ultime decisioni del governo su questo nuovo strumento giuridico che potrebbe dare più forza ai consumatori. «L'anno scorso avevamo auspicato che il rischio dell'entrata in vigore della legge introduttiva servisse a migliorarla» afferma ancora Catricalà secondo il quale, invece, «la soluzione che oggi si profila sembra di segno contrario e le associazioni dei consumatori sono rimaste sole nell'affermazione di un principio di civiltà giuridica». Una bocciatura senza appello delle decisioni prese da Scajola e sodali, che hanno introdotto la non retroattività e parecchi filtri per avanzare le legittime richieste di risarcimento. Cantano vittoria le associazioni dei consumatori. «Di Antitrust ne vorremmo una al quadrato - dichiara Rosario Trefiletti - con più ampi poteri di intervento non solo sanzionatori, ma anche inibitori, come il ritiro delle concessioni, dal momento che le multe si sono dimostrate insufficienti, anche quando non contrastate dagli espertissimi legali della parte sanzionata». consumatori vittime In tutta la sua relazione, d'altro canto, Catricalà disegna i consumatori come vittime predestinate di potenti oligarchie, intenzionate a scaricare sui cittadini i costi della crisi. «Occorre vigilare - ha sottolineato - affinchè i costi della crisi non siano riversati sui consumatori: il pericolo, latente in tutti i mercati, si manifesta in particolare in quelli caratterizzati da intrecci e posizioni dominanti». Il presidente ne ha anche per il parlamento e il suo «stillicidio di norme che restaurano l'equilibrio del passato». Facile scorgere l'accusa contro chi vuole ridimensionare le liberalizzazioni avviate dal passato governo, da quelle sulla vendita dei farmaci alle assicurazioni. Nel mirino finiscono anche le banche, che dovrebbero fare «ulteriori passi in avanti sulla strada della trasparenza, intrapresa solo ora con timidezza». Perché la reputazione degli istituti di credito «oggi sembra compromessa più che in altri periodi», anche a causa di «prassi contrattuali spesso troppo articolate e difficilmente comprensibili da parte dei risparmiatori». il tetto al gas L'indice del Garante del mercato punta dritto sull'Eni quando parla della cancellazione dei tetti antitrust per l'importazione di gas. In questo caso, Catricalà torna a proporre un tetto flessibile, che tenga conto dell'evoluzione futura del mercato italiano. Ma la reazione dell'Eni è immediata. E naturalmente negativa. «In nessun Paese al mondo ci sono i tetti», dichiara Roberto Scaroni. La relazione annuale fornisce molte altre proposte, come quella di liberalizzare i servizi pubblici locali attraverso le Fondazioni o di continuare a vigilare sul rischio monopolio, sempre molto forte nel nostro Paese (soprattutto nelle telecomunicazioni). Più contenuta la denuncia sul conflitto di interessi. «Siamo pienamente consapevoli della particolare delicatezza del tema e dei suoi inevitabili riflessi sul terreno del confronto politico», spiega Catricalà. Il presidente definisce le norme «macchinose» e sostanzialmente inattuabili. Troppo poco per Giuseppe Giulietti e l'esponente Pd Vincenzo Vita, che si aspettavano una posizione più netta. multe e sanzioni Nel corso del 2008 e dei primi 4 mesi del 2009, l'Antitrust ha proseguito la sua azione contro i cartelli e gli abusi di posizione dominante, e ha fatto multe per un totale a 83 milioni di euro: 28 milioni di euro per violazioni su intese restrittive della concorrenza. Tre milioni di euro per abusi di dominanza, 52 milioni per scorrettezze commerciali. In generale, rileva l'Autorità, i programmi di clemenza varati a livello nazionale ed europeo cominciano a pagare, con diversi operatori di rilievo che hanno collaborato, denunciando cartelli cui avevano partecipato. Crescono le denunce da parte dei consumatori. Nel 2008 sono arrivate 3.000 denunce scritte (+75 per cento rispetto allo scorso anno) e 15mila segnalazioni al call center: il 61 per cento è relativo alle telecomunicazioni.

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"luce e gas, bollette troppo care colpa delle tasse più alte d'europa" - luca iezzi (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 27 - Economia "Luce e gas, bollette troppo care colpa delle tasse più alte d´Europa" Inchiesta di Altroconsumo. Un decreto per la nuova class="term">class class="term">action Il dossier Oltre il 35% della bolletta del metano di una famiglia media italiana va in accise e Iva LUCA IEZZI ROMA - Bollette della luce e del gas in Italia mediamente più care che nel resto d´Europa, colpa, ancor prima delle materie prime, del sistema di tariffe e delle tasse. Lo sottolinea un´inchiesta di Altroconsumo che a distanza di quattro anni è tornata a confrontare il costo dell´energia per le famiglie di sette paesi europei (Francia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Olanda, Belgio e Germania), utilizzando in ognuno la tariffa più diffusa e per l´Italia quella dell´Autorità per il mercato vincolato in vigore nel primo trimestre 2009. L´Italia si difende, sempre meno, nell´elettricità e solo per i consumi bassi. Le tariffe prevedono sconti più alti della media europea per chi tiene i consumi bassi. Un´agevolazione che va sparendo senza però che migliori il trattamento per chi utilizza più energia. Il risparmio è ancora presente se non si superano i 1200 Kwh l´anno (i consumi della famiglia media sono intorno ai 2700 Kwh), in questo caso il costo è inferiore alla media europea del 15,8%, ma quattro anni fa era del 40%. Se si sale lo sconto sparisce velocemente per azzerarsi intorno ai 2800 Kwh superando la media europea. Oltre i 3500 Kwh (significa aggiungere agli elettrodomestici base un computer e un condizionatore/stufa) il costo supera la media europea del 12%. Per risparmiare, Altroconsumo consiglia di guardare le offerte sul mercato libero, con sconti fino al 10-13% sul costo totale, anche se mette in guardia dai contratti «spesso complessi e difficili da valutare». Quasi impossibile invece risparmiare con le attuali tariffe biorarie, vale a dire costo ridotto del Kwh di sera e nei fine settimana. La quota di consumi da spostare negli ore "scontate" è troppo alta (intorno all´80%). Ancora peggio va per il gas, se lo si usa solo per la cucina e acqua calda (350 metri cubi annui) l´Italia è quinta in termini di convenienza. Se si usa per il riscaldamento (1400 metri cubi) si spendono 249 euro in più della media europea. Sul metano soprattutto pesano le tasse: il 35,6% della bolletta della famiglia media va in accise e Iva che sale al 20% oltre i 480 metri cubi di consumo. Per l´elettricità il peso delle tasse e degli altri oneri supera il 25%. Va ricordato che il gas da riscaldamento è la spesa più importante nel bilancio energetico delle famiglie italiane. E sempre sul fronte dei "consumatori vessati" arriva la dichiarazione del sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia: «Il governo cercherà di impedire l´class="hilite">entrata in vigore il 1 luglio prossimo delle misure sulla class="term">class class="term">action approvate con la Finanziaria 2008». Il problema è sorto perché le norme che "depotenziano" la Class class="term">action contenute nel ddl sviluppo ora all´esame della Camera, rischiano di non entrare in vigore entro il 30 giugno quando scadrà la sospensione della versione del governo Prodi decisa all´inizio dell´anno. «Ci sarà un intervento, ad esempio in un decreto legge» ha detto Saglia. «In questo modo il centro-destra conferma la poderosa retromarcia nella legislazione a tutela dei consumatori - attacca l´ex ministro Linda Lanzillotta - appare per altro del tutto coerente con lo stralcio, a data da destinarsi, della class="term">class class="term">action nei confronti della Pa previsto dal ministro Brunetta».

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Class action verso un nuovo rinvio (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI GIUSTIZIA data: 2009-06-19 - pag: 35 autore: Ddl sviluppo. Il provvedimento al voto dopo il 1Úluglio: da sciogliere i nodi su trasporti, Robin tax e fondi all'editoria Class action verso un nuovo rinvio Lo slittamento arriverà la prossima settimana con il decreto legge milleproroghe Alessandro Galimberti Marco Rogari ROMA Un nuovo rinvio per la class action. è quello che si profila per effetto dell'allungamento dei tempi di approvazione del "collegato" alla manovra sul nucleare, il cosiddetto Ddl Sviluppo. Il Governo sarebbe pronto a rendere operativo l'ulteriore slittamento facendo leva sul decreto milleproroghe che dovrebbe essere varato la prossima settimana dal Consiglio dei ministri. Una soluzione che consentirebbe all'esecutivo di evitare il decollo il 1Úluglio della class action congegnata dal governo Prodi, e che avrebbe dovuto debuttare giusto un anno fa, ma in una versione molto diversa da quella che sta prendendo forma in Parlamento. E non solo per la mancata retroattività, che di fatto escluderebbe oggi dall'ambito dell'azione collettiva i crac Cirio e Parmalat, e pure il default della vecchia Alitalia, ma anche per la definizione dei tribunali competenti (11 sedi regionali) e per la titolarità dell'azione, che riguarderebbe il singolo rappresentante della "classe", oltre alla tipologia delle obbligazioni da far valere in giudizio. è il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, ad affermare che il Governo «cercherà di impedire» l'entrata in vigore delle norme targate Prodi anche se il nuovo meccanismo sull'azione collettiva inserito nel Ddl sviluppo non dovesse ottenere il via libera definitivo del Parlamento entro la fine di giugno. E che il disco verde del Parlamento al "collegato" possa arrivare dopo la fine di questo mese è ormai considerato un dato quasi certo. Il Ddl sviluppo, che ha ottenuto ieri l'ok in sede referente dellacommissione Attività produttive della Camera, sarà approvato la prossima settimana o, al più tardi, all'inizio di quella successiva da Montecitorio con diverse modifiche, e dovrà quindi tornare al Senato per il sigillo definitivo. Il via libera è dunque destinato ad arrivare dopo il 1Úluglio. E non sono escluse ulteriori sorprese. Anche se la commissione Attività produttive ha approvato i 14 emendamenti presentati dal governo, restano da sciogliere in Aula diversi nodi: dal trasporto locale (ferrovie)alla Robin tax e ai fondi per l'editoria. In quest'ultimo caso, nonostante le perplessità del ministero dell'Economia, non è escluso che resti tutto com'è, senza pertanto l'introduzione di alcuna modifica. Sul provvedimento, poi, continua ad aleggiare il fantasma di possibili vizi di copertura. Anche perché dal Servizio Bilancio della Camera sono arrivate nuove richieste di chiarimento al Governo. In particolare, i tecnici di Montecitorio chiedono all'esecutivo di chiarire la portata dell'intervento sui contributi all'editoria rilevando che occorrono indicazioni sia sulla stima del costo dello proroga (70 milioni) sia sulla copertura, individuata aumentando di un punto l'aliquota della Robin tax, l'addizionale sull'Ires per le imprese petrolifere. Il Servizio bilancio della Camera chiede lumi al Governo anche sugli oneri di altre misure contenute nel provvedimento, come gli interventi per le reti d'impresa, l'estensione del potere di vigilanza dell'Autorità dell'energia sulla traslazione della Robin tax sui prezzi e l'allargamento delle agevolazioni per il Gpl. © RIPRODUZIONE RISERVATA. IL QUADRO Con la dilazione verrà evitata l'entrata in funzione delle regole varate dal governo Prodi e mai divenute operative

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Trovata la delle nuove Brigate rosse (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Cronache data: 19/06/2009 - pag: 21 Terrorismo Il romano Luigi Fallico, arrestato nell'ultima operazione, custodiva le carte. Pronto un volantino di rivendicazione di un'azione Trovata la «risoluzione strategica» delle nuove Brigate rosse ROMA L'elemento più importante è nell'ultima riga, lo spazio riservato alla firma: «per il comunismo, Brigate rosse», secondo la più ortodossa tradizione. Per gli investigatori è la prova definitiva che qualcuno, nell'anno 2009, stava tentando di riportare sulla scena la banda armata più longeva d'Italia con un'azione eclatante, come dettano le regole dell'organizzazione. Di ieri e di oggi. Il volantino di rivendicazione era quasi pronto, e gli slogan finali sono utili per immaginare il tipo di obiettivo che sarebbe stato prescelto: «Individuare e colpire il personale politico economico e militare dell'imperialismo e le sue strutture». Ancora: «Individuare e colpire il personale politico economico e militare del progetto di ristrutturazione dello Stato e le sue articolazioni», e «Guerra alla guerra imperialista». Si può intuire che il raggio d'azione delle Br future si sarebbe spostato dal mondo del lavoro sul quale s'erano concentrati Nadia Lioce e gli altri arrestati nel 2003, con gli omicidi di Massimo D'Antona e Marco Biagi al contesto internazionale e alle nuove alleanze economico-militari tra i diversi Paesi. Ma resta saldo il legame con la «prima posizione » delle Brigate rosse, quella che portò alla scelta «strategica » della lotta armata. Lo si capisce da diversi brani dei documenti trovati dopo gli arresti della settimana scorsa di cinque presunti neo-brigatisti. Fogli di carta che rappresentano il «bottino ideologico» dell'operazione condotta dalla Digos di Roma, guidata da Lamberto Giannini e Laura Tintisona, e dai pubblici ministeri Erminio Amelio e Pietro Saviotti; il più importante per chi ha il compito di prevenire nuove azioni terroristiche e individuare i possibili obiettivi. La bozza del documento firmato Br era in una borsa saltata fuori a casa del trentanovenne genovese Renato Porcile, che conteneva anche una pistola. Prima degli slogan finali c'è l'analisi della situazione mondiale dopo la fine dell'Unione sovietica, per concludere che «l'esistenza attuale di un ampio campo antimperialista, ancorché reazionario in alcune sue componenti, può creare spazio di manovra per i rivoluzionari internazionalisti ». Quanto ai «modelli organizzativi» delle Br in costruzione, il documento precisa che devono essere «completamente differenti» rispetto al passato: «I militanti saranno, in questa fase, necessariamente in numero ristretto, perché prodotto di lunga selezione; nel contempo si richiedono alti livelli di coscienza e di capacità operative. Tuttavia questi quadri devono essere potenzialmente interscambiabili e sostituibili». Dalla perquisizione a Luigi Fallico, il corniciaio romano di 57 anni accusato di aver fatto parte anche delle Br di Lioce e Galesi, è saltato fuori un altro documento, forse ancor più significativo perché sembra la «scaletta» (così in effetti s'intitola) di una vera e propria risoluzione strategica. «Non si tratterà in questa fase c'è scritto di organizzare le masse sul terreno della prima (riferimento alla «prima posizione» nel dibattito interno alle Br degli anni Ottanta, ndr) ma di dare indicazione strategica». Questo il «ruolo di fase a breve termine» di «un collettivo combattente necessariamente specializzato e ristretto, che si propone però fin da subito l'obiettivo della costruzione del partito comunista combattente rivolgendosi alle punte più avanzate della classe». Seguono riferimenti ad altri documenti evidentemente corposi, sintomo di una produzione ideologica mai interrotta, tipo «appunti per una discussione, cartella 27», o «terzo contributo al dibattito interno, punto 4 cartella 12». Terrorismo L'ultimo blitz anti Br e la risoluzione Giovanni Bianconi

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Servizi pubblici, riforma a metà (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 19/06/2009 - pag: 8 LETTERA SUL LAVORO Servizi pubblici, riforma a metà di PIETRO ICHINO C aro direttore, nell'autunno scorso riconobbi al ministro della Funzione Pubblica Brunetta coraggio e determinazione nell'affrontare la questione dell'efficienza degli apparati burocratici dello Stato e degli Enti locali ( Corriere, 17 novembre 2008). Con la stessa franchezza e senza alcuno spirito di parte registro oggi il suo cedimento alle resistenze che gli si sono opposte dall'interno dello stesso governo e da una parte degli apparati ministeriali. Sette mesi fa l'apertura del ministro al contributo dell'opposizione consentì di delineare un sistema di valutazione indipendente della quantità e qualità dei servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche, che aveva la sua chiave di volta in un organo «garante» nazionale, concepito ovviamente come del tutto indipendente e autonomo esso stesso rispetto al governo, perché potesse sfuggire al peggiore nemico interno: l'alleanza tra vecchi apparati burocratici e vecchia politica per la difesa dello status quo. Si sarebbero potuti scegliere anche modelli diversi; ma questo è, inequivocabilmente, il modello delineato nella legge emanata il 4 marzo scorso (n. 15/09). Tanto il ministro era convinto della bontà di questo disegno, che in aprile egli elaborò una prima bozza del decreto di attuazione della legge, nella quale l'organismo garante era qualificato addirittura come «Autorità indipendente» ed era dotato del potere di auto-organizzazione e piena autonomia finanziaria. Ciò gli conferiva l'indipendenza effettiva e l'autorevolezza necessaria per svolgere credibilmente la funzione di arbitro fra le amministrazioni e i cittadini, capace di intervenire per correggere i difetti di trasparenza (si pensi al caso dell'ufficio che nega i dati relativi al proprio funzionamento o alle materie su cui sta procedendo), i difetti di indipendenza dei valutatori di ciascuna amministrazione, i possibili loro peccati di compiacenza verso il potere politico o la dirigenza apicale. Era una scelta davvero incisiva, che avrebbe allineato il nostro Paese a quelli più evoluti del Nord Europa. Nonostante essa fosse proposta dall'opposizione, il ministro la aveva fatta propria al punto che quando, a metà maggio, nel governo si manifestarono delle resistenze al varo del decreto, in particolare da parte del ministro dell'Economia, egli minacciò di dimettersi. Poi, invece, le resistenze politiche e dell'apparato hanno avuto la meglio. Il decreto è stato riscritto; l'autorità indipendente è scomparsa, sostituita da una grigia «commissione ministeriale », la quale deve operare «in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministro dell'Economia ». In omaggio al disegno originale contenuto nella legge-delega rimane soltanto una enunciazione verbale dell'«autonomia» della commissione; ma quell'autonomia è ora ridotta a un mero auspicio: nel nuovo testo, presentato dal ministro al Parlamento nei giorni scorsi, scompaiono insieme all'autonomia operativa anche l'autonomia organizzativa e quella finanziaria del nuovo organo, che dipenderà per entrambi gli aspetti dal Governo. La commissione sarà, peraltro, priva di qualsiasi potere sanzionatorio o di interdizione, sia di fronte alle violazioni del principio di trasparenza totale, sia di fronte a eventuali difetti di autonomia dei valutatori di ciascuna amministrazione, cui sarà affidato il compito cruciale e delicato di elaborare e comunicare alla cittadinanza gli indici di qualità e quantità della performance. Scompare, nel decreto presentato dal governo alle Camere, l'«azione collettiva », di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Dulcis in fundo, una norma nascosta tra le «finali e transitorie » esenta totalmente l'amministrazione della presidenza del Consiglio dall'intera nuova disciplina: non sarà vincolata né al principio della trasparenza totale, né a quello della valutazione indipendente. Capisco che la trasparenza non è il forte del nostro premier; ma non è questo un buon motivo per esentare da trasparenza e valutazione anche l'apparato che da lui direttamente dipende. Se il risultato deve essere questo, che bisogno c'è della nuova «commissione»? Non bastava dare una spolverata al vecchio «comitato tecnico-consultivo» presso la presidenza del Consiglio, oggi presieduto da Cirino Pomicino? Tutti sappiamo che la politica è fatta anche di compromessi. Ma il ministro Brunetta, sul terreno di questa riforma, aveva preso pubblicamente l'impegno a dimettersi, piuttosto che accettare un depotenziamento grave del testo legislativo. Poiché, invece, ha deciso di non dimettersi, ora egli deve ai cittadini una spiegazione riguardo a questo che appare come un vero e proprio dietrofront. Siamo in molti ad attenderla con vivo interesse. Passo indietro Cambiato il decreto che prevedeva un Garante nazionale, indipendente e autonomo, per valutare Senatore Pd

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VENERDI' 19 Giornata di studio CENTRO PIER GIORGIO FRASSATI, VIA DELLE ROSINE 15, ORE... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 20-06-2009)

Argomenti: Class Action

VENERDI' 19 Giornata di studio CENTRO PIER GIORGIO FRASSATI, VIA DELLE ROSINE 15, ORE 9 E ORE 15 Le recenti pubblicazioni di e su Augusto del Noce. Giornata di studio in due sessioni: una mattutina alle 9 e una pomeridiana alle 15. Info 0172/713933, fondazione.delnoce@tin.it. Automotive TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9-18 La Camera di commercio di Torino collabora all'organizzazione del convegno internazionale SAE (Society of Automotive Engineers) con oggetto l'innovazione nel settore automotive per raggiungere gli obiettivi UE sui gas serra. La partecipazione è gratuita previa iscrizione sul sito www.promopoint.to.camcom.it/iniziative. Info 011/571326. Presentazione CASTELLO DEL VALENTINO, ORE 10,30 Presentazione del volume "Piemonte economico sociale 2008". Info: 011/6666461-447, editoria@ires.piemonte.it. Giovani Imprenditori UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 11,30 Per festeggiare il mezzo secolo d'attività, il Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale lancia il progetto di solidarietà denominato "Tanto" per il Trasporto Avanzato Neonatale a Torino, nato con l'intento di donare all'Azienda Ospedaliera Oirm S. Anna - Regina Margherita, centro d'eccellenza a livello internazionale, un'ambulanza speciale attrezzata per il servizio di trasporto neonatale avanzato. Regio dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15,30 "Il Regio dietro le quinte - itinerari segreti di un grande teatro d'Opera", visita guidata al teatro. Ingresso 5 euro. Info 011/8815557. Letture ARCHIVIO DI STATO, PIAZZETTA MOLLINO, ORE 16,30 Una passeggiata virtuale tra testi e documenti in piemontese. Letture dai sermoni medievali agli statuti della Società popolare di Chieri, dalle favole morali settecentesche ai sonetti nuziali del Novecento. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4431262. Informatica TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 17-19,30 Giuristi e tecnici informatici a confronto per parlare di contratti inerenti ai servizi web. Partecipazione gratuita, previa iscrizione. Info 011/5716554/5, affari.legali@to.camcom.it. Conferenza ARCHIVIO DI STATO, VIA PIAVE 21, ORE 17,30 Le fabbriche di cioccolata e i canali industriali in borgo San Donato nel XIX secolo. A seguire visita del laboratorio di restauro. Il Capitale LA TORRE D'ABELE, VIA PIETRO MICCA 22, ORE 18 Lettura (quasi) integrale de "Il Capitale" di Karl Marx, seconda puntata: "l'accumulazione primitiva oggi". Città del Novecento CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 "La città del Novecento. Torino nel ventennio fascista", una lettura critica delle architetture del Ventennio, rispetto alle vicende storiche, al loro significato e agli utilizzi nel tempo. Il dibattito, introdotto da Gianni Oliva e coordinato da Riccardo Bedrone, vedrà la partecipazione di Claudia Conforti, ordinario di Storia dell'architettura all'Università di Roma Tor Vergata, Luciano Re, ordinario di Restauro del Politecnico di Torino e Pierangelo Cavanna, storico della fotografia. Info www.urbancenter.to.it. Inaugurazione GIARDINO DI VIA GALLARATE ANGOLO CORSO SIRACUSA, ORE 18 Uno spazio giochi per i più piccoli, senza attrezzature, ma con un morbido gioco dell'oca, dove giocare inventandosi ogni giorno nuove regole, su un tappeto di erba sintetica colorata con morbide piattaforme in gomma. Aperitivo culturale IMMAGINE PER IL PIEMONTE, VIA LEGNANO 2/B, ORE 18,15 Conferenza sul tema "Il Palazzo dei Principi di Masserano: il tesoro ritrovato", introduce Vittorio G. Cardinali, storico e saggista; relatrice Claudia Ghiraldello, scrittrice e storica dell'arte. A seguire proiezione di immagini inedite del Palazzo, a cura di Roberto Favero. Autoguarigione Ngal-gSo CENTRO BUDDHA DELLA MEDICINA, VIA CENISCHIA 13, ORE 19 Approfondimento della pratica Ngal-gSo e degli aspetti connessi al canto dei Mantra, ai movimenti dei Mudra, alla concentrazione ed ai significati sottili delle pratiche. Info 011/355523 o 011/3241650. Fantasmi a Torino PALAZZO BAROLO, VIA DELLE ORFANE 7, ORE 19,50 Un itinerario alla scoperta di noti fantasmi. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Futuro radioattivo BOCCIA SQUAT, VIA MEDICI 121, ORE 20 Serata informativa sul nucleare organizzata da Boccia Squat e Fai torinese. Info 338/ 6594361, fai_to@inrete.it Notte all'Egizio MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20,10 Un egittologo esperto nella didattica museale per l'infanzia accompagna, dopo il tramonto, bambini e genitori in un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta dei segreti più nascosti delle mummie conservate al Museo. Partenze scaglionate alle 20,10; 20,30; 20,50; 21,10; 21,30 e 21,50. Costo 5 euro. Prenotazione obbligatoria. Info 011/4406903 o info@museitorino.it. Padronanza del sé CENTRO NUOVA ATLANTE GENESIS, VIA PIANEZZA 14, ORE 20,30 Conferenza dell'Associazione Culturale Saras "Giungere alla padronanza del sé", interviene Giuliano Falciani. Info 338/ 6752575. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 20,30 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e detossinamento. Info e prenotazione 349/ 8152051. Uomo parzialmente scremato CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 21 Uno spettacolo pop scritto da Dario Benedetto che racconta sette avvenimenti, sette storie realmente accadute che non hanno avuto spazio sui media. Ingresso 5 euro. Info 011/4326827, www.circololettori.it. Oltre le apparenze MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN, STRADA CASTELLO DI MIRAFIORI 148/7, ORE 21 Ciclo di appuntamenti "Oltre le apparenze. Misteri al Mausoleo", in collaborazione con il Cicap Piemonte: "Tracce nel Cielo: le scie chimiche", a cura di Simone Angioni. Biliardino CIRCOLO LA TOPIA, STRADA DEI RONCHI 16, ORE 21 Tappa provinciale del campionato italiano Uisp di biliardino a coppie. Iscrizione: 11 euro. Info 340/6479535 o 339/6529078, www.uisp.it/biliardino. Estate falcherese TEATRO CARDINAL MASSAIA, VIA SOSPELLO 32, ORE 21 Saggio di danza dell'Asd L'Olimpo. Nascita e Infanzia SOLELUNA ISTITUTO, VIA ANDORNO 5, ORE 21 Seminario "Nascita e Infanzia": training per guarire se stessi. Il seminario prosegue domani alla stessa ora. Info e iscrizioni 011/887950. Venerdì popolari GELATERIA POPOLARE, VIA BORGO DORA 3, ORE 21 Erica Sollo Trio: una personale rilettura di brani tratti dal repertorio di alcuni grandi autori del jazz moderno e contemporaneo, da Chrales Mingus a Kenny Wheeler, da Wayne Shorter a Ralph Towner, da Joni Mitchell a Norma Winstone. Info 348/6708713. SABATO 20 Massaggio hawaiano CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/88, ORE 9,30 Corso di massaggio hawaiano. Iscrizioni entro venerdì 19. Info 011/4119849 o 334/3145040, brahmavidya06@yahoo.it. Gruppo di lettura BIBLIOTECA CIVICA GIOVANNI ARPINO, VIA TURATI 4/8, ORE 10 Un incontro indirizzato agli appassionati di lettura per condividere le suggestioni letterarie intorno al tema "leggero". Info 011/6270047. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI, VIA LEONCAVALLO 17, ORE 10-13 Servizio di consulenza gratuita al cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo. Info 011/4431262. Conoscere l'At ISTITUTO TORINESE AT, VIA PEYRON 58, ORE 10-16,30 Per il ciclo "Conoscere l'Analisi Transazionale", incontro "Dal primo contatto al piano terapeutico in un'ottica analitico transazionale", conducono Daniela Allamandri e Carla Giovannoli. Partecipazione gratuita, iscrizione necessaria a 011/7743351 o segreteria@itat-formazione.it. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 10-13 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi. Incontri ScienzAttiva COMPLESSO IL FORTINO, STRADA DEL FORTINO 20, ORE 10-18 Incontro "Le quattro chiavi del piacere". Luoghi della Quattro STRADA DELLA BERLIA 543, ORE 10,30 Ritrovo e partenza della visita guidata a cascina Grange Scott. Info 011/4428420. Regio dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 11 E 15.30 "Il Regio dietro le quinte - itinerari segreti di un grande teatro d'Opera", visita guidata al teatro. Ingresso 5 euro. Info 011/ 8815557. Gran Tour 2009 TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 13,45 "L'Unità d'Italia attraverso i monumenti dedicati agli eroi del Risorgimento", percorso di mezza giornata, quota 8 euro. Prenotazione obbligatoria. Info 800/329329. Skatepark PIAZZA ZARA. ORE 14-19 Skate, bmx, monopattino, music. Iscrizione a offerta libera. Info www.uisp.it/torino. Escursione CORSO STATI UNITI ANGOLO CORSO RE UMBERTO, ORE 14,30 Gita fuori porta a Frossasco e dintorni per degustare arte e specialità locali. Prenotazioni in segreteria di Anici dell'Arte e dell'Antiquariato. Info 335/6784471. Raccolta differenziata CHIESA ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE, VIA NIZZA 355, ORE 15-17 Stands appositamente allestiti dove animatori coadiuvati da personale Amiat, in modo ludico, spiegheranno le dinamiche per la gestione della raccolta differenziata integrata, meglio conosciuta come "porta a porta". Distribuzione di gadgets, giochi e ballons art. Workshop Yogadance YOGADANCE, LUNGO PO ANTONELLI 77, ORE 15-18 Workshop "Yogadance, danzare i Chakra e le emozioni". Costo 40 euro. Info e prenotazioni 349/8152051 o yogadance@supereva.it. Corpo dei bersaglieri MONUMENTO CRIMEA, PIAZZA CRIMEA, ORE 15,30 La sezione A. La Marmora di Torino festeggia la nascita del Corpo dei bersaglieri con deposizione di fiori presso i vari monumenti cittadini. Il percorso sarà effettuato in bicicletta scortati dalla Pattuglia Ciclisti di Ciriè. Alla 17,30 Santa Messa a San Lorenzo in suffragio dei bersaglieri defunti. Luoghi della Quattro CAMPI DI CALCIO CARRARA 90, CORSO APPIO CLAUDIO 192/A, ORE 15,30-17,30 Pellerina, visita guidata al parco, allo stagno e a cascina Marchesa, a cura di Pro Natura. Info 011/4428420. Magical Mistery Turin PIAZZA CLN, ORE 15,30-18,30 Il Magical Mistery Turin di GruRadio condotto da Mao, accompagnato dai Santabarba, ospita gli scrittori Margherita Oggero e Dario Voltolini, il musicista Vito Miccolis, il regista Gabriele Vacis, il direttore di Film Commission Steve Della Casa. Info www.legru.it. Danze del sud Italia LUDOTECA DRAGO VOLANTE, CORSO CADORE 20/8, ORE 14,30-18,30 L'Associazione Itinerari Senza Terra propone due giorni intensivi di pizzica salentina. Prosegue domenica dalle 15 alle 19. Info e iscrizioni Claudia 349/1758735, Lidiana 347/0477254 o manacuma@yahoo.it. Le fontane di Torino PALAZZO SCAGLIA VERRUA, VIA STAMPATORI 4, ORE 16,15 Un itinerario tra le fontane pubbliche condotto da Franca Piacentino, autrice del volume "Le fontane di Torino.raccontano". Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Teosofia SOCIETA' TEOSOFICA ITALIANA, VIA PINELLI 78/A, ORE 17 Riunione sui "Maestri" a cura di Elio Richiardi. Gli antichi Aztechi CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Seminario sulla cultura degli Aztechi analizzata da un altro punto di vista. Interviene Juan José Puente Valdez. Info Associazione Culturale Mexicanos en Turín Viva México 328/2126813, mexicanosenturin@gmail.com. Incontri ScienzAttiva COMPLESSO IL FORTINO, STRADA DEL FORTINO 20, ORE 18,45-20,15 Aperitivo meditativo "sensorialità e coscienza: l'essenza della soddisfazione". Fantasmi a Torino 2 PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 19,15 Il secondo capitolo nella città dei fantasmi. Un itinerario che rivela inquietanti presenze, fantasmi noti, rivelazioni mai udite. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Collettiva PLAZA DEL PUEBLO, CORSO PALESTRO 3, ORE 22 Inaugurazione mostra collettiva di pittura degli artisti Polda, Walter Mazzoleni, Marco Sciarpa, con musica e buffet. La mostra sarà visitabile fino al 28 giugno. Info www.circolopueblo.com. DOMENICA 21 Yoga della risata SHIVA YOGA, CORSO BRIANZA 22, ORE 9-12 Lo yoga della risata è una metodologia di riequilibrio naturale del sistema immunitario. Seminario introduttivo principianti, adatto a tutti. Info e iscrizioni 349/8152051, yogadellarisata@email.it. Incontri ScienzAttiva COMPLESSO IL FORTINO, STRADA DEL FORTINO 20, ORE 10-18 Incontro "Gli ostacoli al piacere: l'eccesso di altruismo e lo spegnersi della passione", si individuano le modalità psicocorporee con cui si tradiscono i propri bisogni per uniformarsi a quelli altrui, sottraendo autenticità alle relazioni. Si apprendono tecniche per portare alla consapevolezza le proprie modalità automatiche di reazione e recuperare così autenticità e vera presenza nell'incontro con l'altro. Incontri Colline Torinesi FNAC TORINO CENTRO, VIA ROMA 56, ORE 12 Incontri legati al Festival delle Colline Torinesi, curati da Sergio Ariotti e Ave Fontana: Hubert Colas e Hilaire Multon. Acqua da tutte le parti PARCO DEL NOBILE, STRADA DEL NOBILE 36, ORE 14,30-18,30 Laboratori-giochi dedicati all'acqua e al risparmio idrico dal titolo "acqua da tutte le parti, acqua scomparsa". Ingresso gratuito. Info 011/3839511. Erbe stregate CENTRO VISITE COLLINA TORINESE, STRADA FUNICOLARE 55, ORE 15,30 Sui sentieri della Collina Torinese, ricchi di flora caratteristica legata a saperi quasi perduti, prenderanno vita le famose masche. Nel corso di un'escursione nei boschi del Parco, si scopriranno come venivano cercate, riconosciute e usate dalle streghe nostrane, e dalle nostre nonne, piante dai nomi curiosi e carichi di memoria. Quota 7 euro adulti, 5 bambini sino ai 14 anniInfo e prenotazioni 011/8903667. Cooperare in officina OFFICINA VERDE TONOLLI, VIA VALGIOIE 45, ORE 15-18,30 Giochi, attività e laboratori sul tema della cooperazione proposti dall'associazione Jonathan, in collaborazione con Reability. Per l'occasione sarà inaugurata la mostra "Immagini dal confine" sulle condizioni di vita dei profughi birmani. Visita guidata PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 16 "Diciotto secoli d'arte", visita al Palazzo ad ai capolavori delle collezioni. Info 011/4429911. Arte orientale MAO, VIA SAN DOMENICO 9-11, ORE 16 "Viaggio in Oriente", visita guidata a tutte le collezioni. È consigliata la prenotazione. Info 011/4436928. La Costituzione MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A, ORE 16 Visita guidata della mostra "I giovani e la Costituzione". Info e prenotazioni 011/4361433. Dancing pilates ASSOCIAZIONE FIOR DI LOTO, VIA OROPA 105, ORE 16-19 Dancing Pilates, pilates danzato a ritmo di musica. In ogni seduta vengono di volta in volta proposti gli esercizi classici del Pilates standard, opportunamente adattati a musiche d'ambiente e con ritmiche coordinate. Stage introduttivo per principianti. Quota iscrizione 325 euro. Info 346/2412183. Festa dell'estate PIAZZETTA VIGLIARDI PARAVIA, ORE 16-20 Musica con dj Anni 60-70 e animazione con gli spettacoli di danza latino americano, hip hop, dance 70-90 per festeggiare l'arrivo dell'estate. Feste Barocche PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 17 Visita guidata per gli abbonati Musei Torino Piemonte alla mostra "Feste Barocche". Prenotazioni al numero verde 800/ 329329. LUNEDI' 22 Sicurezza sul lavoro SERMIG, PIAZZA BORGO DORA 61, ORE 9,30-18,30 Il testo unico sulla sicurezza. Obblighi e responsabilità nella stipula e nella gestione dei contratti d'appalto. Quota di partecipazione 150 euro. Info e adesioni Teutas, 055/587829. Meditation Art CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/88, ORE 15 Mostra itinerante "Meditation art.il punto all'infinito": quando la tecnica del batik si fonde con l'arte contemporanea. Ingresso gratuito. Info 011/4119849 o 334/3145040, brahmavidya06@yahoo.it. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA LUIGI CARLUCCIO, VIA MONTE ORTIGARA 95, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4428790. Luna di latte BIBLIOTECA CIVICA FALCHERA, PIAZZA FALCHERA 9, ORE 17 Gruppo di sostegno per l'allattamento al seno, in collaborazione con l'ASL TO 2, Dipartimento materno infantile, rivolto a mamme, bambini, future mamme, papà: bimbi ad "alto bisogno". Info 011/2621659. Incontri UNIONE INDUSTRIALE, VIA FANTI 17, ORE 17 Barry Naughton illustrerà le radici del miracolo economico cinese. Con Stefania Stafutti e Gianmaria Ajani. Info 011/6704384-4417 o info@cascc.eu. Apertura gratuita CENTRO DELLA NORMA, VIA ASSISI 6, ORE 18-19 Centro aperto gratuitamente per il "Progetto di sostegno, aiuto e di salvaguardia del benessere di ciascuno". Ingresso gratuito. Hatha Yoga nel parco PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 18,30 Introduzione all'Hatha Yoga nel verde del Parco Colletta. Necessario tappetino o stuoia per la pratica. Consigliato prenotare entro il giorno precedente 349/8152051. Essenze floreali ASSOCIAZIONE IBTG -SGT, VIA ANDREA DORIA 27, ORE 20-23 Inizia un corso di approfondimento sui fiori del dott. Bach; saranno presentati i principi transpersonali con le relative applicazioni per l'uso locale delle essenze. Info 011/334653 o 338/1565574. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 20,15 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e detossinamento. Info e prenotazione 349/8152051. Mobbing ASSOCIAZIONE RISORSA C/O CIPES, VIA SANT'AGOSTINO 20, ORE 21 Incontro del gruppo di mutuo aiuto, con l'assistenza di Giuseppe Mitola. Partecipazione gratuita. Info 011/5176332. Aum SOLELUNA ISTITUTO, VIA ANDORNO 5, ORE 21 Incontro Settimanale "Aum Meditation", conduce Param Fogliato, un'esperienza che ti metterà in contatto con le tue emozioni in uno spazio di totalità e coinvolgimento. Info 011/887950 o www.solelunaistituto.it. Dancing pilates ASSOCIAZIONE FIOR DI LOTO, VIA OROPA 105, ORE 21,15 Dancing Pilates, pilates danzato a ritmo di musica. In ogni seduta vengono di volta in volta proposti gli esercizi classici del Pilates standard, opportunamente adattati a musiche d'ambiente e con ritmiche coordinate. Incontro dimostrativo gratuito, necessario prenotare. Info 346/2412183. Film in piazza PIAZZA MADAMA CRISTINA, ORE 21,15 Proiezione del film "Il mondo nuovo" di Crialese organizzata dal Fai torinese. Info 338/6594361, fai_to@inrete.it MARTEDI' 23 Vendita internazionale CEIPIEMONTE, CORSO REGIO PARCO 27, ORE 9-13 Incontro dal titolo: "La tutela del marchio e dei segni distintivi dell'impresa: come farsi riconoscere nei mercati internazionali". La partecipazione è a pagamento, previa iscrizione. Info 011/6700619. Sapere BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 15 "Se non sai non sei", progetto a sostegno della formazione permanente degli adulti, con laboratori di informatica per la terza età a cura di Spi-Cgil, Auser. Info 011/6062203. Seminari INRIM, STRADA DELLE CACCE 91, ORE 16,30 Dibattito sul sito di bonifica della miniera di amianto di Balangero e Corio e sulle problematiche legate all'attività di monitoraggio ambientale. Interventi di Massimo Bergamini e Mariagrazia Luiso. Info 011/3919523. Il notaio BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 16,45-19,45 Servizio di consulenza gratuita al cittadino a cura del Consiglio Notarile di Torino, dei distretti riuniti di Torino e Pinerolo, in collaborazione con Assessorato al Bilancio e Assessorato alla Cultura della Città di Torino. Info 011/4438604. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/4435990. Cappelli d'arte ATELIER DI NINA TAURO, VIA SANT'ANSELMO 26/C, ORE 17 "Riscoprir cappelli d'arte e di moda", visita all'altelier. Info 335/6784471. Immagine interiore BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI, CORSO ORBASSANO 200, ORE 17,30 Viaggio nella nostra personalità più profonda: "Ho amato un sogno? Evanescenze e luci segrete della poesia in Debussy". Info 011/4438604. MirafuoriTv BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE, VIA CANDIOLO 79, ORE 17,30-19,30 Mirafuori Tv si apre al quartiere invitando tutti gli interessati a costituire un gruppo redazionale e una troupe, con lo scopo di raccontare con piccole news il loro punto di vista sul territorio. Incontri di redazione. Info 011/4437080. Incontri CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE 18 Lezione di Gaetano Pecora su tolleranza e laicità nel pensiero di Norberto Bobbio. Introduce Michelangelo Bovero . Info 011/2422979, info@centrostudicalamandrei.it. Yoga e autoguarigione CENTRO BUDDHA DELLA MEDICINA, VIA CENISCHIA 13, ORE 19-21 Approfondimento dei metodi di rilassamento fisico e psichico associati a specifiche tecniche di concentrazione e meditazione. Info 011/355523 o 011/3241650. Il femminile MOOD LIBRI E CAFFE' 2, VIA PO 35/B, ORE 20 Laboratorio interattivo del ciclo "Libera la sensibilità del tuo femminile. ti dona la forza per essere te stessa": "Risveglio dell'energia sessuale; come contattarne la fonte dentro di noi?", conduce Eija Tarkiainen. Info 011/5130820 o info@oasinaturale.org. Yoga tibetano CENTRO STUDI DHARMA, VIA MONTECUCCOLI 2, ORE 20 Incontro gratuito di yoga tibetano, previa conferma telefonica 349/8152051. Estate falcherese PIAZZA ASTENGO, ORE 20,30 Baby dance con Sergio e Maria e alle 21,45 proiezione di "Pomodori, viaggio nell'identità italiana" e "Io vengo da Giove". Cellule staminali ACCADEMIA DI MEDICINA, VIA PO 18, ORE 21 Convegno "La verità sulle cellule staminali", interviene Giuseppe Remuzzi, presentato dal Socio dell'Accademia Dario Roccatello. Conferenze Esprimersi SEDE UNITRE, CORSO FRANCIA 27, ORE 21 Incontro "Il sonno: un fenomeno ancora sconosciuto", interviene Gabriele Lodari, coordina Patrizia Donà. Ingresso libero. Info 011/4343700. Corpo senza stress SOLELUNA ISTITUTO, VIA ANDORNO 5, ORE 21 Corso "Corpo senza stress", alla riscoperta di noi stessi, attraverso tecniche di Bioenergetica, Stretching, Consapevolezza Corporea, Danza libera e Respiro. Info 011/887950 o www.solelunaistituto.it. No psicofarmaci ai bambini CAFFE' BASAGLIA, VIA MANTOVA 34, ORE 22 Nuovo appuntamento per la campagna "No psicofarmaci ai bambini", con banchetti informativi promossi dall'associazione Alice e dal collettivo studenti universitari "No ritalin". MERCOLEDI' 24 San Giovanni letteraria CIRCOSCRIZIONE 8, CORSO MONCALIERI 18, ORE 10-24 Si svolge la prima San Giovanni letteraria, organizzata da editori e librerie della Circoscrizione 8, in collaborazione con Gli Amici del Fiume. Sono previsti incontri con gli autori, giochi letterari e libri in vetrina. L'iniziativa è promossa da Pietro Pintore Editore. Bicittadina di S. Giovanni PIAZZETTA REALE, ORE 15 Un facile percorso per famiglie sulle piste ciclabili e lungofiume. Info 328/9618668, www.biciedintorni.it. Visite guidate MAO, VIA SAN DOMENICO 9-11, ORE 16 "Viaggio in Oriente", visita guidata a tutte le collezioni. È consigliata la prenotazione. Info 011/4436928. Feste in piazza PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 16 Nel giorno di San Giovanni, percorso guidato tra la mostra Feste Barocche e le collezioni del museo; prenotazione obbligatoria. Info 011/4429911. Hatha Yoga nel parco PARCO DELLA COLLETTA, LUNGO DORA COLLETTA, ORE 18,30 Introduzione all'Hatha Yoga nel verde del Parco Colletta. Necessario tappetino o stuoia per la pratica. Consigliato prenotare entro il giorno precedente 349/ 8152051. Meditazione Camminata PARCO FLUVIALE DEL PO, ORE 19 La Meditazione Camminata, propria della tradizione tibetana è un sistema di rilassamento psico-fisico che utilizza la deambulazione come pratica di concentrazione e detossinamento. Info e prenotazione 349/ 8152051. Yoga integrale CENTRO BUDDHA DELLA MEDICINA, VIA CENISCHIA 13, ORE 20-22 Uno dei sistemi più antichi per lo sviluppo dell'equilibrio fisico e della conoscenza di sé che può essere praticato con successo da chiunque e ad ogni età. Info 011/355523 o 011/3241650. Cuori gemelli CENTRO STUDI OLISTICI BRAHMA VIDYA, VIA VANDALINO 82/88, ORE 21 Meditazione dei "cuori gemelli" in arabo. Ingresso libero. Info 011/4119849 o 334/3145040, brahmavidya06@yahoo.it. GIOVEDI' 25 Piemonte e turismo TORINO INCONTRA, VIA NINO COSTA 8, ORE 9,45 Incontro dal titolo "Il turismo: risorsa economica anticrisi?". Dopo la tavola rotonda sono in programma, dalle 14, quattro sessioni di lavoro parallele. E' prevista la presenza del ministro Michela Vittoria Brambilla. Info e iscrizioni www.piemonte-turismo.it/convegno. Se non ora... BILBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO, LUNGO DORA AGRIGENTO 94, ORE 14-18 "Se non ora, quando? Due anni di esperienza: valutazioni e proposte", il seminario si propone come momento di riflessione e rielaborazione dell'esperienza a due anni dal suo avvio. Gli ambiti d'azione sono stati: i contesti territoriali definiti, le famiglie, le scuole e i ragazzi di seconda generazione. Dopo la presentazione del dossier, spazio a riflessioni, valutazioni e proposte dei partecipanti. Regio dietro le quinte TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15,30 "Il Regio dietro le quinte - itinerari segreti di un grande teatro d'Opera", visita guidata al teatro. Ingresso 5 euro. Info 011/8815557. Counseling energetico SUPERCIBARIUS, VIA DOMODOSSOLA 9, ORE 16-20 Un pomeriggio di sedute gratuite, indicate per stati di stress, stanchezza, per ri-trovare un equilibrio fisico ed interiore per comprendere la richiesta di aiuto del nostro corpo, a cura di Arianna Garrone, erborista e counselor relazionale. Prenotazione necessaria ai numeri: 011/7509973 o 338/2931097. Info www.supercibarius.com. Il geometra BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER, CORSO CORSICA 55, ORE 16,45-19,45 "Il geometra risponde" servizio di consulenza gratuita al cittadino. Info e prenotazione www.torinofacile.it/servizi o 011/ 4435990. Conoscere l'At ISTITUTO TORINESE AT, VIA PEYRON 58, ORE 17-19,30 Per il ciclo "Conoscere l'Analisi Transazionale", incontro "L'analisi transazionale e i suoi campi applicativi (cenni). Filosofia, metodi e organizzazione della Scuola di Specializzazione ad indirizzo analitico transazionale", conduce Carla Giovannoli. Partecipazione gratuita, iscrizione necessaria a 011/7743351 o segreteria@itat-formazione.it. Voci di architettura TEATRO CARIGNANO, PIAZZA CARIGNANO 6, ORE 17 Incontro "Il Carignano e il ruolo dei palcoscenici per il centro storico", intervengono Paolo Marconi, Università degli Studi Roma Tre, e Mauro Avogadro, regista e direttore della Scuola del Teatro Stabile. L'incontro è preceduto da una visita guidata dal progettista Paolo Marconi per scoprire gli spazi modellati dal suo intervento. Per partecipare alle visite guidate è necessario prenotarsi. Info 011/5537950 o visiteguidate@urbancenter.to.it. Fiori e aromi BORGO MEDIEVALE, PARCO DEL VALENTINO, ORE 17,30 Workshop "Fiori e aromi al giardino medievale", lezione a cura di Edoardo Santoro "Pareti verdi, non solo rampicanti". Info 011/4431714. Sistema Solare ACCADEMIA DELLE SCIENZE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 17,30 Il dott. Marcello Coradini, European Space Agency, terrà la conferenza "L'esplorazione del Sistema Solare". Ingresso libero. Info www.ada-astrofisica.to.ifn.it o iya2009@unito.it. Opportunità e crisi UNIONE INDUSTRIALE, VIA VELA 17, ORE 18 Incontro sul tema "l'ottimizzazione dei costi energetici" con Massimo Settis e Donato Leo. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Info 011/5718389 o f.deorsola@ui.torino.it. Streghe a Torino CHIESA SAN DOMENICO, VIA SAN DOMENICO, ORE 18,45 Un itinerario tra Inquisizione, roghi, tribunali e forche. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Theta Healing CENTRO YOGA SAMADHI, VIA TRIPOLI 181, ORE 19-23 Inizio corso Theta Healing avanzato solo per chi ha già partecipato al corso "Dna 2 Base Continua il cambiamento e lo sviluppo dei sensi psichici". Info 347/4278055 o mtluce@virgilio.it. Fantasmi a Torino 2 PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO, ORE 19,15 Il secondo capitolo nella città dei fantasmi. Un itinerario che rivela inquietanti presenze, fantasmi noti, rivelazioni mai udite. Costo 10 euro. Info e prenotazioni 011/853670 o www.barburin.com. Piramidi e papere MUSEO DELLE ANTICHITA' EGIZIE, VIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE 6, ORE 20 E 22 È un percorso teatralizzato serale in museo che vede un egittologo accompagnato dalla sua pittoresca assistente guidare i visitatori in un tour fuori dal comune. Tra racconti di leggende e rivelazioni di falsi miti, che preoccuperanno un turista un po' troppo curioso, si possono scoprire le piramidi e le papere. Costo 15 euro. Prenotazioni allo 011/4406903 o a info@museitorino.it. Visualizzazione creativa SURYA STUDIO, VIA DE SONNAZ 6, ORE 20,30 Mini-stage di avvicinamento alle tecniche di visualizzazione arricchite da esperienze di rilassamento immaginativo guidato. Costo 12 euro. Iscrizioni entro il 23 al 346/1503736. Meditazione Ngal-gSo CENTRO BUDDHA DELLA MEDICINA, VIA CENISCHIA 13, ORE 20,30 Percorso aperto a tutti per sviluppare la conoscenza di sé attraverso gli insegnamenti della tradizione tibetana Vajrayana Ngal-gSo. Info 011/355523 o 011/3241650. Dancing pilates ATELIER BODY & FIT, CORSO MATTEOTTI 40, ORE 21,15 Dancing Pilates, pilates danzato a ritmo di musica. In ogni seduta vengono di volta in volta proposti gli esercizi classici del Pilates standard, opportunamente adattati a musiche d'ambiente e con ritmiche coordinate. Incontro dimostrativo gratuito, necessario prenotare. Info 346/2412183. Vanchiglia by night AREA PEDONALE VIA BALBO ANGOLO VI ABUNIVA, ORE 21,30 Musica e conversazioni "Aspettando Vanchiglia by night", intervengono Dorcas Mpemba, Hedy Krissane, Erjon Tola, Karim Metref; accompagnamento musicale del gruppo jazz Valprato 15 e dei Pazzi Boys, presenta Francesco Giorda. Info www.comune.torino.it/circ7. MOSTRE Aperture al pubblico VILLA DELLA REGINA, STRADA SANTA MARGHERITA 40 Fino al 27 settembre la Villa sarà aperta al pubblico la domenica, dalle 10 alle 18,30 (ingresso ultimo gruppo alle ore 16). Ogni giorno verranno organizzati 6 gruppi di visita di 25 persone, partenze gruppi: ore 10; 11; 12; 14; 15 e 16. Gli ingressi delle ore 14; 15 e 16 sono riservati ai gruppi preorganizzati. Modalità di prenotazione: visitatori singoli, prenotazione telefonica 800/329329; prenotazione diretta presso lo sportello InfoPiemonte di piazza Castello angolo via Garibaldi. Gruppi preorganizzati: direttamente presso la Soprintendenza per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici del Piemonte, 011/ 5641717 o villadellaregina@artito.arti.beniculturali.it. Info www.artito.arti.beniculturali.it/Villa. Lombroso RETTORATO DELL'UNIVERSITA' VIA VERDI 8 È visitabile fino al 31 luglio la mostra "Cesare Lombroso professore all'Università di Torino. 1876-1909". Sono esposti in originale numerosi documenti autografi di Lombroso, tra cui programmi dei corsi, la prolusione che Lombroso tenne in apertura dell'anno accademico 1887/88 e una tesi di laurea in Medicina del 1894 manoscritta dal contenuto lombrosiano. Info 011/6704881. Musica e spettacolo ARCHIVIO STORICO, VIA BARBAROUX 32 La mostra "Musica e spettacolo a Torino tra Otto e Novecento", realizzata in collaborazione con l'Archivio Storico del Teatro Regio, è visitabile fino al 30 settembre, con orario lunedì - venerdì 8,30-16,30 escluso festivi. Ingresso libero. Info www.comune.torino.it/archiviostorico. Montagne della frutta MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA, PIAZZALE MONTE DEI CAPPUCCINI 7 La mostra "Le montagne della frutta. Etichette 1900-1960" presenta una selezione di centosessanta etichette di cassette per la frutta a tema montano, selezionate tra le duecentocinquanta conservate tra le molte collezioni del Centro Documentazione del Museo Nazionale della Montagna di Torino: un'angolazione inedita da cui osservare il mondo dell'alta quota. La mostra è visitabile fino all'8 novembre, con orario 9-19, dal martedì alla domenica. Info 011/6604104 o www.museomontagna.org. Barriera Mobile SPAZIO ESPOSITIVO, VIA CRESCENTINO 25 La mostra "Barriera Mobile", risultato del "Progetto Barriera Mobile", che nasce da un'idea di Barriera, realizzata grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, con la collaborazione dell'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e la Circoscrizione VI, sarà visitabile fino al 4 luglio, con orario: dal lunedì al venerdì, 15-19; sabato ore 10-13. Info 011/2876485 o www.associazionebarriera.com. Evoluzione dell'auto MUSEO NAZIONALE DELL'AUTOMOBILE, CORSO MASSIMO D'AZEGLIO 15 La mostra "L'evoluzione dell'automobile", un nuovo appuntamento dedicato alla storia dell'automobile, sarà visitabile fino al 13 settembre, con orario, dal martedì alla domenica 10-18. Le domeniche 7 e 14 giugno i visitatori potranno effettuare alle ore 16 la visita guidata alla mostra al costo di euro 3,50 a persona + il costo del biglietto d'ingresso. Info 011/ 6599872. Tutte le mostre MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI, VIA GIOLITTI 36 La mostra "La scimmia nuda. Storia naturale dell'umanità" è aperta fino al 10 gennaio; "Cosa sono le nuvole?", fotografie di Mario Lanzardo, è stata prorogata fino al 29 giugno; fino al 31 agosto è visitabile la mostra "Le iris tra botanica e storia". Inoltre si possono visitare le mostre permanenti "Museo storico di zoologia", "Arca" e "Mineralia 2". Orario 10-19 tutti i giorni, chiuso il martedì. Info 011/4326354 o www.mrsntorino.it. San Michele PIEMONTE ARTISTICO CULTURALE, PIAZZA SOLFERINO 7 La mostra "I tre monti consacrati all'Angelo. Storia e iconografia" è dedicata alle tre montagne che, secondo le fonti medioevali, l'Arcangelo San Michele scelse per sé nell'Occidente latino e che per secoli furono meta di pellegrinaggi: Mont Saint-Michel in Francia, la Sacra di San Michele sul Monte Pirchiriano all'imbocco della Val di Susa, fino al santuario pugliese di Monte Sant'Angelo nel Gargano. La mostra è visitabile fino al 4 luglio, dal lunedì al sabato dalle 15,30 alle 19,30. Ingresso libero. I Piffetti MUSEO ACCORSI, VIA PO 55 Prorogata fino al 28 giugno la mostra "I Piffetti della camera delle meraviglie", due mobili inediti del "primo ebanista del Re" provenienti dalla donazione Laura Volpi Ottolini. Orario da martedì a domenica, ore 10-13 e 14-18,30; chiuso lunedì. Info 011/837688 int. 3. Chapeau! ISTITUTO D'ARTE PASSONI, VIA DELLA ROCCA 7 L'esposizione "Chapeau! I cappelli di Popy Moreni. Paris" è apprezzabile fino al 30 settembre, col seguente orario: lunedì e martedì, 9-16; mercoledì - venerdì, 9-13; sabato 9-12. Info 011/ 8177377. Feste barocche PALAZZO MADAMA, PIAZZA CASTELLO La mostra "Feste barocche. Cerimonie e spettacoli alla corte dei Savoia tra Cinque e Settecento", sarà visitabile fino al 5 luglio, con orario: martedì-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì. Info 011/ 4433501 o www.palazzomadamatorino.it e www.fondazionetorinomusei.it. Costituzione MUSEO DIFFUSO DELLA RESISTENZA, CORSO VALDOCCO 4/A La mostra "I giovani e la Costituzione. Disegni, laboratori, performance e videoinstallazioni" sarà visitabile fino al 21 giugno, con orario martedì - domenica, ore 10-18; giovedì 14-22; lunedì chiuso. Info www.museodiffusotorino.it. Vulcano di Fogo MUSEO DI VALSALICE, VIALE THOVEZ 37 La mostra tematica sul vulcano di Fogo, Capo Verde, "Conoscere per convivere con il vulcano", è stata prorogata fino al 28 giugno, con orario da lunedì a venerdì e sabato mattina, su prenotazione, 9 - 12,30 e 14,30- 18,30; nei pomeriggi di sabato, domenica e festivi non occorre prenotare. Info 011/ 6300611. VARIE Vacanza e cultura INFO 011/3093665 O 349/3660808 Sono aperte le iscrizioni alle settimane di vacanza e cultura "La filosofia nei luoghi del silenzio" organizzate dall'Associazione Culturale Nuova Accademia e dei Padri Domenicani. Le settimane proposte spaziano dal 12 luglio al 5 settembre, con sedici corsi che avranno luogo in 12 località, dal Piemonte alla Campania. Per ricevere la brochure completa dei corsi con le rispettive date e avere informazioni dettagliate: 011/3093665 o 349/3660808. Guida sicura MIRAFIORI MOTOR VILLAGE, PIAZZA CATTANEO 9 Tutti i mercoledì dalle 18 alle 20, Mirafiori Motor Village mette a disposizione Alfa Romeo MiTo, Brera e Alfa GT per vivere un quarto d'ora di adrenalina pura sullo storico circuito di prova interno del comprensorio di Mirafiori. A richiesta sarà inoltre possibile compiere un giro finale a tutta velocità con il pilota alla guida per vivere l'esperienza della vera guida sportiva. Il costo della corsa è di 15 euro. Tutti i sabati e le domeniche invece appuntamento con i corsi di guida sicura: verranno effettuate lezioni di teoria e pratica per ottenere dalla guida il massimo piacere e la piena sicurezza. Alla fine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Il costo del corso è di 170 euro. Info e prenotazioni 011/23416829.

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La vera autonomia dell'Autorità che valuterà i servizi pubblici (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Opinioni data: 20/06/2009 - pag: 10 DOPO LE CRITICHE AL DECRETO La vera autonomia dell'Autorità che valuterà i servizi pubblici di RENATO BRUNETTA C aro Direttore, ho letto stamane sul tuo giornale devo dire, con lieve sorpresa la lettera con cui il professor Ichino pretende (a suo dire senza alcuno spirito di parte) di dimostrare che il decreto delegato sulla riforma del pubblico impiego avrebbe tradito le attese e ceduto alle resistenze «opposte dall'interno dello stesso Governo e da una parte degli apparati ministeriali». Ichino rivendica a una mia apertura al contributo dell'opposizione sia il fatto che il decreto abbia delineato un sistema di valutazione indipendente dei servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche, sia la scelta di mettere al centro di questo sistema un organo «garante nazionale». Quel che è vero e che l'opposizione, e lui in particolare, hanno sicuramente sostenuto questa opzione, che è tuttora quella che emerge chiaramente dal testo normativo. Ma il senatore Ichino è anche un professore di narcisismo. Il mondo gli piace soltanto se gira intorno a lui. Quando questo non avviene, e cioè abbastanza spesso, si innervosisce e prende carta e penna. In tali circostanze, ossessionato com'è dalla forma, gli capita di perdere di vista la sostanza. Per un politico, anche se alle prime esperienze, si tratta di un errore da matita blu. La sostanza è infatti sostanza. Per questo è perlomeno spericolato nel definire «grigia Commissione ministeriale» un organismo che opera (parole del testo attuale del decreto) «in posizione di indipendenza di giudizio e valutazione e in piena autonomia», con il compito di «indirizzare coordinare e sovraintendere all'esercizio indipendente delle funzioni di valutazione di assicurare la comparabilità e la visibilità degli indici di andamento gestionale». Forse è il caso di ricordare che la Commissione è composta da cinque esperti di elevata professionalità con comprovate competenze specifiche in Italia e all'estero (per intenderci, persone del livello dello stesso professor Ichino) nominati con decreto del presidente della Repubblica, previa deliberazione del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione di concerto con il ministro per l'attuazione del programma di governo, previo parere delle commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza dei due terzi dei componenti. In più i membri della Commissione rimangono in carica per ben sei anni come in altre autorità amministrative indipendenti, possono essere confermati una sola volta e sono sottoposti ad un rigido statuto di incompatibilità. La Commissione regola i suoi lavori e la sua organizzazione con regolamenti propri, dispone di un contingente di personale fino a trenta unità e di dieci esperti di elevata professionalità ed esperienza sui temi della misurazione e valutazione della performance e della lotta alla corruzione. Può avvalersi del personale delle strutture dell'Aran attraverso accordi con il presidente di quest'ultima. Infine la Commissione indirizza, coordina e sovraintende all'esercizio delle funzioni di valutazione, da parte degli organismi indipendenti costituiti presso ogni amministrazione e dalle altre agenzie di valutazione. Dica il professor Ichino, in buona fede, se questa assomiglia di più ad una «grigia Commissione ministeriale» (la cui autonomia sarebbe «ora ridotta ad un mero auspicio») oppure ad una vera e propria Autorità indipendente. Quanto alla asserita scomparsa dell'azione collettiva per la denuncia degli inadempimenti delle amministrazioni pubbliche, devo presumere che Ichino fosse distratto quando il Presidente del Consiglio, nella conferenza stampa di presentazione del decreto legislativo, class="hilite">chiarì coram populo e con dovizia di particolari, che la class="term">class class="term">action non era stata espunta dal decreto per una volontà politica di non adempiere a questo punto della legge delega ma per la necessità tecnica di sentire in una materia tanto complessa e delicata il parere del Consiglio di Stato e dell'Avvocatura dello Stato. Questi pareri sono stati entrambi acquisiti, il decreto legislativo è stato modificato secondo le sagge indicazioni dei supremi organi consultivi del governo ed è ora pronto per essere esaminato in una prossima riunione del Consiglio dei ministri. E non varrebbe la pena di ricordare che la legge delega consentiva al governo di procedere alla riforma con uno o più decreti legislativi, se non fosse per prevenire altre pretestuose quanto infondate osservazioni. L'ultima osservazione, sulla presidenza del Consiglio, è anch'essa almeno inesatta: la presidenza non viene sottratta «all'intera nuova disciplina» ma, molto più modestamente, si stabilisce che le nuove norme e i nuovi principi si applicheranno ad essa nei limiti e con le modalità che saranno definiti con un apposito decreto. In questo modo anziché sottrarre la presidenza «al principio della trasparenza totale e a quello della valutazione indipendente» si dà attuazione a un criterio della legge delega approvata dal parlamento (art. 2 comma 5) che ne riconosce la specificità ordinamentale. Riformare è operazione difficile, che impone di tenere la barra dritta, ma anche di evitare gli ostacoli, e mal si concilia con il capriccioso narcisismo. Una riforma può andare in porto e dare frutti solo se viene inserita armonicamente in un contesto, procedurale e amministrativo, di cui tutti riconoscono la complessità. Un'ultima annotazione. In politica, la sostanza è anche nei tempi. E non credo sia mai accaduto che un decreto di tale portata venisse scritto, e approvato dal Consiglio dei ministri, così rapidamente. Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione DORIANO SOLINAS

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Esposizione collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla Galleria comunale d'arte di Faenza (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 20-06-2009)

Argomenti: Class Action

Esposizione collettiva di Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò alla Galleria comunale d’arte di Faenza (20/6/2009 16:40) | (Sesto Potere) - Faenza - 20 giugno 2009 - Verrà inaugurata venerdì prossimo 26 giugno, alle ore 19.00, l’esposizione collettiva degli artisti Rossella Baccolini, Stefania Malferrari e Maurizio Pilò, allestita alla Galleria comunale d’arte di Faenza (voltone della Molinella, 4/6). Si tratta di un esempio di mostra itinerante che coniugando arte e letteratura, come ricorda la curatrice Angelamaria Golfarelli, attraverso il concetto di ripetitività e di unicità esprime la vestizione del luogo che la ospita, con un allestimento ad esso adeguato: alcune opere saranno infatti esposte nella loro “forma originaria”, altre subiranno “trasformazioni e metamorfosi” sulla base della location che le accoglie. L’esposizione ha un doppio filo conduttore: da un lato, l’idea di coefficiente d’arte, da cui nasce anche il titolo, di Marcel Duchamp (un concetto di arte allo “stato grezzo” che solo l’intervento dello spettatore “raffinerà”); dall’altro, la “delirante confusione letteraria” di Antonin Artaud (l’opera d’arte non va collocata fra gli “esseri privi di vita”, ma in un’azione dinamica che esprime il “senso del sublime”). La mostra, organizzata dal servizio Cultura del Comune di Faenza, si potrà visitare tutti i giorni (lunedì escluso), con i seguenti orari: martedì, dalle ore 10.80 alle 23.00; mercoledì e venerdì, dalle 16.00 alle 19.00; giovedì, sabato e domenica, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

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"Rilanciamo le mense ecologiche" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

SCUOLA.LE PROPOSTE DEL COORDINAMENTO INSEGNANTI "Rilanciamo le mense ecologiche" [FIRMA]MATTEO PRIA MOSSO Dal coordinamento provinciale degli insegnanti arriva una serie di proposte sulla gestione delle mense scolastiche. L'intento del coordinamento è di sensibilizzare le amministrazioni comunali responsabili della gestione delle mense. «Il primo aspetto è relativo all'acqua potabile - spiega il professor Giuseppe Paschetto -. Nel Biellese esiste in generale un'acqua potabile di ottima qualità, tuttavia in molte mense scolastiche si utilizza acqua minerale in bottiglia». L'utilizzo di acqua del rubinetto, ovvero proveniente dagli acquedotti pubblici avrebbe molteplici risvolti positivi. Spiega Paschetto: «Innanzitutto la diminuzione di costi, poi la riduzione della massa di rifiuti in plastica con conseguente impatto ambientale, anche in presenza di riciclo, e aumento di costi per la collettività. Infine il trasporto di acqua minerale comporta un pesante impatto a livello di trasporto e quindi traffico, consumo di risorse energetiche, inquinamento dell'aria«. Da qui la proposta di utilizzare nelle mense acqua di rubinetto, eventualmente dopo aver installato appositi dispositivi per l'abbattimento del cloro. Il secondo problema è rappresentato dalle stoviglie usa e getta che non sono riciclabili. «La plastica non derivante da imballaggio infatti per legge non è soggetta a raccolta differenziata e finisce per incrementare in modo considerevole la quantità di rifiuti non riciclabili - osserva Paschetto -. Si tratta quindi da questo punto di vista di una azione poco educativa nei confronti dei giovanissimi utilizzatori delle mense ai quali arriva un messaggio contraddittorio in termini di tutela ambientale». Tutto ciò comporta infine evidenti aumenti di costo di smaltimento a carico della collettività. «In questo caso il coordinamento - continua Paschetto - propone che i Comuni richiedano alle società di gestione l'utilizzo di stoviglie riutilizzabili». L'ultimo aspetto è relativo agli sprechi di cibo. "A detta di quasi tutti i docenti nelle mense esiste una elevata quota di cibo che viene sprecato - conclude Paschetto -. Si tratta di cibo che non viene consumato e che quindi potrebbe essere utilmente utilizzato a favore di persone indigenti, come auspicato dalla stessa Asl di Biella e da associazioni come Caritas, Banco Alimentare, CSV". In pratica il coordinamento propone di riprendere la legge 155 del 2003 detta del "Buon Samaritano" proposta dal precedente governo Berlusconi che prevede la possibilità di riutilizzare il cibo non consumato nelle mense scolastiche.

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ORIZZONTALI: 1. Borsetta rigida ad astuccio; 8. Riceve la Moldava; 11. Lo Stato di Mbabane; 19. Chi ... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

ORIZZONTALI: 1. Borsetta rigida ad astuccio; 8. Riceve la Moldava; 11. Lo Stato di Mbabane; 19. Chi lo recita riconosce le proprie colpe; 21. Non ebbe madre; 22. La tosse «cattiva»; 24. Tubi elettronici; 25. Squadra madrilena; 27. Misura l'inclinazione rispetto a un piano orizzontale; 28. Baronetto; 29. Il narratore de la Bretonne; 31. Le prime della classe; 33. Cavallo da tiro che serviva da rinforzo a una vettura in salita; 34. Si cita con Knaus; 36. Sigla di Caserta; 37. Forma il lago di Brienz; 39. Virna attrice; 40. Un po' di fiducia; 41. Sudditi di Decebalo; 42. Prigione parigina annessa al Palazzo di Giustizia; 45. Batte la doppia coppia; 47. Misura terriera; 48. class="hilite">Un famoso esponente dell'«class="term">action painting»; 49. Giunzione articolata tra due pezzi; 51. Contraddittore per partito preso; 53. Iniz. della Tebaldi; 55. Affluente della Mosella; 57. Juventino; 58. Licenziamento del colono o del mezzadro; 61. Maschera protettiva; 63. Dipinse «La persistenza della memoria»; 64. Zeppa letterale; 66. Si nomina col Vagabondo; 67. Levate; 69. Ricollocarsi in un ambiente; 70. Insenatura marina; 71. Misura di superficie; 72. Pronome per l'amico; 73. Kitagawa pittore; 74. La pupilla di don Bartolo; 75. Iniz. di Rosai; 76. Molto conosciute; 77. Si chiamò ut. VERTICALI: 1. Iniz. di Campanella; 2. Località turistica in provincia di Foggia; 3. Propria dei sogni; 4. Disco misterioso; 5. Bevanda fatta con le mele; 6. Gabbie per trasportare polli; 7. Fine di tournée; 8. Monti siciliani; 9. L'«Ami» di Maupassant; 10. Iniz. di Vivaldi; 12. Fondò il «Bauhaus»; 13. La provincia di Abha; 14. Ampio grembiule; 15. Poveri... letterari; 16. Un confine latino; 17. Desiderio ardente; 18. Venuto alla luce; 20. Un grosso fiore; 23. Il nome della Lessing; 26. Messa a lato; 28. Allunga il whisky; 30. Cede alla banca un titolo di credito; 31. Animati in televisione; 32. Specchi d'acqua litoranei; 35. Simbolo del nichelio; 38. Il ritorno alle scene; 40. Un seme delle carte da gioco; 42. Vecchio quartiere arabo; 43. Il creatore di Philip Marlowe; 44. Nome di duchi d'Este; 46. Il centro di Verdun; 48. Simbolo dell'ettaro; 49. Un insieme di coordinate; 50. Umbra in provincia di Perugia; 51. Nancy attrice; 52. Tela bianca e fine di lino; 54. Squadra granata; 55. Il Mineo in «Gioventù bruciata»; 56. Nome di missili statunitensi; 59. Dio lunare egizio; 60. Pittore surrealista spagnolo; 62. Un Gastone de' Medici; 65. Persona giuridica; 68. Si cercava nel Klondike; 69. Il liquore nel babà; 72. I confini della Tunisia.

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Manovra d'estate con scudo fiscale (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

Manovra d'estate con scudo fiscale BIANCA DI GIOVANNI È in dirittura d'arrivo il «decreto omnibus» che varerà nuove misure finanziate dal gettito di una nuova edizione dello scudo fiscale. Indiscrezioni lo danno in arrivo la prossima settimana. In realtà gli uffici stanno lavorando alla sanatoria per il rientro dei capitali illegalmente esportati già da mesi. Manca ancora l'ultima limatura sulle cifre, ovvero la decisione sull'aliquota da imporre per l'emersione. Tempo fa si era parlato di un livello vicino al 10%, quattro volte di più di quanto si chiese nel 2002. Ultimamente quel valore è dimezzato. Le voci parlano del 5-7% per un gettito stimato tra i 3 e i 4 miliardi. Secondo stime nella sola Svizzera sarebbero depositati 500miliardi di euro di origine italiana. Il dato dimostra che a poco è servita la scorsa sanatoria: la fuga nei paradisi fiscali è continuata. Inoltre non è affatto detto che tutte le risorse depositate all'estero vengano riportate in Italia, soprattutto se si tratta di attività legali. In ogni caso lo scudo rappresenterà un'ottima occasione per le banche italiane, che potranno gestire cospicui portafogli. Un approfondimento sullo scudo è consultabile sul sito www.nens.it. ipotesi manovra C'è chi sospetta che Giulio Tremonti punti su questa misura (su cui ha cercato il consenso anche dell'opposizione) per correggere in parte il deficit di bilancio. insomma, si tratterebbe di una manovra estiva, anche se all'economia negano recisamente. In ogni caso le risorse serviranno per varare nuove misure di aiuto all'economia reale, che arranca sotto i colpi della crisi. La confcommercio valuta che gli italiani sono più poveri oggi che nel 2001. La Confindustria chiede una Tremonti-ter per detassare gli investimenti. Maurizio Sacconi promette un bonus alle imprese che non ricorrono alla cassa integrazione. Ma i sindacati, Guglielmo Epifani in testa, chiedono più attenzione per i lavoratori meno tutelati, specie i precari. fronte sindacale Il fronte sindacale sembra intenzionato ad affrontare questa drammatica fase di crisi a ranghi serrati. L'unità sindacale è possibile ritrovarla «partendo da ciò che unisce, a partire dalla rappresentanza, gestendo con intelligenza i punti su cui siamo divisi», ha detto ieri Epifani intervenendo alla festa della Cisl di Levico Terme, replicando all'augurio partito da Raffaele Bonanni di un nuovo inizio sul cammino dell'unità. Per Epifani i temi unificanti sono «la lotta all'evasione fiscale, gli sgravi fiscali per i redditi da lavoro dipendente e per i pensionati e la gestione delle crisi industriali a livello locale che affrontiamo in modo unitario». Tutti capitoli di quel tavolo anticrisi che i rappresentanti dei lavoratori chiedono da tempo. Insieme allo scudo fiscale, class="hilite">sono in vista nuove proroghe, come la class="term">class class="term">action. Proroga anche per la conversione dei bond Alitalia, il cui termine è al 10 luglio. Il testo dovrebbe prevedere un innalzamento del rimborso dall'attuale 30% al 70% del valore del titolo. Provvedimento atteso in settimana. Regalo agli evasori con una aliquota tra il 5 e il 7%. Gettito stimato circa 4 miliardi. Così Tremonti finanzierà nuove misure. Ma le risorse serviranno anche a ridurre il deficit.

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Loreo, è il gran giorno della sagra del pane (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

ADRIA E DELTA DEL PO pag. 9 Loreo, è il gran giorno della sagra del pane IL COMITATO d'Azione dei Lavoratori prepara un'azione legale contro le lungaggini, le problematiche amministrative, le incertezze giuridiche e le opposizioni che da quattro anni continuano a ritardare o, peggio, a bloccare, la conversione della nuova centrale di Porto Tolle. Il portavoce del Comitato Maurizio Ferro spiega: «E' necessario che siano ben chiari i costi che si accompagnano alle ritardate o mancate realizzazioni, costi che ricadono sull'intera collettività. Infatti - prosegue Ferro - questi costi non ricadono solo sui lavoratori della centrale di Porto Tolle, sulle aziende locali ed i loro dipendenti, impiegati nell'indotto della centrale, ma anche sul tessuto produttivo del Veneto e sul sistema energetico nazionale, perché la conversione a carbone crea le premesse per la riduzione delle bollette elettriche, e quindi è a favore della competitività delle imprese e delle tasche dei consumatori». «E' nostra intenzione - annuncia Ferro - far redigere un'articolata analisi costi-benefici basata sugli scenari alternativi di ritardo-mancata realizzazione della centrale a carbone, a seguito delle contestazioni che hanno avviato l'attività della Procura di Rovigo ed amministrazioni locali come il Comune di Rosolina, nel periodo della procedura di autorizzazione. Il costo dell'opera, presentata il 31 maggio 2005 - ricorda Ferro -, è salito da 1,5 miliardi a 2,2 miliardi di euro nei quattro anni di attesa, e ogni giorno passato è uno schiaffo in faccia ai lavoratori della centrale e ai lavoratori delle imprese dell'indotto». La centrale di Porto Tolle è entrata in esercizio nei primi anni 80 e con l'escalation del prezzo del petrolio ha visto ridursi, progressivamente, le ore di esercizio. La forza lavoro alle dirette dipendenze di Enel e nell'indotto, così, è in continua diminuzione. Le imprese hanno ridotto gli addetti da circa 200 agli attuali 40: mentre in centrale, dal numero teorico di 350 unità, l'organico è sceso a 200, perché da qualche anno molti addetti alla manutenzione e all'esercizio lavorano "in trasferta", prevalentemente nelle centrali a carbone di Fusina, Genova, Brindisi e Porto Marghera. La conversione a carbone pulito realizzerebbe un investimento in grado di ridurre dell'88 per cento le emissioni inquinanti rispetto all'attuale impianto, e quelle di CO2 del 18 per cento. «Il sotto utilizzo dell'impianto di Porto Tolle - ricorda il portavoce dei lavoratori Maurizio Ferro - costa anche al Veneto un deficit energetico del 37 per cento, nel rapporto tra energia prodotta e fabbisogno. Per questo sarà calcolato il danno accumulato finora, quello che deriverebbe dalla perdita di questa opportunità, e ne chiederemo il risarcimento se il progetto di conversione non sarà realizzato».

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Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Pietro Ichino con "Servizi pubblici, riforma a metà" pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 19 giugn (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Pietro Ichino con "Servizi pubblici, riforma a metà" pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 19 giugno 2009 Questa settimana il "Premio Polena" per l'articolo più interessante va a Pietro Ichino con "Servizi pubblici, riforma a metà" pubblicato sul Corriere della Sera di venerdì 19 giugno 2009. Scrive Ichino che l'apertura del ministro Brunetta di circa sette mesi fa al contributo dell'opposizione sulla riforma della pubblica amministrazione aveva consentito di delineare un sistema di valutazione indipendente della qualità e quantità dei servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche. Il sistema aveva la sua chiave di volta in una autorità nazionale indipendente e autonoma dal Governo, che potesse in questo modo sfuggire al pericolo più grande ed esiziale, che era (ed è) l'alleanza tra apparati burocratici e certa politica per la difesa dello status quo. La legge n. 15/09 emanata il 4 marzo scorso prevedeva esattamente questo. Poi è arrivata la volta dei decreti attuativi e - sostiene Ichino - la musica è radicalmente cambiata. Le resistenza politiche e dell'apparato hanno avuto la meglio; l'autorità indipendente è scomparsa rimpiazzata da una grigia «commissione ministeriale», la quale deve operare «in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministro dell'Economia». Per incanto scompaiono l'autonomia organizzativa e finanziaria dell'organo; e la commissione sarà peraltro priva di qualsiasi potere sanzionatorio; scompare infine l'«azione collettiva» di cui i cittadini avrebbero potuto avvalersi per denunciare gli inadempimenti delle amministrazioni pubbliche. Conclude Ichino: «Il ministro Brunetta, sul terreno di questa riforma, aveva preso pubblicamente l'impegno a dimettersi, piuttosto che accettare un depotenziamento grave del testo legislativo. Poiché invece ha deciso di non dimettersi, ora egli deve ai cittadini una spiegazione riguardo a questo che appare come un vero e proprio dietrofront». Per inciso: il ministro Brunetta ha risposto alla lettera di Ichino, denunciando il professore di narcisismo ma omettendo risposte puntuali sui temi sollevati. Sarebbe opportuno che nascesse un vero dibattito pubblico per capire veramente di che pasta è questa riforma. Il testo completo dell'articolo è disponibile su www.ilriformista.it e su www.polena.net. 21/06/2009

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dei residenti contro i pusher del Ticinese (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 21/06/2009 - pag: class="hilite">1 La zona della movida assediata dagli spacciatori «Class class="term">action» dei residenti contro i pusher del Ticinese I residenti di Porta Ticinese sono pronti a presentare una denuncia collettiva in Procura contro vandalismi e spacciatori di droga: «È sotto gli occhi di tutti il degrado causato da venditori abusivi di birra, spacciatori e balordi. Nessuno ci tutela». Da via Vetere alle Colonne di San Lorenzo. Dopo l'allarme dei residenti sui Navigli, ora c'è un altro quartiere in rivolta, «assediato» dalle degenerazioni della movida. Il comitato di zona raccoglierà nei prossimi giorni segnalazioni e adesioni degli amministratori di condominio alla battaglia legale. A PAGINA 7 Stella

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Il Paese che cambia colore (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 22-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E SOCIETA data: 2009-06-21 - pag: 41 autore: Politica Il Paese che cambia colore Un confronto tra i «microfenomeni» di Panebianco e le mappe disegnate da Ilvo Diamanti di Stefano Folli S tudiare la politica è da sempre compito non proprio da «scienziati ». Nel senso che la complessità e l'imprevedibilità dei processi richiedono che l'analista siadotatodiintuizioneedifantasiaingra-dosufficientedacaptareanchequeifeno-menichenonsonoincasellabilineglische-miastrattiebenco laudatidall'erudizione accademica. S'intende che questo aspetto rende il mestiere dello scienziato politico piuttosto divertente, proprio per il margine di follia, se così si può dire, rintracciabile in alcuni processi sociali e politici. Tuttavia, è inutile sottolinearlo, la scienza politica è una disciplina molto seria; anche perché non si è trovato nulla di meglio, da Vilfredo Pareto e Max Weber in poi, per comprendere le ragioni di quello che accade nel livello politico e istituzionale delle nostre società, per interpretare i meccanismi che regolano i conflitti, producono le aggregazioni, definiscono il consenso. Quale sia il progresso costante di questa scienza, nell'intreccio costante con la migliore sociologia, lo dimostrano da anni le opere di due tra i maggiori studiosi italiani, Ilvo Diamanti e Angelo Panebianco. La loro attività si svolge in ambito uni-versitario, ma si proietta verso il grande pubblico attraverso la collaborazione gornalistica a grandi testate: il «Corriere della Sera» nel caso di Panebianco; «la Repubblica » (e in precedenza «Il Sole 24 Ore») nel caso di Diamanti. Le loro più recenti pubblicazioni sono apparse in libreria quasi contemporaneamente. E sono in apparenza molto diverse, salvo il fatto di avere lo stesso editore. In realtà ci sono dei legami. Panebianco propone L'automa e lo spirito- Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive, un saggio tutt'altro che divulgativo, il cui titolo deriva da Blaise Pascal. Si tratta di un tentativo molto rigoroso di esplorare il percorso che dai «microfenomeni», legati all'azione del singolo individuo o di piccoli gruppi con una precisa base locale, porta ai «macrofenomeni », ossia agli scenari e ai comportamenti collettivi che siamo abituati a definire come Stato, nazione, istituzione o impresa economica. Non è un tema nuovo, avverte Panebianco, anzi è fortemente radicato nella tradizione classica della sociologia politica; eppure si coglie subito l'ambizione di dare un'impronta originale a questo nuovo studio, con la volontà di salire verso una teoria più moderna e accurata in grado di spiegare i mille perché dell'organizzazione sociale. Di qui la riflessione sui condizionamenti che muovono i pensieri e le decisioni dell'individuo, influenzandone l'autonomia. Ilvo Diamanti si muove su un diverso terreno. Il suo obiettivo è illustrare i cambiamenti politico-elettorali che hanno modificato –sia pure non dappertutto –la carta geografica del Paese. Il titolo del saggio è Mappe dell'Italia politica - Bianco, rosso,verde,azzurro...e tricolore. Un'indagine accurata che ha per motivo conduttore il rapporto tra politica e territorio. Il nodo è cruciale e Diamanti lo va investigando da tempo nei suoi lavori. Il ricorso ai colori è significativo: anche nel suo voler ammiccare al lettore. Bianco era il colore del Nord-Est cattolico e democristiano negli anni lontani della Prima Repubblica, prima che diventasse verde con la grande marea della Lega. Rosso era, e in qualche misura è ancora,il colore dell'Italia centrale: un tempo comunista, oggi serbatoio del Partito democratico. Ma è un serbatoio che perde, come hanno dimostrato anche le recenti elezioni europee e più ancora amministrative. Diamanti è efficace nel descrivere le trasformazioni e anche le non-trasformazioni di questa complessa mappatura dell'Italia del duemila. Spiega con chiarezza che il rosso tosco- emiliano (ma anche umbro e marchigiano) va stingendo oggi in una specie di rosa. Descrive il Sud a macchia di leopardo. Ma soprattutto affronta l'avvento del colore azzurro.Il colore dell'era berlusconiana, che sul finire del Novecento ha preso il sopravvento. Pur dovendo misurarsi con la concorrenza stabile del verde leghista. L'azzurro, dice Diamanti, significa una perdita di identità, il venir meno del legame con il territorio. Laddove il bianco cattolico e il rosso comunista erano (in qualche caso sono ancora) la prova di una politica che sapeva stare «nel territorio ». E il verde di Bossi è invece il territorio «contro» la politica, in varie forme. Qual è il legame tra i due libri? Panebianco descrive gli aspetti «micro» che diventano «macro», si fanno senso comune. La teoria del «reticolo sociale» è fondamentale per capire la genesi dei fenomeni, il loro vincolo con la dimensione individuale e locale. è uno strumento per capire la grande rappresentazione leghista, che è un po' l'alfa e l'omega del mutamento italiano studiato da Diamanti. Dalla Prima alla Seconda Repubblica. Anzi, forse ormai quasi alla Terza. © RIPRODUZIONE RISERVATA 1Angelo Panebianco, «L'automa e lo spirito - Azioni individuali, istituzioni, imprese collettive», Il Mulino, Bologna, pagg. 264, Á 25,00; 1Ilvo Diamanti, «Mappe dell'Italia politica - Bianco, rosso, verde, azzurro... e tricolore», Il Mulino, Bologna, pagg. 160, Á 16,50. Secondo il sociologo veneto, l'azzurro dell'era berlusconiana è la fine delle radici territoriali. Mentre il verde leghista... ILLUSTRAZIONE DI DOMENICO ROSA

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La promessa di sconto deve essere mantenuta (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 22-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: SPORTELLO RECLAMI data: 2009-06-22 - pag: 25 autore: Consumi. Le offerte di rimborso della differenza se il cliente trova un prezzo più basso La promessa di sconto deve essere mantenuta Per il venditore è vincolante non appena viene resa pubblica Maurizio Di Rocco Il quesito proposto dal lettore descrive due differenti figure negoziali: l'offerta al pubblico e la promessa al pubblico. L'offerta al pubblico è regolata dall'articolo 1336 del Codice civile e si presenta come una vera e propria proposta contrattuale indirizzata non a un cliente determinato, bensì a una indeterminata collettività di possibili destinatari, i quali potranno concludere positivamente il relativo contratto semplicemente comunicando la propria accettazione all'offerente. Pur non essendo vincolate al rispetto di particolari formule, per essere validamente espresse, sia l'offerta sia l'accettazione debbono comunque rispettare le prescrizioni previste dalla legge, ovvero: l'offerta deve contenere tutti gli elementi essenziali del contratto che è destinata a proporre;l'accettazione deve risultare perfettamente coincidente con l'offerta cui si riferisce, senza introdurre alcuna variazione nei termini o nelle condizioni contrattuali. Quanto alla promessa al pubblico, essa costituisce, invece, un particolare negozio unilaterale, regolato dall'articolo 1989 del Codice civile, in cui la dichiarazione del promittente non è specificatamente diretta a concludere un contratto, bensì a assicurare una determinata prestazione a favore di chi si trovi in una certa situazione o compia una determinata azione. Per il promettente il vincolo sorge non appena la promessa è resa pubblica, mentre per la controparte il diritto a ottenere quanto promesso sorge nel momento in cui comunica al primo l'avvenuta realizzazione della condizione richiesta. Se alla promessa non viene apposto un termine, o se questo non risulta comunque evidente dalla sua natura o dal suo scopo, la legge dispone che la stessa debba intendersi decaduta entro un anno da quando è stata resa pubblica sempre che, ovviamente, non siano giunte nel frattempo diverse comunicazioni. Come l'offerta al pubblico, anche la promessa è revocabile prima della sua scadenza naturale, ma mentre la prima è sempre revocabile nelle stesse forme con cui è stata fatta conoscere, la seconda è revocabile solo per giusta causa e in nessun caso la revoca potrà avere effetto se la situazione in essa prevista si è già verificata o l'azione è già stata compiuta. Nel caso del lettore, costui, dopo aver concluso il contratto di acquisto con il punto vendita mediante l'accettazione delle condizioni ivi stabilite, ha certamente acquisito anche il diritto a ottenere l'ulteriore prestazione di sconto promessa dal venditore, avendo eseguito l'azione necessaria e sufficiente per pretendere l'adempimento dell'obbligazione promessa. Il venditore, dal canto suo, potrà sottrarsi all'esecuzione di quanto prospettato al pubblico solo dimostrando che il compimento dell'azione prevista a carico dell'acquirente è avvenuta oltre il termine indicato, ovvero che tale azione non è quella richiesta per la validità dell'obbligazione. Per quanto riguarda i rimedi esperibili dal lettore per ottenere l'adempimento di quanto a lui spettante, l'articolo 1324 del Codice civile estende anche alle promesse unilaterali l'efficacia delle norme dettate per i contratti, in quanto compatibili: si applicheranno di conseguenza gli articoli 1218 e seguenti del Codice civile, cosicché il lettore dovrà costituire in mora il venditore mediante un'intimazione scritta che fissi un breve termine per l'adempimento spontaneo, decorso inutilmente il quale egli potrà agire in giudizio per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni e il risarcimento del danno eventualmente subito. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Crisi, venerdì governo esamina decreto legge su imprese (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 22-06-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Andrà all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo 26 giugno il decreto legge con il nuovo pacchetto fiscale di sostegno alle imprese, compreso il premio per chi non licenzia. Lo riferisce una fonte governativa precisando che non è ancora stato deciso se inserire o meno lo scudo fiscale sulla riemersione dei capitali portati illecitamente all'estero. La manovra potrebbe contenere anche la cosiddetta Tremonti ter sulla detassazione degli utili reinvestiti, chiesta a gran voce dagli industriali ma sulla quale il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non si è ancora pronunciato. Con tutta probabilità, il decreto farà poi slittare per la terza volta l'class="hilite">entrata in vigore della Class class="term">action versione Finanziaria 2008, prevista a partire dal mese di luglio. "Il decreto sarà esaminato questo venerdì", ha detto la fonte. A differenza di quanto avvenuto solitamente in passato, la manovra di metà anno che accompagna il Dpef non dovrebbe prevedere forti interventi restrittivi per il bilancio pubblico. Correzioni in corsa sull'andamento tendenziale dei conti ci dovrebbero essere ma saranno comunque di lieve entità. Al Tesoro, infatti, continua a prevalere la linea che in tempi di crisi non bisogna drenare ulteriori risorse all'economia. LE MISURE PER LE IMPRESE E IL BONUS OCCUPAZIONE Il decreto punta soprattutto a fornire nuovi stimoli alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi economica e conterrà, come annunciato dal ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, un aumento della soglia di compensazione fra crediti e debiti verso la pubblica amministrazione. Altre misure per velocizzare il pagamento dei crediti alle imprese, che Bankitalia ha quantificato in 2,5 punti di Pil, sono allo studio del ministero per la Funzione pubblica. La fonte spiega che nel decreto finirà anche il "premio di occupazione" alle aziende che decidono di non licenzare. Continua...

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tasse sul lavoro, italia prima in europa - roberto petrini (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 25 - Economia Tasse sul lavoro, Italia prima in Europa Via al bonus-occupazione e alla Tremonti ter. Abruzzo, fondi per le seconde case ROBERTO PETRINI ROMA - Decretone d´estate in arrivo: venerdì il corposo provvedimento servirà per tentare di dare ossigeno a occupazione e imprese e in parte per assicurare la copertura di misure varate nei messi trascorsi. In prima linea i due provvedimenti sull´occupazione del ministro del Welfare Sacconi: il primo consentirà alle imprese, attualmente con le linee produttive ferme e i dipendenti in cig, di riconvertire i propri lavoratori svolgendo corsi di formazione in fabbrica (parte pagati con la cig e parte dall´azienda). Il secondo provvedimento consentirà ad un lavoratore in cig, che decide di licenziarsi ed avviare una attività autonoma, di ottenere in unica soluzione i dodici mesi di «cassa». Novità anche sul fronte della gestione dei dati: nascerà una nuova banca dati Inps-Agenzia delle entrate per monitorare su base amministrativa, e non su proiezioni e sondaggi, gli andamenti dell´economia. Il decreto arriva mentre l´Italia mette a segno un nuovo record negativo: il carico fiscale sul lavoro è il più alto d´Europa, a quota 44% contro una media continentale del 34,4%. Preoccupata la Cgil che ha denunciato ieri come i lavoratori dipendenti abbiano perso 7.000 euro in 15 anni per le trattenute fiscali. L´altro pilastro del decreto riguarda le imprese: le misure riguarderanno la detrazione degli investimenti in macchinari (Tremonti-ter), l´accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione. In ballo anche una norma che prevede l´accelerazione degli iter autorizzativi per gli investimenti privati (energia, termovalorizzatori, opere viarie). Rinviato lo scudo fiscale, in attesa del concerto internazionale, è possibile che nel decreto entri una norma propedeutica che definisce l´identikit dei paradisi fiscali. Nel pacchetto anche l´annunciata stretta all´evasione fiscale attraverso le compensazioni dei crediti Iva. Si parla inoltre di norme per favorire la concorrenza nel mercato dell´energia e di una nuova disciplina degli acquisti da parte della pubblica amministrazione. Nel class="hilite">menù anche il rimborso per gli obbligazionisti Alitalia e il rinvio della class="term">class class="term">action. Sul piano più strettamente relativo ai conti pubblici misure dovrebbero essere prese sui piani di rientro dei deficit sanitari delle cinque regioni in questione (Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Sicilia). Mentre saranno assicurati i finanziamenti delle missioni di pace e quelli per l´editoria. Infine il problema della ricostruzione delle seconde case in Abruzzo: una norma dovrebbe assicurare i fondi necessari.

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eretici - nello ajello (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 41 - Cultura ERETICI I 40 anni contro del Manifesto gli ultimi Nel 1969 un gruppo di esponenti del Pci fonda una rivista: sono Pintor, Rossanda, Magri, Parlato e altri intellettuali Nasce così un giornale fiero di essere minoranza critica Contro la radiazione votarono Mussi, Lombardo Radice e Luporini Dopo una liturgia macchinosa il partito comunista decise di sopprimere la pubblicazione NELLO AJELLO Ventitré giugno 1969, quarant´anni fa. Un gruppo di esponenti del Pci fonda a Roma una rivista mensile, il manifesto, che subito appare un caso esemplare di eresia politica. Stampata a Bari dalla casa editrice Dedalo e diretta da Lucio Magri e Rossana Rossanda, la rivista è promossa anche da Luigi Pintor, Aldo Natoli, Massimo Caprara e da altri intellettuali comunisti: Luciana Castellina, Valentino Parlato, Eliseo Milani, Lisetta Foa, Luca Trevisani. I promotori sono identificabili come una «nuova sinistra», vicina ad Ingrao. Così, almeno, è apparso fino all´XI congresso del Pci (1966). Tre anni più tardi, in quel XII congresso che elevò Enrico Berlinguer alla vicesegreteria con Luigi Longo, il gruppo ha ribadito la propria natura di minoranza critica. E´ stato proprio Berlinguer a far eleggerne nel Comitato centrale Rossanda, Natoli e Pintor. In nome di quella «discussione libera, e improntata a spirito di tolleranza» (così si è espresso) che sta prevalendo nel partito. La prima idea di dar vita al periodico - in partenza Magri vorrebbe chiamarlo Il Principe - risale all´estate del ‘68. Un simpatizzante, Lucio Colletti, vi ravvisa la speranza che si apra «anche nel Pci il periodo della lotta politica palese». L´esordio è duro. Natoli parlerà di «mesi di angoscia». E così li ricorderà Massimo Caprara: «Dell´esperienza del manifesto», si legge nel suo volume Ritratti in rosso (Rubbettino, 1989), «mi rimarrà il nitore pacato e costruttivo di certe discussioni dell´estate del ‘68, nel cuore del movimento studentesco». Ed ecco effigiati, sotto la sua penna, i responsabili dell´avventura: «Rossanda lucidamente egemone, Pintor imprevedibile, ferratissimo Magri, Natoli rigoroso». Ma che cosa c´è scritto nella rivista-scandalo? Vi si boccia l´idea di far svolgere a Mosca una conferenza dei partiti comunisti. Un devoto rilievo si riserva alla «rivoluzione culturale» cinese. Si biasimano certi anticipi di «compromesso» fra il Pci e la Dc. In tutto questo Rinascita coglierà «un primo passo verso un´azione di gruppo o di corrente, verso un´attività, lo si voglia o no, di tipo frazionistico». L´attacco porta la firma di Paolo Bufalini, un dirigente comunista di solito cauto e culturalmente sottile. Ma i tempi sono così: all´attenuarsi dell´obbedienza all´Urss non corrisponde una reale tolleranza nel dibattito interno. Farà scalpore, nel numero 3 del manifesto, un titolo: Praga è sola. Si tesse un elogio della primavera di Dubcek, repressa da Mosca. Nel numero 4 appare una lettera che invano Pintor aveva inviato all´Unità: l´autore polemizza con Giorgio Amendola che ha sostenuto la necessità per i comunisti di entrare presto nel governo. Una fretta che ai protestatari della «nuova sinistra» appare impudica. Era difficile valutare, all´epoca, quale reale pericolo per il Pci si racchiudesse nelle pagine del manifesto. Emergeva tuttavia un aspetto tutt´altro che formale della vicenda: il ripetersi, per l´occasione, d´un rituale trito e malinconico, alquanto odoroso di Curia. Il primo atto del cerimoniale era stato la convocazione, di fronte alla gerarchia di partito, degli eretici (una pratica che i funzionari pontifici chiamavano «la sacra udienza») per convincerli a ritrattare: di fatto, a Rossanda e Magri questo monito, risultato vano, era stato rivolto in extremis dai membri della direzione comunista. Sarebbe seguita su Rinascita - l´abbiamo visto - la «pubblica confutazione delle tesi». A fine ottobre apparve poi sull´Unità una notizia in cui si informava che «il compagno Alessandro Natta» si sarebbe assunto il compito di «procedere a un esame approfondito della questione relativa al manifesto». Natta era il presidente della Quinta commissione, una sorta di Congregazione del Sant´Uffizio in chiave laica. Si prevede che l´atto conclusivo del rituale sia l´emissione di una bolla in nome della «Chiesa docente». La liturgia è macchinosa. La Commissione Natta termina i suoi facondi lavori deliberando la soppressione della rivista. Ma la decisione va discussa in Comitato Centrale. Lì, Enrico Berlinguer afferma: «Non basta riconoscere e garantire la legittimità del dissenso, resta il problema dei modi della sua espressione efficace». Le posizioni del manifesto vengono difese con dignità da Rossanda. Il Comitato centrale, di nuovo convocato per il 25 e il 26 novembre, deliberò la «radiazione» dal Pci della stessa Rossanda, di Pintor e Natoli. La decisione era passata con i voti contrari, oltre che degli interessati, di Lucio Lombardo Radice, Cesare Luporini e Fabio Mussi; astenuti Giuseppe Chiarante, Sergio Garavini e Nicola Badaloni. Poco più tardi, un analogo «provvedimento amministrativo» venne adottato per Magri. Caprara vide cancellato il suo nome dal novero degli iscritti alla federazione di Napoli. Qualcosa di simile toccò a Parlato e Castellina. In dicembre la Pravda vide in queste decisioni del Pci «la più ampia garanzia del consolidamento del partito e della difesa del centralismo democratico». Di fatto, una minaccia, proveniente da Mosca, riguardava un´azione di «frazionismo» da promuovere nel Pci, se si fosse mostrato troppo arrendevole, al suo interno, verso i «devianti». Qualcuno accennava al progetto di far nascere, in Italia, una rivista rigidamente filosovietica. Se ne indicavano sia il titolo, L´appello di Lenin, che gli ispiratori, Edoardo D´Onofrio e Ambrogio Donini. Quando, nei primi mesi del 1971, il manifesto stava per trasformarsi in quotidiano, Luigi Pintor confidò, ad Umberto Eco ed a me che con lui ne discutevamo per L´Espresso, di guardare a un precedente da lui giudicato illustre, «l´esperienza dell´Unità dell´immediato dopoguerra», la quale s´era giovata di «un afflusso di giovani quadri venuti dalla Resistenza. Essi inventarono il giornale, impararono a farlo e lo fecero bene». Valutare che cosa resti in piedi oggi della complessiva avventura del manifesto-giornale implicherebbe un discorso a parte. Si può soltanto ricordare che il foglio, uscito nell´aprile di trentott´anni fa, è l´unico superstite fra le testate quotidiane create dall´ultrasinistra in quei tempi difficili. «è solo un giornale», qui è ancora Pintor che parla. «Ma per noi è molto di più. Entrarci non è una scelta di mestiere ma un arruolamento volontario». La qualifica di eretico, che il partito aveva assegnata a lui e al suo gruppo, egli la rivendicava come un emblema morale.

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Da Barack a Silvio, che salto... Quando in tv vedo il presidente Obama, per la classe ed il fasci... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

Da Barack a Silvio, che salto... Quando in tv vedo il presidente Obama, per la classe ed il fascino che ha mi viene in mente Denzel Washington. Poi vedo Berlusconi... Cristina Il bavaglio Il Sultano di Arcore spudoratamente vuole zittire i media che parlano delle sue grane. Impedire la libertà di stampa è fascismo! Si vergogni! P.S. Chiarisca o si faccia da parte! F.V. '46 È sempre Commedia Medioevo... «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!» (Dante Alighieri. Divina Commedia, Purgatorio, canto VI). Ma non doveva essere 700 anni fa? class="hilite">Andrea Terzano Due leggi, due misure Class class="term">action non retroattiva! Legge anti-intercettazioni retroattiva! Come mai? Massimo, Terni Berlusconi al lavoro Cara Unità, ma Berlusconi non diceva che lavorava per i suoi impegni politici e sociali, più di quindici (15!) ore al giorno? Ma dove: ai festini napoletani? Vamo, Taranto L'insulto del Tg1 Chi paga il canone Rai ha il diritto di avere una informazione libera non legata agli interessi del padrino di Minzolini! Questo è uno schiaffo all'intelligenza di quegli italiani che hanno lottato per la vera libertà, non quella falsa dell'utilizzatore dei voti x i suoi fini. Luigi, Palermo L'unto delle escort Anche "l'utilizzatore finale" commette favoreggiamento della prostituzione, se offre le escort ai suoi ospiti nelle proprie dimore... Giancarlo Ruggieri, Reggio Emilia Sarà mica che "porta sfiga"? Rileggere la striscia rossa del 24 giugno 2008 e rassegnarsi: il "cavaliere" porta jella anche alla nazionale di calcio. Rossella, Perugia l'Unità e la copia di mio padre Dalla scomparsa di mio papà, quindici mesi fa, diffusore del nostro giornale, oltre alla mia garantisco una copia quotidiana in un bar del mio Paese: ovunque sia ne sarà felice. Loretta Lumezzane

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Tremonti: crisi, fatto tutto il possibile (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Economia data: 23/06/2009 - pag: 43 Il decreto per le imprese Marcegaglia: bene la detassazione. Epifani: ora misure per il lavoro Tremonti: crisi, fatto tutto il possibile Mercoledì il punto sullo scudo. Al Cipe i fondi per L'Aquila. class="hilite">Stop alla class="term">class class="term">action ROMA Detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese, bonus per quelle che rinunciano ai licenziamenti e alla cassa integrazione, aumento delle soglie di compensazione dei crediti d'imposta accompagnato da una stretta sui controlli. Prende corpo il decreto di sostegno all'economia che dovrebbe arrivare venerdì sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Domani e mercoledì proseguiranno le riunioni dei tecnici, mentre giovedì dovrebbe essere definitivamente messo a punto il testo. Non sarà comunque un decreto pesante: ci sarà l'ennesima sospensione della class="term">class class="term">action impostata dal governo Prodi (fino all'approvazione del Ddl Sviluppo che ne rivede l'impianto), potrebbero esserci più fondi per il rimborso delle obbligazioni Alitalia, ma non ci sarà lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dall'estero, che scatterà tra qualche settimana, se non addirittura dopo l'estate. Venerdì mattina si riunirà anche il Cipe: dovrebbe definire le grandi opere prioritarie da inserire nel Documento di programmazione e assegnare i fondi per l'Abruzzo, dai 200 milioni per la scuola, a quelli per l'Università. Benché le entrate fiscali tengano, non paiono esserci al momento i margini per operazioni più ambiziose, anche se il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, è tornato a chiedere il quoziente fiscale familiare in Finanziaria. «Per affrontare la crisi, per il governo forse era possibile fare di più e diversamente, ma con i mezzi a disposizione abbiamo fatto le cose nel modo più giusto possibile» ha detto ieri il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Ci è stato detto di fare più debito pubblico e abbiamo risposto no grazie: non era la cosa giusta perché voleva dire esporre l'Italia a profili di rischio più elevati e pagare di più sul debito. Abbiamo cercato di tenere più a posto che potevamo i conti pubblici, di investire il più possibile negli ammortizzatori sociali e di tenere aperti i canali del credito » ha aggiunto il ministro. Il commissario Ue agli affari monetari, Joaquim Almunia, sembra condividere l'impostazione. «Non possiamo permetterci di uscire da questa recessione creando altri squilibri che saranno all'origine della prossima crisi» ha detto Almunia alla vigilia del vertice Ocse di Parigi, che domani comincerà a delineare le strategie di uscita dalla crisi, e dove si tornerà a parlare dei provvedimenti contro i paradisi fiscali (come lo scudo di Tremonti). La Confindustria, che l'ha chiesta con insistenza, apprezza l'orientamento del governo sulla detassazione degli utili. «Siamo fiduciosi per venerdì» ha detto il presidente, Emma Marcegaglia, appoggiando anche il bonus occupazione. «È una cosa buona, ma che non serve tantissimo: se un'azienda non produce, non è il bonus che gli fa bloccare i licenziamenti » ha detto il suo vice, Alberto Bombassei. Anche i sindacati approvano la detassazione, ma pretendono sgravi su lavoro e pensioni. «È bene pensare alla detassazione degli utili, ma un po' prima è bene pensare a ridurre le tasse sul lavoro» ha detto il segretario Cgil, Guglielmo Epifani. Mario Sensini Emma Marcegaglia con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti

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Filtro alle grandi compensazioni (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Diritto e Fisco data: 23/06/2009 - pag: 35 autore: Pagina a cura di Cristina Bartelli Al consiglio dei ministri di venerdì l'esame della manovra estiva. Scudo fiscale in stand by Filtro alle grandi compensazioni Controllo preventivo per richieste superiori ai 100 mila Il controllo preventivo sulle compensazioni indebite guarda alle somme ingenti. Allo studio dei tecnici dell'amministrazione finanziaria la norma, che troverà spazio nella manovra estiva, all'esame del consiglio dei ministri di venerdì, che introdurrà un controllo all'ingresso dell'istanza di compensazione. L'alt dovrebbe scattare nel caso di soggetti a rischio, e comunque per importi elevati si parla di oltre la soglia dei 100 mila euro e in particolare per il credito più gettonato dai contribuenti, quello Iva (dai dati dell'Agenzia delle entrate nel corso del 2008, dei 29 mld di euro richiesti in compensazione, 17 mld rispondono alla voce Iva). Il meccanismo, così descritto si discosta da quanto introdotto dalla Finanziaria 2007 (e che è stato definitivamente abrogato con il dl 185/08) che prevedeva una domanda preventiva generalizzata dalla soglia dei 10 mila euro. I tecnici di via Cristoforo Colombo stanno lavorando a una serie di opzioni tra cui anche quella che verrebbe le compensazioni off limit per quei contribuenti al cui carico pende un provvedimento di giudicato proprio su compensazioni indebite. Insomma in questo caso con la fedina fiscale sporca non sarà possibile accedere alle compensazioni di crediti e debiti fiscali. La manovra d'estate punta soprattutto a fornire nuovi stimoli alle piccole e medie imprese colpite dalla crisi economica e conterrà anche un aumento della soglia di compensazione fra crediti e debiti verso la pubblica amministrazione. Secondo il governo ammontano a circa 35 miliardi di euro, mentre Confindustria parla di 50-60 miliardi.La situazione è fluida e in evoluzione. Se, da un lato lo scudo fiscale è in stand by, in attesa del via libera europeo, dall'altro lato la spinta alla normativa sull'abuso di diritto potrebbe vedere una brusca frenata. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, la messa in cantiere di un restyling della disciplina elusiva non farebbe il suo ingresso nella manovra. Invece prende forma il premio per chi non licenzia. Secondo lo schema illustrato dal ministro del welfare, Maurizio Sacconi, l'intervento non dovrebbe essere oneroso per le casse dello Stato. L'idea è quella di erogare direttamente alle imprese l'assegno della Cig che il lavoratore otterrebbe in caso di messa in mobilità. Un'altra ipotesi prevede di trasformare i sussidi in capitale a disposizione di chi voglia aprire una partita Iva e avviare un'impresa. Sulla terza edizione del rientro dei capitali dall'estero quindi non c'è ancora nulla di deciso, Nel panorama internazionale, oltre all'incontro dei ministri delle finanze a Berlino, è previsto giovedì l'incontro Ocse a Parigi. All'incontro parteciperà il ministro dell'economia, Giulio Tremonti. Lo scudo fiscale fa gola alle banche che vedono nella regolarizzazione dei capitali illecitamente esportati all'estero un canale alternativo per rifornirsi di liquidità. Secondo elaborazioni delle banche d'affari, con la riedizione dello scudo fiscale potrebbero riemergere fino a 50 miliardi di euro. Il gettito straordinario per lo Stato, tenendo conto di un'aliquota compresa in una forchetta del 5-7%, dovrebbe ammontare a 2,5-3,5 miliardi circa. Inoltre accanto alla riemersione dei capitali all'estero, potrebbe trovare spazio una risistemazione più ampia della disciplina fiscale sui paradisi. La detassazione degli utili reinvestiti è, invece, una proposta cara a Confindustria su cui Tremonti non si è ancora pronunciato.Nella manovra verranno stanziati i fondi per la ricostruzione delle seconde case ubicate nel centro storico de L'Aquila e degli altri comuni colpiti dal sisma. Le risorse sarebbero dovute entrare come emendamento al dl Abruzzo, ma il provvedimento sarà approvato definitivamente oggi dalla Camera senza modifiche.Novità anche per Alitalia. La manovra potrà indicare l'aumento della percentuale di capitale, attualmente si aggira attorno al 30%, che sarà restituita agli obbligazionisti Alitalia, penalizzati dal riassetto della compagnia. Il 10 luglio scade il termine per la conversione in Btp incassabili senza interessi nel 2012. Non è esclusa una forma di risarcimento simbolica anche per gli azionisti. È, infine, in arrivo un nuovo rinvio per l'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. L'entrata in vigore è attualmente prevista per luglio, ma l'esecutivo interverrà con un nuovo rinvio per aspettare l'approvazione del ddl sviluppo che contiene la riforma della disciplina.

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Class action da ritoccare (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 23-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Pubblica Amministrazione data: 23/06/2009 - pag: 40 autore: Andrea Mascolini parere consiglio di stato Class action da ritoccare Via libera del Consiglio di Stato alla «azione collettiva» contro le inefficienze di amministrazioni pubbliche e concessionari di servizi pubblici, anche con la perdita automatica della retribuzione del dipendente responsabile, ma vengono suggerite alcune modifiche per evitare problemi anche costituzionali. È quanto si desume dal parere (n. 1943/09) del Consiglio di stato del 9 giugno 2009 sullo schema di decreto legislativo sui ricorsi contro le inefficienze delle amministrazioni e dei concessionari pubblici che trova la sua fonte nella norma della legge 15/09. nello schema (composto da sette articoli) si prevede che il ricorso sia azionabile quando si è in presenza di una lesione di interessi giuridicamente rilevanti per una pluralità di utenti provocata dalla violazione di standard qualitativi ed economici, o degli obblighi contenuti nelle Carte di servizi, o ancora dalla violazione dei termini perentori o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali obbligatori e non aventi carattere normativo. Si introduce quindi una «azione collettiva» nei confronti delle pubbliche amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici. I ricorsi saranno proponibili sia da singoli, sia da parte di associazioni e comitati a tutela di interessi dei propri associati; dal punto di vista procedurale la controversia sarà devoluta in via esclusiva al Tar che emetterà una sentenza a sua volta collegata a procedimenti disciplinari e di giudizio davanti alla Corte dei conti. Infine sono previste anche forme di pubblicità della sentenza e la possibilità di commissionare le amministrazioni inadempienti, anche con decurtazioni «stipendiali automatiche» in capo ai soggetti responsabili. È chiaro che tutto ruota sulla definizione preventiva dei livelli di standard qualitativi dell'organizzazione amministrativa; sarà questo infatti il parametro sul quale si potrà agire.Sullo schema il Consiglio di stato si sofferma soprattutto con riguardo al primo articolo che rappresenta il fulcro del provvedimento segnalando in primo luogo l'opportunità di fare riferimento non tanto alla «titolarità» dell'interesse, quanto alla nozione della legge 241/90 («portatori di interessi diffusi»). Si suggerisce poi al Governo di specificare che la legittimazione passiva va riferita agli organi o enti competenti a esercitare le funzioni o a gestire i servizi cui sono riferite le violazioni e che essa non può riguardare le autorità indipendenti. I giudici sollevano dubbi di costituzionalità sulla previsione della improcedibilità del giudizio davanti al Tar in caso di procedimento davanti ad una autorità di settore. Dal punto di vista dei termini si formula l'indicazione di 90 giorni per provvedere da parte dell'amministrazione o del concessionario. Per quel che riguarda la sanzione della perdita automatica della retribuzione il Consiglio di stato suggerisce di prevedere che gli interventi sanzionatori siano comminati dall'autorità sovraordinata, previa accurata indagine, stante la «mancanza di un accertamento di responsabilità in sede giudiziaria».

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E le imprese avranno la detassazione degli utili (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 24-06-2009)

Argomenti: Class Action

Milleproproghe E le imprese avranno la detassazione degli utili È pronto il nuovo decreto ROMA Per lo scudo fiscale potrebbe essere questione di giorni. Non sarà varato venerdì, bensì arriverà in Parlamento come emendamento al decretone fiscale subito dopo il G8 dell'Aquila. Sì invece ad una «Tremonti ter» per la parziale detassazione degli utili d'impresa, ad un «premio occupazione» per le imprese che non licenzieranno, ai fondi per la ricostruzione delle seconde case in Abruzzo. Arriva una mini-riforma delle offerte pubbliche di acquisto e, in un decreto parallelo, la proroga degli sfratti: l'esecuzione di quelli già sospesi al 15 ottobre 2008 è bloccata fino al primo gennaio 2010. Nel nuovo «milleproroghe» si rinviano l'esecuzione della norma taglia-enti inutili e quella che avrebbe dovuto istituire il comitato per la valutazione del sistema universitario. Il pacchetto che attende il consiglio dei ministri di venerdì è corposo, e ancora ieri sera non era chiaro se tutti i provvedimenti in cantiere verranno approvati. Una delle novità attese, e che viene rimandata, è sulla class="hilite">class="term">class class="term">action. Dopo mesi di polemiche, il governo sembrava intenzionato a modificarla per farla entrare in vigore il 30 giugno, il sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia ha annunciato che se ne dovrà riparlare. Maurizio Sacconi, pronto a introdurre un pacchetto di «premi all'occupazione», dovrà rinunciare alla norma per evitare il licenziamento dei lavoratori con incentivi agli imprenditori. «Troppo difficile evitare gli abusi», spiega una fonte di governo. E' confermato invece l'incentivo per le imprese che assumeranno le persone in cassa integrazione: il sistema dovrebbe permettere di fare uso del sussidio per integrare il reddito del lavoratore. Confermato anche un meccanismo per velocizzare i pagamenti della pubblica amministrazione e la stretta sulle finte compensazioni Iva: grazie ad essa l'Agenzia delle Entrate conta di recuperare circa un miliardo di euro di gettito evaso. Novità in vista per le offerte pubbliche di acquisto: ieri il preconsiglio dei ministri ha discusso una bozza di decreto legislativo che modifica le norme sul «concerto» fra i soci e i tempi entro i quali dare pubblicità ai patti «stipulati in qualunque forma». Gli attuali termini di comunicazione (cinque giorni per la Consob, dieci per la pubblicazione sui giornali, quindici per quella nel registro delle imprese) verranno accorpati in un unico obbligo entro cinque giorni. Il pacchetto nel suo complesso potrebbe valere qualche miliardo di euro. Parte della copertura sarà probabilmente affidata allo scudo fiscale per il rientro dei capitali portati illecitamente all'estero. La sanatoria però non arriverà subito, ma a cavallo del G8 dell'Aquila, dopo un'ultima consultazione di Giulio Tremonti con i colleghi europei, in primis quelli di Francia e Germania. \

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Via al piano impresa in un giorno Pronto anche il bonus innovazione (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 24-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Economia data: 24/06/2009 - pag: 37 La manovra Sale la quota di rimborso per gli Alitalia bond. Oggi vertice Ocse sui paradisi fiscali Via al piano impresa in un giorno Pronto anche il bonus innovazione Venerdì la Tremonti-ter. Lupi: cedolare secca del 20% sugli affitti ROMA Ci sono anche incentivi all'innovazione tra le misure che potrebbero entrare nel decreto fiscale per il rilancio dell'economia che sarà esaminato venerdì dal consiglio dei ministri. Mentre c'è ancora chi spinge perché venga inserita anche la cedolare secca sugli affitti, come ha lasciato intendere ieri il vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi (Pdl): «Un'aliquota unica al 20% sui redditi da locazione che ha lo scopo, tra le altre cose, di far emergere il mercato degli affitti in nero». Ancora ieri il documento è stato limato dai tecnici ministeriali in una riunione di preconsiglio. Il testo è tutt'altro che chiuso: l'insieme delle misure dovrebbero figurare a costo zero ma in realtà la copertura arriverà dallo scudo fiscale. Si stima che dall'estero potrebbero rientrare capitali tra i 2 e i 4 miliardi. La misura però non sarà contenuta da subito nel prossimo decreto, visto che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, intende aspettare il G8 e l'assunzione di regole comuni prima di far rientrare lo scudo attraverso un emendamento. Anche ieri Tremonti è ritornato sull'argomento in occasione della celebrazione del 235Ú anniversario di fondazione della Guardia di Finanza. «È difficile ha detto fare contrasto all'evasione fiscale se appena fuori dai confini è possibile, comodo, sicuro, depositare il bottino come nella caverna di Ali Baba». Per questo al G8 l'Italia presenterà una proposta: «Quella delle regole, e tra le regole c'è il contrasto ai paradiso fiscali» perché «la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate sono necessarie ma non sufficienti. In tutta Europa serve anche l'azione delle amministrazioni centrali». Nel decreto fiscale dovrebbero entrare con certezza una sorta di Tremonti-ter sulla detassazione (Ires e Irpef) degli utili reinvestiti, il bonus per le imprese che rinunciano a licenziare e cassintegrare i lavoratori, l'aumento delle soglie di compensazione dei crediti d'imposta, la velocizzazione dei class="hilite">pagamenti della Pubblica amministrazione e il rinvio della class="term">class class="term">action (azione collettiva). «Il decreto ha commentato la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia conterrebbe una serie di misure che abbiamo chiesto e, se verranno confermate, saranno utili per non far sentire sole le imprese ». Il provvedimento «va nella giusta direzione» anche secondo il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, perché «aiuta a dare un contributo al sistema delle imprese». Ancora ieri non si dava per certo l'aumento dei rimborsi agli obbligazionisti di Alitalia che oggi è fissato al 30%. Nel decreto dovrebbero entrare due schemi di regolamento per rendere operativo il decreto 2008 noto come «impresa in un giorno». In sostanza si tratta della piena introduzione dello «sportello unico». Venerdì si riunirà il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) per approvare alcune grandi opere, i primi due contratti di programma del settore aeroportuale, lo stanziamento per l'edilizia scolastica in Abruzzo e il piano di interventi da 2 a 4 miliardi per la ricostruzione delle zone dell'Abruzzo colpite dal terremoto. Nelle riunioni di fine giugno e luglio, secondo quanto detto al Forum de IlSole24ore dal viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, il Cipe conta di assegnare 11,4 miliardi per la realizzazione di nuove opere infrastrutturali. Giulio Tremonti Antonella Baccaro

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Si parte dalla contestazione del conto corrente (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Diritto e Fisco data: 25/06/2009 - pag: 21 autore: Si parte dalla contestazione del conto corrente Ventaglio di tutele individuali e collettive contro la commissione di massimo scoperto illegittima. In presenza di clausole nulle per applicazione di commissione di massimo scoperto travestita da altre commissioni occorre attivare le forme di tutela.Innanzitutto contestare formalmente l'estratto conto, che contiene gli addebiti contestati. Va sottolineato che la contestazione del conto nel termine previsto non è determinante; nel senso che la mancata contestazione non preclude la possibilità di far valere i propri diritti, qualora sia in discussione la validità della clausola da cui è scaturito l'addebito. In ogni caso la contestazione impedisce agli istituti di credito di opporre strumentalmente la mancata contestazione come causa della decadenza dal diritto. Per il contenzioso vero e proprio esistono poi diverse possibilità sia in sede stragiudiziale sia in sede giudiziale. Ci si può rivolgere all'Ufficio reclami della banca, allegando tutta la documentazione necessaria. La banca deve rispondere entro 60 giorni. Una seconda possibilità è l'Ombudsman bancario, organo costituito presso l'Abi. Prima di inoltrare il ricorso all'Ombudsman occorre avere esaurito la procedura di reclamo avanti all'Ufficio reclami della singola banca.La procedura è gratuita. C'è però il limite di 50 mila euro del valore della controversia e deve trattarsi di questioni che non risalgano a periodi precedenti a un anno. L'Ombudsman è anche rapido, poiché decide entro 90 giorni dalla data di ricezione della richiesta di intervento. Altre forme di conciliazione sono disciplinate dal decreto legislativo n. 5/2003. Si tratta del decreto sul rito societario (abrogato nella parte del rito giudiziario) ma rimasto invariato per le conciliazioni. Ai sensi del dlgs n. 5/2003 se la conciliazione riesce è redatto un verbale, sottoscritto dalle parti e dal conciliatore. Il verbale, previo accertamento della regolarità formale, è omologato con decreto del presidente del tribunale e costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Per quanto riguarda il contenzioso giudiziale occorre distinguere i vari casi. Può essere che sia la banca a chiedere il pagamento delle somme derivanti dalle clausole nulle. In questo caso il correntista dovrà resistere in giudizio; se la banca chiede e ottiene un decreto ingiuntivo il correntista dovrà presentare opposizione al decreto ingiuntivo nei quaranta giorni dalla notificazione del decreto ingiuntivo. Può essere, invece, che sia il correntista a prendere l'iniziativa e a chiedere la restituzione delle somme indebitamente pagate alla banca: in questo caso occorre una azione ordinaria per far valere la nullità della clausola, cui consegue l'obbligo di restituire le somme. A seguito dell'entrata in vigore della legge n. 69/2009 (novella di riforma del processo civile) non si applica più l'abrogato rito societario. Non si può dimenticare, poi, che le associazioni dei consumatori possono agire nell'interesse della collettività degli utenti e chiedere la inibitoria delle clausole contrattuali nulle. Ai sensi dell'articolo 140 del codice del consumo le associazioni dei consumatori possono chiedere al tribunale di inibire gli atti e i comportamenti lesivi degli interessi dei consumatori e degli utenti e di adottare le misure idonee a correggere o eliminare gli effetti dannosi delle violazioni accertate. Altre futura possibilità saranno rappresentate, in ambito stragiudiziale, dall'arbitrato bancario finanziario: una nuova procedura per risolvere fuori dai tribunali le controversie tra banche e clienti, che dovrebbe partire da settembre 2009 (Banca d'Italia ha emanato in data 18 giugno 2009 il relativo regolamento). Ancora, infine, una possibilità futura sarà costituita e, in ambito giudiziale, dalla class action e cioè l'azione collettiva risarcitoria, per ottenere l'accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti o in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali.

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"manovrina" d'estate da 5-6 miliardi - roberto petrini (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina 24 - Economia "Manovrina" d´estate da 5-6 miliardi Aiuti alle imprese e voucher per i cassintegrati. Nel Dpef Pil a -5% Saranno detassati gli investimenti e accelerati i pagamenti degli enti pubblici ROBERTO PETRINI ROMA - Tutto pronto per il decretone d´estate. Il consiglio dei ministri lo affronterà domani con il doppio obiettivo di dare una spinta all´economia in crisi e di recuperare risorse per le nuove spese sopraggiunte, in pratica una manovrina. In tutto la liquidità che il provvedimento renderà disponibile dovrebbe essere di 5-6 miliardi mentre l´operazione di assestamento di bilancio, la stretta sulle compensazioni Iva e la tesoreria obbligatoria per le società statali non quotate, dovrebbe dare la possibilità di recuperare un paio di miliardi. La riunione dovrebbe varare anche il decreto milleproroghe: prevista quella degli sfratti a fine anno e il class="hilite">rinvio della class="term">class class="term">action e dello sportello unico delle imprese. Vicino al traguardo anche il Dpef. Il Documento di pro-grammazione economica e finanziaria, presentato ieri dal mini-stro dell´Economia Tremonti e da Gianni Letta al Capo dello Sta-to, sarà l´ultimo della serie: ieri infatti il Senato ha approvato la riforma della contabilità pubblica che lo sostituisce con il Dfp (Decisione di finanza pubblica) e abolisce la vecchia Finanziaria (d´ora in poi si chiamerà Legge di Stabilità). Le prime indiscrezioni sul quadro macroeconomico contenuto nel Dpef non sono incoraggianti: il Pil, che la Ruef fissava a meno 4,2 per cento potrebbe contrarsi fino al 5 per cento (sulla linea dell´Ocse). Anche il deficit-Pil è in peggioramento: dal 4,6 dell´ultima stima del governo salirebbe intorno al 5 per cento. Le misure, contenute in circa 50 articoli, dovrebbero affrontare i capitoli imprese, occupazione, evasione fiscale e finanziare missioni di pace e terremoto in Abruzzo. Sul versante delle imprese in prima linea c´è la Tremonti-ter per detassare gli investimenti (ieri è stata confermata anche dal premier Berlusconi), si prevede inoltre l´attesa norma che velocizza i pagamenti da parte della p.a. oltre a un intervento sugli ammortamenti e la possibilità di svalutare i crediti in sofferenza. Per l´occupazione sono previste le misure Sacconi: il bonus consentirà alle imprese di far rientrare in fabbrica i cassintegrati per corsi di formazione, inoltre il cassintegrato potrà capitalizzare la cig per avviare un´azienda. In bilico invece la norma che dovrebbe riconoscere un bonus alle aziende che recedono da licenziamenti e cig. Saranno allargati a cassintegrati e lavoratori in mobilità i voucher-lavoro, come ha annunciato ieri il ministro del Welfare: un sistema per pagare i contributi per i lavori occasionali (come la vendemmia) che nell´ultimo anno ha interessato 30 mila soggetti. Il governo corre ai ripari anche sul fronte dell´evasione fiscale: oltre alla stretta sulle compensazioni Iva, sono previste misure anti-evasione per i paradisi fiscali, contrasto degli arbitraggi internazionali e potenziamento della riscossione. Sul caso di una recrudescenza dell´evasione ieri sono giunti i dati dell´Agenzia delle entrate che ha rivendicato un aumento del 58 per cento degli accertamenti nei primi sei mesi dell´anno per un totale di 4,3 miliardi. Il decreto di domani prevede anche una stretta sui piani di rientro di cinque Regioni e un nuovo intervento di monitoraggio sulle invalidità civili.

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Manovra, Tremonti ci riprova Detassati gli utili reinvestiti (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

Manovra, Tremonti ci riprova «Detassati gli utili reinvestiti» LAURA MATTEUCCI Milleproroghe e decreto legislativo sulle offerte pubbliche di acquisto accompagneranno il cosiddetto decretone d'estate, domani all'esame del Consiglio dei ministri. Mentre ieri Tremonti e Letta hanno presentato al presidente Napolitano il nuovo Dpef, che aggiorna quello dell'anno scorso, con stime di crescita riviste al ribasso. La manovra estiva, insomma, è in dirittura d'arrivo, mentre è rinviata a dopo il G8 dell'Aquila la nuova edizione dello scudo fiscale per il rientro dei capitali esportati illegalmente. In realtà un vero e proprio condono, visto che si parla di un'aliquota per l'emersione molto bassa, tra il 5 e il 7%, pari a un gettito sui 4 miliardi. FAVORITE LE IMPRESE FORTI Previste una serie di misure attese da Confindustria, con cui il governo sta tentando di ricucire i rapporti ultimamente logorati, tra cui bonus contributivi per le imprese che evitano la cassa integrazione. Nel decreto fiscale in discussione sempre domani ci sarà anche «la detassazione degli utili che si reinvestono per l'impresa, una specie di Tremonti-ter», come ventilato nei giorni scorsi e ora annunciato da Berlusconi. Un provvedimento che dovrebbe diventare selettivo, con sgravi sull'acquisto di macchinari e altri beni strumentali. Ma che già suscita non poche polemiche. «Verranno favorite le imprese che hanno meno difficoltà - dice Sergio D'Antoni, Pd, vicepresidente della commissione Finanze della Camera - Nonostante siano misure anti-crisi, non riguarderanno le zone deboli, le più colpite dalla crisi. Dopo aver demolito il credito d'imposta, che garantiva sgravi per gli investimenti produttivi degli imprenditori meridionali, l'esecutivo distribuisce le poche risorse a disposizione su tutto il territorio nazionale, favorendo le zone con un tessuto produttivo già solido». Sempre a favore delle imprese, un pacchetto di norme destinato a ridurre il costo dell'approvvigionamento energetico, oltre alla velocizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, attraverso un meccanismo di compensazione tra debiti e crediti. In arrivo col Milleproroghe la proroga del blocco degli sfratti: il provvedimento, in scadenza a fine mese, dovrebbe slittare fino al 31 dicembre. class="hilite">Rinvii in vista anche per la class="term">class class="term">action e per la scadenza per la conversione dei bond Alitalia. In un decreto legislativo apposito, verrà aggiustata la normativa che riguarda le offerte pubbliche di acquisto, soprattutto quelle transfrontaliere. In vista, dunque, favori alle imprese, e l'ennesimo condono fiscale. «Un segnale devastante - avverte D'Antoni - Mentre le Fiamme Gialle denunciano un incremento record dell'evasione fiscale, il governo prepara un condono per gli evasori più ricchi. Una politica fiscale lassista e criminogena che, dall'abolizione della tracciabilità dei pagamenti agli studi di settore, ha allargato le maglie ai livelli più alti». Domani arriva la Tremonti-ter, con la detassazione per le imprese degli utili che si reinvestono. Manovra d'estate per ricucire con Confindustria. Il rischio è che riguardi solo le aziende più forti.

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Papi rischia tutto Soldi alle imprese (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

SBALLOTTATO Mai così in difficoltà il presidente del consiglio prova a ripartire da sé. Oggi sarà all'Aquila per regalare «migliaia di computer» ai terremotati. Domani invece sì al decreto «milleproroghe» e a meno tasse sugli utili delle aziende. Quelle che sono con lui. Perché le altre, ripete, «sostenerle è da masochisti» Papi rischia tutto Soldi alle imprese Soldi alle imprese Domani il decreto legge: meno tasse sugli utili Poi insiste: «Basta con la pubblicità ai giornali» Matteo Bartocci ROMA Che le difficoltà che ha di fronte a sé siano quasi mortali Silvio Berlusconi ne è perfettamente consapevole. Tanto che, come accadde per il governo Prodi, già pensa alla «fase due». Inseguito dagli scandali e preoccupato dalla depressione dei suoi, il premier è quasi costretto a comparire in pubblico in una conferenza stampa accanto alla neoministra del turismo Vittoria Brambilla. Prima diserta l'assemblea di Confcommercio (dove manda, come all'Aquila la settimana scorsa, il «supplente» Gianni Letta). Scomparso per ore per un fastidioso «torcicollo» che lo stesso Letta, con prudenza, definisce «forse anche qualcosa di più», ricompare a sorpresa a metà pomeriggio dentro le mura amiche del fortino di palazzo Chigi. Costretto a esibirsi per smentire i rumors e la sua debolezza, Berlusconi prova a invertire lo «spin» discendente che lo indebolisce da giorni. Lo fa nella retorica ma anche nella sostanza. Innanzitutto prova a mettere sul tavolo «soldi veri» per le imprese. E tra gag sui telefonini e sulla trasparenza della sua vita annuncia che domani il consiglio dei ministri approverà un decreto legge fiscale che dovrebbe contenere, soprattutto, la detassazione degli utili di impresa. Una sorta di «Tremonti Ter» che anche in tempi di crisi dovrebbe garantire, agli imprenditori sull'orlo della chiusura un po' di denaro fresco da tenere per sé senza versarlo allo stato. Parallelamente, assieme al decreto fiscale dovrebbe essere licenziato anche il classico «milleproroghe» e diversi decreti legislativi in materia finanziaria. Nel frattempo, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha presentato al Quirinale le linee del Documento di programmazione economica e finanziaria (il Dpef) che per prassi dovrebbe essere presentato alle camere entro fine giugno. Tra le misure già note del milleproroghe ci sarà il blocco degli sfratti dal 30 giugno al 31 dicembre. Stessa sorte avrà anche la «class="hilite">class="term">class class="term">action». Il taglio ai cosiddetti «enti inutili») dovrà avvenire «entro il termine improcrastinabile del 30 giugno 2010». Rinviato al 1 gennaio 2011 anche l'addio definitivo agli inquinanti sacchetti di plastica. Mentre dai decreti legislativi (che in generale intervengono sulle norme sul riciclaggio) potrebbe anche venire una buona cosa come l'annullamento di tutte le clausole che non si chiamano «massimo scoperto» ma che nei fatti lo sono. E' evidente, come ha detto il premier nei giorni scorsi, che nelle condizioni disperate in cui è ha bisogno di rientrare nelle grazie di banche e imprese. Prova ne sarebbe, per i fedelissimi del Cavaliere, l'atteggiamento del Corriere della sera sul «Barigate». Fin qui il premier può arrivare. O con lui o contro di lui. Perché a chi gli chiede un commento sulla querela annunciata dal gruppo Espresso ogni accenno di disponibilità scompare. Anzi, Berlusconi rismentisce se stesso e invita gli imprenditori, ancora una volta, a non «essere masochisti» e a non «dare la pubblicità a quei giornali che a furia di parlare di crisi diventano essi stessi fattori di crisi». Un'accusa di disfattismo pesantissima che pure, in prima battuta, era stato costretto a ritrattare con una nota ufficiale di palazzo Chigi dopo averla pronunciata davanti ai giovani imprenditori di S. Margherita Ligure. Poco importa. Pagare chi è con te e insultare chi è contro evidentemente è un riflesso incondizionato per l'imprenditore prestato alla politica. Che per provare a rialzare il suo gradimento è pronto a tutto. Infila così, una dopo l'altra, la promessa di regalare «migliaia di computer» ai terremotati d'Abruzzo dove, è sicuro, «costruirà un campus talmente bello che «nessuna università al mondo potrà offrire». Poi, va da sé, annuncia che ha fatto uno spot per il turismo in Italia dove lui è «il conduttore». «Quando l'ho visto - racconta Berlusconi - ho detto che l'opposizione non me l'avrebbe lasciato fare perché avrei avuto una catena di signore, in quello spot sono troppo bello...». L'Italia come Villa Certosa. Festini e gelati per tutti.

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Bonus e pagamenti più veloci alle imprese (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 25/06/2009 - pag: 5 Bonus e pagamenti più veloci alle imprese Berlusconi: aiutiamo chi lavora. Misure per due miliardi. Rimborso al 70% per gli Alitalia bond ROMA «Stiamo mettendo a punto con il ministro Tremonti il decreto legge per il Consiglio dei ministri di domani. Ci saranno cose che faranno molto piacere a chi lavora, come la detassazione degli utili che si reinvestono nell'impresa». È stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a confermare ieri la nuova manovra di sostegno all'economia. Nel decreto, oltre alla detassazione chiesta da Confindustria, «una specie di Tremonti ter» ha detto il premier, ci sarà il bonus per le imprese che non licenziano ed evitano il ricorso alla cassa integrazione, l'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese fornitrici, e l'aumento dei rimborsi ai titolari delle obbligazioni emesse dalla vecchia Alitalia, oggi commissariata, dall'attuale 30 fino al 70%. Il pacchetto dovrebbe valere circa 2 miliardi di euro, per i quali Tremonti sta trovando la copertura in bilancio. Ieri, insieme al sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, il ministro dell'Economia è stato ricevuto dal capo dello Stato, al quale ha illustrato anche le linee guida del prossimo Documento di Programmazione, che sarà varato nelle prossime settimane dopo la 'verifica' dei numeri in sede europea. Secondo una bozza del decreto che sarà domani sul tavolo di Palazzo Chigi la detassazione dovrebbe riguardare non tutti gli utili delle imprese, ma solo la parte che viene effettivamente reinvestita per l'acquisto dei macchinari produttivi. Il bonus per l'occupazione dovrebbe essere automatico ed essere erogato direttamente dall'Inps. Un po' più complesso il meccanismo per il pagamento dei crediti vantati dallo Stato verso le imprese, che dovrebbero prima essere certificati, e che potrebbero anche essere compensati con i debiti verso il fisco. Il decreto dovrebbe prevedere anche un'innalzamento generalizzato della soglia di compensazione tra crediti e debiti tributari, ma anche l'eliminazione dell'automatismo. Non entrerà nel decreto, almeno in questa fase, lo scudo fiscale per il rientro dei capitali dal-- l'estero, che potrebbe arrivare come emendamento nel corso dell'esame parlamentare. Per lo scudo ci saranno aliquote differenziate a seconda della destinazione dei fondi rimpatriati: l'imposizione più leggera riguarderebbe le somme convogliate nel «Prestito Italia» che sarà usato per il sostegno all'economia reale, ma anche per la ricostruzione dell'Abruzzo. Insieme al decreto per l'economia il governo dovrebbe decidere domani anche lo slittamento di alcuni termini, dall'class="hilite">entrata in vigore della class="term">class class="term">action, all'esecuzione degli sfratti nelle grandi città, all'abolizione degli enti inutili, alla commercializzazione dei sacchetti di plastica per la spesa. Mario Sensini Il ministro Giulio Tremonti Macchinari Secondo una bozza del decreto la detassazione dovrebbe riguardare solo gli utili reinvestiti in macchinari

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Nucleare e niente class action, ddl sviluppo verso l'approvazione (sezione: Class action)

( da "CittadinoLex" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

Sei in: Prima Pagina | Lavoro | class="hilite">Testo Il provvedimento è giunto alla quarta lettura dopo numerose modifiche Nucleare e niente class="term">class class="term">action, ddl sviluppo verso l'approvazione (Ddl Camera 1441-ter-C) Si avvia a diventare legge il provvedimento in materia di industria ed energia, che segna il ritorno del nucleare e abolisce definitivamente la retroattività per la class="term">class class="term">action. Il provvedimento, il cui esame è in corso in Aula alla Camera, è giunto alla quarta lettura dopo una serie di modifiche introdotte dal Senato e ora in via di conferma da parte dell'Aula di Montecitorio. In dettaglio per il nucleare il governo dovrà indicare, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, i siti per la localizzazione degli impianti di produzione e di stoccaggio delle scorie. Sarà istituita l'Agenzia per la sicurezza nucleare, con compiti di regolamentazione, controllo e autorizzazione ai fini della sicurezza delle attività legate alla produzione di energia nucleare, compresa la gestione dei rifiuti radioattivi. Per quel che riguarda invece il settore produttivo, sono previste nuove agevolazioni per le reti d'impresa e multe più severe e carcere fino a 6 anni per chi pratica la contraffazione in modo sistematico dei marchi nazionali o esteri. Ripristinati, poi, i fondi per l'editoria a favore dei giornali di partito e delle cooperative, grazie ad un aumento di un punto della Robin-tax. Sarà invece meno cara la benzina nelle regioni in cui sono presenti impianti di estrazione. Novità, infine, anche per le assicurazione con durata poliennale: per le polizze stipulate dopo l'entrata in vigore della legge, infatti l'assicuratore, in alternativa ad una copertura di durata annuale, può proporre una copertura di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale. In questo caso, se il contratto supera i cinque anni, l'assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con effetto dalla fine dell'annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata.(25 giugno 2009)

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Forze dell'ordine enti e istituzioni unite per difendere i cittadini ferraresi dalle truffe (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

Forze dell'ordine enti e istituzioni unite per difendere i cittadini ferraresi dalle truffe (25/6/2009 16:56) | (Sesto Potere) - Ferrara - 25 giugno 2009 - Gli episodi di cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verifìcarsi di truffe e raggiri. Ad esempio, il finto funzionario che bussa alla porta pretendendo il pagamento dell'acqua piuttosto che del gas, pur essendo ormai entrato nell'immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Cento, Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e Coop Estense, hanno ritenuto di promuovere anche quest’anno un nuovo progetto di prevenzione rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle fasce di popolazione maggiormente soggette a queste tipologie di eventi, come gli anziani, i disabili, e le persone sole. “Il progetto ‘Stop alle truffe!’ - spiega il Prefetto Massimo Marchesiello - nasce con l'obiettivo di attivare azioni di prevenzione sui fenomeni di truffe e raggiri, invitando i cittadini ad assumere un comportamento attivo, teso ad evitare di rimanere vittime di tali reati. Informarsi, chiedere aiuto non è un atto di cui vergognarsi ma una semplice regola di sicurezza”. Attraverso diversi materiali di comunicazione e promozione, quali un video animato che propone ipotetiche situazioni "a rischio" ed evidenzia i comportamenti atti a prevenire, contrastare e denunciare l'accaduto, spot radiofonici, pieghevoli che esaminano i casi più frequenti di truffe e i consigli utili per evitarle, affissioni, azioni di sensibilizzazione presso Centri Commerciali, centri di aggregazione per anziani, sagre e fiere del territorio ferrarese e grazie al coinvolgimento dei vari attori coinvolti nel progetto, si cercherà di raggiungere il maggior pubblico possibile. I mesi di luglio e agosto vedranno impegnati i volontari del CSV e le Forze dell'ordine in una serie di incontri presso i seguenti Centri Commerciali e supermercati della provincia di Ferrara: - Coop "Doro" di Via Modena a Ferrara, dal 13 luglio al 18 luglio - Centro Commerciale "I Pioppi " di Copparo, dal 20 luglio al 25 luglio - Centro Commerciale Ipercoop "II Castello" a Ferrara, dal 27 luglio ali' 1 agosto. L'incontro con le forze dell'ordine è previsto per venerdì 31 luglio alle ore 17:00 - Centro Commerciale "I Tigli" di Argenta, dal 3 agosto all’8 agosto. L'incontro con le forze dell'ordine è previsto venerdì 7 agosto ore 17:00 - Centro Commerciale Ipercoop "Le Mura" a Ferrara, dal 10 agosto al 15 agosto. Durante tutte queste attività sarà allestito uno stand in cui verrà distribuito del materiale informativo e verranno fornite tutte le informazioni sull'argomento. “Vogliamo che le persone vittime di qualsiasi episodio di raggiro si rivolgano con fiducia alle Forze dell'Ordine per denunciare l'accaduto. Questo - continua il Prefetto - ci consentirebbe di monitorare con più efficacia il fenomeno e di arginarlo a beneficio di tutta la collettività”. (Conferenza stampa "Stop alle truffe" - 25 giugno 2009)

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Manovra, verso decreto da 2 miliardi domani in Cdm (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 25-06-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Il decreto con il nuovo pacchetto di stimolo all'economia dovrebbe valere 2 miliardi circa. Lo dice una fonte governativa alla vigilia del Consiglio dei ministri di domani, che esaminerà la manovra estiva a partire da mezzogiorno. Il decreto contiene la detassazione degli utili reinvestiti dalle società, ma limitata ai soli acquisti di macchinari. Confermate le misure per l'aumento delle compensazioni fra crediti e debiti delle imprese verso la Pubblica amministrazione e l'class="hilite">ennesima sospensione della class="term">class class="term">action. Dovrebbe essere rinviato per ora il varo dello scudo fiscale. Tra le varie misure, il decreto aumenterà dal 30-35% circa al 70% la quota di rimborso delle obbligazioni emesse dalla vecchia Alitalia, oggetto di una offerta pubblica di scambio con titoli di Stato che scade il 10 luglio. Novità anche per i piccoli azionisti della compagnia aerea. La manovra prevede che le azioni possano essere cedute al Tesoro a un prezzo calcolato sulla media dell'ultimo mese di quotazione ma con uno sconto considerevole, nell'ordine del 50% secondo lo schema messo a punto dai tecnici. Il Tesoro introdurrà poi nel decreto una norma che rende nulle le clausole attraverso le quali le banche reitroducono in modo fittizio la commissione di massimo scoperto. Ci sarà anche un ampliamento della platea di beneficiari della social card. La manovra dovrebbe infatti alzare a 8 mila euro la soglia dell'indicatore Isee che consente l'accesso al beneficio. La fonte aggiunge che il Consiglio dei ministri non dovrebbe licenziare domani il Documento di programmazione economico finanziaria (Dpef). Domani ci sarà comunque una discussione sul nuovo quadro macroeconomico e di finanza pubblica, come annunciato dal presidente Silvio Berlusconi, ma il varo formale del Dpef avverrà nei prossimi giorni.

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Ok alla class action e ai contributi ai giornali (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Giustizia e Società data: 26/06/2009 - pag: 39 autore: Ok alla class action e ai contributi ai giornali L'aula della camera ha approvato ieri gli articoli del disegno di legge sullo sviluppo e l'energia su editoria e class action. Il ddl prevede il ripristino di contributi all'editoria per 70 milioni di euro, grazie all'aumento di un punto percentuale (dal 5,5 al 6,5%) dell'addizionale Ires per le imprese petrolifere.Sulla questione, poi, la commissione Attività produttive ha presentato un emendamento che chiede di semplificare gli adempimenti richiesti alle imprese per la Robin Tax. La commissione Bilancio ha dato parere favorevole, a patto che non si vada a toccare il divieto «per gli operatori economici che operano nel settore energetico di traslare l'onere della maggiorazione di imposta sui prezzi al consumo». Il testo è stato accantonato e sarà votato martedì. Via libera anche, non senza qualche malumore all'interno della stessa maggioranza, alla nuova disciplina della class action, mentre il governo si accinge a far slittare nuovamente l'entrata in vigore delle norme volute dal governo Prodi. Il Pd aveva chiesto lo stralcio dell'articolo 49 sull'azione risarcitoria collettiva, proposta non accettata da maggioranza e governo. E non condivisa dall'Idv: «Qui è ora che ognuno si prenda le sue responsabilità», ha detto in aula Antonio Borghesi. Particolarmente criticata è stata la decisione di non rendere la norma retroattiva e consentire così di utilizzarla anche ai risparmiatori colpiti dal crac Parmalat e Cirio.«Non faremo mancare la nostra lealtà al governo e quindi voteremo a favore del testo che è stato proposto per l'azione collettiva», ha dichiarato in aula Manlio Contento, deputato del Pdl e membro della commissione Giustizia che aveva sollevato non pochi dubbi sulla disciplina. Tuttavia Contento ha elencato una lunga serie di «aspetti critici». Dall'esecutivo è arrivato un impegno a ritoccare la normativa. «Accogliamo in linea di principio il desiderio di migliorare questo testo», ha assicurato il sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso. Il governo, ha spiegato, «è disponibile, ovviamente in corso d'opera in coordinamento con quello che farà il ministro Brunetta, a migliorare ulteriormente il testo in esame affinché vi sia la più ampia convergenza possibile. Dico questo anche per portare serenità in quest'aula e per consentire di procedere ulteriormente con un provvedimento così strategico per il paese».L'esame del ddl si è interrotto all'articolo 61. Riprenderà martedì con il voto degli ultimi tre articoli e degli articoli accantonati. Il via libera definitivo dovrebbe arrivare al massimo mercoledì mattina. Il disegno di legge dovrà poi tornare in senato per la quarta lettura.

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GLI EPISODI DI cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verificarsi di... (sezione: Class action)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

FERRARA CRONACA pag. 6 GLI EPISODI DI cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verificarsi di... GLI EPISODI DI cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verificarsi di truffe e raggiri. Ad esempio, il finto funzionario che bussa alla porta pretendendo il pagamento dell'acqua piuttosto che del gas, pur essendo ormai entrato nell'immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, infatti, nella nostra provincia sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, Prefettura, Provincia, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Municipale, in collaborazione con il Centro servizi per il volontariato, Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Carife, Cassa di Risparmio di Cento, Fondazione Caricento e Coop Estense, hanno ritenuto di promuovere un progetto di prevenzione rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle fasce di popolazione maggiormente soggette a queste tipologie di eventi, come gli anziani, i disabili, e le persone sole. «Il progetto Stop alle truffe!' spiega il prefetto Massimo Marchesiello nasce con l'obiettivo di attivare azioni di prevenzione sui fenomeni di truffe e raggiri, invitando i cittadini ad assumere un comportamento attivo, teso ad evitare di rimanere vittime di tali reati. Informarsi, chiedere aiuto non è un atto di cui vergognarsi ma una semplice regola di sicurezza». Attraverso diversi materiali di comunicazione e promozione (elaborati da Inside btb), quali un video animato che propone ipotetiche situazioni a rischio' ed evidenzia i comportamenti atti a prevenire, contrastare e denunciare l'accaduto, spot radiofonici, pieghevoli che esaminano i casi più frequenti di truffe ed i consigli utili per evitarle, affissioni, azioni di sensibilizzazione nei centri commerciali, centri di aggregazione per anziani, sagre e fiere del territorio ferrarese e grazie al coinvolgimento dei vari attori coinvolti nel progetto, si cercherà di raggiungere il maggior pubblico possibile. I mesi di luglio e agosto vedranno impegnati i volontari del Csv e le Forze dell'ordine in una serie di incontri che si terranno alla coop Doro di via Modena dal 13 luglio al 18 luglio; al centro commerciale I Pioppi di Copparo dal 20 luglio al 25 luglio, al centro commerciale Il Castello dal 27 luglio all'1 agosto; al centro commerciale I Tigli di Argenta, dal 3 agosto all' 8 agosto. «Vogliamo che le persone vittime di qualsiasi episodio di raggiro si rivolgano con fiducia alle Forze dell'Ordine per denunciare l'accaduto. Questo conclude il prefetto ci consentirebbe di monitorare con più efficacia il fenomeno e di arginarlo a beneficio di tutta la collettività».

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tra gli indagati di riva ligure l'ingegnere dell'aurelia sbagliata (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Pagina XV - Genova Tra gli indagati di Riva Ligure l´ingegnere dell´Aurelia sbagliata Tra gli otto indagati per omicidio colposo per il tragico infortunio sul lavoro del 15 giugno, quando, nel depuratore di Riva Ligure persero la vita due operai, compare anche un professionista che ha legato il suo nome ad una delle più clamorose sviste urbanistiche della recente storia italiana. Si tratta di Antonino Tetamo, ingegnere e direttore dei lavori di quell´Aurelia Bis di Sanremo, per la quale venne disegnato un tracciato che l´avrebbe portata ad attraversare il cimitero di Valle Armea. Era il 1993 e nell´estremo ponente ligure le inchieste di Mani Pulite diventavano, soprattutto, materia per il Gabibbo di Striscia la Notizia. L´ingegner Tetamo, e il suo collega progettista per conto di Anas, Luca Formis, vennero indagati assieme ad altri tecnici e politici. Alla fine le condanne furono poche e Tetamo e Formis, eravamo già nei primi anni Duemila, si videro prescrivere i reati dalla Cassazione. La Suprema Corte riscontrò però la loro responsabilità civile. E dopo un ultimo ricorso dei due, respinto nel 2007, il Comune di Sanremo ha avviato un´azione civile nei confronti dei due professionisti. Per Tetamo, per altro, era già la seconda volta, ma un precedente risarcimento arrivato fino al pignoramento dei beni si è arenato per l´impossibilità di procedere. Quanto al risarcimento per la "superstrada delle salme", uno dei tanti soprannomi dell´epoca, la lunga contesa tra gli avvocati del comune di Sanremo e i legali dell´Anas starebbe per concludersi proprio in queste settimane, con il versamento di alcune decine di migliaia di euro a saldo delle responsabilità dei due ingegneri. Nonostante questo controverso precedente, la stella dell´ingegner Tetamo, nel ponente ligure non ha mai cessato di brillare. Il professionista, oggi 63enne, è, tra le sue molte attività, uomo di fiducia di Carlo Ghilardi, re della spazzatura e proprietario della discarica di Collette Ozotto di Arma di Taggia la cui gestione, con ripetuti ampliamenti, ha spesso visto scendere in campo l´ingegner Tetamo. Ed è probabilmente questa sua competenza nel settore, che gli ha permesso di diventare direttore dei lavori del depuratore Secom, l´impianto che serve i comuni di Arma di Taggia, Riva Ligure, Badalucco, Pompeiana, Castellaro, Terzorio e Santo Stefano al Mare. Il contenzioso con un´amministrazione pubblica non ha impedito ai sindaci degli otto comuni dell´imperiese di sceglierlo per un ruolo di vertice. (m. p.)

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Per uscire dall'angolo il protocollo Brunetta (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Per uscire dall'angolo il protocollo Brunetta Cdm. Secondo il ministro della funzione pubblica bisogna riportare l'azione sulla politica e le cose da fare. Oggi Consiglio dei ministri con le norme pro-imprese. La dialettica banche-Tesoro. di Marco Ferrante Per uscire dall'angolo di palazzo Grazioli e delle sue vicende, in cui il governo si trova da quasi due mesi, gli uomini vicini al presidente del consiglio stanno ragionando su due strategie. La prima è quella della controffensiva sul terreno in cui lo scontro si svolge, il rapporto tra vita privata e ruolo pubblico delle classi dirigenti. In questo caso il presidente del consiglio non si limiterebbe a difendersi, ma anche a contrattaccare, un po' come si è visto sul Giornale ieri. La seconda ipotesi, caldeggiata soprattutto da Renato Brunetta, è quella di spostare la controffensiva su un terreno d'azione politica: due consigli dei ministri alla settimana e nuove idee da sfornare in continuazione, class="hilite">dalla class="term">class class="term">action per la pubblica amministrazione alla detassazione dei buoni pasto. Brunetta ha dimostrato con la sua azione personale che l'occupazione degli spazi mediatici è possibile con una tecnica politica di iper-attività. Il consiglio dei ministri di domani, dove sarà illustrato anche il Dpef e si daranno le stime del governo sul Pil (secondo il governatore della Banca d'Italia a meno 5 a fine anno) è la prima prova postelettorale, ed è il primo tentativo di spostare il perimetro di gioco sul terreno dei provvedimenti, di verificare la fattibilità del protocollo Brunetta. Nel provvedimento ci sono tre cose interessanti: il premio occupazione, cioè i bonus per chi non licenzia o per chi assume cassintegrati; la detassazione degli investimenti delle imprese, e l'accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione: ricordiamo che si tratta di uno stock calcolato tra i 30 e i 50 miliardi di euro. Sono soprattutto questi due ultimi punti molto attesi dalle imprese. Confindustria li considererebbe segnali evidenti da parte del governo della necessità di rimettere in circolo risorse finanziarie e prova di attenzione nei confronti delle imprese. «Non si può stare in un Paese in cui lo Stato non paga i propri debiti. Ciò non è degno di un paese civile», ha ribadito ieri Emma Marcegaglia in assemblea di Farmindustria davanti al presidente del Consiglio, auspicando che la norma compaia nel testo di stamane. Potrebbe slittare la riedizione dello scudo fiscale. Secondo un'indiscrezione di Mf potrebbe invece apparire una norma di controversa interpretazione: l'idea è quella di togliere alle banche la cassa delle società pubbliche, Ferrovie, Rai, Anas e successivamente - forse - dei ministeri. Dovrebbe essere la Tesoreria - nel disegno del ministro dell'Economia - a finanziare le società pubbliche. La norma avrebbe innanzitutto l'effetto di tenere sotto controllo la cassa delle società pubbliche che riguardo al debito si troverebbero di fatto a essere soggette a una specie di commissariamento. Se questo punto sarà parte del provvedimento che sarà presentato oggi in Cdm, andrà inquadrato anche nella dialettica sempre più vischiosa tra Giulio Tremonti e le banche che di sicuro avranno qualcosa da ridire (bisognerà aspettare di leggere le norme). Ieri hanno parlato due dei principali banchieri, Alessandro Profumo, capo di Unicredit, e Giuseppe Mussari, presidente di Mps. Entrambi hanno ribadito che le banche stanno facendo la loro parte: «dire che i problemi nascono dalle banche è strutturalmente sbagliato» (Profumo), «non siamo estranei e passivi al tentativo di ridurre l'impatto della crisi» (Mussari). Per Tremonti le banche sono il fronte principale della sua soggettività di leader politico in formazione. Certo, alcuni dei suoi colleghi di governo, e una parte della maggioranza, gli rimproverano uno stile a tratti troppo battagliero nei confronti delle controparti. Uno stile che può creare dei problemi nei rapporti con il sistema economico e finanziario. Berlusconi non può fare a meno di Tremonti, ma c'è chi nella maggioranza coltiva l'ipotesi di un rimpasto di governo per lasciar posto a qualcuno in grado di fare da contraltare alla personalità tremontiana e che sia più vicino agli interessi delle imprese. Per questo in questi giorni si era parlato della possibilità di un avvicendamento per Claudio Scajola. Ma ciò che rende difficile una simile soluzione è che non c'è all'orizzonte un contraltare possibile a Tremonti. Ovviamente l'ipotesi Corrado Passera circolata in questi giorni è priva di senso politico e di ragionevolezza. Passera è nei fatti una specie di ministro dell'economia reale attraverso Banca Intesa. Semmai è interessante notare che una dialettica tra lui e Tremonti esiste e che sempre di più viene alla luce. Due giorni fa Passera ha ricordato che le banche cui vengono concessi i Tremonti bond sono anche dei supercontribuenti. Domenica è intervenuto sul Sole 24 ore nel dibattito promosso dal quotidiano confindustriale sulle vie d'uscita dalla crisi. Un lungo intervento formalmente generoso nei confronti del ministro dell'Economia, cui il capo di Banca Intesa riconosce il ruolo culturale a partire dall'impegno sui global legal standard, ma da cui emerge una visione autonoma di Passera. Così la pressione su Scajola, le voci sul suo possibile spostamento al partito, secondo alcuni andrebbero rubricate come un diversivo che è servito a segnalare da una parte qualche tensione sulla prima linea del Pdl, dove ieri si è tenuta la prima riunione della direzione nazionale, dall'altra le rivalità nella gestione dei dossier economici. 26/06/2009

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Non lasciate sola la Bce (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-06-26 - pag: 23 autore: DALLA PRIMA Non lasciate sola la Bce Il limitato utilizzo dei Tremonti bond e la carenza di credito hanno alimentato una vivace polemica tra banche e governo. Molti di noi, nei giornali e nella politica, ricorrono a giudizi morali nel valutare il comportamento dei banchieri. I fenomeni di avidità che hanno accompagnato l'esplosione della crisi a Wall Street giustificano l'indignazione. Il fatto che l'operazione Bce abbia coinciso con una corsa a investire su titoli ad alto rendimento (per esempio sul fiorino ungherese), ha alimentato i sospetti di un insopprimibile istinto speculativo. Eppure dal punto di vista delle autorità di politica economica, il problema provocato dall'incagliamento dei crediti nei confronti delle imprese, in Italia come in Germania, non richiede antropologia lombrosiana, può anzi essere risolto solo se ci si attiene a una freddezza diagnostica di tipo medico: non è una speciale psicologia del banchiere – avido e pavido – a frenarlo, ma un problema di azione collettiva in cui la razionalità di ogni banchiere nell'evitare di esporsi, si traduce in un fallimento collettivo. è proprio in queste circostanze che un intervento di regolazione politica è indispensabile. Tra le altre, le autorità francesi lo hanno già capito, hanno raccolto i banchieri attorno a un tavolo e hanno indotto gli istituti di credito a ricapitalizzarsi, così da poter raccogliere risorse finanziarie a medio termine convincendo il mercato attraverso la garanzia di un capitale "tier1” più solido. Si sono ricreate così le condizioni per riattivare il circolo del credito e i prestiti indispensabili alle imprese colpite dalla crisi o in fase di ristrutturazione. Va fatto ora perché non va sprecata la circostanza attuale: la recessione dà segnali di rallentamento e la Bce ha potuto sfruttare un livello dei tassi particolarmente basso per aumentare di circa il 10% l'offerta di moneta esistente nell'area euro. Il mercato monetario è in condizioni di ben funzionare da meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Tocca ora attivare il credito, prima che le imprese riducano permanentemente la capacità produttiva danneggiando la crescita potenziale dell'economia. Se la trappola del mancato coordinamento impedisse di riattivare il mercato finanziario, alle banche centrali non resterebbe che sostituirsi alle banche per finanziare direttamente le imprese, come ha ipotizzato la Bundesbank. Forse la crisi potrebbe finire lo stesso, ma con essa finirebbe probabilmente anche l'economia di mercato1. Carlo Bastasin carlo.bastasin@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA

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6 9 (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 26/06/2009 - pag: 3 Prezzo del gas ridotto per le grandi imprese 3 Il prossimo inverno le imprese grandi utilizzatrici di gas naturale godranno di tariffe di trasporto e di costi del gas ridotti. Lo prevede un articolo della bozza del decreto. Bonus occupazione per chi assume dalla mobilità In arrivo agevolazioni per le class="hilite">imprese che assumono lavoratori in cassa integrazione o in mobilità: potranno incamerare i sussidi pubblici non utilizzati dagli stessi lavoratori. 6 9 Nuova proroga di 6 mesi per la class="term">class class="term">action Secondo quanto trapelato, il decreto fiscale dovrebbe contenere anche una nuova proroga di altri sei mesi per l'entrata in vigore della legge sulla class="term">class class="term">action, prevista per il primo luglio.

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Aiuti alle imprese Ma il ministro prepara il condono (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

TREMONTI/IL DECRETO Aiuti alle imprese Ma il ministro prepara il condono S. F. BR>Sgravi fiscali per le imprese che reinvestono gli utili, bonus occupazione per quelle che non licenziano, oltre al contrasto dei ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. È generoso il pacchetto di aiuti alle imprese previsto dal decreto che questa mattina sarà approvato dal consiglio dei ministri (il Dpef dovrebbe essere presentato a inizio luglio). Non altrettanto lo è invece con lavoratori (cassintegrati) e consumatori. Per i primi si profilano, nella migliore delle ipotesi, incentivi all'autoimprenditoria. Per i secondi, arriva la beffa dell'class="hilite">ennesimo rinvio della class="term">class class="term">action, che segue a stretto giro di posta (e non per caso) quell'altra beffa sui rimborsi ridicoli per ex azionisti e obbligazionisti Alitalia (che così non potranno rivalersi). Ma non è tutto: siccome le risorse scarseggiano sembra che Tremonti stia pensando di tornare ad attingere a quel pozzo senza fondo che sono i capitali illeciti spostati all'estero. Come? Con lo «scudo fiscale», una vera e propria sanatoria che l'Idv invita a chiamare con il suo vero nome: «Reciclaggio». Lo scudo fiscale comunque non dovrebbe essere contenuto nel decreto di oggi. Brutte notizie anche per i precari delle pubbliche amministrazioni, che lo stato si appresta a licenziare a partire dal primo luglio: alcune indiscrezioni indicavano ieri la possibilità per loro di una stabilizzazione attraverso concorso pubblico (possibilità che sarebbe contenuta nel decreto). Una presa in giro: «Se ciò fosse vero - denuncia la Cgil - 60 mila precari rischierebbero il licenziamento immediato, a causa del blocco delle assunzioni (e dunque dei concorsi ndr) previsto dalle amministrazioni centrali, il vincolo generalizzato posto per le università, le norme sul patto di stabilità degli enti locali, e quelle sulla sanità». L'unica cosa certa è il pacchetto di aiuti alle imprese, a cui ieri è arrivato il via libera anticipato da Confindustria. Berlusconi ha garantito l'impegno del governo per contrastare i ritardi dei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione (richiesta a gran voce dagli industriali). Ad anticipare i pagamenti potrebbe essere la Cassa depositi e prestiti. Un regime fiscale agevolato è previsto per gli utili che le imprese reinvestono, mentre un «bonus occupazione» spetterà a chi «non licenzia il proprio personale in certe situazioni», ha detto il premier. Il decreto dovrebbe contenere anche l'allargamento della platea interessata alla social card, misura blasonatissima dal governo e rivelatesi un vero flop. La soglia massima di reddito per avere diritto alla social card (40 euro al mese per fare la spesa) salirebbe a 8 mila euro (da 6 mila), mentre da 3 a 6 anni dovrebbe salire l'età dei bambini presenti nel nucleo familiare. Un allargamento della platea dovrebbe riguardare anche il bonus famiglia. Infine, la stretta sugli istituti di credito - e in particolare sulle «commissioni di massimo scoperto» che, abolite, ricompaiono spesso sotto altra veste - a cui Tremonti non rinuncia. Le clausole attraverso le quali gli istituti di credito ripropongono fittiziamente il massimo scoperto saranno nulle. Pierluigi Bersani (Pd) è critico - «il peggio non è alle spalle e servirebbe una manovra economica» - e anche sulla detassazione degli utili reinvestiti dalle imprese nota come «la misura viene presa dopo mesi che si sono chiusi i rubinetti sul credito d'imposta e ricerca». I sindacati reagiscono alle anticipazioni con vedute differenti. Per Bonanni (Cisl) è «un segno tangibile verso l'uscita». Epifani chiede di rilanciare i consumi con detrazioni fiscali per le spese sostenute da lavoratori e pensionati, e che il «bonus occupazione» venga dato a quelle aziende che rinnovano i contratti a termine.

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Class action, da decreto salta rinvio, in vigore da primi luglio (sezione: Class action)

( da "Reuters Italia" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

ROMA (Reuters) - Il testo del decreto fiscale approvato questa mattina dal consiglio dei ministri non contiene l'attesa nuova norma di rinvio dell'entrata in vigore della possibilità di azione collettiva dei consumatori nei confronti delle aziende. Il governo ha class="hilite">previsto una revisione delle norme della cosiddetta class="term">class class="term">action con articoli contenuti nel ddl sviluppo che però non è stato ancora approvato alla Camera e che dovrà tornare al Senato. Si era quindi deciso di inserire nel milleproproghe, che è stato assorbito oggi nel decreto fiscale, un nuovo rinvio dell'entrata in vigore della class="term">class class="term">action -- attualmente prevista ai primi di luglio -- in attesa del varo della nuova legge. Ma la norma è saltata e non figura nel testo entrato oggi in consiglio dei ministri, poi approvato.

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Decreto anticrisi, il comma del rimborso Alitalia (sezione: Class action)

( da "CittadinoLex" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Sei in: Prima Pagina | Consumatori | Testo Più che raddoppiati gli indennizzi per gli obbligazionisti e aumentati per gli azionisti Decreto anticrisi, il comma del rimborso Alitalia (Articolo 19 comma 3 dl Cdm 26.6.2009) Salgono dal 30% al 70,97% i rimborsi agli obbligazionisti di Alitalia, e verranno parzialmente rimborsati anche gli azionisti. Le novità cono contenute nell'articolo 19 della bozza del decreto approvato del Consiglio dei Ministri il 26 giugno. Per gli azionisti Alitalia viene attribuito il diritto di cedere al ministero dell'economia i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione ridotte del 50%, pari a 0,2722 euro per singola azione. Il cambio è con titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 21 dicembre 2012. Il rimborso non potrà risultare superiore a 100.000 euro per ciascun obbligazionista e a 50.000 euro per gli azionisti. Le domande di rimborso dovranno essere presentate entro il 31 agosto prossimo. Provvedimento di 25 articoli - Un provvedimento composto da 25 articoli che intervengono soprattutto con misure per le imprese. Varie misure anticrisi - Premio di occupazione, esenzione fiscale sugli utili reinvestiti dalle imprese sui macchinari, bonus per le aziende che decidono di non licenziare o reimpiegano i lavoratori già in cassa integrazione, una mini liberalizzazione nel settore del gas, velocizzazione di pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende, proroghe di termini dalla class="hilite">class="term">class class="term">action alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi. Energia meno cara - Approvigionamento di energia meno cara, con lo sblocco degli investimenti nelle reti elettriche e misure per calmierare il prezzo del gas a vantaggio delle imprese, mettendo sul mercato 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzi allineati a quelli medi europei. Pagamenti pubblici più celeri - Accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, con la fissazione di tempi certi sia per l'arretrato che per i pagamenti futuri, semplificando inoltre le procedure e i meccanismi per la compensazione di crediti e debiti. Invalidità civile - Misure per contrastare le frodi in materia di invalidità civile per ridurre gli sprechi e aiutare i veri invalidi. Sfratti Gli sfratti sono prorogati fino al 31 dicembre 2009. Opere - Possibilità di effettuare grandi opere infrastrutturali con poteri e mezzi straordinari come quelli derogatori delle ordinanze previste in occasione di calamità naturali. Proroga strade sicure Continua l'operazione cosiddetta "strade sicure" per altri 2 semestri, portando il numero di militari coinvolti a 4250, dagli attuali 3 mila. Il provvedimento deve ora andare all'esame delle Camere per la conversione in legge. Viene riportato il testo del comma 3 dell'articolo 19, che è soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale. (26 giugno 2009)

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Decreto anticrisi, l'articolo sulle commissioni bancarie (sezione: Class action)

( da "CittadinoLex" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

Sei in: Prima Pagina | Consumatori | Testo Nel provvedimento di 25 articoli anche proroga degli sfratti e premio di occupazione Decreto anticrisi, l'articolo sulle commissioni bancarie (Dl Cdm 26.6.2009) Contenimento "spontaneo", come ha detto ironicamente il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dei costi delle commissioni bancarie e riduzione dei tempi di incasso degli assegni e dei benefici. Provvedimento di 25 articoli - Un provvedimento è composto da 25 articoli che intervengono soprattutto con misure per le imprese. Varie misure anticrisi - Premio di occupazione, esenzione fiscale sugli utili reinvestiti dalle imprese sui macchinari, bonus per le aziende che decidono di non licenziare o reimpiegano i lavoratori già in cassa integrazione, una mini liberalizzazione nel settore del gas, velocizzazione di pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende, proroghe di termini dalla class="hilite">class="term">class class="term">action alle missioni di pace. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi. Energia meno cara - Approvigionamento di energia meno cara, con lo sblocco degli investimenti nelle reti elettriche e misure per calmierare il prezzo del gas a vantaggio delle imprese, mettendo sul mercato 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzi allineati a quelli medi europei. Pagamenti pubblici più celeri - Accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, con la fissazione di tempi certi sia per l'arretrato che per i pagamenti futuri, semplificando inoltre le procedure e i meccanismi per la compensazione di crediti e debiti. Rimborso azionisti Alitalia - Misure per il rimborso degli obbligazionisti e degli azionisti Alitalia, con la fissazione del prezzo al quale verrà rimborsata ogni obbligazione (70,97% del valore nominale) mentre agli azioni viene attribuito il diritto a vendere al Tesoro i propri titoli con un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di Borsa delle azioni nell'ultimo mese di contrattazione, ridotto del 50%. Invalidità civile - Misure per contrastare le frodi in materia di invalidità civile per ridurre gli sprechi e aiutare i veri invalidi. Sfratti Gli sfratti sono prorogati fino al 31 dicembre 2009. Opere - Possibilità di effettuare grandi opere infrastrutturali con poteri e mezzi straordinari come quelli derogatori delle ordinanze previste in occasione di calamità naturali. Proroga strade sicure Continua l'operazione cosiddetta "strade sicure" per altri 2 semestri, portando il numero di militari coinvolti a 4250, dagli attuali 3 mila. Il provvedimento deve ora andare all'esame delle Camere per la conversione in legge. Viene riportato il testo dell'articolo 2, è soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale. (26 giugno 2009)

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L'ok del Codacons ad alcune misure del decreto anticrisi del Governo (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 26-06-2009)

Argomenti: Class Action

L'ok del Codacons ad alcune misure del decreto anticrisi del Governo (26/6/2009 19:00) | (Sesto Potere) - Roma - 26 giugno 2009 - Il Codacons giudica positivamente alcune delle misure introdotte dal nuovo decreto anti-crisi approvato oggi dal Consiglio dei ministri, mentre boccia senza appello l'class="hilite">ennesimo rinvio della class="term">class class="term">action. I rimborsi previsti in favore di obbligazionisti e azionisti Alitalia rappresentano poco, ma sempre meglio del niente che si prospettava finora per i possessori di tali titoli - spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi - I rimborsi, tuttavia, non devono in nessun caso essere condizionati alla rinuncia, da parte dei risparmiatori, di azioni legali nei confronti della vecchia Alitalia e di banche e intermediari che hanno venduto titoli "spazzatura'. Bene per il Codacons anche l'introduzione di sconti sul gas per famiglie e imprese (purchè tali sconti siano reali e tangibili e si aggiungano alla riduzione delle tariffe energetiche già in atto grazie al calo delle quotazioni del petrolio), e sulla commissione di massimo scoperto (ma il Governo deve vigilare perchè la commissione non esca dalla porta per rientrare dalla finestra, espediente che già molte banche hanno messo in atto). Male invece per l'associazione le anticipazioni circa le misure introdotte in materia di social card, "il cui importo per essere davvero utile - spiega Rienzi - andrebbe portato da 40 a 80 euro, e il numero dei beneficiari innalzato a 2,5 milioni di cittadini, che per l'Istat vivono in condizioni di difficoltà economiche'. Malissimo - sempre secondo il Codacons - se confermato (ma ampiamente previsto) il rinvio di ulteriori 6 mesi della class="term">class class="term">action, a dimostrazione di come il Governo sia prono agli interessi delle lobby e di Confindustria.

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Un giorno sì e uno no escono questi numeri su deficit e calo del Pil Così è un disastro (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 27-06-2009)

Argomenti: Class Action

«Un giorno sì e uno no escono questi numeri su deficit e calo del Pil Così è un disastro» [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA L'occasione del nuovo affondo contro i «catastrofisti» è la presentazione del decretone estivo anti-crisi varato dal governo. Misure a difesa dei consumatori, bonus occupazione per le aziende che non licenzieranno, detassazione degli utili reinvestiti nell'acquisto di macchinari, liberalizzazione del mercato del gas, accelerazione del pagamento degli arretrati dovuti dalla pubblica amministrazione alle imprese: per questo il governo promette di mettere a disposizione nei prossimi giorni ben 5 miliardi di euro. «Gli italiani ci premiano perché rispettiamo gli impegni assunti», dice Silvio Berlusconi. «Bisogna far sì che prima di tutto il governo, e in secondo luogo tutte le organizzazioni internazionali, contribuiscano a rilanciare la fiducia». Invece «un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, che i consumi calano del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011». Insomma, «un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano, magari perché sono cose che i loro uffici studi gli dicono possono verificarsi, ma che così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo». Berlusconi non fa nomi. Ma la cifra che cita è la stessa che l'altro ieri, da l'Aquila, aveva indicato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi come la più probabile sulla caduta del prodotto interno per quest'anno. Il premier vorrebbe che si smettesse di mettere a nudo troppo spesso i numeri della crisi. La fiducia è il suo chiodo fisso. Invita i cittadini a non tagliare i consumi, dice agli imprenditori di «non smettere di fare pubblicità ai loro prodotti». L'unica che «è giusto minacciare di tagliare è quella ai giornali catastrofisti. L'ho già detto e non è uno scandalo». Poi il premier passa ad «affettuosi complimenti a Giulio Tremonti» per il lavoro fatto. Un modo forse per spegnere le voci che lo raccontano spesso irritato con il ministro dell'Economia. Tremonti elenca a grandi linee i contenuti del decreto fiscale appena approvato. Si sofferma sugli «interventi spintanei» per aiutare le banche ad attuare «interventi di mercato». Le banche «sono d'accordo», garantisce Tremonti. «Un buon rapporto con la banca è interesse della banca stessa. Quindi aiutiamo le famiglie ma anche lo stesso settore ad offrire livelli di commissioni accettabili a tutti». Il riferimento è alla norma che obbligherà le banche ad abolire tutte le clausole che assomigliano ad un restyling del massimo scoperto, già abolito per legge. Ma nel decreto ci sono altre due norme che costeranno un prezzo agli istituti: la prima le obbligherà a concedere il trasloco dei mutui in trenta giorni, la seconda a rendere disponibile il pagamento degli assegni in tre giorni lavorativi. «Poi c'è anche un cadeau», scherza Tremonti. Il decreto concede alle banche «un incremento della svalutazione fiscale dei crediti che entrano in sofferenza». Dallo 0,30 si passa allo 0,50%. «Non ce la faccio più, non so cosa fare per frenare questa cotta del ministro verso le banche che alla fine, preferiscono la minestra alla finestra», aggiungerà ridendo il premier. Nel decretone le banche non sono comunque le uniche a dover pagare un prezzo. L'Eni ad esempio d'ora in poi dovrà vendere cinque miliardi di metri cubi di gas ad un prezzo stabilito d'intesa con l'Autorità per l'Energia. Una misura che nelle intenzioni del governo dovrebbe permettere di tagliare i costi finali del gas alle famiglie e alle imprese. «Quel gas - spiega il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola - avrà prezzi allineati a quelli medi europei e verrà assegnato con aste non discriminatorie a utilizzatori con consumo costante di gas». Slittano invece alcune norme sulla stretta alla spesa sanitaria: «Ne dobbiamo parlare con le Regioni», abbozza il ministro del Welfare Maurizio Sacconi. class="hilite">Passa la stretta alle compensazioni Iva e la proroga per altri sei mesi dell'entrata in vigore della class="term">class class="term">action. Su quest'ultima durante la giornata si è consumato un giallo: sembrava essere saltata dalla lista delle proroghe. In conferenza stampa Tremonti chiarirà: l'azione collettiva slitta nuovamente.

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Confermate dal governo tutte le proroghe e gli slittamenti dei termini annunciati alla vigilia. In p... (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 27-06-2009)

Argomenti: Class Action

Confermate dal governo tutte le proroghe e gli slittamenti dei termini annunciati alla vigilia. In particolare, il blocco degli sfratti che scadeva martedì prossimo slitta al 31 dicembre, mentre viene spostata al 30 settembre la data per definire l'elenco degli enti inutili. class="hilite">Piccolo giallo sulla class="term">class class="term">action: in un primo momento sembrava che il governo avesse soprasseduto all'idea di rinviarne nuovamente l'entrata in vigore delle azioni collettive, ma in conferenza stampa Tremonti ha confermato che il differimento è nel decreto. In questo caso da luglio 2009 si passa a gennaio 2010.

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Misure per 2 miliardinel decreto anti-crisi (sezione: Class action)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-06-2009)

Argomenti: Class Action

Misure per 2 miliardinel decreto anti-crisi Utili aziendali detassati. Rimborsi agli azionisti Alitalia Roma. Una bacchettata se la prendono le banche sul massimo scoperto (che però non scompare del tutto), assegni e bonifici. Vengono aumentati i rimborsi per gli obbligazionisti Alitalia e anche gli azionisti, finora esclusi, verranno risarciti col 50% del valore dei titoli in loro possesso. Il prossimo inverno, famiglie e imprese pagheranno meno il gas. È stato poi abolito il ticket sulle visite specialistiche. Il governo ha varato ieri il decreto anti-crisi con un occhio rivolto alle famiglie e l'altro alle imprese, che hanno ottenuto lo sconto fiscale del 50% sugli utili reinvestiti in «macchinari e apparecchiature». «È un decreto che va nella direzione di risolvere la crisi perché mette le imprese nelle migliori condizioni per agganciare la ripresa. Il decreto è una spinta all'economia, nasce con l'accordo e il gradimento delle parti sociali», ha dettto il premier Silvio Berlusconi. La manovra estiva approvata dal Consiglio dei ministri vale 2 miliardi: punta ad arricchire le misure contro la recessione messe in campo lo scorso autunno ed è la risposta alle pressioni delle parti sociali, che da tempo reclamano interventi aggiuntivi. Nello stesso tempo, il decreto anticipa la Finanziaria 2010 che, come l'anno scorso, sarà snellita, circoscritta a una serie di tabelle e gestita da palazzo Chigi, come ha spiegato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. «Abbiamo adottato una serie di decisioni molto importanti per far ripartire gli investimenti e intensificare l'azione di contrasto della crisi», ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Per le imprese non c'è solo lo sgravio fiscale sugli investimenti ma anche un bonus che consentirà loro di utilizzare i dipendenti in cassa integrazioni in lavori legati a corsi di formazione. Agevolazioni sono concesse alle aziende che fanno rientrare in anticipo i lavoratori in cassa integrazione. Per chi finisce in cassa integrazione è prevista la possibilità di capitalizzare il sussidio trasformandolo in bonus da utilizzare per avviare una propria attività autonoma. È stata poi innalzata dal 60 all'80% la copertura salariale dei contratti di solidarietà. «Il testo contiene un vero e proprio premio per l'occupazione. Se non licenzi, hai un sostegno finanziario», ha detto Tremonti. Il decreto dovrebbe inoltre velocizzare i pagamenti arretrati delle pubbliche amministrazioni a favore dei fornitori con un meccanismo che punta a evitare e sbloccare i debiti pregressi. Un'altra norma molto apprezzata dalle imprese è quella che taglia i tempi di realizzazione di infrastrutture e grandi opere: il percorso veloce è concesso non solo agli investimenti pubblici ma anche a quelli «realizzati con capitale prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrano particolari ragioni di urgenza». In sostanza, questi lavori sarebbero trattati come le calamità naturali: il governo potrà dichiarare lo stato d'emergenza e nominare un commissario delegato alla realizzazione dell'opera in tempi rapidi. «Il governo ha fatto la sua parte. Ora sono le imprese che devono fare la loro», ha detto Tremonti. Anche se il decreto di 26 articoli dedica molto spazio alle imprese, i vantaggi per le famiglie non mancano, a cominciare dal soccorso concesso loro dal governo sul versante dei rapporti con le banche. Viene neutralizzata l'ultima manovra messa in atto dagli istituti di credito sul massimo scoperto con la reintroduzione surrettizia della commissione, che era stata abolita con il decreto anti-crisi di sei mesi fa. Il balzello, invece, è stato tenuto in vita dalle banche, che hanno sostituito la commissione con una serie di nuove voci di spesa e penali imposte ai correntisti. Di fronte all'alzata di scudi dei consumatori, il governo è corso ai ripari: il decreto annulla le nuove clausole sul massimo scoperto che gli istituti hanno rifilato ai loro clienti, sperando che la norma non venga aggirata ancora una volta. Ma la commissione non scompare del tutto: è previsto il tetto massimo dello 0,5%. Le banche avranno due mesi di tempo dall'entrata in vigore delle norme per mettersi in regola. Benefici in arrivo anche per i conti correnti: il beneficiario di un assegno bancario potrà disporre della valuta al massimo entro tre giorni dal versamento mentre per assegni circolari e bonifici la disponibilità non potrà superare un giorno. «Avere un buon rapporto con la banca è interesse della banca stessa. Aiutiamo le famiglie ma anche le banche con livelli di commissioni accettabili per tutti», ha detto Tremonti. Buone notizie anche per gli azionisti di Alitalia che in molti casi sono dipendenti o ex dipendenti: erano stati esclusi da qualsiasi forma di rimborso parziale dopo il passaggio di mano della compagnia e ora tornano in gioco con un "salvacondotto" che consentirà loro di intascare il 50% del valore dei titoli. I piccoli risparmiatori che avevano investito in obbligazioni, vedono invece salire il loro risarcimento dal 30 al 70,97% del prezzo pagato per i bond. E' stato confermato il tetto di 100 mila euro per gli obbligazionisti, mentre viene introdotto un limite di 50 mila euro per gli azionisti. Ma il decreto delude anche alcune attese. class="hilite">La social card rimane com'è almeno per ora: il governo non ha ampliato la platea dei beneficiari (famiglie e pensionati) rimandando la cosa a un atto amministrativo. E slitta di altri sei mesi la class="term">class class="term">action, fra le proteste dei consumatori. Michele Lombardi 27/06/2009

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detassati gli utili, cassintegrati recuperati - luisa grion (sezione: Class action)

( da "Repubblica, La" del 27-06-2009)

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Pagina 4 - Economia Detassati gli utili, cassintegrati recuperati Rimborso ai titoli Alitalia, solo un tetto al massimo scoperto, stretta sui paradisi fiscali Il decreto Aumentano di 1250 unità i soldati impegnati nelle operazioni di sicurezza nelle città Prevista l´abolizione del ticket sulla medicina specialistica LUISA GRION ROMA - Due filoni principali, gli interventi anti-crisi e anti-evasione, e una manciata d´altre regole su questioni da risolvere prima che arrivi l´estate. C´class="hilite">è il rinvio dell´entrata in vigore della class="term">class class="term">action e lo stop ai ticket per la medicina specialistica; non c´è l´allargamento delle social card (arriverà per via amministrativa, assicura il ministro Sacconi). Il decreto estivo del governo Berlusconi aumenta i rimborsi a bond e azioni Alitalia, e il numero di soldati nelle strade (1.250 in più a parità di costo), ma il cuore della manovra resta quel pacchetto di norme cui si affida il compito di bloccare la crisi. Incentivi al lavoro e alle imprese ne costituiscono la parte centrale. Primo obiettivo è quello di far sì che i cassintegrati possano tornare al lavoro al più presto: le imprese potranno richiamarli prima per riqualificarli con progetti di formazione e in questo ambito potranno anche essere loro affidate attività produttive: i dipendenti continueranno a percepire la cassa integrazione all´80 per cento dello stipendio e le aziende ci metteranno il mancante 20 (di fatti percepiranno così una sorta di bonus). Per i contratti di solidarietà si percepirà l´80 per cento dello stipendio (era al 60); chi invece - fra i lavoratori in cassa integrazione - deciderà di mettersi in proprio o in cooperativa, potrà contare su incentivi pari al sussidio (ma altri 25 milioni saranno messi sul piatto per potenziare al cassa integrazione a 24 mesi). Le imprese, comunque, potranno contare anche sulla Tremonti- ter (detassato il 50 per cento degli utili investiti per acquistare macchinari); su un più rapido ammortamento dei beni strumentali e su 5 miliardi stanziati dal decreto per ripagare più in fretta in debiti contratti dalla pubblica amministrazione con le aziende. A loro beneficio anche la nuova disciplina sul gas (più disponibilità e un meccanismo di risparmi a favore dei grandi consumatori) e le norme per sbloccare gli investimenti sulle reti elettriche. Nell´ottica dei risparmi, per quanto riguarda le società a capitale pubblico sono state estese anche a questa tipologia d´impresa le regole sui limiti di assunzione, sul contenimento degli oneri contrattuali e sulle consulenze, stabiliti per la pubblica amministrazione. Praticamente il costo del lavoro peserà di meno. L´altro filone portante riguarda la partita fiscale e le misure anti-evasione, paradisi fiscali in primis. In virtù delle nuove norme se il capitale è detenuto in uno di questi paesi illegalmente, il titolare sarà considerato automaticamente evasore, salvo prova contraria (dovrà dimostrare, per esempio, di averlo ottenuto in eredità). Prevista anche una norma sugli arbitraggi fiscali internazionali. La partita che riguarda consumatori e famiglie (rinviata la social card a norme amministrative) riguarda più che altro il caso Alitalia: in sostanza il rimborso dei titoli in mano agli obbligazionisti sale al 70,97 per cento. Ma anche gli azionisti potranno cambiare le azioni con titoli di Stato, per un controvalore pari al 50%. Per quanto riguarda il massimo scoperto bancario, invece, le clausole sono state modificate, ma non cancellate: la commissione resta ma con un tetto massimo dello 0,5 per cento. Contenta Confindustria («Bene la detassazione sugli utili reinvestiti» ha detto la leader Emma Marcegaglia). Un po´ meno le piccole imprese («Misure apprezzabili, ma serve altro» ha detto Giorgio Guerrini della Confartigianato che proprio per quanto riguarda le commissioni bancarie spera in «interventi migliorativi in sede parlamentare»). Alle associazioni dei consumatori non è andato giù il nuovo rinvio di altri sei mesi per l´entrata in vigore della class="term">class class="term">action.

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Provvedimenti anti-crisi in una manovrina d'estate dal valore indefinito. Se non un... (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 27-06-2009)

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Provvedimenti anti-crisi in una «manovrina» d'estate dal valore indefinito. Se non un'anomalia è certo un paradosso che il ministro dell'Economia non sia stato in grado di dare una cifra nella conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il varo del decreto legge. «La stiamo definendo», ha risposto Giulio Tremonti ai giornalisti. E ha rinviato alla nota tecnica che sarebbe stata pronta nella notte, e che avrebbe confermato o meno i 2 miliardi di cui si è parlato alla vigilia. class="hilite">Singolare anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class="term">class class="term">action. Nei testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo, nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o comunque di un fisco più leggero. Le chiedevano i sindacati e anche parte delle imprese, oltre alle forze di opposizione per ridare impulso ai consumi che languono, alla produzione e all'occupazione. Di questo non c'è nulla, ma non c'è da stupirsi visto che a detta del premier, la recessione avrebbe «una forte componente psicologica». E se così è, a cosa servono gli euro? IN ORDINE SPARSO A qualcosa servono. Nella manovrina trova infatti conferma la detassazione al 50% dei costi sostenuti dalle imprese per l'acquisto di macchinari ammortizzabili, e i rimborsi - assai parziali- per i piccoli azionisti e obbligazionisti di Alitalia. Sempre a vantaggio delle imprese verranno messi sul mercato 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzi calmierati. Qualche novità è registrata anche nei cinque punti del cosiddetto pacchetto-Sacconi, tutto dedicato al welfare. Riguardano gli ammortizzatori sociali, ma non toccano i precari con contratti a termine né i collaboratori che si ritrovano senza tutela. I lavoratori in cassaintegrazione possono essere impiegati in corsi di formazione in azienda che pagherà la differenza tra l'indennità di cig e la retribuzione intera. I lavoratori in cig o in mobilità che vogliano costituire una cooperativa o darsi al lavoro autonomo possono avere il sussidio previsto in un'unica soluzione. Passa dal 60 all'80% della retribuzione il sussidio ai lavoratori che hanno contratti di solidarietà. Le aziende che assumono lavoratori in ammortizzatori sociali avranno incentivi. I lavoratori in cig o in mobilità potranno fare lavori occasionali con il cosiddetto voucher. COMMISSARI PER LE OPERE Interessante sarebbe l'abolizione del ticket sulle visite specialistiche se fosse cosa fatta. Non lo è, «è rinviata al dialogo con le Regioni», ha precisato il ministro Sacconi. Quindi per ora è solo un annuncio, da discutere come pure il taglio alla spesa farmaceutica il cui tetto passa dal 13,6% al 13,3%. L'auspicio che non sia lo stesso per la stretta su paradisi fiscali, una norma antievasione. Spiega Tremonti: «Tutti i capitali che si trovano nei paradisi fiscali e non sono denunciati», «sono da considerarsi, ai fini fiscali, il prodotto dell'evasione fiscale». Foriera di sviluppi è la norma che prevede una corsia preferenziale per le infrastrutture: per sbloccare gli investimenti privati sarà possibile per il governo dichiarare lo «stato di emergenza» e nominare un Commissario. Infine, una boccata di ossigeno per l'emergenza casa: c'è una proroga del blocco degli sfratti.

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La manovrina di Tremonti Senza aiuti a famiglie e redditi (sezione: Class action)

( da "Unita, L'" del 27-06-2009)

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La «manovrina» di Tremonti Senza aiuti a famiglie e redditi FELICIA MASOCCO Provvedimenti anti-crisi in una «manovrina» d'estate dal valore indefinito. Se non un'anomalia è certo un paradosso che il ministro dell'Economia non sia stato in grado di dare una cifra nella conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il varo del decreto legge. «La stiamo definendo», ha risposto Giulio Tremonti ai giornalisti. E ha rinviato alla nota tecnica che sarebbe stata pronta nella notte, e che avrebbe confermato o meno i 2 miliardi di cui si è parlato alla vigilia. class="hilite">Singolare anche la risposta del ministro sulla proroga del rinvio della class="term">class class="term">action. Nei testi circolati non c'è, Tremonti ha detto «mi pare ci sia». Premesso questo, nella manovrina brilla l'assenza di misure dirette a favore della famiglia o di sostegno a redditi da lavoro o pensione, in forma di detassazione, detrazioni o comunque di un fisco più leggero. Le chiedevano i sindacati e anche parte delle imprese, oltre alle forze di opposizione per ridare impulso ai consumi che languono, alla produzione e all'occupazione. Di questo non c'è nulla, ma non c'è da stupirsi visto che a detta del premier, la recessione avrebbe «una forte componente psicologica». E se così è, a cosa servono gli euro? IN ORDINE SPARSO A qualcosa servono. Nella manovrina trova infatti conferma la detassazione al 50% dei costi sostenuti dalle imprese per l'acquisto di macchinari ammortizzabili, e i rimborsi - assai parziali- per i piccoli azionisti e obbligazionisti di Alitalia. Sempre a vantaggio delle imprese verranno messi sul mercato 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzi calmierati. Qualche novità è registrata anche nei cinque punti del cosiddetto pacchetto-Sacconi, tutto dedicato al welfare. Riguardano gli ammortizzatori sociali, ma non toccano i precari con contratti a termine né i collaboratori che si ritrovano senza tutela. I lavoratori in cassaintegrazione possono essere impiegati in corsi di formazione in azienda che pagherà la differenza tra l'indennità di cig e la retribuzione intera. I lavoratori in cig o in mobilità che vogliano costituire una cooperativa o darsi al lavoro autonomo possono avere il sussidio previsto in un'unica soluzione. Passa dal 60 all'80% della retribuzione il sussidio ai lavoratori che hanno contratti di solidarietà. Le aziende che assumono lavoratori in ammortizzatori sociali avranno incentivi. I lavoratori in cig o in mobilità potranno fare lavori occasionali con il cosiddetto voucher. COMMISSARI PER LE OPERE Interessante sarebbe l'abolizione del ticket sulle visite specialistiche se fosse cosa fatta. Non lo è, «è rinviata al dialogo con le Regioni», ha precisato il ministro Sacconi. Quindi per ora è solo un annuncio, da discutere come pure il taglio alla spesa farmaceutica il cui tetto passa dal 13,6% al 13,3%. L'auspicio che non sia lo stesso per la stretta su paradisi fiscali, una norma antievasione. Spiega Tremonti: «Tutti i capitali che si trovano nei paradisi fiscali e non sono denunciati», «sono da considerarsi, ai fini fiscali, il prodotto dell'evasione fiscale». Foriera di sviluppi è la norma che prevede una corsia preferenziale per le infrastrutture: per sbloccare gli investimenti privati sarà possibile per il governo dichiarare lo «stato di emergenza» e nominare un Commissario. Infine, una boccata di ossigeno per l'emergenza casa: c'è una proroga del blocco degli sfratti. Dai paradisi fiscali ai commissari per le infrastrutture. Di tutto un po' nella manovrina d'estate, ma il sostegno ai redditi non trova spazio nel decreto varato dal governo per contrastare gli effetti della crisi.

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Palazzo Chigi cala il sipario (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2009)

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BOCCA CHIUSA Berlusconi vede la crisi e insiste: basta con la pubblicità ai giornali «disfattisti». Il presidente del G8 poi rilancia: «Tutti gli organismi interni e internazionali che parlano di calo del Pil e disoccupazione chiudano la bocca. Basta, sono un disastro». Tremonti e Sacconi assistono attoniti al disastro. Stop alle domande dei cronisti Palazzo Chigi cala il sipario Matteo Bartocci ROMA ROMA È una crisi senza ritorno. Per Silvio Berlusconi la via d'uscita dal crepuscolo osceno del suo potere è parossistica e narcisistica. Una difesa assoluta di sé, del proprio ruolo nella «Storia» e contemporaneamente un uragano di accuse verso tutti i «disfattisti» che si ostinano a parlare di una crisi economica che è, sostanzialmente, di natura psicologica. Non la propria ma quella degli altri. Realtà e percezione della realtà si intrecciano in un filo inestricabile di dichiarazioni, accuse e minacce che il premier sciorina per tutto il giorno tanto in pubblico quanto in privato. Prima al consiglio dei ministri che vara il decreto fiscale anti-crisi, poi in una riunione di preparazione del G8 e infine, davanti agli occhi del mondo, in una conferenza stampa a palazzo Chigi insieme ai super-ministri del Welfare e dell'Economia e a Pescara all'inaugurazione dei giochi del Mediterraneo. «Dobbiamo fare in modo che gli italiani tornino ai loro stili di vita perché non non hanno nessun motivo di ridurre i loro consumi», è l'esordio. Basta, dunque, con tutte le organizzazioni interne e internazionali, dal governatore di Bankitalia Mario Draghi in su, che «un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, meno consumi del 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà fino al 2010, la crisi si chiuderà nel 2011... Un disastro: dovremmo veramente chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano», è l'auspicio. Parlano, insiste, perché «magari i loro uffici studi gli dicono cose che possono verificarsi ma così facendo distruggono la fiducia dei cittadini dell'Europa e del mondo». Dubbi? «Gli italiani ci hanno votato e continuano a darci consenso nonostante tutti i miasmi, le calunnie e i veleni che tentano di lanciarci addosso per sommergerci». Come si ottiene questo presunto consenso lo rivendica subito dopo. Non c'è niente di male - ribadisce Berlusconi - nel «minacciare di non dare la pubblicità ai media che diffondono la crisi». Il premier conferma l'invito a non dare la pubblicità ai giornali critici lanciato a Santa Margherita Ligure. Una minaccia che pure in prima battuta aveva smentito con una nota di palazzo Chigi. «Non c'è alcuno scandalo», dice invece rivolgendosi idealmente agli imprenditori, occorre «incentivare l'azione» affinché «editori e direttori» dei giornali non contribuiscano a diffondere il pessimismo». Poco conta, come ricordava Giancarlo Aresta sul manifesto di ieri, che Mediaset da sola abbia 2,2 miliardi di euro l'anno di pubblicità contro 1,4 di tutti i giornali messi insieme. Di fronte alla crisi economica, ripete il mero proprietario di Mediaset, agli imprenditori bisogna dire di «continuare a fare promozione perché se di fronte a un calo di consumi reagiscono diminuendo la pubblicità smettono di premere sui possibili acquirenti e rinunciano a vendere». Per Papi tutto va bene. «In pochissimi giorni all'Aquila apriremo il più grande cantiere del mondo». E anche la Storia, con la maiuscola, si inchina alle sue capacità. «Nel 2002 - ricorda Berlusconi - ho avuto l'orgoglio di avere scritto di mio pugno l'accordo tra Alleanza Atlantica e Russia, di avere convinto Bush e Putin a firmare il Trattato di Roma a Pratica di Mare. (...) Si era creato di nuovo un clima da guerra fredda, era indispensabile eliminare questa situazione. (...) Posso dire di essere stato levatrice di questo accordo tra Russia e Nato, come lo fui a Pratica di Mare». Che l'asse con Mosca sia in cima alle sue preoccupazioni lo testimonia il fatto che oggi il premier italiano sarà l'unico primo ministro dell'Alleanza a partecipare alla riunione del consiglio Nato-Russia di Corfù solitamente riservata ai ministri degli Esteri. Mentre Berlusconi è un fiume in piena di fronte ai giornalisti, il volto di Sacconi e Tremonti è terreo, due maschere che palesemente vorrebbero essere altrove. Il ministro del Welfare rimarrà spettatore muto per quasi tutto lo show del Cavaliere. Ma anche Tremonti, interrotto più volte a colpi di gomito da Berlusconi, è costretto a capitolare di fronte alla foga del premier. Per esempio quando si dilunga sui costi bancari, Berlusconi lo afferra per un braccio e strizzando l'occhio alla platea dice testualmente : «Io non ce la faccio più... non so come frenare questa cosa del ministro Tremonti sulle banche». Il portavoce Bonaiuti freme in prima fila, affondato sui sedili muove le labbra quasi a suggerire le risposte a un premier incontenibile. Parla a lungo, Berlusconi e non accetta domande. Gli sguardi dei giornalisti si alternano tra il rassegnato e l'allucinato. E uno solo, in fondo alla sala, piuttosto giovane, class="hilite">alza le mano e chiede con pertinenza: «E' vero che volete rinviare la class="term">class class="term">action? E quanto costa il decreto che avete approvato?» Tremonti accetta il gioco democratico ma risponde che non lo sa. Berlusconi fa per alzarsi. E di fronte alla mano in sospeso del giornalista risponde: «Per caso lei vuole andare al bagno?». Già prima, accanto al premier austriaco Faynmann si era sottratto alle domande dei cronisti: «Basta - ha detto dopo i discorsi di rito - non siete preparati quindi andiamo. In realtà - prosegue ironico - io e il Cancelliere abbiamo bevuto troppo quindi daremmo risposte troppo lunghe..». Italia 2009. La sede del governo che presiede il G8. Foto: SILVIO BERLUSCONI /FOTO AP. A DESTRA DALL'ALTO LUIGI MAZZELLA E GIULIO TREMONTI

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Tremonti pensa all'impresa ma trascura i lavoratori (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 27-06-2009)

Argomenti: Class Action

IL DECRETO Varata la finanziaria 2010: la cig resta corta, class="hilite">class="term">class class="term">action rinviata Tremonti pensa all'impresa ma trascura i lavoratori Sara Farolfi ROMA ROMA Via libera, ieri, del consiglio dei ministri al decreto legge che contiene la finanziaria 2010. «Si devono rialzare i consumi», Silvio Berlusconi concorda con Mario Draghi, ma a differenza del governatore della Banca d'Italia il premier è convinto che quella in corso ora sia una crisi eminentemente psicologica. I 3,5 milioni di dipendenti pubblici, i 16 milioni di pensionati e i 14 milioni di dipendenti di aziende private «non hanno nessun motivo per ridurre le spese», secondo Berlusconi: gli unici che «corrono rischi» sono quelle 8 milioni di persone tra imprenditori e partite Iva. Con questa impostazione il decreto varato ieri dai ministri è perfettamente coerente: «Questo decreto alleggerisce la mano dello stato sulle imprese», stigmatizza Berlusconi. Il ministro Tremonti non ha quantificato l'entità della manovra - si parla di circa 2 miliardi di euro - mentre viene data per certa la sanatoria sul rientro dei capitali illecitamente detenuti all'estero (lo «scudo fiscale»), nonostante la retorica antievasione del decreto, che prevede il contrasto ai paradisi fiscali in applicazione di quanto deciso dal G20 di Londra. Non entra nel decreto l'allargamento della platea beneficiaria della social card o del bonus famiglia: basterà un atto amministrativo nei prossimi giorni, ha annunciato il ministro Sacconi. Il pacchetto pro aziende È il pacchetto più sostanzioso della manovra. Piatto forte, il «premio» per le imprese che non licenziano e non utilizzano la cassa integrazione, oltre alla detassazione degli utili reinvestiti nell'acquisto di macchinari (ma il riferimento, onde evitare le truffe del 94 e del 2001, quando la stessa misura aveva consentito a diversi imprenditori di comprarsi l'auto nuova facendola passare come auto aziendale, è rigorosamente ai beni ammortizzabili). Cinque miliardi verranno destinati per garantire la tempestività dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni. E sempre alle imprese è destinata la misura che prevede tariffe agevolate nella fornitura di gas per il prossimo inverno (l'Eni dovrà offrire all'asta 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzo agevolato). Per quanto riguarda gli istituti di credito, il regime del «massimo scoperto» viene modificato (avrà un tetto dello 0,5%) ma non cancellato, come inizialmente sembrava. In compenso il decreto prevede un contenimento del costo delle commissioni bancarie. E non solo: le banche che ritarderanno la surrogazione (cioè il trasferimento) dei mutui oltre i 30 giorni dalla richiesta, dovranno pagare una penale pari all'1% dell'importo del mutuo per ogni mese di ritardo. Briciole ai cassintegrati Tre sono sostanzialmente le misure messe in campo nel pacchetto welfare. Il «rafforzamento» dei contratti di solidarietà (il cui salario aumenta dal 60 all'80%); il rientro anticipato dei lavoratori in cassa integrazione che, previo accordo tra le parti, possono partecipare a programmi di formazione continuando a percepire il trattamento di cassa integrazione, a cui si aggiunge, a carico dell'impresa, la differenza tra retribuzione intera e importo della cig; la possibilità, infine, di erogazione anticipata e in un'unica soluzione dei sussidi di integrazione al reddito per quei lavoratori che decidono di aprire una partita Iva. Quanto al pubblico impiego, e ai contratti precari in scadenza, il termine ultimo per le stabilizzazioni viene indicato nel triennio 2010-2012. Mentre i comparti sicurezza e difesa - oltre ai vigili del fuoco - vengono esclusi dai decurtamenti di stipendio in caso di malattia. Il decreto stanzia (misere) risorse per il rimborso di azionisti e obbligazionisti Alitalia ma rinvia di altri sei mesi la class="term">class class="term">action. Pieni poteri alla Protezione civile Gli interventi infrastrutturali urgenti diventano materia d'intervento della Protezione civile. Per realizzare opere infrastrutturali urgenti, al pari di quanto accade per calamità naturali o catastrofi il governo potrà dichiarare «lo stato d'emergenza» e nominare un «commissario delegato» che sarà incaricato di sovrintendere alla realizzazione delle infrastrutture. Il decreto fa riferimento a «interventi infrastrutturali, grandi opere, reti e altri investimenti, anche realizzati con capitale prevalentemente o interamente privato». Positivo Bonanni, critici Pd e Cgil Secondo Pierluigi Bersani (Pd) «sono solo pillole». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, promuove le misure del governo, ma chiede di più: «Sono misure non risolutive, bisognerà fare di più». Positivo anche il giudizio della Cisl di Bonanni. L'unico parere negativo arriva invece dalla Cgil che - con l'eccezione del pubblico impiego, che canta vittoria sui precari - parla di «piccoli accorgimenti che non avranno impatto sulle centinaia di migliaia di lavoratori precari e che certo non risolvono i problemi». La priorità, ribadisce la Cgil, resta «il prolungamento della cassa integrazione ordinaria e il sostegno dei redditi da lavoro e pensione». Quanto alle misure in campo, commenta la Cgil, «l'auto impiego coinvolgerà una fascia ristretta di lavoratori, il rafforzamento dei contratti di solidarietà arriva fuori tempo massimo e i meccanismi di formazione, nella formula proposta sono sostanzialmente legati alle scelte aziendali, dunque difficilmente controllabili».

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Presentato progetto contro le truffe a Ferrara (sezione: Class action)

( da "Sestopotere.com" del 27-06-2009)

Argomenti: Class Action

Presentato progetto contro le truffe a Ferrara (25/6/2009 16:56) | (Sesto Potere) - Ferrara - 25 giugno 2009 - Gli episodi di cronaca registrano, ormai quasi quotidianamente, il verifìcarsi di truffe e raggiri. Ad esempio, il finto funzionario che bussa alla porta pretendendo il pagamento dell'acqua piuttosto che del gas, pur essendo ormai entrato nell'immaginario collettivo dei più, continua a mietere vittime e ad intascare euro in maniera indebita. Nel 2007, nella nostra provincia, sono state registrate 657 truffe di cui 283 a Ferrara. Alla luce di tali dati, la Prefettura di Ferrara, la Provincia di Ferrara, la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, Cassa di Risparmio di Cento, Fondazione Cassa di Risparmio di Cento e Coop Estense, hanno ritenuto di promuovere anche quest’anno un nuovo progetto di prevenzione rivolto a tutta la cittadinanza, con particolare attenzione alle fasce di popolazione maggiormente soggette a queste tipologie di eventi, come gli anziani, i disabili, e le persone sole. “Il progetto ‘Stop alle truffe!’ - spiega il Prefetto Massimo Marchesiello - nasce con l'obiettivo di attivare azioni di prevenzione sui fenomeni di truffe e raggiri, invitando i cittadini ad assumere un comportamento attivo, teso ad evitare di rimanere vittime di tali reati. Informarsi, chiedere aiuto non è un atto di cui vergognarsi ma una semplice regola di sicurezza”. Attraverso diversi materiali di comunicazione e promozione, quali un video animato che propone ipotetiche situazioni "a rischio" ed evidenzia i comportamenti atti a prevenire, contrastare e denunciare l'accaduto, spot radiofonici, pieghevoli che esaminano i casi più frequenti di truffe e i consigli utili per evitarle, affissioni, azioni di sensibilizzazione presso Centri Commerciali, centri di aggregazione per anziani, sagre e fiere del territorio ferrarese e grazie al coinvolgimento dei vari attori coinvolti nel progetto, si cercherà di raggiungere il maggior pubblico possibile. I mesi di luglio e agosto vedranno impegnati i volontari del CSV e le Forze dell'ordine in una serie di incontri presso i seguenti Centri Commerciali e supermercati della provincia di Ferrara: - Coop "Doro" di Via Modena a Ferrara, dal 13 luglio al 18 luglio - Centro Commerciale "I Pioppi " di Copparo, dal 20 luglio al 25 luglio - Centro Commerciale Ipercoop "II Castello" a Ferrara, dal 27 luglio ali' 1 agosto. L'incontro con le forze dell'ordine è previsto per venerdì 31 luglio alle ore 17:00 - Centro Commerciale "I Tigli" di Argenta, dal 3 agosto all’8 agosto. L'incontro con le forze dell'ordine è previsto venerdì 7 agosto ore 17:00 - Centro Commerciale Ipercoop "Le Mura" a Ferrara, dal 10 agosto al 15 agosto. Durante tutte queste attività sarà allestito uno stand in cui verrà distribuito del materiale informativo e verranno fornite tutte le informazioni sull'argomento. “Vogliamo che le persone vittime di qualsiasi episodio di raggiro si rivolgano con fiducia alle Forze dell'Ordine per denunciare l'accaduto. Questo - continua il Prefetto - ci consentirebbe di monitorare con più efficacia il fenomeno e di arginarlo a beneficio di tutta la collettività”. (Conferenza stampa "Stop alle truffe" - 25 giugno 2009)

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Energia, ticket sanitari e slittamento degli sfratti nel pacchetto famiglia (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 28/06/2009 - pag: 3 Che cosa cambia per i consumatori Energia, ticket sanitari e slittamento degli sfratti nel pacchetto famiglia Tetto dello 0,5% sul massimo scoperto ROMA Il decreto nato per ridare spinta alle imprese contiene anche alcuni provvedimenti per le famiglie. Si tratta di risparmi nel campo dell'energia e della spesa per i ticket sulla specialistica e per la farmaceutica e di semplificazioni burocratiche. Un capitolo a parte riguarda invece gli obbligazionisti e azionisti di Alitalia e in genere i consumatori, class="hilite">per i quali è stato previsto il rinvio a fine anno della class="term">class class="term">action (azione collettiva). Sul versante dell'energia, si prevede che Eni dovrà cedere alle società che consumano più gas, 5 miliardi di metri cubi a prezzi medi di mercato e offrire tariffe calmierate per operatori concorrenti e consorzi anche di consumatori. La norma potrà avere effetti positivi anche per i cittadini spingendo sulla liberalizzazione del mercato del gas. Effetti non immediati. Secondo Paolo Landi dell'associazione dei consumatori Adiconsum, la norma potrebbe produrre addirittura l'effetto contrario per i cittadini: «Gli sconti concessi a alcune aziende verranno fatti pagare alle altre e ai consumatori finali» osserva. Punta invece alla semplificazione la norma che assegna dal 2010 all'Inps tutto il procedimento per l'assegnazione delle pensioni di invalidità, snellendolo. Fino a quella data si procederà a verifiche sui titolari di trattamenti per cecità, sordità, handicap e disabilità. Il decreto non è intervenuto sulla «social card» (carta acquisti), ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha promesso che si procederà per via amministrativa allargando la platea degli aventi diritto, cioè i pensionati e i minori che vivono in ambiti familiari disagiati. Intanto sono state introdotte alcune semplificazioni nelle dichiarazioni richieste ai pensionati per il mantenimento delle prestazioni previdenziali. Anche nel 2010 e nel 2011 non si pagherà il ticket di 10 euro sulla specialistica. La copertura passa dalle Regioni allo Stato. Slitta di sei mesi, al primo gennaio 2010, l'esecuzione degli sfratti per gli inquilini «residenti in Comuni ad alta tensione abitativa ed in Comuni con più di 10 mila abitanti». Tra i provvedimenti che riguardano le famiglie anche il tetto dello 0,5% alle commissioni che sostituiscono il massimo scoperto, pena la nullità delle stesse. Per i consumatori c'è lo slittamento della class="term">class class="term">action alla fine dell'anno. La misura non piace a Rosario Trefiletti di Federconsumatori: «Questo governo ha dato la prova definitiva di essere attento solo a chi è forte nel mercato». Ma per l'esecutivo si tratta di studiare meglio le norme per evitare una valanga di ricorsi. Per Elio Lannutti, senatore di Idv e presidente Adusbef, lo slittamento è «inaccettabile». A. Bac.

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I caratteri più forti della trama (sezione: Class action)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2009)

Argomenti: Class Action

Corriere della Sera sezione: Spettacoli TV data: 28/06/2009 - pag: 63 A fil di rete di Aldo Grasso I caratteri più forti della trama G li episodi sono molto complicati, ma è giusto che lo siano. Ai cultori del legal drama, le trame semplici non interessano. Ha preso il via la seconda stagione di «Damages». Damage è termine giuridico e sta a significare il risarcimento dei danni, l'indennizzo stabilito dal tribunale. Perché di cause civili qui si tratta. (AXN, canale 120 di Sky, venerdì, ore 21, 13 episodi). Tutto infatti ha inizio quando lo studio legale Hewes & class="hilite">Associates di New York intenta una colossale class="term">class class="term">action sostenuta da 5000 persone nei confronti del potente e spietato uomo d'affari Arthur Frobisher (Ted Danson). La serie ruota attorno al rapporto tra due donne diversissime, ma al contempo uguali; lo spietato squalo di tribunale Patty Hewes (Glenn Close), pronta a tutto pur di vincere una causa, e la giovane Ellen Parsone (Rose Byrne), neolaureata che viene assunta nello studio Hewes & Associati nonostante un iniziale rifiuto: il giorno del colloquio per l'assunzione ha preferito partecipare al matrimonio di sua sorella. Il telefilm si struttura con sbalzi temporali tra passato, presente e futuro, come se esistessero diverse cornici temporali entro cui collocare il quadro dell'azione. L'impianto narrativo caratterizzato da flashback e anticipazioni future, che ha sempre contraddistinto l'imprevedibile legal drama, resta ma è notevolmente semplificato. Si punta di più sull'analisi dei caratteri. Naturalmente lo studio è lo spazio scenico dove recitano le due prime donne; un vero teatro per Patty ed Ellen, che a turno, in un continuo gioco e ribaltamento delle parti, rappresentano, la spietatezza e l'ingenuità, la determinatezza e l'ambizione, l'amore e l'odio, la dolcezza e la cattiveria. La seconda stagione, oltre a Tate Donovan, vede l'ingresso nel cast di nomi prestigiosi come William Hurt, Marcia Gay Harden e Timothy Olyphant.

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Responsabilità in rosaPortopalo. (sezione: Class action)

( da "Sicilia, La" del 28-06-2009)

Argomenti: Class Action

Responsabilità in rosaPortopalo. L'orgoglio delle donne elette alle massime cariche consiliari Portopalo. Il rosa è il colore prevalente nel consiglio comunale. Loredana Baldo e Sandra Scala, all'indomani della loro elezione alle massime cariche consiliari, si sono dette onorate di ricoprire le due cariche più importanti del civico consesso. «È una responsabilità notevole - afferma la Baldo, presidente dell'assemblea consiliare portopalese - e di questo debbo ringraziare quanti hanno riposto fiducia in me. Il fatto di avere scelto due donne è molto indicativo e da subito siamo pronte a dare il nostro contributo per la crescita del nostro comune». Sandra Scala, dopo l'elezione a vicepresidente, è rimasta quasi bloccata dall'emozione. «Non pensavo di essere scelta dal mio gruppo - spiega la Scala - ma ce la metterò tutta per confermare la bontà di questa decisione». Baldo e Scala sono state elette con i voti del gruppo di maggioranza (9 consiglieri) mentre il gruppo di opposizione ha riversato i sei voti, rispettivamente, su Sebastiano Quattrocchi e Giuseppina Caschetto. «Naturalmente rappresenteremo tutto il consiglio» hanno sottolineato all'unisono. I due capigruppo, Corrado Scala e Giovanni Chiavaro, hanno tracciato la linea d'azione di maggioranza e opposizione. «La presenza della donna in politica è garanzia di qualità e in questo caso è un chiaro segnale di crescita di Portopalo. Adesso mettiamoci a lavorare per dare risposte a tutta la collettività». Giovanni Chiavaro ha sottolineato l'intento del gruppo di minoranza di essere propositivi, incalzando la maggioranza in ogni argomento. «Non saremo il gruppo dei no preventivi - ha aggiunto Chiavaro - ma incalzeremo la maggioranza con le nostre proposte, condividendo quelle scelte dell'amministrazione comunale che riterremo utili per tutta la collettività portopalese. Abbiamo una responsabilità: dare istanza alle persone che ci hanno votato. Il nostro gruppo saprà dare un notevole contributo per il buon funzionamento del consiglio comunale». L'atmosfera è di collaborazione, dunque, consueta in ogni inizio di consiliatura.

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Nelle strade di Baghdad (sezione: Class action)

( da "Manifesto, Il" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

Nelle strade di Baghdad La città è viva, la gente affolla le vie, fa picnic sulle rive del Tigri, cerca libri, nonostante i feroci attentati degli ultimi giorni in vista del ritiro del 30 giugno delle truppe Usa dalle città Giuliana Sgrena BAGHDAD BAGHDAD L'aereo non si avvita più su se stesso per atterrare a Baghdad. Non ci sono più gli annunci di scuse per il disagio nella discesa e nemmeno istruzioni particolari per chi siede vicino alle uscite di emergenza. Anche l'aereo non è più quello anonimo tutto bianco e senza scritte con un equipaggio sudafricano, ora il volo della Royal Jordan airlines è uno dei tanti che ormai atterranno a Baghdad. Mi guardo intorno, sono cambiati anche i passeggeri non sono più solo contractor, giornalisti e strani personaggi stranieri, ci sono anche iracheni che rientrano da Amman dove sono stati per cure e affari. Nonostante la «normalizzazione», tra i passeggeri c'è sempre un gruppo di muscolosi supertatuati il cui mestiere è facilmente intuibile. Le agenzie di sicurezza continuano a reclutare contractor per l'Iraq, sono loro che affiancano le forze di sicurezza irachene al posto degli americani. Il controllo dell'aeroporto è affidato alla Sabre international security, che costringe i passeggeri a lunghe code per i ripetuti e minuziosi controlli dei bagagli e le perquisizioni personali. L'aeroporto di Baghdad, che ora ha ripreso in pieno le sue funzioni, è una struttura moderna fatta costruire alla fine dagli anni ottanta da Saddam. I primi ad accoglierci sono dei medici in camice bianco e mascherina che con un misuratore di temperatura controllano se i passeggeri sono affetti da febbre suina. L'ossessione della febbre «messicana», proprio nei giorni scorsi, ha indotto alcune organizzazioni islamiche a chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di suini. Tanta accuratezza sui controlli sanitari è solo il primo paradosso che scopro in Iraq nella prima visita dopo il 2005. Nel paese non esiste più un sistema sanitario e le medicine che vengono scaricate sull'Iraq sono spesso quelle invendibili altrove perché scadute. Un business realizzato evidentemente con la complicità di funzionari iracheni, ma questo è solo uno dei capitoli della corruzione dilagante. Nei giorni scorsi un incendio ha distrutto il sesto piano del ministero della sanità, quello dove erano archiviati tutti i contratti per le forniture di medicinali e attrezzature. Una misura preventiva in vista della lotta alla corruzione? Un autista mi aspetta all'uscita, dove possono entrare solo le persone autorizzate (le security invece arrivano fin sotto la scaletta dell'aereo), per portarmi al check point dove mi aspettano alcuni giornalisti iracheni che mi accompagneranno durante tutta la mia permanenza. I miei timori per il ritorno in Iraq vengono subito fugati dalla calorosa accoglienza dei miei nuovi amici. Quella sera del 4 marzo 2005 Per tutto il tragitto verso il centro della città resto incollata al finestrino, scruto attentamente l'autostrada anche se so bene che non è quella la strada che avevamo percorso quella sera del 4 marzo del 2005 in fuga da Baghdad e che non troverò il luogo dove è stato ucciso Nicola Calipari. Luogo che comunque non riuscirò a vedere nonostante tutti i tentativi perché mi scontrerò con mille ostacoli, mi dovrò limitare a raccogliermi davanti alla targa che lo ricorda incastonata nella parete dell'ambasciata. Una sede provvisoria per i nostri diplomatici che poi si trasferiranno in una nuova costruzione sulla strada per l'aeroporto. È comunque l'ossessionante ricordo di quella notte che mi ha riportato a Baghdad e che mi accompagnerà per tutta la mia visita, come ogni giorno della mia vita. Quattro anni fa vedendo le cupole e i minareti delle moschee che si allontanavano ero contenta di andarmene e non avrei mai immaginato questo mio bisogno di tornare. Una parte di me era rimasta qui. Ora sono qui, stordita, emozionata, convinta. Mi ritrovo all'hotel Mansour, il mio primo hotel in Iraq, ma dell'albergo di lusso del 1990 è rimasto ben poco e non solo a causa della bomba che ha devastato l'entrata nel marzo del 2007, prima ha dovuto affrontare due guerre e anni di embargo. Dei tre ascensori ne funziona solo uno e le lunghe attese inducono a salire a piedi. Sebbene le cinque stelle siano andate perdute, come osserva tristemente un inserviente, è l'albergo che ora accoglie gran parte degli stranieri di passaggio nella capitale irachena, compresi alcuni giornalisti (ma si contano sulle dita di una mano), che non si isolano nella zona verde, dove è rinchiuso l'hotel Rasheed. La zona verde non è lontana, ma questa è zona rossa. Del resto di verde nella green zone sventrata è rimasto ben poco a parte il nome, i vari palazzi dei tempi di Saddam sono isolati tra di loro da alte muraglie, che costituiscono lunghi e labirintici corridoi controllati da militari iracheni e dalle agenzie di sicurezza private. Per entrare occorre superare numerosi controlli, spegnere i cellulari, depositare i documenti, essere perquisiti numerose volte, passare attraverso uno scanner, che tuttavia non nota le mie schegge metalliche forse perché «amiche», fare un percorso in una sorta di gabbia in rete metallica che mi ricorda la strada che devono percorrere i palestinesi al varco di Erez, quando è aperto. Una conferma, se fosse necessario, che per vedere Baghdad occorre stare nella zona rossa. La città non è molto diversa da quella sfigurata che ho lasciato nel 2004: gli edifici distrutti sono rimasti un cumulo di macerie dove vengono ammucchiate le immondizie, altri sono rimasti in piedi ma portano il segno delle bombe che li hanno svuotati. La ricostruzione resta un miraggio, continua a mancare l'elettricità diverse ore al giorno, ma ora gli abitanti si sono organizzati con generatori collettivi, che comunque non reggono i condizionatori d'aria necessari per sopportare la calura, la temperatura non scende mai sotto i 40 gradi. E poi manca l'acqua, i trasporti pubblici non esistono più, sono stati sostituiti da pullmini privati. Invece la benzina non è più un problema, anche se il prezzo è arrivato a mezzo dollaro al litro, un'esagerazione per gli iracheni, nel 2003 costava l'equivalente delle nostre vecchie venti lire. Sarà la disponibilità di benzina, la voglia degli iracheni di uscire ma a Baghdad capita di rimanere bloccati in un ingorgo anche alle undici di sera. Di giorno a bloccare il traffico contribuiscono le chiusure improvvise delle strade per lavori oppure per i controlli della polizia irachena. I poliziotti sono numerosi e non sempre riescono a dare l'impressione di efficienza, costretti a ripararsi dal sole cocente sotto ombrelloni pubblicitari. Sono comunque molto meno aggressivi del passato e spesso più che altro scambiano battute con i passanti, a meno che la macchina sia particolarmente degradata e allora riscoprono la loro arroganza. Di soldati americani non se ne vedono più per le strade di Baghdad e se non fosse per gli elicotteri che sorvolano la città di tanto in tanto ci si potrebbe illudere del loro ritiro. Arrostiscono anche il masguf Comunque, nonostante i continui e feroci attentati degli ultimi giorni (oltre 200 vittime, tutti iracheni, in gran parte sciiti) sembrerebbero dimostrare il contrario, il problema della sicurezza per gli iracheni non è più l'emergenza. Sacche di terrorismo esistono ancora nonostante l'azione decisiva dei gruppi sunniti del «Risveglio» e, come purtroppo previsto, si stanno scatenando in vista del ritiro delle truppe americane dalle città fissato per il 30 giugno, ma la popolazione si sta riprendendo la vita. Prima ancora che reale la sconfitta del terrorismo è psicologica: non riesce più a paralizzare la popolazione con la paura. Questa è la grande differenza rispetto al 2005: Baghdad è viva, la gente è nelle strade, fa i picnic sulle rive del Tigri, i piccoli ristoranti che fanno arrostire il masguf (il pesce di fiume) intorno a enormi bracieri scavati nel terreno, sono affollati di famiglie, donne sole, uomini, fino ad ora tarda. La strada che costeggia il fiume sulla riva opposta alla green zone è diventata la passeggiata serale di molti iracheni dopo le giornate torride. Mentre gli investimenti pubblici latitano ferve l'iniziativa privata: ristoranti, pizzerie, gelaterie stanno sorgendo ovunque e sono sempre affollati. E poi i bar dove fanno succhi freschi di ogni tipi di frutta, la mia passione è quello di melograno. Sono riapparsi anche i negozi di alcolici. Dopo la caduta di Saddam questi negozi erano scomparsi perché minacciati dalle milizie islamiche appoggiate dai partiti religiosi al potere. Molti di questi negozi, soprattutto nel sud, erano stati bruciati, a volte con i proprietari dentro. Ora sono aperti e fino a tardi la sera, almeno a Baghdad. E non sono più gestiti solo da cristiani. Le donne non sono più rinchiuse in casa, molte di loro non portano più il velo e anche se lo portano sempre più spesso è di colori sgargianti e accoppiato con abiti che non si addicono alla tenuta islamica, hanno ripreso a guidare la macchina, cosa che era stato loro impedito dalle minacce islamiste, molte giovani portano jeans attillati. Non vi è più una segregazione sessuale, nei ristoranti non ci sono le classiche zone separate per le famiglie da una parte e i maschi dall'altra. Persino la prostituzione non è più nascosta come una volta. La via Arasat, nota per i negozi e i ristoranti alla moda, ora si è riempita di night club. Per strada incontriamo anche una suora che gira tranquillamente da sola. Tornano spirito laico e cultura Sono tutti segnali che sta riemergendo lo spirito laico degli iracheni, persino i partiti religiosi si rendono conto che la popolazione non è disposta a farsi soggiogare in nome della religione e si mostrano più laici di quanto lo siano nella realtà. Anche nelle università le organizzazioni islamiste non riescono più a dettare legge come prima (soprattutto nei confronti delle studentesse), anche se la loro influenza riesce ancora a mobilitare. La rimessa in discussione di alcuni programmi universitari da parte degli islamisti è contrastata dal ministro dell'educazione superiore e della ricerca Abid Thyab al Ajeeli, sunnita, laureato in ingegneria elettronica a Keele in Gran bretagna, con 20 anni di docenza in Qatar e Giordania. «Non sono i religiosi che devono governare l'Iraq» sostiene convinto e prevede un cambiamento del panorama politico dalle prossime elezioni. La ripresa dell'iniziativa culturale è forse l'aspetto più sorprendente di Baghdad, riaperti teatri e anche cinema, anche se in buona parte sono a luci rosse. La Mutanabi street, dove si andava ogni venerdì per comprare libri vecchi e nuovi, era stata devastata da una bomba che aveva distrutto anche il vecchio e caratteristico bar dell'angolo dove si beve il famoso te fatto con i limoncini secchi di Bassora. La via è stata completamente ricostruita, lastricata con uno splendida pietra marmorea, dove i libri non vengono più coperti dalla polvere. Anche i libri sono cambiati seguendo l'evoluzione del paese: prima erano libri antichi, poi si trovavano quelli trafugati dal museo, seguiti da una invasione di libri religiosi, ora invece ci sono testi che riguardano l'analisi sul regime di Saddam, ma soprattutto gli iracheni sono interessati alle nuove professioni, comprano grammatiche e vocabolari di inglese e libri di informatica. Anche il bar dell'angolo è rimesso a nuovo ma ha mantenuto il vecchio stile con tutte le foto alle pareti. Gli avventori sono in gran parte intellettuali, soprattutto il venerdì quando nella sala che si trova sopra il bar si svolgono iniziative culturali. Qui ha sede la fondazione al Mahda, una holding che pubblica il quotidiano indipendente che porta lo stesso nome e che vanta la storia più lunga tra i giornali iracheni, dispone anche di una casa editrice, una delle maggiori del mondo arabo, con sedi anche a Damasco e Beirut e che oltre a libri produce anche documentari, organizza festival culturali in tutto i paesi arabi. Questo venerdì il dibattito è dedicato alla storia del giornalismo, troviamo molti «colleghi» iracheni, alcuni disoccupati, altri sono rientrati da poco dall'esilio in occidente. Incontriamo anche il presidente della Commissione cultura del parlamento, una vecchia conoscenza, Mufid al Jazairi, già ministro della cultura, comunista, una persona molto affabile e apprezzata dagli intellettuali iracheni. Altri dibattiti si svolgono su un barcone attraccato sul Tigri protetto dalla statua di Mutanabi (che si riteneva un profeta) che svetta dall'alto. Sotto la statua invece si ripropone musica tradizionale. Le carceri restano piene In una piazza centrale sono invece accampati sotto una tenda un gruppo di studenti che protesta e chiede la liberazione dei prigionieri, l'abolizione della tortura, praticata non solo dagli americani ma anche dagli iracheni, e un migliore trattamento dei detenuti nelle carceri. Un gruppo di detenuti del movimento di Muqtada ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione di Rusafa a Baghdad. Ma la loro voce ha difficoltà a farse sentire dopo che il loro leader, da tempo ormai, vive a Qom, in Iran. La violazione dei diritti umani nelle carceri ha già fatto cadere alcune decine di teste dopo che il ministro degli interni Jawad al Bolani ha aperto una inchiesta. Ma è solo l'inizio e poi le carceri americane sono ancora affollatissime di migliaia di prigionieri spesso senza nessuna accusa concreta a carico. Diverse organizzazioni per i diritti umani denunciano la situazione, ma non è facile, e temono ritorsioni. Il leader del Blocco islamico sunnita in parlamento, Harith al Obeidi, che denunciava la violazione dei diritti umani anche durante i suoi sermoni alla moschea, è stato assassinato il 12 giugno scorso, proprio dopo la preghiera. Infine, l'Iran, vicino e lontano nello stesso tempo. Gli iracheni seguono attentamente quello che succede in Iran ma con molto distacco, l'influenza oppressiva degli iraniani nell'Iraq del dopo Saddam non fa fare molta distinzione tra Ahmadinejad e Mousavi. La diffidenza è il sentimento prevalente che ritiene pericoloso sia il regime dei mullah che un ritorno di nazionalismo laico, alcuni addirittura prefigurano un'alleanza improbabile tra un Iran riformato e gli Stati uniti contro l'Iraq. Gli iracheni sono ancora traumatizzati dalla loro storia drammatica fatta di guerre e di embargo, che però non ha scalfito il loro orgoglio alimentato anche dal nazionalismo. Che sopravvive nonostante il loro paese stia rischiando lo sgretolamento. Anche se l'evoluzione recente sembra andare contro una divisione, che sembrava ormai inevitabile, eccezion fatta per il Kurdistan che è già di fatto uno stato nello stato. BAGHDAD L'aereo non si avvita più su se stesso per atterrare a Baghdad. Non ci sono più gli annunci di scuse per il disagio nella discesa e nemmeno istruzioni particolari per chi siede vicino alle uscite di emergenza. Anche l'aereo non è più quello anonimo tutto bianco e senza scritte con un equipaggio sudafricano, ora il volo della Royal Jordan airlines è uno dei tanti che ormai atterranno a Baghdad. Mi guardo intorno, sono cambiati anche i passeggeri non sono più solo contractor, giornalisti e strani personaggi stranieri, ci sono anche iracheni che rientrano da Amman dove sono stati per cure e affari. Nonostante la «normalizzazione», tra i passeggeri c'è sempre un gruppo di muscolosi supertatuati il cui mestiere è facilmente intuibile. Le agenzie di sicurezza continuano a reclutare contractor per l'Iraq, sono loro che affiancano le forze di sicurezza irachene al posto degli americani. Il controllo dell'aeroporto è affidato alla Sabre international security, che costringe i passeggeri a lunghe code per i ripetuti e minuziosi controlli dei bagagli e le perquisizioni personali. L'aeroporto di Baghdad, che ora ha ripreso in pieno le sue funzioni, è una struttura moderna fatta costruire alla fine dagli anni ottanta da Saddam. I primi ad accoglierci sono dei medici in camice bianco e mascherina che con un misuratore di temperatura controllano se i passeggeri sono affetti da febbre suina. L'ossessione della febbre «messicana», proprio nei giorni scorsi, ha indotto alcune organizzazioni islamiche a chiedere la chiusura di tutti gli allevamenti di suini. Tanta accuratezza sui controlli sanitari è solo il primo paradosso che scopro in Iraq nella prima visita dopo il 2005. Nel paese non esiste più un sistema sanitario e le medicine che vengono scaricate sull'Iraq sono spesso quelle invendibili altrove perché scadute. Un business realizzato evidentemente con la complicità di funzionari iracheni, ma questo è solo uno dei capitoli della corruzione dilagante. Nei giorni scorsi un incendio ha distrutto il sesto piano del ministero della sanità, quello dove erano archiviati tutti i contratti per le forniture di medicinali e attrezzature. Una misura preventiva in vista della lotta alla corruzione? Un autista mi aspetta all'uscita, dove possono entrare solo le persone autorizzate (le security invece arrivano fin sotto la scaletta dell'aereo), per portarmi al check point dove mi aspettano alcuni giornalisti iracheni che mi accompagneranno durante tutta la mia permanenza. I miei timori per il ritorno in Iraq vengono subito fugati dalla calorosa accoglienza dei miei nuovi amici. Quella sera del 4 marzo 2005 Per tutto il tragitto verso il centro della città resto incollata al finestrino, scruto attentamente l'autostrada anche se so bene che non è quella la strada che avevamo percorso quella sera del 4 marzo del 2005 in fuga da Baghdad e che non troverò il luogo dove è stato ucciso Nicola Calipari. Luogo che comunque non riuscirò a vedere nonostante tutti i tentativi perché mi scontrerò con mille ostacoli, mi dovrò limitare a raccogliermi davanti alla targa che lo ricorda incastonata nella parete dell'ambasciata. Una sede provvisoria per i nostri diplomatici che poi si trasferiranno in una nuova costruzione sulla strada per l'aeroporto. È comunque l'ossessionante ricordo di quella notte che mi ha riportato a Baghdad e che mi accompagnerà per tutta la mia visita, come ogni giorno della mia vita. Quattro anni fa vedendo le cupole e i minareti delle moschee che si allontanavano ero contenta di andarmene e non avrei mai immaginato questo mio bisogno di tornare. Una parte di me era rimasta qui. Ora sono qui, stordita, emozionata, convinta. Mi ritrovo all'hotel Mansour, il mio primo hotel in Iraq, ma dell'albergo di lusso del 1990 è rimasto ben poco e non solo a causa della bomba che ha devastato l'entrata nel marzo del 2007, prima ha dovuto affrontare due guerre e anni di embargo. Dei tre ascensori ne funziona solo uno e le lunghe attese inducono a salire a piedi. Sebbene le cinque stelle siano andate perdute, come osserva tristemente un inserviente, è l'albergo che ora accoglie gran parte degli stranieri di passaggio nella capitale irachena, compresi alcuni giornalisti (ma si contano sulle dita di una mano), che non si isolano nella zona verde, dove è rinchiuso l'hotel Rasheed. La zona verde non è lontana, ma questa è zona rossa. Del resto di verde nella green zone sventrata è rimasto ben poco a parte il nome, i vari palazzi dei tempi di Saddam sono isolati tra di loro da alte muraglie, che costituiscono lunghi e labirintici corridoi controllati da militari iracheni e dalle agenzie di sicurezza private. Per entrare occorre superare numerosi controlli, spegnere i cellulari, depositare i documenti, essere perquisiti numerose volte, passare attraverso uno scanner, che tuttavia non nota le mie schegge metalliche forse perché «amiche», fare un percorso in una sorta di gabbia in rete metallica che mi ricorda la strada che devono percorrere i palestinesi al varco di Erez, quando è aperto. Una conferma, se fosse necessario, che per vedere Baghdad occorre stare nella zona rossa. La città non è molto diversa da quella sfigurata che ho lasciato nel 2004: gli edifici distrutti sono rimasti un cumulo di macerie dove vengono ammucchiate le immondizie, altri sono rimasti in piedi ma portano il segno delle bombe che li hanno svuotati. La ricostruzione resta un miraggio, continua a mancare l'elettricità diverse ore al giorno, ma ora gli abitanti si sono organizzati con generatori collettivi, che comunque non reggono i condizionatori d'aria necessari per sopportare la calura, la temperatura non scende mai sotto i 40 gradi. E poi manca l'acqua, i trasporti pubblici non esistono più, sono stati sostituiti da pullmini privati. Invece la benzina non è più un problema, anche se il prezzo è arrivato a mezzo dollaro al litro, un'esagerazione per gli iracheni, nel 2003 costava l'equivalente delle nostre vecchie venti lire. Sarà la disponibilità di benzina, la voglia degli iracheni di uscire ma a Baghdad capita di rimanere bloccati in un ingorgo anche alle undici di sera. Di giorno a bloccare il traffico contribuiscono le chiusure improvvise delle strade per lavori oppure per i controlli della polizia irachena. I poliziotti sono numerosi e non sempre riescono a dare l'impressione di efficienza, costretti a ripararsi dal sole cocente sotto ombrelloni pubblicitari. Sono comunque molto meno aggressivi del passato e spesso più che altro scambiano battute con i passanti, a meno che la macchina sia particolarmente degradata e allora riscoprono la loro arroganza. Di soldati americani non se ne vedono più per le strade di Baghdad e se non fosse per gli elicotteri che sorvolano la città di tanto in tanto ci si potrebbe illudere del loro ritiro. Arrostiscono anche il masguf Comunque, nonostante i continui e feroci attentati degli ultimi giorni (oltre 200 vittime, tutti iracheni, in gran parte sciiti) sembrerebbero dimostrare il contrario, il problema della sicurezza per gli iracheni non è più l'emergenza. Sacche di terrorismo esistono ancora nonostante l'azione decisiva dei gruppi sunniti del «Risveglio» e, come purtroppo previsto, si stanno scatenando in vista del ritiro delle truppe americane dalle città fissato per il 30 giugno, ma la popolazione si sta riprendendo la vita. Prima ancora che reale la sconfitta del terrorismo è psicologica: non riesce più a paralizzare la popolazione con la paura. Questa è la grande differenza rispetto al 2005: Baghdad è viva, la gente è nelle strade, fa i picnic sulle rive del Tigri, i piccoli ristoranti che fanno arrostire il masguf (il pesce di fiume) intorno a enormi bracieri scavati nel terreno, sono affollati di famiglie, donne sole, uomini, fino ad ora tarda. La strada che costeggia il fiume sulla riva opposta alla green zone è diventata la passeggiata serale di molti iracheni dopo le giornate torride. Mentre gli investimenti pubblici latitano ferve l'iniziativa privata: ristoranti, pizzerie, gelaterie stanno sorgendo ovunque e sono sempre affollati. E poi i bar dove fanno succhi freschi di ogni tipi di frutta, la mia passione è quello di melograno. Sono riapparsi anche i negozi di alcolici. Dopo la caduta di Saddam questi negozi erano scomparsi perché minacciati dalle milizie islamiche appoggiate dai partiti religiosi al potere. Molti di questi negozi, soprattutto nel sud, erano stati bruciati, a volte con i proprietari dentro. Ora sono aperti e fino a tardi la sera, almeno a Baghdad. E non sono più gestiti solo da cristiani. Le donne non sono più rinchiuse in casa, molte di loro non portano più il velo e anche se lo portano sempre più spesso è di colori sgargianti e accoppiato con abiti che non si addicono alla tenuta islamica, hanno ripreso a guidare la macchina, cosa che era stato loro impedito dalle minacce islamiste, molte giovani portano jeans attillati. Non vi è più una segregazione sessuale, nei ristoranti non ci sono le classiche zone separate per le famiglie da una parte e i maschi dall'altra. Persino la prostituzione non è più nascosta come una volta. La via Arasat, nota per i negozi e i ristoranti alla moda, ora si è riempita di night club. Per strada incontriamo anche una suora che gira tranquillamente da sola. Tornano spirito laico e cultura Sono tutti segnali che sta riemergendo lo spirito laico degli iracheni, persino i partiti religiosi si rendono conto che la popolazione non è disposta a farsi soggiogare in nome della religione e si mostrano più laici di quanto lo siano nella realtà. Anche nelle università le organizzazioni islamiste non riescono più a dettare legge come prima (soprattutto nei confronti delle studentesse), anche se la loro influenza riesce ancora a mobilitare. La rimessa in discussione di alcuni programmi universitari da parte degli islamisti è contrastata dal ministro dell'educazione superiore e della ricerca Abid Thyab al Ajeeli, sunnita, laureato in ingegneria elettronica a Keele in Gran bretagna, con 20 anni di docenza in Qatar e Giordania. «Non sono i religiosi che devono governare l'Iraq» sostiene convinto e prevede un cambiamento del panorama politico dalle prossime elezioni. La ripresa dell'iniziativa culturale è forse l'aspetto più sorprendente di Baghdad, riaperti teatri e anche cinema, anche se in buona parte sono a luci rosse. La Mutanabi street, dove si andava ogni venerdì per comprare libri vecchi e nuovi, era stata devastata da una bomba che aveva distrutto anche il vecchio e caratteristico bar dell'angolo dove si beve il famoso te fatto con i limoncini secchi di Bassora. La via è stata completamente ricostruita, lastricata con uno splendida pietra marmorea, dove i libri non vengono più coperti dalla polvere. Anche i libri sono cambiati seguendo l'evoluzione del paese: prima erano libri antichi, poi si trovavano quelli trafugati dal museo, seguiti da una invasione di libri religiosi, ora invece ci sono testi che riguardano l'analisi sul regime di Saddam, ma soprattutto gli iracheni sono interessati alle nuove professioni, comprano grammatiche e vocabolari di inglese e libri di informatica. Anche il bar dell'angolo è rimesso a nuovo ma ha mantenuto il vecchio stile con tutte le foto alle pareti. Gli avventori sono in gran parte intellettuali, soprattutto il venerdì quando nella sala che si trova sopra il bar si svolgono iniziative culturali. Qui ha sede la fondazione al Mahda, una holding che pubblica il quotidiano indipendente che porta lo stesso nome e che vanta la storia più lunga tra i giornali iracheni, dispone anche di una casa editrice, una delle maggiori del mondo arabo, con sedi anche a Damasco e Beirut e che oltre a libri produce anche documentari, organizza festival culturali in tutto i paesi arabi. Questo venerdì il dibattito è dedicato alla storia del giornalismo, troviamo molti «colleghi» iracheni, alcuni disoccupati, altri sono rientrati da poco dall'esilio in occidente. Incontriamo anche il presidente della Commissione cultura del parlamento, una vecchia conoscenza, Mufid al Jazairi, già ministro della cultura, comunista, una persona molto affabile e apprezzata dagli intellettuali iracheni. Altri dibattiti si svolgono su un barcone attraccato sul Tigri protetto dalla statua di Mutanabi (che si riteneva un profeta) che svetta dall'alto. Sotto la statua invece si ripropone musica tradizionale. Le carceri restano piene In una piazza centrale sono invece accampati sotto una tenda un gruppo di studenti che protesta e chiede la liberazione dei prigionieri, l'abolizione della tortura, praticata non solo dagli americani ma anche dagli iracheni, e un migliore trattamento dei detenuti nelle carceri. Un gruppo di detenuti del movimento di Muqtada ha iniziato uno sciopero della fame nella prigione di Rusafa a Baghdad. Ma la loro voce ha difficoltà a farse sentire dopo che il loro leader, da tempo ormai, vive a Qom, in Iran. La violazione dei diritti umani nelle carceri ha già fatto cadere alcune decine di teste dopo che il ministro degli interni Jawad al Bolani ha aperto una inchiesta. Ma è solo l'inizio e poi le carceri americane sono ancora affollatissime di migliaia di prigionieri spesso senza nessuna accusa concreta a carico. Diverse organizzazioni per i diritti umani denunciano la situazione, ma non è facile, e temono ritorsioni. Il leader del Blocco islamico sunnita in parlamento, Harith al Obeidi, che denunciava la violazione dei diritti umani anche durante i suoi sermoni alla moschea, è stato assassinato il 12 giugno scorso, proprio dopo la preghiera. Infine, l'Iran, vicino e lontano nello stesso tempo. Gli iracheni seguono attentamente quello che succede in Iran ma con molto distacco, l'influenza oppressiva degli iraniani nell'Iraq del dopo Saddam non fa fare molta distinzione tra Ahmadinejad e Mousavi. La diffidenza è il sentimento prevalente che ritiene pericoloso sia il regime dei mullah che un ritorno di nazionalismo laico, alcuni addirittura prefigurano un'alleanza improbabile tra un Iran riformato e gli Stati uniti contro l'Iraq. Gli iracheni sono ancora traumatizzati dalla loro storia drammatica fatta di guerre e di embargo, che però non ha scalfito il loro orgoglio alimentato anche dal nazionalismo. Che sopravvive nonostante il loro paese stia rischiando lo sgretolamento. Anche se l'evoluzione recente sembra andare contro una divisione, che sembrava ormai inevitabile, eccezion fatta per il Kurdistan che è già di fatto uno stato nello stato.

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Sognatore mazziniano della bella politica (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

Lunario Fiorenzo Cravetto Sognatore mazziniano della bella politica Dieci anni fa, ieri. Dino Giacosa, sognatore mazziniano della bella politica, si spegneva nella sua Cuneo il 28 giugno 1999. L'allora presidente della Camera Luciano Violante lo ricordò così: «Giacosa apparteneva a quella generazione di italiani che con il loro impegno e sacrificio hanno saputo liberare il paese dal nazifascismo e costruire sui valori della lotta di liberazione la nostra Repubblica». Le solitudini, la passione. Immagini che danno il titolo al libro curato da Michele Calandri su Giacosa, e delineano i tratti di un uomo unico, rigoroso nella difesa dei propri principi, severo con se stesso e con gli altri, destinato a una vocazione di minoranza. Come osserva Ernesto Algranati, «sono due le chiavi di lettura per comprendere e rivisitare il percorso politico e culturale di Dino Giacosa: l'antifascismo e l'europeismo. Fin dall'inizio vide nell'europeismo federalista l'alternativa ai rischi dei nazionalismi». Dino (Giocondo) Giacosa nasce a Torino l'11 luglio 1916. Laureato in giurisprudenza, a 22 anni fonda il Movimento unitario rinnovamento italiano. La militanza cospirativa viene pagata cara, è condannato a cinque anni di confino a Ventotene. Nel '42 arriva a Cuneo, trova lavoro nello studio legale Galimberti. Dopo l'8 settembre 1943, Dino e Duccio salgono a Madonna del Colletto sopra Valdieri. Con loro ci sono Dante Livio Bianco e un pugno di altri ragazzi. Il fine è comune, idee e modalità d'azione spingono l'intransigente avvocato ad allontanarsi dal gruppo per entrare nella formazione autonoma Valle Pesio di Piero Cosa. Su questo nuovo fronte, Giacosa diventa commissario politico. Partecipa agli incontri di Casotto, Vinadio e Pradleves, crea il Servizio X di controspionaggio. Con Aldo Sacchetti e l'avvocato Giuseppe Baracco organizza il Tribunale militare dei ribelli e lo dirige da giurista sopraffino: tutte le sentenze, nel dopoguerra, verranno ritenute valide dai tribunali regolari. Dopo la Liberazione, è sorpreso dal pragmatismo del Cln, dominato dai partiti di massa. E' il momento della disillusione, ricomincia una stagione di solitudine. Torna alla professione di penalista, assume il ruolo di padre nobile del Partito repubblicano cuneese. Un giovanissimo Carlo Benigni, oggi direttore di «Rassegna», lo ebbe maestro: «Di lui dico che è bello che esistano persone così. Giacosa non aveva un carattere facile, e non era fatto per gestire la politique politicienne di tutti i giorni, alla quale peraltro non era interessato. Ma non si poteva non volergli bene, anche quando si era nel cono d'ombra della sua disapprovazione per qualche idea o comportamento non condivisi». S'è parlato di dedicare a Dino Giacosa una via o un angolo significativo di Cuneo, l'avvocato Algranati aveva proposto di intitolargli Piazza Europa. A quando il giusto riconoscimento?

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Incubo Caselle Volano solo ritardi e disagi (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

Intervista Il deputato pendolare LE SCUSE LA REAZIONE Gli ultimi episodi INCHIESTA Informazioni «Abbiamo atteso ore: senza notizie» LUCA FERRUA «Nell'ultimo mese per 5 volte c'era una ruota da cambiare» «Scalo di serie C Da convocare i vertici di Cai» Biglietti «Il mio costava 200 euro: 6 ore di ritardo» Incubo Caselle Volano solo ritardi e disagi Rinvii, cancellazioni e ore di attesa Con la nuova Alitalia disservizi record Sabato un passeggero infuriato ha distrutto un apparecchio che controlla i biglietti "Ho buttato via decine di ore in sala d'aspetto" Benigni Ha saltato la prima del Carignano TORINO Onorevole Esposito, non mi verrà a dire che i disagi per chi parte o arriva a Caselle riguardano anche lei? «Non me ne parli. Mi rendo conto che noi siamo in una situazione di privilegio, ma atterrare o decollare da Torino ogni volta è un'avventura, quasi mai bella, pure per un parlamentare». Si spieghi meglio «Prima della nascita di Cai i problemi erano seri, ma la concorrenza tra Airone e Alitalia era uno stimolo verso la qualità che alla fine agevolava i passeggeri. Ora è un disastro». Nel senso della qualità dei servizi? «In tutti i sensi. Gli orari cambiano sempre e ogni occasione è buona per accorpare i voli con conseguenti ingestibili ritardi. E poi, guardi, il peggio non è partire da Torino, il peggio è arrivare. Tornare a casa è sempre un inferno». E come giustificano ritardi e cancellazioni? «L'informazione purtroppo è piuttosto scarsa e spesso ci si scontra con la maleducazione del personale di terra. Quando le notizie arrivano lasciano sempre un po' perplessi». Un esempio? «Nell'ultimo mese mi hanno detto cinque volte che c'erano problemi con una ruota e che andava cambiata. Dico cinque volte, mi viene quasi da sperare che fosse una scusa. Ma c'è di peggio». Non esageri. Cosa è successo? «A Fiumicino con altri due parlamentari non abbiamo notizie del volo delle 16,15 per Torino. Andiamo al bancone e ci dicono che ha 40 minuti di ritardo. Abituati, ci mettiamo il cuore in pace e andiamo a prendere il caffè, il bar era lontano e ci abbiamo messo una ventina di minuti. Al ritorno il volo era chiuso e siamo rimasti a terra. In questo primo anno da parlamentare ho buttato decine di ore di vita in quelle sale d'aspetto». Vede qualche soluzione? «Quando posso volo con altre compagnie, forse bisognerebbe incentivare i low-cost. Mi sembra che oggi offrano un servizio migliore. Caselle come aeroporto funziona, anche se ovunque c'è il problema della maleducazione del personale di terra che, mi creda, a Roma è peggio. Anche se ormai Torino è trattata da scalo di serie C. Pensi che ci sono miei colleghi che quando possono volano su Malpensa perché Lufthansa Italia garantisce collegamenti senza disservizi e ritardi. Per quanto mi riguarda appena l'alta velocità verso Roma funzionerà a dovere, sui voli Cai non mi vedranno più». I viaggiatori normali si lamentano, quelli un po' più determinati chiedono i danni o magari scrivono ai giornali o ai parlamentari... «E' arrivato il momento che in uno dei prossimi incontri tra parlamentari piemontesi venga messa a punto un'azione comune. Mi faccio carico di parlare anche con i senatori per creare un fronte unito capace di affrontare il problema Caselle. Serve un'azione seria, non solo qualche interrogazione parlamentare. Dobbiamo convocare i vertici Cai per un faccia a faccia alla presenza delle istituzioni. Se non avremo garanzie dobbiamo pensare ad aprire lo scalo ad altre compagnie». [FIRMA]JACOPO D'ORSI TORINO «Cai: compagnia aerea inaffidabile». È solo uno dei commenti ascoltati tra i passeggeri esasperati da mesi di ritardi e disservizi sulle rotte della nuova Alitalia. Ed è tra i commenti più gentili: i viaggiatori costretti a bivaccare per ore in attesa che l'aeroplano decolli, spesso senza sapere cosa accade, di solito sono più aggressivi. Una scena che in questi sei mesi si è ripetuta di frequente a Caselle come in altri aeroporti italiani dove l'eccezione s'è trasformata in regola. Sabato sera l'ultimo episodio: il volo AP6330 per Bari (marchiato AirOne) è decollato con quasi sei ore di ritardo. Nessuna spiegazione Le spiegazioni? Racconta un passeggero: «Prima ci hanno parlato di problemi tecnici, poi hanno detto che bisognava aspettare l'aereo dalla Puglia, infine che il pilota era stanco e non se la sentiva di proseguire. Informazioni affidabili, zero». Dovevano partire alle 17,15, si sono alzati da terra alle 22,45. «Quando finalmente è arrivato un volo da Napoli, intorno alle 22,30, il suo equipaggio s'è degnato di portarci a Bari. Altrimenti saremmo ancora a Torino: il personale del nostro aereo sosteneva di aver sforato i turni e per ragioni di sicurezza non poteva continuare». Nella sala d'imbarco si sono vissute ore di tensione. Un uomo ha distrutto uno dei terminali per il controllo dei biglietti, causando l'intervento della polizia aeroportuale. «A Bari non si arriva» Il tutto tra le urla di disperazione dei compagni di sventura: chi doveva arrivare in tempo per assistere la madre malata, chi per un turno di lavoro improrogabile, chi per il funerale di un famigliare programmato la mattina dopo a Brindisi. Esigenze cancellate dallo scorrere delle lancette, apparentemente senza un perché. «Abbiamo trascorso tutto il pomeriggio in aeroporto - racconta Cinzia De Marzo, 39 anni, avvocato barese, candidata del Pd alle ultime Europee nella Ciscoscrizione Sud - c'erano anziani, bambini e disabili, abbandonati a loro stessi». Anche lei ha deciso di dire basta. Sull'aereo ha fatto class="hilite">sottoscrivere a tutti un reclamo con richiesta di risarcimento per danni morali e materiali, una sorta di class-class="term">action in miniatura. La raccolta firme «Ho raccolto tra le 60 e 70 firme - racconta - vogliamo dare un segnale e creare un precedente perché così non si può andare avanti». Continua: «Paghiamo i biglietti, il mio costava più di 200 euro, non per ricevere questo trattamento. Cai pensa di cavarsela con i bonus per la cena e altre forme di assistenza, ma non è accettabile poter chiedere il rimborso solo se l'aereo non parte. La verità è che sono quasi sempre in ritardo, anche su altre tratte». A Torino ne sanno qualcosa. Il caso che vale la ribalta risale al 2 febbraio, quando il premio Oscar Roberto Benigni arrivò da Roma con oltre 3 ore di ritardo ed fu costretto a perdere la prima del nuovo Carignano. «Colpa del maltempo», la versione della compagnia. Ma da quel giorno problemi e disagi si sono moltiplicati, tra accorpamenti e carenze di organico, fino al record di 17 ore di ritardo su un altro volo da Fiumicino a Caselle, che sarebbe dovuto partire la sera del 21 giugno e non s'è mosso fino alla mattina del 22. Il periodo nero Il periodo più nero? Le prime due settimane di aprile, con 21 cancellazioni e 180 ritardi su 270 voli previsti per tutte le destinazioni. Dati che portarono il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano, ad ammettere: «Sono stati giorni particolarmente critici, ci sono stati troppi ritardi». E a promettere «più voli e più puntualità», anche grazie a 10 equipaggi trasferiti a Torino come sede fissa e un jet in più per smaltire il traffico verso la capitale. I risultati sono ancora tutti da vedere, almeno a giudicare dalla giornata di ieri: 2 ore e 40 minuti di ritardo sul volo per Napoli delle 7, un'ora e 40 su quello per Roma delle 15,15 (oltre alla cancellazione delle 17,10), due ore e 55 minuti su un altro per Napoli delle 17,50. Questa è la regola. Che non ammette eccezioni. 2 febbraio 2009 Roma-Torino, 3 ore e 10 Il volo AP6862 Roma-Torino, con atterraggio previsto alle 17,50, arriva a Caselle solo alle 21. A bordo anche il premio Oscar Roberto Benigni, costretto ad arrivare in ritardo alla prima del nuovo Carignano.17 aprile 2009 Torino-Napoli, 4 ore e 10 Il volo AP6804 da Torino a Napoli, operato da Air One, decollacon 4 ore e 10 minuti di ritardo, cioè 250 minuti dopo il previsto. Novanta passeggeri restano a terra: l'equipaggio non poteva decollare senza riposo.26 aprile 2009 Alghero-Torino, 5 ore e 8 Il volo AP5522 arriva a Caselle alle 12,23 con oltre 5 ore di ritardo. All'origine dei disagi il maltempo sul volo della sera prima, che ha costretto l'equipaggio prima ad atterrare a Cagliari. I passeggeri tornano ad Alghero alle 3 del mattino.

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"Il caso Torino è la spia di un intero sistema che stenta a decollare" (sezione: Class action)

( da "Stampa, La" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

INCHIESTA Retroscena Pollice verso dai piloti e dall'Enac Ultimatum L'Ente aereo: «Risolvere tutto per luglio» I Boeing 737 «Non sono adatti a questo scalo» Pezzi di ricambio «Spesso bisogna farli venire da Roma» Stefano Esposito "Il caso Torino è la spia di un intero sistema che stenta a decollare" LUIGI GRASSIA TORINO Gli scrupolosi giudici di Torino indagano su molte cose. E fanno bene. Sono particolarmente attenti ai diritti di persone, lavoratori e comunità. Analizzano con serietà esposti su servizi pubblici e disservizi. E hanno ragione. Anche i politici - torinesi e piemontesi - dicono ogni volta che ne hanno l'occasione che «l'interesse della gente che li ha eletti» viene prima di tutto. Una buona regola. Sono pronti - destra, centro, sinistra - a dar battaglia per far valere un diritto di chi li vota. È corretto. Ma c'è qualcosa che non va: perché, giudici e politici, non provano a dare un'occhiata - mettendoci un po' d'impegno - a quanto da mesi accade all'aeroporto di Caselle? Uno scalo dove il ritardo è regola, soprattutto nei voli Alitalia che collegano il Piemonte alla capitale, e viceversa. Da una a diciassette ore, si è visto (e scritto) di tutto. Passeggeri inferociti, politici che perdono le riunioni, attori e cantanti che non arrivano in tempo per la loro performance, imprenditori che ci rimettono di tasca loro, gente normale (la maggioranza) che butta tempo, soldi, bile. E' vero che il contratto di trasporto aereo tutela quasi esclusivamente le compagnie (fino al paradosso di non obbligarle al rispetto degli orari); che il danno esistenziale causato dallo stress è difficilmente accertabile (ma basterebbe la sosta ad un check-in per constatarlo), anche in Cassazione. Ma come la mettiamo con l'interruzione del pubblico servizio? Con l'accorpamento di un volo con il successivo - in partenza anche due ore dopo - perché l'aereo è mezzo vuoto? E' class="hilite">vero che la class="term">class class="term">action è stata dal governo rinviata, ma non mancano le denunce. E se c'è bisogno di sentire qualcuno «informato sui fatti», basta sfogliare la raccolta della Stampa degli ultimi mesi: un premio Oscar (Benigni), un segretario di partito (Franceschini), un procuratore della Repubblica (Caselli), un assessore regionale (Oliva). Più facile ancora è consultare il sito dell'aeroporto Sandro Pertini: minuziosi, ci sono i ritardi di partenze e decolli. Cos'altro serve? Onorevole Esposito, non mi verrà a dire che i disagi per chi parte o arriva a Caselle riguardano anche lei? «Non me ne parli. Mi rendo conto che noi siamo in una situazione di privilegio, ma atterrare o decollare da Torino ogni volta è un'avventura, quasi mai bella, pure per un parlamentare». Si spieghi meglio «Prima della nascita di Cai i problemi erano seri, ma la concorrenza tra Airone e Alitalia era uno stimolo verso la qualità che alla fine agevolava i passeggeri. Ora è un disastro». Nel senso della qualità dei servizi? «In tutti i sensi. Gli orari cambiano sempre e ogni occasione è buona per accorpare i voli con conseguenti ingestibili ritardi. E poi, guardi, il peggio non è partire da Torino, il peggio è arrivare. Tornare a casa è sempre un inferno». E come giustificano ritardi e cancellazioni? «L'informazione purtroppo è piuttosto scarsa e spesso ci si scontra con la maleducazione del personale di terra. Quando le notizie arrivano lasciano sempre un po' perplessi». Un esempio? «Nell'ultimo mese mi hanno detto cinque volte che c'erano problemi con una ruota e che andava cambiata. Dico cinque volte, mi viene quasi da sperare che fosse una scusa. Ma c'è di peggio». Non esageri. Cosa è successo? «A Fiumicino con altri due parlamentari non abbiamo notizie del volo delle 16,15 per Torino. Andiamo al bancone e ci dicono che ha 40 minuti di ritardo. Abituati, ci mettiamo il cuore in pace e andiamo a prendere il caffè, il bar era lontano e ci abbiamo messo una ventina di minuti. Al ritorno il volo era chiuso e siamo rimasti a terra. In questo primo anno da parlamentare ho buttato decine di ore di vita in quelle sale d'aspetto». Vede qualche soluzione? «Quando posso volo con altre compagnie, forse bisognerebbe incentivare i low-cost. Mi sembra che oggi offrano un servizio migliore. Caselle come aeroporto funziona, anche se ovunque c'è il problema della maleducazione del personale di terra che, mi creda, a Roma è peggio. Anche se ormai Torino è trattata da scalo di serie C. Pensi che ci sono miei colleghi che quando possono volano su Malpensa perché Lufthansa Italia garantisce collegamenti senza disservizi e ritardi. Per quanto mi riguarda appena l'alta velocità verso Roma funzionerà a dovere, sui voli Cai non mi vedranno più». I viaggiatori normali si lamentano, quelli un po' più determinati chiedono i danni o magari scrivono ai giornali o ai parlamentari... «E' arrivato il momento che in uno dei prossimi incontri tra parlamentari piemontesi venga messa a punto un'azione comune. Mi faccio carico di parlare anche con i senatori per creare un fronte unito capace di affrontare il problema Caselle. Serve un'azione seria, non solo qualche interrogazione parlamentare. Dobbiamo convocare i vertici Cai per un faccia a faccia alla presenza delle istituzioni. Se non avremo garanzie dobbiamo pensare ad aprire lo scalo ad altre compagnie». [FIRMA]JACOPO D'ORSI TORINO «Cai: compagnia aerea inaffidabile». È solo uno dei commenti ascoltati tra i passeggeri esasperati da mesi di ritardi e disservizi sulle rotte della nuova Alitalia. Ed è tra i commenti più gentili: i viaggiatori costretti a bivaccare per ore in attesa che l'aeroplano decolli, spesso senza sapere cosa accade, di solito sono più aggressivi. Una scena che in questi sei mesi si è ripetuta di frequente a Caselle come in altri aeroporti italiani dove l'eccezione s'è trasformata in regola. Sabato sera l'ultimo episodio: il volo AP6330 per Bari (marchiato AirOne) è decollato con quasi sei ore di ritardo. Nessuna spiegazione Le spiegazioni? Racconta un passeggero: «Prima ci hanno parlato di problemi tecnici, poi hanno detto che bisognava aspettare l'aereo dalla Puglia, infine che il pilota era stanco e non se la sentiva di proseguire. Informazioni affidabili, zero». Dovevano partire alle 17,15, si sono alzati da terra alle 22,45. «Quando finalmente è arrivato un volo da Napoli, intorno alle 22,30, il suo equipaggio s'è degnato di portarci a Bari. Altrimenti saremmo ancora a Torino: il personale del nostro aereo sosteneva di aver sforato i turni e per ragioni di sicurezza non poteva continuare». Nella sala d'imbarco si sono vissute ore di tensione. Un uomo ha distrutto uno dei terminali per il controllo dei biglietti, causando l'intervento della polizia aeroportuale. «A Bari non si arriva» Il tutto tra le urla di disperazione dei compagni di sventura: chi doveva arrivare in tempo per assistere la madre malata, chi per un turno di lavoro improrogabile, chi per il funerale di un famigliare programmato la mattina dopo a Brindisi. Esigenze cancellate dallo scorrere delle lancette, apparentemente senza un perché. «Abbiamo trascorso tutto il pomeriggio in aeroporto - racconta Cinzia De Marzo, 39 anni, avvocato barese, candidata del Pd alle ultime Europee nella Ciscoscrizione Sud - c'erano anziani, bambini e disabili, abbandonati a loro stessi». Anche lei ha deciso di dire basta. Sull'aereo ha fatto sottoscrivere a tutti un reclamo con richiesta di risarcimento per danni morali e materiali, una sorta di class-class="term">action in miniatura. La raccolta firme «Ho raccolto tra le 60 e 70 firme - racconta - vogliamo dare un segnale e creare un precedente perché così non si può andare avanti». Continua: «Paghiamo i biglietti, il mio costava più di 200 euro, non per ricevere questo trattamento. Cai pensa di cavarsela con i bonus per la cena e altre forme di assistenza, ma non è accettabile poter chiedere il rimborso solo se l'aereo non parte. La verità è che sono quasi sempre in ritardo, anche su altre tratte». A Torino ne sanno qualcosa. Il caso che vale la ribalta risale al 2 febbraio, quando il premio Oscar Roberto Benigni arrivò da Roma con oltre 3 ore di ritardo ed fu costretto a perdere la prima del nuovo Carignano. «Colpa del maltempo», la versione della compagnia. Ma da quel giorno problemi e disagi si sono moltiplicati, tra accorpamenti e carenze di organico, fino al record di 17 ore di ritardo su un altro volo da Fiumicino a Caselle, che sarebbe dovuto partire la sera del 21 giugno e non s'è mosso fino alla mattina del 22. Il periodo nero Il periodo più nero? Le prime due settimane di aprile, con 21 cancellazioni e 180 ritardi su 270 voli previsti per tutte le destinazioni. Dati che portarono il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano, ad ammettere: «Sono stati giorni particolarmente critici, ci sono stati troppi ritardi». E a promettere «più voli e più puntualità», anche grazie a 10 equipaggi trasferiti a Torino come sede fissa e un jet in più per smaltire il traffico verso la capitale. I risultati sono ancora tutti da vedere, almeno a giudicare dalla giornata di ieri: 2 ore e 40 minuti di ritardo sul volo per Napoli delle 7, un'ora e 40 su quello per Roma delle 15,15 (oltre alla cancellazione delle 17,10), due ore e 55 minuti su un altro per Napoli delle 17,50. Questa è la regola. Che non ammette eccezioni. Un pilota di Alitalia-AirOne che fa base a Torino e non vuol dire il nome (per non subire ritorsioni) la mette giù dura: «Qui a Caselle lavora un sacco di gente demotivata. In tanti si sono visti imporre un trasferimento che non volevano assolutamente, oppure hanno qualche altra ragione di rimostranza con la nuova proprietà di Colaninno e soci, e adesso vengono ogni giorno in aeroporto col fegato grosso». Questo non li porterà mica a lavorar male di proposito? «Non dico questo. Ma a chi si sente maltrattato dall'azienda non si può chiedere di dare quel qualcosa in più di buona volontà, quello sforzo che aiuterebbe a risolvere i problemi imprevisti quando capitano». Sempre per stare sul concreto il pilota elenca altre magagne di Caselle, come le osserva dal suo punto di vista. «A Torino - accusa - c'è il problema specifico del Boeing 737, che secondo me è stato uno sbaglio. Caselle è il terzo aeroporto italiano per introiti, c'è moltissima clientela business, molti biglietti aperti, costosi. Bisognava metterci gli Airbus, e invece a servire questa clientela la nuova Alitalia-AirOne ha mandato degli aerei vecchi come i 737. No, non dico che la manutenzione e la sicurezza vengano trascurate. Ma i B737 sono pochi, e non è detto che a Torino ci siano disponibili tutti i pezzi di ricambio che servono, di frequente bisogna farli venire da Roma e così si perde tempo. Con gli Airbus, che sono un centinaio e si trovano ovunque, sarebbe stato più facile. Invece ci hanno dato lo stesso aereo cha ha a Caselle la Blue Panorama, anziché differenziarci. Poi c'è il problema delle compagnie low cost che hanno dei contratti blindatissimi con gli aeroporti: il transito di Ryanair e EasyJet deve avvenire entro 25 minuti altrimenti l'aeroporto paga penali salatissime, quindi la precedenza la ottengono loro per qualunque cosa, a scapito nostro». Come se non bastassero i problemi locali, sull'aeroporto torinese si riverberano quelli degli altri scali: «Se a Fiumicino o altrove all'aereo non arrivano i bus, o le scale, o il carburante, o il catering, questi problemi portano a ritardi di un quarto d'ora, di mezz'ora, di un'ora, che si accumulano di scalo in scalo, di aeroporto in aeroporto, e non si recuperano più, anche perché non c'è margine: gli equipaggi sono tirati, gli aerei sono tirati, i pezzi di ricambio sono tirati, e non ci sono equipaggi di scorta né riserve di macchine o di materiali a cui attingere». Almeno per la parte che riguarda i servizi aeroportuali questa testimonianza è convalidata da Vito Riggio, presidente dell'Enac (l'ente che vigila sul settore), che al telefono con la Stampa dice: «C'è un serio problema nella gestione a terra del gruppo Alitalia, affidata alla compagnia Alitalia Airport che non ha ancora un rendimento adeguato». E questo concorre a determinare un indice di puntualità di Alitalia e AirOne che «subito dopo l'integrazione era dell'80%. Poi è risalito, poi è sceso di nuovo. Noi abbiamo posto un obiettivo minimo dell'87% che non è stato raggiunto. Facciamo pressione per arrivarci». Si tratta di cifre nazionali, mentre l'aeroporto di Torino (alcuni mesi fa) stava sotto la media di diversi punti percentuali e adesso, a giudicare dalla disperazione dei viaggiatori, non sembra cavarsela meglio. Ancora il pilota: «La fusione fra Alitalia e AirOne non è compiuta. Due sistemi diversi che faticano a comunicare, due software diversi. Per i biglietti questo dovrebbe essere risolto a luglio, ma per tante altre cose no. Credo che ci vorrà un anno, un anno e mezzo a sistemare tutto». Il presidente Riggio impone termini molto più ravvicinati: «Abbiamo dato 6 mesi ad Alitalia-AirOne per portare a termine l'integrazione. Tutto deve essere risolto prima del 28 luglio, cioè del primo picco di traffico estivo». Da Alitalia-AirOne non negano le difficoltà: «Noi non facciamo certo trionfalismo né ottimismo di maniera. I problemi ci sono e stiamo lavorando per risolverli». 21 giugno 2009 Roma-Torino, 17 ore Il volo AP6860 in partenza da Fiumicino, programmato per le 21,50, è cancellato. I passeggeri, tra cui l'assessore regionale alla cultura Gianni Oliva, lo scoprono a mezzzanotte: ripartono la mattina dopo. Un'odissea lunga 17 ore.27 giugno 2009 Torino-Bari, 5 ore e mezza Il volo AP 6330 previsto alle 17,15 decolla solo alle 22,45. Un uomo distrugge uno dei terminali della compagnia, interviene la polizia. I passeggeri firmano un modulo di reclamo collettivo per danni morali e materiali.

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Alitalia alza la quota dei rimborsi (sezione: Class action)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

Il Sole-24 Ore sezione: NORME TESTO data: 2009-06-28 - pag: 22 autore: Alitalia alza la quota dei rimborsi u Continua da pagina 21 4. Con separati decreti del ministro dell'Economia e delle finanze di natura non regolamentare i provvedimenti di cui ai commi precedenti possono essere estesi alle amministrazioni incluse nel conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche richiamato al comma 1 con esclusione degli enti previdenziali di diritto privato, delle Regioni, delle Province autonome, degli enti, di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale, degli enti locali e degli enti del settore camerale, della presidenza del Consiglio dei ministri, e delle Autorità indipendenti nonché degli Organi costituzionali e degli Organi a rilevanza costituzionale. ARTICOLO 19 Società pubbliche 1. All'articolo 18 del decreto legge n. 112 del 2008 convertito con legge 133 del 2008, dopo il comma 2, è inserito il seguente: «2-bis. Le disposizioni che stabiliscono, a carico delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale si applicano, in relazione al regime previsto per l'amministrazione controllante, anche alle società a partecipazione pubblica totale o di controllo che siano titolari di affidamenti diretti di servizi senza gara, ovvero che svolgano funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale o commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica. Le predette società adeguano inoltre le proprie politiche di personale alle disposizioni vigenti per le amministrazioni controllanti in materia di contenimento degli oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o indennitaria e per consulenze.». 2. All'articolo 3 della legge 244 del 2007 sono apportate le seguenti modificazioni: a) al comma 28, in fine, è aggiunto il seguente periodo: «La delibera di cui al presente comma è trasmessa alla sezione competente della Corte dei conti.»; b) al comma 29, primo periodo, le parole: «Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge», sono sostituite dalle seguenti: «Entro il 30 settembre 2009»; in fine, è aggiunto il seguente periodo: «Il mancato avvio delle procedure finalizzate alla cessione determina responsabilità erariale». 3. L'articolo 7-octies del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33 è modificato come segue: a) la rubrica dell'articolo è sostituita dalla seguente: «Misure a favore degli obbligazionisti e dei piccoli azionisti AlitaliaLinee aeree italiane Spa»; b) il comma 1 è abrogato; c) al comma 3, lettera a), le parole «ridotto del 50 per cento» sono sostituite dalle seguenti parole «pari a euro 0,262589 per singola obbligazione, corrispondente al 70,97% del valore nominale»; d) al comma 3, dopo la lettera a), è introdotta la seguente lettera: «a-bis) ai titolari di azioni della società Alitalia-Linee aeree italiane Spa, ora in amministrazione straordinaria, viene attribuito il diritto di cedere al ministero dell'Economia e delle finanze i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione ridotto del 50 per cento, pari a 0,2722 euro per singola azione, e comunque nei limiti di cui alla successiva lettera b), in cambio di titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 31 dicembre 2012 e con taglio minimo unitario di euro 1.000. Il diritto è condizionato all'osservanza delle condizioni e modalità di seguito specificate;»; e) al comma 3, lettera b), le parole «di cui alla lettera a) non potranno risultare superiori a euro 100.000 per ciascun obbligazionista » sono sostituite dalle seguenti parole «di cui alle lettere a) e a-bis) non potranno risultare superiori rispettivamente a euro 100.000 per ciascun obbligazionista e a euro 50.000 per ciascun azionista »; dopo le parole «controvalore delle obbligazioni» sono aggiunte le seguenti parole: «e delle azioni»; f) al comma 3, lettera b) è aggiunto infine il seguente periodo: «le assegnazioni di titoli di Stato agli obbligazionisti non potranno superare per l'anno 2009 il limite complessivo di spesa di cui al comma 2, le restanti assegnazioni, ivi incluse quelle in favore degli azionisti di cui alla lettera a-bis), sono effettuate nell'anno 2010»; g) al comma 4, primo periodo, le parole «I titolari di obbligazioni di cui al comma 3» sono sostituite dalle seguenti parole: «I titolari di obbligazioni o di azioni di cui al comma 3»; le parole «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti parole «entro il 31 agosto 2009»; h) al comma 4, alla lettera a), dopo le parole «dei titoli obbligazionari » sono aggiunte le seguenti parole: «e azionari»; i) al comma 5, primo periodo, dopo le parole «gli intermediari finanziari, sotto la propria responsabilità, trasmettono » sono aggiunte le parole «in cartaceo e su supporto informatico »; j) al comma 5 lettera a), dopo le parole «titolari delle obbligazioni » sono aggiunte le seguenti parole «e delle azioni»; le parole «delle quantità di detti titoli obbligazionari detenuta alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle seguenti parole «delle quantità di detti titoli obbligazionari e azionari detenute alla data di presentazione della dichiarazione di cui al comma 4»; k) al comma 5, lettera c), dopo le parole «quantità di titoli obbligazionari » sono aggiunte le seguenti parole: «e azionari»; dopo le parole «soggetti titolari delle obbligazioni» sono aggiunte le seguenti parole «e delle azioni»; l) al comma 6, primo periodo, dopo le parole «titoli obbligazionari » sono aggiunte le seguenti parole «e azionari»; m) al comma 6, secondo periodo, dopo le parole «trasferimento delle obbligazioni» sono aggiunte le seguenti parole: «e delle azioni»; n) al comma 7 le parole «entro il 31 dicembre 2009» sono sostituite con le parole «entro il 31 dicembre 2010»; o) dopo il comma 7, è introdotto il seguente comma: «7-bis. Alle operazioni previste dal presente articolo non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 102 e seguenti e agli articoli 114 e seguenti del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.»; p) è abrogato il comma 8; q) il comma 9 è sostituito dal seguente comma: «9. è abrogato il comma 2 dell'articolo 3 del decreto legge 28 agosto 2008, n. 134, convertito, con modificazioni, in legge 27 ottobre 2008, n. 166.»; r) è abrogato il comma 10. 4. Ai fini dell'ammissione ai benefici di cui all'articolo 7-octies, comma 3, lettera a), del decreto legge n. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si considerano valide le richieste presentate dai titolari di obbligazioni del prestito obbligazionario «Alitalia 7,5 per cento 2002-2010 convertibile » emesso da AlitaliaLinee aeree italiane Spa, ora in amministrazione straordinaria, sulla base della normativa vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Al fine di provvedere alla copertura dei maggiori oneri derivanti dal comma 3l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 7-octies, comma 2, del decreto legge n. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, con legge 9 aprile 2009, n. 33, è incrementata di 230 milioni di euro per l'anno 2010. 5. Le amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico su cui le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell'amministrazione dello Stato. Gli oneri di gestione e le spese di funzionamento degli interventi relativi ai fondi sono a carico delle risorse finanziarie dei fondi stessi. 6. L'articolo 2497, primo comma, del Codice civile, si interpreta nel senso che per enti si intendono i soggetti giuridici collettivi, diversi dallo Stato, che detengono la partecipazione sociale nell'ambito della propria attività imprenditoriale ovvero per finalità di natura economica o finanziaria. 7. L'articolo 3, comma 12, lettera b) della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «b) prevedere che previa delibera dell'assemblea dei soci, sulle materie delegabili, al presidente possano essere attribuite deleghe operative da parte dell'organo di amministrazione che provvede a determinarne in concreto il contenuto ed il compenso ai sensi dell'articolo 2389, comma 3, del Codice civile;». 8. L'articolo 3, comma 12, lettera d) della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «d) prevedere che l'organo di amministrazione, fermo quanto previsto ai sensi della lettera b), possa delegare proprie attribuzioni a un solo componente, al quale possono essere riconosciuti compensi ai sensi dell'articolo 2389, terzo comma, del Codice civile unitamente al presidente nel caso di attribuzione di deleghe operative di cui alla lettera b);». 9. L'articolo 1, comma 459, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, è soppresso. 10. L'articolo 3, comma 13 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è sostituito dal seguente: «13. Le modifiche statutarie, ad eccezione di quelle di cui alle lettere b) e d) del comma 12, hanno effetto a decorrere dal primo rinnovo degli organi societari successivo alle modifiche stesse.». 11. Con atto di indirizzo strategico del ministro dell'Economia e delle finanze sono ridefiniti i compiti e le funzioni della Società di cui all'articolo 1 della legge 13 luglio 1966, n. 559, come modificata dall'articolo 1 del decreto legislativo 21 aprile 1999, n. 116. 12. Il consiglio di amministrazione della società di cui al comma 11 del presente articolo è conseguentemente rinnovato nel numero di cinque consiglieri entro 45 giorni dalla data di emanazione dei relativi atti di indirizzo strategico, senza applicazione dell'articolo 2383, comma 3, del Codice civile. Il relativo statuto dovrà conformarsi, entro il richiamato termine, alle previsioni di cui al comma 12, dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 13. All'articolo 3, comma 12, primo periodo della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, dopo le parole: «ovvero da eventuali disposizioni speciali» sono inserite le parole: «nonché dai provvedimenti di attuazione dell'articolo 5, comma 4, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326». ARTICOLO 20 Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile 1. A decorrere dal 1Ú gennaio 2010 ai fini degli accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità le Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali sono integrate da un medico dell'Inps quale componente effettivo. In ogni caso l'accertamento definitivo è effettuato dall'Inps. Ai fini dell'attuazione del presente articolo l'Inps medesimo si avvale delle proprie risorse umane, finanziarie e strumentali, anche attraverso una razionalizzazione delle stesse, come integrate ai sensi del Dpcm del 30 marzo 2007 concernente il trasferimento delle competenze residue dal ministero dell'Economia e delle finanze all'Inps. 2. L'Inps accerta altresì la permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. In caso di comprovata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applica l'articolo 5, comma 5 del Regolamento di cui al Dpr 21 settembre 1994, n. 698. 3. A decorrere dal 1Ú gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, complete della certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti, sono presentate all'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps), secondo modalità stabilite dall'ente medesimo. L'Istituto trasmette, in tempo reale e in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie Locali. 4. Con accordo quadro tra il ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, da concludere entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità attraverso le quali sono affidate all'Inps le attività relative all'esercizio delle funzioni concessorie nei procedimenti di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Nei sessanta giorni successivi, le regioni stipulano con l'Inps apposita convenzione che regola gli aspetti tecnico-procedurali dei flussi informativi necessari per la gestione del procedimento per l'erogazione dei trattamenti connessi allo stato di invalidità civile. 5. All'articolo 10, comma 6, del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248 sono apportate le seguenti modificazioni: a) nel primo periodo è soppressa la parola «anche»; b) nel secondo periodo sono soppresse le parole «sia presso gli uffici dell'Avvocatura dello Stato, ai sensi dell'articolo 11 del Rd 30 ottobre 1933, n. 1611, sia»; c) nel terzo periodo sono soppresse le parole «è litisconsorte necessario ai sensi dell'articolo 102 del Codice di procedura civile e»; d) è aggiunto, infine il seguente comma: «6-bis: Nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali e assistenziali, nel caso in cui il giudice nomini un consulente tecnico d'ufficio, alle indagini assiste un medico legale dell'ente, su richiesta, formulata, a pena di nullità, del consulente nominato dal giudice, il quale provvede ad inviare apposita comunicazione al direttore della sede provinciale dell'Inps competente. Al predetto componente competono le facoltà indicate nel secondo comma dell'articolo 194 del Codice di procedura civile. Nell'ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi depositati a far data dal 1Úaprile 2007 a carico del ministero dell'Economia e delle finanze o del medesimo in solido con l'Inps, all'onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio assistenziale provvede comunque l'Inps.». 6. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore delle presenti disposizioni, è nominata dal ministro del Lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle indicative delle percentuali dell'invalidità civile, già approvate con decreto del ministro della Sanità del 5 febbraio 1992, e successive modificazioni. Dalla attuazione del presente comma non devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica. ARTICOLO 21 Rilascio di concessioni in materia di giochi 1. Per garantire la tutela di preminenti interessi pubblici nelle attività di raccolta del gioco, qualora attribuite a soggetti estranei alla pubblica ammi-nistrazione, la gestione di queste attività è sempre affidata in concessione attribuita, nel rispetto dei principi e delle regole comunitarie e nazionali, di norma ad una pluralità di soggetti scelti mediante procedure aperte, competitive e non discriminatorie. Conseguentemente, per assicurare altresì la maggiore concorrenzialità, economicità e capillarità distributiva della raccolta delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea e differita, in previsione della prossima scadenza della vigente concessione per l'esercizio di tale forma di gioco, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il ministero dell'Economia e delle finanze-Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato avvia le procedure occorrenti per conseguire tempestivamente l'aggiudicazione della concessione ai più qualificati operatori di gioco, nazionali e comunitari, individuati mediante selezione concorrenziale basata sul criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, nell'ambito della quale valore prioritario è attribuito:

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Il testo integrale del decreto anticrisi (sezione: Class action)

( da "CittadinoLex" del 29-06-2009)

Argomenti: Class Action

Sei in: Prima Pagina | Stato | Testo Contiene 25 articoli di provvedimenti soprattutto per le imprese Il testo integrale del decreto anticrisi (Dl Cdm 26.6.2009) Provvedimento di 25 articoli - Un provvedimento composto da 25 articoli che intervengono soprattutto con misure per le imprese. Varie misure anticrisi - Premio di occupazione, esenzione fiscale sugli utili reinvestiti dalle imprese sui macchinari, bonus per le aziende che decidono di non licenziare o reimpiegano i lavoratori già in cassa integrazione, una mini liberalizzazione nel settore del gas, velocizzazione di pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende, class="hilite">proroghe di termini dalla class="term">class class="term">action alle missioni di pace. Alitalia - Salgono dal 30% al 70,97% i rimborsi agli obbligazionisti di Alitalia, e verranno parzialmente rimborsati anche gli azionisti. Le novità cono contenute nell'articolo 19 della bozza del decreto approvato del Consiglio dei Ministri il 26 giugno. Per gli azionisti Alitalia viene attribuito il diritto di cedere al ministero dell'economia i propri titoli per un controvalore determinato sulla base del prezzo medio di borsa delle azioni nell'ultimo mese di negoziazione ridotte del 50%, pari a 0,2722 euro per singola azione. Il cambio è con titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza 21 dicembre 2012. Il rimborso non potrà risultare superiore a 100.000 euro per ciascun obbligazionista e a 50.000 euro per gli azionisti. Le domande di rimborso dovranno essere presentate entro il 31 agosto prossimo. Detassazione utili - Riedizione della legge Tremonti per la detassazione degli utili reinvestiti, che diviene più selettiva perché gli sgravi si limitano agli impianti produttivi al bonus per favorire l'occupazione per le aziende che decideranno di non ricorrere alla cassa integrazione o che assumeranno lavoratori già sospesi otterranno incentivi. Energia meno cara - Approvvigionamento di energia meno cara, con lo sblocco degli investimenti nelle reti elettriche e misure per calmierare il prezzo del gas a vantaggio delle imprese, mettendo sul mercato 5 miliardi di metri cubi di gas a prezzi allineati a quelli medi europei. Pagamenti pubblici più celeri - Accelerazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, con la fissazione di tempi certi sia per l'arretrato che per i pagamenti futuri, semplificando inoltre le procedure e i meccanismi per la compensazione di crediti e debiti. Invalidità civile - Misure per contrastare le frodi in materia di invalidità civile per ridurre gli sprechi e aiutare i veri invalidi. Sfratti Gli sfratti sono prorogati fino al 31 dicembre 2009. Opere - Possibilità di effettuare grandi opere infrastrutturali con poteri e mezzi straordinari come quelli derogatori delle ordinanze previste in occasione di calamità naturali. Proroga strade sicure Continua l'operazione cosiddetta "strade sicure" per altri 2 semestri, portando il numero di militari coinvolti a 4250, dagli attuali 3 mila. Il provvedimento deve ora andare all'esame delle Camere per la conversione in legge. Il testo è soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in gazzetta ufficiale. (29 giugno 2009)

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Ripresa, sinergie indispensabili (sezione: Class action)

( da "Italia Oggi" del 30-06-2009)

Argomenti: Class Action

ItaliaOggi sezione: Cnai data: 30/06/2009 - pag: 38 autore: Il presidente Cnai, Di Renzo, spiega la contrattazione in essere con le varie associazioni Cisal Ripresa, sinergie indispensabili Solo un sistema strutturato di relazioni incide sull'economia L'accordo quadro del 22 gennaio scorso recepisce principi e indicazioni che la contrattazione tra la Confederazione delle associazioni degli imprenditori, Cnai, e la Confederazione dei sindacati autonomi, Cisal, attuano già dal 1991. Gli addetti ai lavori hanno affermato che il nuovo assetto contrattuale che emerge dall'accordo quadro siglato tra governo e parti sociali è basato sulla condivisone dei programmi tra aziende e lavoratori, sulla flessibilità, sulla ricerca della produttività e sulla bilateralità, nella consapevolezza che solo da un'azione sinergica tra le parti sociali e lo stesso governo si può uscire dall'attuale gravissima crisi. A Orazio Di Renzo, presidente del Cnai, chiediamo cosa preveda al riguardo la contrattazione in essere con le varie associazioni della Cisal. «Le due organizzazioni», dichiara Di Renzo, «hanno confermato nell'accordo interconfederale siglato nell'aprile scorso che obiettivi prioritari sono la crescita economica, lo sviluppo occupazionale, il miglioramento della sicurezza sul lavoro, l'emersione del lavoro nero e l'aumento della produttività, in attuazione dell'accordo quadro del 22 gennaio 2009 sulla riforma degli assetti contrattuali sottoscritto dal governo e dalle associazioni datoriali e dei lavoratori. Questi obiettivi vanno perseguiti anche attraverso la riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese nell'ambito degli obiettivi e dei vincoli di finanza pubblica. Il Cnai e la Cisal», continua Di Renzo, «hanno voluto confermare la validità e l'efficacia del precedente modello di assetti contrattuali su due livelli, avendo a riferimento l'esperienza dei maggiori paesi europei e hanno inteso ribadire la convinzione che unicamente un sistema strutturato di relazioni sindacali sia in grado di incidere sull'economia e di dare certezze, attraverso la condivisione delle regole sui tempi, sui contenuti e sull'ambito della contrattazione collettiva. Queste regole hanno appunto guidato la precedente contrattazione tra Cnai e Cisal che ha introdotto istituti innovativi e specifici per gli esercenti lavorazioni conto terzi, a façon, per gli edili, per i contratti a chiamata, e per i co.co.co. Regole scritte e studiate per le pmi che oggi trovano spazio e valenza nel nuovo modello contrattuale finalmente accettato anche dalle quasi totalità delle parti sociali. Domanda. Cosa ci dice della contrattazione di primo livello? Risposta. Il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria ha validità triennale sia per la parte normativa che per la parte economica e fissa trattamenti certi per i lavoratori appartenenti allo stesso settore sull'intero territorio nazionale. Il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria definisce il sistema delle imprese rientranti nel proprio campo di applicazione attraverso l'individuazione delle attività. Inoltre disciplina il diritto di informazione e consultazione e gli eventuali organismi paritetici, nonché, attraverso appositi accordi, le forme di bilateralità al fine di garantire il funzionamento di servizi integrativi del welfare possibilmente attraverso una normativa fiscale agevolata.D. Cosa ci dice del vecchio tasso di inflazione programmata? R. L'accordo interconfederale Cnai-Cisal disapplica formalmente tra le parti per la durata di quattro anni le regole già definite nel Protocollo sottoscritto fra governo e parti sociali il 23 luglio1993.D. Il tasso d'inflazione programmata per l'aggiornamento della parte economica dei contratti collettivi nazionali di lavoro di categoria viene sostituito da un nuovo indice previsionale costruito sulla base dell'Ipca (l'indice dei prezzi al consumo armonizzato in ambito europeo per l'Italia), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. Come e da chi viene definito questo nuovo indice? R. Come previsto dal citato accordo quadro del 22 gennaio 2009 l'indice previsionale sarà elaborato da un soggetto terzo di riconosciuta autorevolezza e competenza che procederà alla verifica circa eventuali scostamenti tra l'inflazione prevista e quella reale effettivamente osservata, considerando i due indici sempre al netto della dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. La verifica circa la significatività degli eventuali scostamenti registratisi sarà effettuata dall'Osservatorio Nazionale del mercato del lavoro, derivazione del nostro ente bilaterale Enboa. Il recupero degli eventuali scostamenti sarà effettuato entro la vigenza di ciascun contratto collettivo nazionale di lavoro in termini di variazione dei minimi.

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Londra guida il fronte dei duri (aspettando il G8) (sezione: Class action)

( da "Riformista, Il" del 30-06-2009)

Argomenti: Class Action

prigionieri liberati cinque (su nove) impiegati dell'ambasciata britannica Londra guida il fronte dei duri (aspettando il G8) Crisi iraniana. Berlusconi evoca possibili sanzioni. Ma è Downing Street a dare la linea agli audaci. Il regime fa sapere che «non chiuderà sedi diplomatiche» né rivedrà i rapporti. La crisi con il Regno però rimane aperta. Brown alza la voce e dietro di lui s'intravede l'ombra dei blairiani. E una politica estera stile "New Labour". di Mauro Bottarelli Londra. «Let's take a stand», prendiamo posizione. Non c'è stato richiamo alle regole di Chatham House né ad altro codice diplomatico per sapere quale fosse la posizione ufficiosa del Foreign Office britannico di fronte alla crisi iraniana. Certo, David Miliband non poteva ammetterlo in conferenza stampa, ma i toni della sua dichiarazione dopo l'arresto di otto membri iraniani dell'ambasciata britannica lasciavano poco spazio all'interpretazione. Ovvero, se il mondo - Barack Obama in testa - sceglie l'understatement, noi no. Il mondo forse al G8 farà dei passi verso nuove sanzioni, ha lasciato intendere ieri Silvio Berlusconi, ma a guidare il "fronte degli intransigenti" con ogni probabilità sarà sempre il governo britannico. È scontro tra Londra e Teheran e anche se toni e azioni non sono quelli della presa di ostaggi di due anni fa quando 15 marinai inglesi furono arrestati al largo dello Shatt-al-Arab non bisogna sottovalutare la portata di questa guerra di nervi. Soprattutto, politicamente. Cinque dei dipendenti sono già stati liberati e «tre sono ancora sotto interrogatorio» ha annunciato ieri il portavoce della diplomazia iraniana. Teheran formalmente non fa retromarcia, conferma che l'arresto è scattato in presenza di «prove». Ma non cerca l'escalation. «Non esiste alcun progetto per chiudere le ambasciate o ridurre le realzioni diplomatiche, neanché con la gran Bretagna» sottolinea Teheran. Non sarà insomma un remake della crisi degli ostaggi americani che costò la Casa Bianca a Jimmy Carter. Ma Londra non intende smorzare i toni. Ieri Brown è intervenuto personalmente per chiedere la liberazione degli altri quattro impiegati dell'Ambasciata definendo «inaccettabile e ingiustificabile la loro detenzione». Londra sta giocando una partita a poker con l'Iran e la posta in gioco è alta: riportare solidità e rispetto all'azione di governo, screditata da scandali ed elezioni fallimentari, attraverso un'azione che ricorda molto l'interventismo democratico di Tony Blair ai tempi del Kosovo. Una combinazione di azioni diplomatiche e sfruttamento delle stesse a livello mediatico. Ormai nessuno fa mistero a Londra che il governo sia in mano al First Secretary Lord Mandelson che, su mandato proprio di Tony Blair, ha salvato Gordon Brown dall'ammutinamento a due condizioni: silenziatore sulle pagine più controverse della guerra in Iraq in sede di commissione d'inchiesta e una chiara impronta New Labour all'azione del governo in ambito internazionale. Non è un caso che la macchina della comunicazione sia tornata in mano ad Alistair Campbell, già "spin doctor" prediletto di Blair. Che Londra sia il bersaglio privilegiato degli strali iraniani non deve stupire, soprattutto dopo il discorso sui rapporti con l'Islam di Barack Obama: la Bbc ha da tempo creato una redazione in farsi che ha seguito in maniera perfetta le dimostrazioni di protesta e Londra accoglie la sede operative europea del gruppo Mujahidin-e Khlaq, principale movimento di opposizione. Non è necessario tornare indietro nel tempo, quando i britannici insediarono lo Shah, o quando fecero cadere Mossadeq. Per quando riguarad Londra, la Gran Bretagna, è politicamente un elefante che segue la lezione di John Fitzgerald Kennedy: perdona i tuoi nemici ma ricorda i loro nomi. E la presa di ostaggi del 2007 brucia ancora come una grave sconfitta diplomatica, soprattutto dopo le confessioni vendute a caro prezzo ai tabloid da due dei marinai arrestati. Ieri persino il conservatore Daily Telegraph elogiava la linea dura di David Miliband, ministro degli Esteri, sostenendo che questa prova che potrebbe creare un precedente importante per il suo profilo. Mgari facilitando una candidatura a Downing Street. Londra inoltre, agendo in contropiede e con risolutezza, ha obbligato anche il resto delle cancellerie Ue a esporsi, denunciando l'arresto dei funzionari e minacciando «risposte severe e collettive». «Il governo si gioca molto, moltissimo in questa partita. Non dico che siamo all'assalto di una leadership globale nei confronti dell'Iran ma certamente il vuoto politico seguito in Occidente alle elezioni iraniane andava colmato e Miliband non ha certo usato il fioretto. Questo è un segnale chiaro tanto a Teheran, quanto a Gordon Brown e agli alleati europei che pensavano di aver già trovato un nuovo equilibrio nell'asse franco-tedesco», si è fatto sfuggire ieri pomeriggio un senior diplomat del Foreign Office, questa volta protetto dalle regole di Chatham House. Certo non sarà il ritorno in grande stile dei blairiani, ma la mano di Alistair Campbell si nota in ogni comunicato: d'altronde, chi fece infuriare Bill Clinton perchè lo faceva «passare da codardo sul Financial Times riguardo al Kosovo» qualche capacità l'avrà certamente mantenuta. E Tony Blair, inviato del Quartetto per il Medio Oriente, qualche parola da dire sull'Iran ce l'avrà di certo. In silenzio e in punta di piedi, però. 30/06/2009

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